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Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta è il Vangelo della misericordia

Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta è il Vangelo della misericordia

Sfidano il tradizionale modo di vivere, talvolta sconvolgono l’orizzonte sociale e culturale con il quale vengono a confronto. Sono i migranti, persone in cammino, sempre più numerosi. Sono loro al centro del Messaggio che Papa Francesco ha reso noto ieri e che costituisce la base di riflessione della Giornata del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebrerà domenica 17 gennaio 2016. Il tema è “Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta è il Vangelo della misericordia”, e in questo modo si collega al tema scelto per l’Anno Santo che si aprirà l’8 dicembre.

Superare la fase di emergenza, affrontare le cause delle migrazioni, e le conseguenze che “imprimono volti nuovi alle società e ai popoli”. Tutto, tranne il silenzio e l’indifferenza, che diventano complicità quando si assiste “come spettatori” a naufragi, morti per soffocamento, stenti e violenze.

I migranti sono fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla povertà e dallo sfruttamento. La rivelazione biblica incoraggia l’accoglienza dello straniero perché in esso c’è il volto di Gesù. In molti – associazioni, movimenti… – hanno riconosciuto questo volto e sperimentato la gioia dell’incontro, anche se anche in tante realtà parrocchiali (oltre che nelle politiche degli Stati) si manifestano ancora dibattiti su condizioni e limiti da porre all’accoglienza.

I migranti, peraltro, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, se se ne garantisce la dignità e il corretto inserimento e se loro stessi rispettano “il patrimonio spirituale e culturale” dei Paesi in cui emigrano.

Ma, nota il Papa, c’è anche il diritto a non emigrare: in questo senso, occorre fare di più per aiutare i Paesi di origine, in modo che cessino le cause delle migrazioni. L’opinione pubblica deve essere informata in modo corretto, “anche per prevenire ingiustificate paure e speculazioni sulla pelle dei migranti”.

Infine, il Papa mette il dito sulla piaga delle nuove forme di schiavitù: i lavoratori forzati nell’edilizia e nell’agricoltura, le milizie che arruolano i bambini. Crimini da cui scappano “i profughi del nostro tempo”. Il Messaggio si conclude con un invito ai migranti: “Non lasciatevi rubare la gioia e la speranza che scaturiscono dall’esperienza della misericordia di Dio, che si manifesta nelle persone che incontrate lungo i vostri sentieri!”.

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