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Il Papa: «Famiglia, scuola di umanità»

Il Papa: «Famiglia, scuola di umanità»

Cerimonia ufficiale di saluto all’aeroporto di Santiago per la partenza di Papa Francesco da Cuba, diretto negli Usa, seconda tappa del suo viaggio apostolico in America. A salutare il Pontefice era presente il presidente cubano Raul
Castro, che ha seguito da vicino gli appuntamenti del Papa. Al termine degli inni con le bandiere vaticana e cubana a sventolare nei reparti schierati, il saluto delle rispettive delegazioni.
Castro ha accompagnato il Papa fin sotto la scaletta dell’aereo Alitalia, congedandosi con una calorosa stretta di mano. Francesco ha percorso i gradini tenendo in mano il suo borsone nero. Quindi, giunto sulla sommità, ha salutato un’ultima volta Cuba, portandosi la mano sul cuore, prima di entrare nel velivolo che – dopo un viaggio di
circa tre ore e mezzo – lo porterà negli Usa, dove ad attenderlo sarà direttamente il presidente americano Barack Obama.

L’ultimo discorso a Cuba sulla famiglia
L’ultimo discorso di Papa Francesco a Cuba prima di partire per gli Usa è interamente dedicato alla famiglia, “scuola di umanità, opportunità da curare, proteggere, accompagnare”. Sono intense la parole di Bergoglio pronuncia nell’incontro con le famiglie, nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione di Santiago, dove è arrivato lunedì pomeriggio.

Ringrazia i cubani per averlo fatto sentire a casa, poi prendendo spunto dal Vangelo di Giovanni che racconta le Nozze di Cana, parla del matrimonio in cui sempre si incontrano “il passato che ereditiamo e il futuro che ci attende”. La casa, la famiglia, è il luogo in cui si impara la fraternità, la solidarietà, il perdono. “In casa siamo quello che siamo, senza maschere, e siamo invitati a cercare il meglio per gli altri”. “Senza famiglia, senza il calore di casa, la vita diventa vuota; la famiglia ci salva dalla frammentazione e dalla massificazione: in entrambi i casi le persone si trasformano in individui isolati, facili di manipolare e governare”.
Di fronte alla domanda: cosa vogliamo lasciare ai nostri figli, il Papa risponde: “un mondo con le famiglie”. E poi a braccia racconta delle tante donne incinte che durante le udienze gli si avvicinano chiedendogli di benedire le pan “Abbiamo cura delle nostre famiglie, veri spazi di libertà, veri centri di umanità”.

In conclusione il Papa chiede di pregare per due prossimi appuntamenti: l’Incontro mondiale delle famiglia a Filadelfia, che è iniziato oggi e che lo attende, e il Sinodo dei vescovi. Un trait d’union tra Cuba e Stati Uniti.
La Messa del mattiano a Santiago
Stamane alle 8 (le 14 in Italia), il Papa ha presideuto una Messa al santuario della Vergine del Cobre, patrona di Cuba, a Santiago. “Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto”.

“In questo Santuario, che conserva la memoria del santo Popolo fedele di Dio che cammina a Cuba, Maria è venerata come Madre della Carità”, ha detto Francesco. “Da qui lei custodisce le nostre radici, la nostra identità, perché non ci perdiamo sulle vie della disperazione. L’anima del popolo cubano, come abbiamo appena sentito, è stata forgiata tra dolori, privazioni che non sono riusciti a spegnere la fede; quella fede che si è mantenuta viva grazie a tante nonne che hanno continuato a render possibile, nella quotidianità domestica, la presenza viva di Dio; la presenza del Padre che libera, fortifica, risana, dà coraggio ed è rifugio sicuro e segno di nuova risurrezione. Nonne, madri, e tanti altri che con tenerezza e affetto sono stati segni di visitazione, di coraggio, di fede per i loro nipoti, nelle loro famiglie. Hanno tenuto aperta una fessura, piccola come un granello di senape, attraverso la quale lo Spirito Santo ha continuato ad accompagnare il palpitare di questo popolo. E – ha detto il Papa citando la sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium – ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto”.

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