skip to Main Content
Menù
Un pensiero per gli immigrati

Un pensiero per gli immigrati

Alla luce degli ultimi fatti esposti dai “media” sulle tragedie che avvengono in mare ormai quotidianamente di gente che fugge dal proprio paese in cerca di pace, di lavoro, di una vita migliore, anche il Don Orione di Seregno vuole dare il suo contributo ospitando, oramai da tempo, diversi profughi provenienti da diverse parti del Mondo. Abbiamo chiesto al Direttore Don Graziano De Col un pensiero in merito a quanto sta accadendo.

“Vanno ignari di tutto, ove li porta la fame, in terre ave altra gente è morta; come il pezzente cieco e vagabondo erra di porta in porta, cosi vanno di mondo in mondo”.  Queste le parole con cui lo scrittore del libro “CUORE” Edmondo De Amicis definiva, nella poesia “Gli Emigranti” (1882), gli italiani che lasciavano le proprie case per trasferirsi all’estero! Gente povera, spesso analfabeta, del tutto ignara di cosa troverà fuori del proprio paese…totalmente in balia di un destino sconosciuto e precario!

II Messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato (“CHIESA SENZA FRONTIERE, MADRE DI TUTTI”! richiama la maternità della Chiesa che non significa dare un tono romantico alla pastorale delle migrazioni ma significa rinnovare la necessità di costruire nelle nostre comunità laboratori di accoglienza, incontro, convivenza… educare a costruire ponti, un mondo senza frontiere! “II coraggio della fede, della speranza e della carità – dice il Papa – permette di ridurre la distanza dai drammi umani” che coinvolgono oggi milioni di migranti. Educare nelle nostre comunità all’incontro e a uno stile di vita vissuto cristianamente è un compito che deve coinvolgere tutti. Educare all’incontro significa educare a riconoscere Cristo realmente presente nel fratello e nella sorella migrante: loro sono “la carne di Cristo”.

Che fare? Intanto dobbiamo fare pace con noi stessi e la nostra coscienza! Sono, siamo tutti migranti! E abbassare un po’ il tono spesso violento e metterci nei loro panni! Scegliere di stare dalla parte delle persone a prescindere dal censo, dalla cultura, dalla religione, dal colore della pelle! Ascoltare le loro storie! Noi siamo un po‘ prevenuti e certamente l’opinione di chi gestisce i media influsice non poco sulla nostra opinione! L’immigrato ci e presentato o descritto attraverso lo sguardo loro che alimentano il clima di Xenofobia e di odio razziale! Come vengono presentati questi nostri “fratelli”? Le parole d’ordine sono sempre Ie stesse: “invasione”, “furto di lavoro ai danni degli italiani”, “occupazione dei nostri spazi”, “sono sporchi e violenti”, e qui mi fermo!

Mi vergogno di essere Cristiano così, di tacere, di condividere tacitamente…in maniera ipocrita che la situazione degeneri! E che il povero si senta ancora più povero per colpa mia!”

Back To Top