"Oggi ho una gran voglia di ballare: io voglio cantare sempre e ballare sempre."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Il capitolo 3 del Vangelo di Luca racconta la vicenda di Giovanni in Battista.

L'evangelista ci fornisce le indicazioni storiche del potere politico e religioso del tempo: Gesù, la sua svolta inaugurata da Giovanni, si staglia netta sullo sfondo di questa storia universale.

Come il Battista, ciascuno di noi deve preparare la via al Signore che viene.

La domanda è sempre la stessa: come mi sto preparando alla venuta del Signore? Come mi sto preparando a questo Natale? Isaia dice che bisogna raddrizzare le strade tortuose, spianare le strade impervie: e le nostre tortuosità si chiamano orgoglio, egoismo, sfiducia.

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Domenica, 02 Dicembre 2018

I domenica di avvento - Vegliate!

Inizia oggi il tempo di avvento, un tempo liturgico tipico dell'occidente, che affonda le radici nelle chiese dei primi secoli.

Il brano di questa prima domenica in preparazione al Natale è parte del cosiddetto discorso escatologico: i segni nel cielo, nella luna e nelle stelle, il fragore e la paura. Con il linguaggio apocalittico del tempo l'evangelista annuncia il rinnovamento di tutte le cose quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria. Verso questo mondo nuovo, rinnovato i discepoli di Cristo orientano la loro attesa: questo nuovo mondo è frutto anche della cooperazione dell'uomo alla salvezza dell'intera umanità.

Il cristiano vive il suo avvento ogni giorno, perché Cristo viene ad ogni momento e bisogna essere pronti ad accoglierlo: bisogna avere un cuore grande e attento a riconoscerlo negli altri, sei fatti di ogni giorno. Un lavoro non facile, che richiede quanto ci dice il Vangelo: vigilare e pregare.

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Domenica, 25 Novembre 2018

Cristo, re dell'universo

Oggi la Chiesa, alla fine dell'anno liturgico, celebra la solennità di Cristo Re, Cristo meta finale dei tempi e dei cicli storici. Domenica prossima, prima domenica di avvento, inizia il nuovo anno liturgico, accompagnato dalla lettura del Vangelo di Luca.

La liturgia di oggi ci offre parte del dialogo tra Gesù e Pilato, capitolo 18 del Vangelo di Giovanni, inizio della passione. Per l'evangelista non è solo il processo davanti al magistrato romano, bensì il grande processo tra Gesù e i Giudei, che non lo hanno riconosciuto. Nei versetti del Vangelo di oggi, Gesù spiega il senso della sua regalità: egli è il testimone per eccellenza della rivelazione messianica.

Ma di quale regalità si tratta? Gesù non regna dominando, scriveva il Cardinale Martini, ma attraendo a sè chiunque sa leggere nella croce la certezza di essere amato da Dio. Non si veste di abiti eleganti, ma si cinge di un asciugatoio per lavare i piedi dei discepoli, di tutta l'umanità: questa è la sconcertante e stupenda icona dell'onnipotenza di Dio, che ci ama fino a questo punto.

L'abito più bello, più regale è un asciugatoio, perché il nostro Re è tale nella sofferenza, nel servizio, nell'amore.

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Con questa domenica termina la lettura del Vangelo di Marco, domenica prossima terminerà l'anno liturgico con la Festa di Cristo Re dell'Universo e la lettura di un brano di Giovanni.

La liturgia di oggi ci offre parte del cosiddetto discorso escatologico di Marco: il testo comprende due parti, una in cui viene presentata la manifestazione gloriosa del Figlio dell'Uomo, l'altra con la breve parabola del fico.

Nel racconto escatologico sono evidenti i richiami alla mondo profetico dell'antico testamento e degli scritti apocaliottici, Marco descrive i segni nel cielo per significare i potenti interventi di Dio nella storia, l'apparizione del Figlio dell'Uomo e la riunificazione degli eletti.

E' un messaggio di speranza, l'ultima parola non spetta al male, il futuro è di Gesù Crocifisso, il Signore che verrà nella gloria, testimoniando che il suo amore donato è più potente anche dell morte.

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Terminato il dialogo con lo scriba, Marco ci dice che Gesù continuava a parlare insegnando, nel Tempio. Il brano di oggi si apre con un'aspra invettiva contro gli scribi, che amano ricevere saluti ed essere ammirati, essere in vista.

Gesù, sedutosi, osservava come la gente nel Tempio buttava la sua offerta: i ricchi buttavano molte monete, ma si trattava del superfluo, frutto magari di soprusi facilitati dalla loro posizione Una povera vedova, invece, nella sua povertà buttava due spiccioli, praticamente tutto ciò che aveva. Non aveva nulla, ma ha offerto a Dio il suo cuore.

E noi cosa diamo al Signore? Non ha bisogno di nulla, ma ha sete del nostro amore.

Briciole di tempo? Egli ci attende sempre a braccia aperte, in chiesa, sulla strada, nelle mani e nel cuore del bisognoso: Dio non ama gli abiti griffati, ma le vesti del mendicante. Non possiamo risolvere i problemi di tutti, ma siamo chiamati ad avere un cuore come quello della vedova, che si è affidata completamente al Signore, un cuore,come diceva don Orione, grande e magnanimo, capace di arrivare a tutti i dolori ed a tutte le lacrime.

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Mancano pochi giorni ad un importante appuntamento formativo per le realtà orionine italiane, i tre convegni amministrativi dedicati alle Case di carità, Case di ospitalità religiosa e Parrocchie. Una settimana intera dedicata alla gestione amministrativa, guardando al rispetto delle norme e alla carismaticità delle opere.

Prima di immergersi nelle normative, procedure e obblighi di Legge, ricordiamo un altro appuntamento formativo annuale, che si è svolto all'inizio di Giugno, il Convegno Apostolico giugno quest'anno alla sua settimana edizione.

Vi proponiamo un video che ripercorre i momenti salienti dell'incontro, dalla prima giornata all'Università Cattolica di Milano ai due giorni vissuti a Villa Lomellini.

Volti, scorci, parole che ci aiutano a non dimenticare il requisito davvero irrinunciabile, che non può mai mancare: la carità di Cristo, che nelle mani e negli occhi di Don Orione si è fatta viva e tangibile per ogni persona sofferente.

Video a fondo pagina.

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Lunedì, 05 Novembre 2018

Savignano Irpino - Dacci una mano!

Mancano otto mesi al prossimo giugno, ma il Centro Medico Sociale “Don Orione” di Savignano Irpino già pensa al campo estivo 2019, organizzato a misura di bambini e ragazzi con autismo ed altri disturbi del neurosviluppo, con l’obiettivo di favorire l’integrazione e il rafforzamento delle competenze sociali e relazionali dei ragazzi (clicca QUI per leggere il racconto del campo 2018).

Il Campo vuole rappresentare un momento di crescita e di consolidamento delle competenze dei beneficiari che permetterà loro di gestire, per quanto possibile, il proprio quotidiano. In ciò risulta determinante il ruolo svolto dagli educatori e dagli istruttori, ma è non meno importante il costante e produttivo confronto tra pari e/o coetanei al fine di stimolare le potenzialità e le prospettive di tutti i partecipanti, senza tuttavia trascurare le attività di divertimento e di svago.

Come è facile comprendere l’organizzazione di un evento di tal genere comporta un carico di spese che il Centro da solo non ha la possibilità di sostenere. Per tale motivo è nata l'iniziativa di una raccolta fondi, in cui ciascuno possa donare secondo le sue possibilitàper aiutare a coprire i costi della manifestazione.

Ecco allora dove poter donare: cerca su Facebook il profilo di Orione Savignano, cerca la campagna di raccolta fondi e con pochi clic dai il tuo contributo!

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Dopo la guarigione di Bartimeo, il cieco di Gerico, Gesù fa il suo ingresso messianico a Gerusalemme, dove viene avvicinato dai sommi sacerdoti e dagli anziani, dai farisei ed erodiane e dai sadducei. 

Nel brano di oggi Gesù è avvicinato da uno scriba che gli chiede quale sia il primo comandamento di tutti i comandamenti, poiché c'erano ben seicentotredici precetti con cui i commentatori della Torah spiegavano la Legge di Mosè. La domanda dello scriba non era banale: come districarsi in questo gjnepraio?

Gesù richiama il testo del Deuteronomio, che ogni buon ebreo ben conosceva: ascolta Israele, il Signore Dio è l'unico Signore! Subito dopo cita un passo del Levitivo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Marco parla di secondo comandamento, Matteo parla di simile, l'evangelista Luca li unisce.

Dio è al primo posto, ma la prova del nove sta nel secondo: la fede in Dio è credibile se diventa servizio ai fratelli. Amare solo Dio è falsa religione, amare solo il prossimo è idolatria, amare Dio per se stesso e il prossimo per amore di Dio è la novità cristiana, introdotta da Gesù Cristo.

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Le Piccole Suore Missionarie della Carità, il ramo femminile della Congragazione fondata da Don Orione, hanno festeggiato un importante anniversario: sessant'anni dalla prima apertura della Casa Gialla, la struttura di Cusano Milanino, un comune a Nord di Milano, che ospita bambini allontanati dalla famiglia.

Per celebrare questa ricorrenza è stata organizzata una "missione popolare", ovvero un momento di animazione e incontro con il territorio, per conoscersi, confrontarsi e far conoscere da dove nasce e si alimenta il servizio delle suore a questi bambini.

Oltre alle religiose, hanno partecipato anche un gruppo di giovani che sta seguendo un percorso di discerimento vocazionale, accompagnati da don Giovanni Carollo, consigliere provinciale. Ascoltiamo la testimonianza di uno di loro, Andrea.


Sono Andrea ho 33 anni, vengo dal Molise ( Bagnoli del Trigno ) e sono un aspirante orionino.

Anche io insieme ai miei confratelli aspiranti ho vissuto questa settimana di grazia e di conoscenza “ sul campo” del carisma di S. Luigi Orione. L’ annuncio , l’accoglienza e la testimonianza ci hanno accompagnato per tutta la missione, abbiamo sentito tutto il calore della città e  un coinvolgimento che ci ha avvolto di entusiasmo.

A Cusano Milanino dal 20 al 28 ottobre, per il 60esimo anno della presenza Orinina si è svolta una missione popolare. In un clima di gioia e di fraternità , noi aspiranti insieme alle suore e i responsabili vocazionali, abbiamo incontrato i giovani della città. Tanti sono stati gli incontri organizzati dai tre parroci, molto attenti alle necessità dei loro parrocchiani. Divisi in gruppi abbiamo visitato le scuole elementari, medie, superiori e abbiamo incontrato i ragazzi dell’oratorio S.Martino.

Ognuno di noi ha parlato della propria esperienza di incontro con Gesu’ e l’incontro con la congregazione di S. Luigi Orione, Santo noto in città per via della presenza della “Casa Gialla", istituto gestito dalle Piccole Suore Missionarie della Carità,  ,per accogliere bambini con disagi familiari e quindi allontanati dalla famiglia stessa per garantire un contesto più sereno. 

Durante la settimana abbiamo festeggiato il ventesimo anno di professione religiosa di Suor Carla, responsabile  della casa e instancabile mamma dei suoi bambini. Esperienza questa che ci ha lasciato una grande gioia nel cuore, ha rafforzato i nostri rapporti di comunità e ci ha fatto esperimentare la vera carità che opera in modo silenzioso nel cuore delle tante persone che abbiamo incontrato, come dice il salmo 132: Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!    

 

 

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Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire: così terminava il Vangelo di Domenica scorsa.

A questo punto Marco informa che Gesù ed i discepoli, nel loro cammino verso Gerusalmemme, sono arrivati a Gerico e, nel lasciare la città, incontrano un cieco. Anche Matteo e Luca raccontano questo episodio: mettendo in sinossi i tre brani, ci si accorge che il racconto di marco è più vivace e arricchito di alcuni particolari.

Fin dall'inizio del racconto, marco si concentra sulla figura del cieco: ci dice il nome del protagonista, Bartimeo, figlio di Timeo, e l'annota l'esortazione della gente "Coraggio, alzati! Ti chiama!". Solo Marco descrive con un'immagine vivida la reazione del cieco e la sua invocazione in aramaico.

Per l'evangelista il cieco diventa il simbolo del discepolo che segue Gesù: il modello da imitare è lui, non i discepoli. I discepoli sono i veri ciechi, che non hanno ancora compreso la missione di Gesù e non hanno di meglio a cui pensare se non ai primi posti. Bartimeo era cieco, ora ci vede. Era seduto, ora segue Gesù. La potenza di Dio lo ha trasformato, ma a due condizioni: la preghiera, "Gesù abbi pietà di me!", e la fede, "Va', la tua fede ti ha salvato". Bartimeo "vede" Gesù prima di essere guarito e si alza per andare da lui.

Il primo miracolo compiuto da Gesù è stato la liberazione di un indemoniato nella sinagoga di Cafarnao, l'ultimo la guarigione del cieco a Gerico: non dono due gesti casuali. Illustrano, dice il biblista Bruno Maggioni, la vittoria di Gesù sulle due forze ostili che ostacolano la sua presenza tra gli uomini: il Maligno e la cecità degli uomini. C'è sempre un cieco dentro di noi, avvolto dal buio del dubbio e dalla durezza di cuore, che sta perennemente seduto prigioniero della propria arroganza: allora bisogna ripetere spesso, Rabbunì, ridonami la vista!

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