"L’amore mi fa uomo nuovo e amando canto, canto!"
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Un clima di vera comunione ha caratterizzato questa settimana iniziata domenica scorsa nel Santuario di Tortona davanti alla tomba del venerabile don Sterpi. A queste giornate hanno partecipato il vicario generale don Achille Morabito e l’economo don Fulvio Ferrari. Tra gli invitati alcuni chierici della Provincia, rappresentati delle PSMC, MLO, Ex-Allievi e Responsabili di Struttura.

Eletti al capitolo: Don Ondei, Don Giarolo, Don Groppello, Don Carollo, Don Verrilli, Don D'Acunto, Don Lembo, Don Macchi; sostituti: Don Brolese, Don Bonfitto, Don Bruno

“Ecce quam bonum et quam iucundum habitare fratres in unum”. È proprio il primo versetto del salmo 133 che si è potuto respirare e vivere in questi giorni come ha voluto sottolineare nel saluto finale don Achille Morabito.
Giorni di lavoro intenso scanditi da momenti oranti comunitari e personali che hanno neutralizzato le interferenze derivanti dalla frenesia della vita materiale. Ci si è dunque potuti aprire all’ascolto ed alla condivisione durante i lavori di gruppo e nelle tematiche assembleari dove si sono approfondite le decisioni da presentare al prossimo 14° Capitolo generale.
Dopo il canto del “Veni creator Spiritus” nella sala del 1° capitolo generale, il Direttore provinciale ha esposto nella sua relazione la situazione morale ed economica della provincia mettendo in risalto il “rilancio vocazionale”, ripreso successivamente nelle tematiche specifiche di Provincia.
Il secondo giorno è stato dedicato all’approfondimento dei sette aspetti sul religioso proposti dai Superiori, ossia il religioso nella sua umanità, nel suo rapporto con Dio, nella vita comunitaria e nella missione apostolica, elaborando tre linee di azione per il Capitolo generale.
Nei giorni successivi sono stati affrontati alcuni temi di Provincia: il profilo carismatico di un opera, l’identità e le funzioni del responsabile di struttura, la pastorale degli ultimi, il movimento laicale orionino, la pastorale giovanile in particolare l’oratorio ed alcuni temi di economia.
L’ultimo giorno si è passati alla votazione dei delegati al Capitolo generale oltre al Direttore provinciale che parteciperà di diritto. Sono risultati eletti: don Ondei, don Giarolo, don Groppello, don Carollo, don Verrilli, don D’Acunto, don Lembo e don Macchi.
“Lode alla Santissima Trinità per questi giorni – ha concluso don Aurelio nel suo video saluto (a fondo pagina)- perché, tornando nelle proprie comunità si possa emanare questo Spirito di unità che ha regnato in questo Capitolo. Davvero lo Spirito Santo possa sempre illuminare le nostre menti e scaldare i nostri cuori, per essere come ci ha detto il fondatore: servi di Cristo e servi dei poveri”.

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Sei giorni consecutivi di diretta e approfondimenti per raccontare, momento per momento, il viaggio di Papa Francesco in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Dal 25 al 30 novembre 2015, Tv2000 (canale 28 del digitale, 18 di TivuSat, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it) trasmette tutti gli eventi e gli incontri del viaggio apostolico del Pontefice in Africa che, alla luce dei recenti attacchi terroristici, assume un ulteriore significato.

L’emittente televisiva della Cei segue ogni appuntamento di Francesco: in Kenya con la cerimonia di benvenuto nell’Aeroporto Internazionale “Jomo Kenyatta”, l’incontro interreligioso ed ecumenico nella Nunziatura apostolica di Nairobi, l’incontro con le autorità del Kenya ma anche la visita ai giovani, al clero e al quartiere povero di Kangemi.

In Uganda con la visita alle autorità e il corpo diplomatico, la visita ai santuari anglicano e cattolico dei martiri di Namugongo, la messa per i martiri dell’Uganda, la visita alla Casa di carità di Nalukolongo.

E infine nella Repubblica Centrafricana con la visita al campo profughi di Bangui, l’incontro con le comunità evangeliche nella sede della Facoltà di teologia evangelica, la veglia di preghiera davanti alla Cattedrale di Bangui, l’incontro con la comunità musulmana nella Moschea centrale di Koudoukou a Bangui e l'apertura della Porta Santa che anticiperà l'inizio del Giubileo.

Tre gli inviati nel continente africano (Cristiana Caricato, Paolo Fucili e Maurizio Di Schino) mentre a Roma negli studi di Tv2000, a cura del ‘Diario di Papa Francesco’ condotto da Nicola Ferrante e Gennaro Ferrara, dalla mattina fino alla sera interviste e commenti faranno da cornice a tutti gli eventi. Inoltre ogni giorno, alle 21.00, verrà trasmesso un ‘instant film’ per riproporre le immagini, i discorsi e gli incontri più belli di Francesco.  

Le dirette di Tv2000 giorno per giorno:

MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2015

Studio a cura del ‘Diario di Papa Francesco dalle 14.50 alle 18       

15:00   

Arrivo all’Aeroporto Internazionale “Jomo Kenyatta” di Nairobi
CERIMONIA DI BENVENUTO nella State House   

16:00   

VISITA DI CORTESIA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA nella State House a Nairobi   

16:30   

INCONTRO con le AUTORITA’ del KENYA e con il CORPO DIPLOMATICO (Discorso del San Padre)

GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 6 alle 10.25 e dalle 13.20 alle 17 - Speciale viaggio: dalle 17 alle 17.58   

06:15   

INCONTRO INTERRELIGIOSO ed ECUMENICO nel Salone della Nunziatura Apostolica a Nairobi (Discorso del Santo Padre)   

08:00   

SANTA MESSA nel Campus dell’Università di Nairobi (Omelia del Santo Padre)   

13:45   

INCONTRO con il CLERO, i RELIGIOSI, le RELIGIOSE ed i SEMINARISTI nel campo sportivo della St Mary’s School (Discorso del Santo Padre)   

15:30   

VISITA ALL’U.N.O.N. (Discorso del Santo Padre) 

VENERDÌ 27 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 6.15 alle 10.00 e dalle 14.30 alle 18.00

06:30   

VISITA al quartiere povero di KANGEMI a Nairobi (Discorso del Santo Padre)

08:00   

INCONTRO CON I GIOVANI nello Stadio Kasarani (Discorso del Santo Padre)

13:10 

CERIMONIA DI CONGEDO all’Aeroporto Internazionale “Jomo Kenyatta” di Nairobi   

14:50   

Arrivo all’Aeroporto Internazionale di Entebbe in Uganda
CERIMONIA DI BENVENUTO   

15:30   

VISITA DI CORTESIA AL PRESIDENTE nella State House ad Entebbe   

16:00   

INCONTRO con AUTORITA’ e CORPO DIPLOMATICO nella Sala delle Conferenze della State House (Discorso del Santo Padre)

17:15   

VISITA a MUNYONYO e SALUTO AI CATECHISTI E INSEGNANTI (Saluto del Santo Padre)

SABATO 28 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 6.15 alle 10 e dalle 13 alle 18

06:30   

VISITA al SANTUARIO ANGLICANO DEI MARTIRI di Namugongo   

07:00   

VISITA al SANTUARIO CATTOLICO DEI MARTIRI di Namugongo   

07:30   

SANTA MESSA per i Martiri dell’Uganda nell’area del Santuario Cattolico (Omelia del Santo Padre)

13:15   

INCONTRO CON I GIOVANI a Kololo Air Strip a Kampala (Discorso del Santo Padre)

15:00   

VISITA ALLA CASA DI CARITA’ DI NALUKOLONGO (Saluto del Santo Padre)

17:00   

INCONTRO con SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE e SEMINARISTI nella Cattedrale (Discorso del Santo Padre)

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 11 alle 13 e dalle 15.20 alle 20

07:00   

CERIMONIA DI CONGEDO all’Aeroporto di Entebbe   

07:15   

Partenza aereo da Entebbe per Bangui Repubblica Centrafrica   

12:00   

VISITA AL CAMPO PROFUGHI   

17:00   

SANTA MESSA con Sacerdoti, Religiosi, Religiose, Catechisti e giovani nella Cattedrale di Bangui (Omelia del Santo Padre)

19:00   

CONFESSIONE DI ALCUNI GIOVANI e avvio della VEGLIA DI PREGHIERA sulla spianata davanti alla Cattedrale (Discorso del Santo Padre)       

LUNEDÌ 30 NOVEMBRE 2015

Studio dalle 8 alle 12 – Diario di Papa Francesco dalle 17.30 alle 18 – Speciale conferenza stampa in studio dalle 21 alle 22.30

09:00   

SANTA MESSA nello Stadio del Complesso sportivo Barthélémy Boganda (Omelia del Santo Padre)

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"È una bestemmia utilizzare nome Dio" per ricorrere alla via della violenza. Lo ha detto Papa Francesco al termine dell'Angelus domenicale in piazza San Pietro. "Cari fratelli e sorelle, - ha detto il Papa - desidero esprimere il mio dolore per gli attacchi terroristici che nella tarda serata di venerdì hanno insanguinato la Francia, causando numerose vittime. Al Presidente della Repubblica francese e a tutti i cittadini porgo l`espressione del mio fraterno cordoglio. Sono vicino in particolare ai familiari di quanti hanno perso la vita e ai feriti".
Rivolgendosi ai tanti fedeli che hanno voluto gremire la piazza tra rafforzate misure di sicurezza, il Pontefice ha poi aggiunto: "Tanta barbarie ci lascia sgomenti e ci si chiede come possa il cuore dell`uomo ideare e realizzare eventi così orribili, che hanno sconvolto non solo la Francia ma il mondo intero". "Dinanzi a tali atti non si può non condannare l`inqualificabile affronto alla dignità della persona umana", ha, quindi, proseguito papa Francesco che ha voluto "riaffermare con vigore che la strada della violenza e dell`odio non risolve i problemi dell`umanità!" "Vi invito - ha poi concluso rivolgendosi ai fedeli - ad unirvi alla mia preghiera: affidiamo alla misericordia di Dio le inermi vittime di questa tragedia. La Vergine Maria, Madre di misericordia, susciti nei cuori di tutti pensieri di saggezza e propositi di pace. A Lei chiediamo di proteggere e vegliare sulla cara Nazione francese, sull`Europa e sul mondo intero".

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Domenica, 15 Novembre 2015

Papa Francesco sul dramma di Parigi

Non c'è nessuna giustificazione, religiosa o umana, agli attentati a Parigi. Parola di Papa Francesco in un'intervista rilasciata a Tv2000, nella quale il Pontefice si dice «commosso e addolorato» e rileva che quanto avvenuto nella capitale francese è «un pezzo» della terza mondiale a pezzi di cui ha parlato più volte.

«Sono commosso e addolorato», ha detto Francesco nell’intervista telefonica rilasciata ieri, 14 novembre, al direttore della televisione della Cei, Lucio Brunelli. «Non capisco ma queste cose sono difficili da capire, fatte da essere umani. Per questo sono commosso, addolorato e prego. Sono tanto vicino al popolo francese tanto amato, sono vicino ai familiari delle vittime e prego per tutti loro». Lei ha parlato tante volte di una terza guerra mondiale a pezzi? «Questo – risponde il Papa – è un pezzo, non ci sono giustificazioni per queste cose». Soprattutto, chiosa Brunelli, non ci può essere una giustificazione religiosa? «Religiosa e umana. Questo non è umano. Per questo sono vicino a tutta la Francia che le voglio tanto bene», ha concluso il Papa, ringraziando il direttore della televisione dei vescovi della telefonata.

Clicca QUI per leggere la trascrizione integrale della telefonata del Papa.

A fondo pagina il video per ascoltare le parole del Pontefice.

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Inizia oggi con l'udienza generale di Papa Francesco il 21° Convegno Amministrativo, “Ascoltare per comprendere, comprendere per fare” recita il titolo dell’evento e proprio sull'ascolto è stato incentrato il discorso del Pontefice stamane in piazza San Pietro.

Qui di seguito le Sue parole:

«Una famiglia che non mangia quasi mai insieme, o in cui a tavola non si parla ma si guarda la televisione, o lo smartphone, è una famiglia poco famiglia». All’udienza generale in piazza San Pietro papa Francesco, che ha dedicato la catechesi al tema della «convivialità» sottolineando che «in questo nostro tempo, segnato da tante chiusure e da troppi muri, la convivialità, generata dalla famiglia e dilatata dall’eucaristia, diventa un’opportunità cruciale».

«Oggi – ha detto Francesco – rifletteremo su una qualità caratteristica della vita familiare che si apprende fin dai primi anni di vita: la convivialità, ossia l’attitudine a condividere i beni della vita e a essere felici di poterlo fare. Ma condividere, saper condividere è una virtù preziosa! Il suo simbolo, la sua icona, è la famiglia riunita intorno alla mensa domestica. La condivisione del pasto – e dunque, oltre che del cibo, anche degli affetti, dei racconti, degli eventi… – è un’esperienza fondamentale. Quando c’è una festa, un compleanno, un anniversario, ci si ritrova attorno alla tavola. In alcune culture è consuetudine farlo anche per un lutto, per stare vicino a chi è nel dolore per la perdita di un familiare. La convivialità è un termometro sicuro per misurare la salute dei rapporti: se in famiglia c’è qualcosa che non va, o qualche ferita nascosta, a tavola si capisce subito. Una famiglia che non mangia quasi mai insieme, o in cui a tavola non si parla ma si guarda la televisione, o lo smartphone, è una famiglia poco famiglia. Quando i figli a tavola sono attaccati al computer, al telefonino e non si ascoltano fra loro, questo non è famiglia, è un pensionato!».

Il cristianesimo, ha sottolineato Jorge Mario Bergoglio, «ha una speciale vocazione alla convivialità, tutti lo sanno. Il Signore Gesù insegnava volentieri a tavola, e rappresentava talvolta il regno di Dio come un convito festoso. Gesù scelse la mensa anche per consegnare ai discepoli il suo testamento spirituale, lo fece a cena, condensato nel gesto memoriale del suo Sacrificio: dono del suo Corpo e del suo Sangue quali Cibo e Bevanda di salvezza, che nutrono l’amore vero e durevole». In questa prospettiva, «possiamo ben dire che la famiglia è “di casa” alla messa, proprio perché porta all’eucaristia la propria esperienza di convivialità e la apre alla grazia di una convivialità universale, dell’amore di Dio per il mondo». In questo nostro tempo, «segnato da tante chiusure e da troppi muri, la convivialità, generata dalla famiglia e dilatata dall’Eucaristia, diventa un’opportunità cruciale. L’Eucaristia e le famiglie da essa nutrite possono vincere le chiusure e costruire ponti di accoglienza e di carità». L’eucaristia di una Chiesa di famiglie «è una scuola di inclusione umana che non teme confronti! Non ci sono piccoli, orfani, deboli, indifesi, feriti e delusi, disperati e abbandonati, che la convivialità eucaristica delle famiglie non possa nutrire, rifocillare, proteggere e ospitare».

«Oggi molti contesti sociali pongono ostacoli alla convivialità familiare. È vero, oggi non è facile. Dobbiamo trovare il modo di recuperarla, a tavola si parla, a tavola si ascolta, niente silenzio che non è il silenzio delle monache ma quello dell'egoismo, del telefonino del televisore, recuperare la convivialità pur adattandola ai tempi. La convivialità sembra sia diventata una cosa che si compra e si vende, ma così è un’altra cosa. E il nutrimento non è sempre il simbolo di una giusta condivisione dei beni, capace di raggiungere chi non ha né pane né affetti. Nei Paesi ricchi siamo indotti a spendere per un nutrimento eccessivo, e poi lo siamo di nuovo per rimediare all’eccesso. E questo “affare” insensato distoglie la nostra attenzione dalla fame vera, del corpo e dell’anima. Quando non c'è convivialità c'è egoismo, ognuno pensa a se stesso. Tanto più che la pubblicità l’ha ridotta a un languore di merendine e a una voglia di dolcetti. Mentre tanti, troppi fratelli e sorelle rimangono fuori dalla tavola. È una vergogna!». In questo senso, «l’alleanza viva e vitale delle famiglie cristiane, che precede, sostiene e abbraccia nel dinamismo della sua ospitalità le fatiche e le gioie quotidiane, coopera con la grazia dell’Eucaristia, che è in grado di creare comunione sempre nuova con la sua forza che include e che salva. La famiglia cristiana mostrerà proprio così l’ampiezza del suo vero orizzonte, che è l’orizzonte della Chiesa Madre di tutti gli uomini, di tutti gli abbandonati e gli esclusi, in tutti i popoli. Preghiamo perché questa convivialità familiare possa crescere e maturare nel tempo di grazia nel prossimo Giubileo della Misericordia».

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Come ha fatto per la prima volta nel 1976, la Chiesa Italiana raduna a metà di ogni decennio i suoi «stati generali». Il Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze, che si apre oggi 9 novembre (a 9 anni dal precedente che si tenne a Verona), ed al quale martedì parteciperà Papa Francesco, sarà dunque «un laboratorio di riflessione, di esperienze, di racconto tra comunità, di messa in comune di prospettive, speranze, impegni», ha sottolineato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Questa volta, a differenza delle passate edizioni, non sono previste relazioni, ma solo due introduzioni al dibattito tra i partecipanti,  che, divisi in gruppi, approfondiranno i diversi temi. Poi per dare tangibilità ai discorsi e alle riflessioni, il pomeriggio del 12 novembre sarà dedicato all'incontro con «l'umanesimo concreto», cioè con quelle opere che in campo sociale, culturale, spirituale, assistenziale rappresentano esperienze di «vita buona», gesti che traducono in volti, iniziative e percorsi lo slogan del Convegno.

I delegati delle 220 diocesi italiane non resteranno però chiusi nella sede dei lavori, ma andranno nelle periferie dell'umano della città di Firenze, dove tanta gente abita e opera, per affrontare situazioni di difficoltà come quelle del lavoro e della giustizia sociale, della malattia e della disabilità o per cogliere altre prospettive positive sul piano della ricerca e innovazione tecnologica, della cultura e formazione, dell'arte e della bellezza. Situazioni in cui l'umanesimo cristiano si confronta con la realtà concreta del vissuto della gente. Infatti a fare da filo conduttore all'appuntamento di Firenze, che si colloca a metà del decennio dedicato all'educazione, è l'affermazione «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo», un tema che di primo acchito potrebbe apparire astratto, generico. In realtà, ha spiegato il cardinale Bagnasco, «proprio la sfida antropologica è risuonata dai cinque continenti nel Sinodo straordinario: in qualunque società e cultura lo tsunami occidentale vuole sfondare le porte di popoli e nazioni».

Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, dal canto suo pronuncia un auspicio: «Sarebbe bello che la Chiesa italiana affrontasse un'esperienza che da troppo tempo non fa: un Sinodo nazionale». «Dobbiamo guardare all'esperienza del Sinodo appena concluso, in cui - spiega - sono emerse chiaramente la vitalità, la bellezza, ma anche la fatica che comporta il cammino della sinodalita'». «Può sembrare difficile - ammette il vescovo  - che un Convegno con 2.500 partecipanti si presti subito, in quattro giorni, a realizzare un'esperienza di ascolto reciproco e di sinodalita', ma il modo in cui è stato organizzato può aiutare».

Ingredienti fondamentali dell'evento sono il coinvolgimento e la partecipazione. Non a caso, il riferimento sul quale le diocesi, le parrocchie, i gruppi e i movimenti hanno lavorato non è stato un documento preconfezionato, ma una Traccia, ovvero un testo aperto, con suggestioni e `input´ da declinare nei contesti locali, sul territorio. E non è neppure un caso che per la prima volta i social network saranno protagonisti. All'insegna dell'inclusione, dell'ascolto e della coralita'.

Clicca QUI per il programma dettagliato del Convegno.

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Con spirito di famiglia ci uniamo nella preghiera per chi è tornato alla casa del Padre dopo aver servito i poveri come voleva Don Orione.

Riprendiamo dal donorione.org: Nel calendario particolare delle Congregazioni religiose si può inserire una annuale memoria liturgica dei Confratelli defunti. Per il nostro Calendario proprio, approvato nel 2004 (Decreto 105/04/L), la memoria fu fissata al 5 novembre.

Per questa memoria, obbligatoria per la Congregazione, si prendono i testi per la "Commemorazione di tutti i defunti" dal Messale Romano e dalla Liturgia delle Ore con le Orazioni proprie.

ORAZIONE

Accogli, o Padre, nella comunità dei tuoi santi i nostri Confratelli defunti: essi per amore del Cristo hanno seguito la via della perfetta carità, esultino con lui nella gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

In particolare, ricordiamo i Confratelli defunti dell'ultimo anno, dal 1 novembre 2014 al 1 novembre 2015:

1) Don SONNI Ezio
2) Don FILIPPI Alessandro
3) Don BOLLETTA Don Emilio
4) Don BURZONI Luigi Nereo
5) Don CAMORANI Arcangelo
6) Fr. BOGGIO Orlando
7) Don PARIS Luigi
8) P. DI IORIO Vicente
9) Fr. SARTINI Arnaldo
10) Don TIRELLO Giuseppe
11) Don CUPINI Andreino
12) Fr. GNALI Marco
13) Don BASSO Pietro Guido
14) Don SPANO Italo
15) Don DONZELLI Pietro
16) Don VITI Orlando
17) Don BRESSAN Gino Enrico
18) Don DEL FABBRO Giovanni Battista
19) Don MISIOWIEC Eugeniusz
20) Don CORONA Germano
21) Don ELIKOWSKI Roy
22) Don DI GREGORIO Carmelo
23) Don SANTAMARIA PASCUAL Fernando
24) Don DA SILVA Geraldo Mauricio
25) Don MAJDAK Boleslaw Kazimierz

Il nostro padre Fondatore, San Luigi Orione, aveva una grande senso della comunione con i fratelli defunti. “Riguardo ai nostri Confratelli defunti dobbiamo pregare molto perché essi furono i pionieri della Congregazione; furono essi che diedero la vita col loro sacrificio, affinché quest’Opera avesse fondamenta salde. Specialmente dobbiamo pregare per gli ultimi nostri morti”.

E’ questa comunione spirituale e reale con i defunti a motivare il nostro impegno nel ricordo e nella preghiera. “Sono uniti a noi dai vincoli della fedeltà alla Congregazione, i nostri fratelli, figli della stessa famiglia religiosa, che ci appartengono per i vincoli dello spirito, per vocazione”.

 

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Lunedì, 02 Novembre 2015

In Gesù Cristo il nuovo umanesimo

Il fatto che i tempi siano cambiati e che la società di oggi presenti alcuni tratti “sui generis” è sicuramente un dato di fatto. Attualmente, le vie di comunicazione sono paradossalmente infinite, così come le opportunità che ogni persona ha per rendere la propria vita un qualcosa di eccezionale, cosa che in passato per molti poteva essere semplice utopia o lo slogan di qualche spot televisivo. Queste opportunità sono legate a quegli aspetti più tangibili che ognuno di noi conosce benissimo: viaggiare a basso costo grazie alle compagnie aeree low cost, studiare o lavorare all’estero e poter partecipare ad una miriade di eventi grazie all’ausilio delle nuove piattaforme online. Ciononostante le vere nuove opportunità sono altre. La bellezza della società attuale risiede nel fatto che tutti hanno la possibilità di esprimersi, di far sentire la propria voce e il proprio punto di vista ad una miriade di persone: si pensi alla “Primavera araba” e all’importanza cruciale che ha rivestito Twitter per diffondere notizie in tempo reale. Eppure, la rete non è solo questo: attraverso il web è possibile far emergere la propria creatività e far emergere nuovi aspetti di “condivisione” e di “cooperazione”. Stiamo parlando delle nuove forme di “citizen journalism” e di quel concetto che Pierre Lévy, grande sociologo francese, ha definito come: “Intelligenza collettiva”. A differenza del passato, gli individui hanno l’opportunità di reperire informazioni in tempi pressoché inesistenti, di analizzare gli eventi in ogni minimo aspetto e allo stesso tempo sentirsi in dovere di condividere il proprio sapere con gli altri. L’esempio più banale è quello dello spoiling. Questa pratica consiste nel reperire informazioni, nonché anticipazioni riguardo ad un determinato film, serie televisiva o programma televisivo, condividendole con altre persone. Ma perché mai una persona dovrebbe condividere informazioni, mettendole a disposizione di una comunità online? Proprio a questo riguardo, si potrebbe parlare di umanesimo digitale, di una nuova forma di fratellanza e di altruismo in cui si cerca di aiutare chi è povero di conoscenza e di informazioni. La bellezza del web risiede, quindi, in questa nuova visione di cooperazione in cui tutti possono sentirsi parte integrante di qualcosa. Tralasciando gli aspetti negativi e di tutte le insidie che sono nascoste negli ambienti digitali, il web 2.0.ha cambiato radicalmente la vita dei giovani, o per meglio dire, dei “Nativi digitali”. I giovani di oggi vengono considerati passivi, asociali e fin troppo presi dalle nuove tecnologie, ma è anche vero che se non fosse stato per l’ausilio di questi strumenti digitali non avrebbero mai sviluppato competenze che un tempo sarebbero state acquisite solo da pochi eletti. Tutti, ma in particolar modo i giovani di oggi, si ritrovano ad essere i protagonisti di una nuova cultura: la cultura dei “mash-up”, dei video di fan accaniti e degli ipertesti di blogger che condividono il loro sapere su piattaforme gratuite come wordpress.  Con un semplice computer e con una semplice videocamera è possibile diventare dei piccoli registi di tutto rispetto, facendo emergere gli aspetti più salienti della propria creatività. Oltre ad utilizzare il digitale per aspetti prettamente ludici, le nuove generazioni devono essere educate ad utilizzare questi nuovi strumenti in modo pratico e in modo critico, affinché le loro creazioni possano avere delle ripercussioni positive in ambiti anche prettamente sociali. Si pensi all’iniziativa che si sta portando avanti sul sito del 5° Convegno Ecclesiale Nazionale:

“Trasformarsi in reporter di strada per catturare e raccontare storie di quotidiana eppure straordinaria umanità”. È questo l’invito che la redazione del sito di Firenze 2015 rivolge a chiunque s’imbatte ogni giorno in piccoli o grandi gesti di solidarietà e di attenzione verso gli altri, oppure in situazioni di difficoltà e criticità che in ogni caso faticano a guadagnarsi gli onori delle cronache. Il tema stesso del Convegno ecclesiale, in sintonia con le esortazioni di papa Francesco, chiede di dare visibilità a ciò che accade nelle tante «periferie esistenziali» dell’epoca contemporanea. Oggi più che mai i nuovi mezzi e le nuove forme della comunicazione – per esempio il cosiddetto citizen journalism («giornalismo partecipativo») – consentono di raccontare e condividere storie e testimonianze di prima mano attraverso l’uso dei dispositivi mobili e dei social network. Firenze 2015 raccoglie anche questa sfida, affidandosi in particolare alla sensibilità e alle competenze degli animatori della comunicazione e della cultura del corso Anicec, coinvolti in prima linea nella realizzazione di questo progetto di «citizen humanism». Tutti possono partecipare. È sufficiente realizzare con il proprio smartphone o tablet un video (della durata di 2-3 minuti) o un servizio fotografico e inviarlo alla redazione ([email protected] it), oppure segnalarlo dopo averlo postato sulla propria bacheca Facebook o Twitter o caricato nel proprio canale YouTube. La redazione rilancerà tutti i video pervenuti sui canali digitali legati al sito www.firenze2015.it fino al prossimo autunno. I reportage più interessanti rientreranno in un mini-film che verrà presentato durante la settimana del Convegno”.

La Chiesa è sempre al passo con i tempi e il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale che si terrà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015 ne è la conferma. Il nuovo umanesimo digitale è un dato di fatto, così come quella che è stata definita “rivoluzione culturale”. Essendo tanti i rischi e le problematiche che ruotano intorno al mondo del virtuale, del virale e delle nuove tecnologie, c’è bisogno di analizzare tutto nel minimo dettaglio, in modo propedeutico e pratico. I temi che verranno trattati durante il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale sono molteplici, affinché sia le vecchie generazioni sia le nuove prendano coscienza delle tante problematiche che la società di oggi vive quotidianamente. Si parlerà della famiglia, della disoccupazione, della scuola, mail perno centrale resterà Gesù Cristo e le nuove forme di evangelizzazione.   Bisognerà cogliere l’importanza di questa nuova cultura e di questi nuovi strumenti digitali, affinché possano essere utilizzati per concretizzare ciò che viene scritto nel vangelo e per far sì che “La carità possa salvare il mondo”, come ci insegna don Orione. Solo così questa nuova cultura potrà avere delle ripercussioni più che positive nei tanti ambiti della società di oggi. Per il momento è essenziale concentrarsi sull’analisi di ogni minimo aspetto, in modo tale da non tralasciar nulla.

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A conclusione del mese missionario, l’ultima settimana è dedicata al ringraziamento nei confronti del Signore per quanto vissuto in questo tempo e per averci fatto partecipi della sua Missione di salvezza. La gratitudine è uno degli aspetti peculiari della nostra fede.
Nella I lettura di questa domenica il profeta Geremia annuncia con gioia agli Israeliti il ritorno dall’esilio in terra babilonese, grazie a Dio che è padre per i più deboli. Nella II Lettura, la lettera agli Ebrei continua a presentarci Cristo, scelto dal Padre, quale sommo sacerdote che ha offerto se stesso per noi.
La fede è un dono grande che ci guarisce dalle nostre “cecità”: luce al nostro cuore per annunciare con gioia la Salvezza del Signore. E’ l’esperienza di Bartimeo, narrata dal vangelo di Marco. Il figlio di Timeo, nato cieco, viene guarito da Gesù: “Va’ la tua fede ti ha salvato!” ed egli, riacquistata la vista, “prese a seguirlo per strada”. Grazie, Signore, per la tua Misericordia. La nostra sequela sia sempre nella gioia del tuo incontro!

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Una sorta di “vademecum” sull’Anno Santo della Misericordia che inizierà l’8 dicembre e terminerà il 30 novembre 2016, nei suoi aspetti più spirituali e che coinvolgono più da vicino i fedeli.

Lo ha inviato oggi il Papa a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova evangelizzazione, esaminando nel dettaglio, con qualche elemento di grande respiro, come i credenti possono vivere l’esperienza della misericordia di Dio, “la quale a tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona, dimenticando completamente il peccato commesso”.

Nella nota si ricordano le condizioni grazie alle quali i fedeli possono ottenere l’indulgenza (vedi testo qui di seguito).

Tre i punti da sottolineare:

1) I carcerati. Il Papa sottolinea che “il Giubileo ha sempre costituito l’opportunità di una grande amnistia”; nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza. La porta di ogni cella si trasformerà in Porta Santa, secondo il Papa, se i detenuti vi passeranno “rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre”.

2) Il peccato dell’aborto.
Francesco concede a tutti i sacerdoti del mondo (e non solo ai vescovi e ai sacerdoti da essi delegati, come i penitenzieri di alcune basiliche e alcuni santuari) la “facoltà di assolvere da peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono”.

3) Fraternità San Pio X.
Se la condizione dei fedeli che frequentano le chiese officiate dai sacerdoti lefevriani è “pastoralmente difficile”, ciò nondimeno chi si accosta al Sacramento della riconciliazione “riceverà validamente e lecitamente” l’assoluzione dei loro peccati.

In sostanza, è il messaggio forte del papa, "questo Anno giubilare della misericordia none sclude nessuno".

Clicca QUI per leggere il messaggio integrale

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