"Le opere del Signore nascono nel dolore e si fortificano nel dolore."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Ieri, domenica 13 maggio, i vigili del fuoco deposto con l'autoscala una composizione floreale a forma di cuore sulla statua di San Luigi Orione in cima alla palazzina della casa di riposo del Don Orione di Reggio Calabria. Domenica speciale, la giornata ha avuto inizio con l'arrivo dei bambini della prima comunione accompagnati dai genitori in Santuario. I bambini si sono accostati per la prima volta al sacramento dell'Eucarestia. La gioia di ricevere Gesù è troppo grande per loro, e lo si poteva leggere nei loro occhi un po' lucidi per l'emozione così come per i loro genitori.   Prima di concludere la celebrazione, il parroco Don Graziano, ha detto loro che le emozioni non sono finite, ed ha invitato tutti fuori nel cortile per una sorpresa.
Arrivati in cortile tutti aspettano di conoscere la sorpresa e mentre Don Graziano parla al microfono si sente da lontano il suono di una sirena. Ed ecco la sorpresa, l'autoscala dei vigili del fuoco entra nel cortile antistante il Santuario, posizionandosi sotto l'edificio dove si trova la statua di San Luigi Orione. È tutto pronto, il parroco consegna il cuore di fiori che da lì a poco verrà posto sulla statua dai Vigili del Fuoco, già pronti con il loro mezzo e la scala aerea.
Momento emozionante, tutti col naso in su ad ammirare il vigile che è salito sulla scala sempre più in alto per raggiungere la statua di San Luigi Orione e deporre tra le sue braccia il cuore floreale, simbolo della devozione, dell’affetto e dell’affidamento del popolo reggino.
Uno scrosciante applauso ha accompagnato questo momento molto emozionante che ha visto tutti i gruppi parrocchiali impegnati per la realizzazione del programma dei festeggiamenti in onore di San Luigi Orione che, proseguiranno fino alla giornata conclusiva del 16 maggio. Un 16 maggio che sorprenderà ancora tutti i devoti del nostro fondatore a cui la città di Reggio Calabria è molto legata e che non ha mai dimenticato l'amore e l'aiuto che Don Orione diede nel periodo del terribile terremoto del 1908 che sconvolse la città.

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Il Direttore generale P. Tarcisio G. Vieira ha nominato, con il consenso del suo Consiglio i nuovi superiori provinciali per l'Italia, la Polonia, l'Africa, la Spagna e la Delegazione Missionaria.

Il Superiore generale, seguendo le procedure previste dalle Costituzioni e Norme della Piccola Opera della Divina Porvvidenza di Don Orione, ha provveduto alla nomina dei Superiori provincili e Consigli della Provincia “Madre della Divina Provvidenza” (con sede a Roma), la Provincia di “Madonna di Częstochowa” (con sede a Varsavia), la Provincia “Notre Dame d’Afrique” (con sede a Bonoua), la Vice-Provincia “Nuestra Señora del Pilar” (con sede a Madrid) e la Delegazione Missionaria - “Mother of the Church” (con sede a Roma).

ITALIA - Provincia “Madre della Divina Provvidenza” (Roma)
(Italia, Romania, Albania, Ucraina)

• Sac. Aurelio FUSI - superiore provinciale (2° triennio)
• Sac. Giovanni GIAROLO - vicario provinciale (2° triennio)
• Sac. Felice BRUNO - consigliere (2° triennio)
• Sac. Giovanni CAROLLO - consigliere (1° triennio)
• Sac. Giuseppe VOLPONI - consigliere (1° triennio)
• Sac. Alessandro D’ACUNTO - consigliere, economo (1° triennio)


POLONIA - Provincia di “Madonna di Częstochowa” (Varsavia)
(Polonia, Bielorussia)

• Sac. Krzysztof MIŚ - superiore provinciale (1° triennio)
• Sac. Sylwester J. SOWIZDRZAŁ - vicario provinciale (1° triennio)
• Sac. Adam GOŁĘBIAK - consigliere (2° triennio)
• Sac. Łukasz MIKOŁAJCZYK - consigliere (1° triennio)
• Sac. Dariusz CZUPRYŃSKI - consigliere (3° triennio)
• Sac. Piotr S. JASEK - consigliere, economo (1° triennio)


AFRICA - Provincia “Notre Dame d’Afrique” (Bonoua)
(Costa d’Avorio, Togo, Burkina Faso, Benin)

• Sac. Komi Jean-Baptiste DZANKANI - superiore provinciale (1° triennio)
• Sac. Serge MEDA - vicario provinciale (1° triennio)
• Sac. Mathieu ZONGO - consigliere (1° triennio)
• Sac. Nogbou Adrien KOFFI - consigliere (1° triennio)
• Sac. Alain KINI - consigliere (1° triennio)
• Sac. Natale LUCIDI - consigliere, economo (2° triennio)


SPAGNA - Vice-Provincia “Nuestra Señora del Pilar” (Madrid)
(Spagna, Venezuela)

• Sac. José PARIS ALONSO - superiore vice-provinciale (2° triennio)
• Sac. Miguel Angel BOMBIN GONZALEZ - vicario vice-provinciale (2° triennio)
• Sac. Francisco Javier LOPEZ GARCIA - consigliere (1° triennio)
• Sac. Aurelio BURGOS GONZALEZ - consigliere, economo (1° triennio)

 
DELEGAZIONE MISSIONARIA - “Mother of the Church” (Roma)
(Italia, UK, USA, Kenya, Giordania, India, Filippine)

• Fr. Marcelo Daniel BOSCHI - Superiore Delegato (1° triennio)
• Sac. Antonio URSILLO - consigliere (superiore regionale della Giordania) (1° triennio)
• Sac. Martin Estanislao MROZ - consigliere (superiore regionale delle Filippine) (1° triennio)
• Sac. Peter Wambulwa WAKOBA - consigliere (superiore regionale del Kenya) (1° triennio)
• Sac. Christopher Philip KEHOE (superiore regionale dell’UK) (2° triennio)
• Sac. Mariano Jorge ZAPICO (superiore regionale dell’India) (1° triennio)
• Sac. Mirosław KOWALCZYK (superiore regionale degli USA) (1° triennio)


I nuovi Consigli Provinciali entreranno in carica il 29 giugno 2018 e vi resteranno al 28 giugno 2021.

Per quanto riguarda la Delegazione "Maria Regina del Madagascar" (Antananarivo) la nomina avverrà prossimamente.

 
Nel comunicare queste importanti nomine per la vita della Piccola Opera, voglio ringraziare, insieme al mio Consiglio, i Superiori provinciali e Consiglieri che hanno concluso il triennio di governo: Don Krzystof Baranowski, P. Basile Aka, Don Maurizio Macchi, Don Leonardo Verrilli, Don Walter Groppello, Don Tomasz Wisniewski, Don Grzegorz Sikorski, Fr. Jean Clément Somda, P. Michel Koffi Koffie, Don Fabio Antonelli, P. Miguel Angel Laseca Garcia e P. Eucinei Antonio de Souza. Unisco anche il nome di Don Oreste Ferrari che, negli ultimi due anni, ha unito alla missione di Vicario generale l’accompagnamento della Delegazione Missionaria. Sono certo che con il loro impegno, con la donazione di vita e, certamente, con non pochi sacrifici, hanno dato un importante contributo per rafforzare la vitalità della Piccola Opera. Solo il Signore, per l’intercessione del nostro Santo Padre Fondatore, potrà ricompensare, con tante benedizioni e grazie, il loro sacrificio e la piena dedizione alla missione affidata nel 2015.

Ai confratelli ora nominati ricordo le parole con le quali Don Orione incoraggia chi assumeva un incarico di fiducia e di responsabilità: “La perfezione del governo è compresa in queste cinque parole: vegliare, amare in Domino, sopportare, perdonare e pascere in Domino”. E per ricordare che, Provinciali e Consiglieri, sono essenzialmente servitori e promotori della comunione fraterna, aggiungo un piccolo stralcio di una preghiera che ho imparato di recente: “Signore, concedimi il gaudio di lavorare in comunione e inondami di tristezza ogni volta che, isolandomi dagli altri, pretendo di fare la mia corsa da solo.” Con questi pensieri assicuro le mie preghiere e di tutto il mio Consiglio per la missione ora affidata ai nuovi Provinciali e Consiglieri. Ave Maria e avanti!

Fraternamente,

P. Tarcisio G. Vieira

direttore generale

QUI la lettera del direttore generale.

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Ci stiamo avvicinando alla festa liturgica di San Luigi Orione che verrà celebrata nelle nostre realtà orionine in tutta Italia.
A Tortona presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia” di Tortona (AL), mercoledì 16 maggio con il solenne Pontificale alle ore 18 presieduto da Sua Ecc. Rev.ma Rev.ma Mons. Vittorio Francesco Viola O.F.M. vescovo di Tortona nel quale verrà celebrato anche il XXV° della sua ordinazione sacerdotale. Saranno presenti alla concelebrazione alcuni vescovi della Conferenza Episcopale Ligure di cui la diocesi tortonese ne fa parte. La solennità sarà preceduta da un triduo in preparazione 13-14-15 maggio alle ore 21 con la Celebrazione Eucaristica presieduta da Padre Sergio Prina Cerai O.F.M. Durante i giorni del triduo e della festa verranno celebrate due sante messe giubilari, per le scuole martedì 15 alle ore 10.30 e per le opere di carità mercoledì 16 alle ore 9.30. “Maria Santissima e Don Orione ci chiamano ed invitano alla preghiera, dice il rettore Don Renzo Vanoi, pertanto partecipiamo per sentirci sempre più figli e devoti della Vergine della Guardia e del Santo della carità. Ci troviamo ormai al centro di questo Anno della Carità, centenario giubilare del voto che Don Orione fece per la costruzione di questo bellissimo Tempio, accorriamo a Lui animati dallo spirito e dalle sue stesse parole: ‘ Canto la Madonna: lasciatemi amare e cantare! Sono un povero pellegrino che cerco luce e amore: vengo al Santuario col rosario in mano per diventare lo sgabello dei piedi immacolati di Maria, in eterno; vengo a cercarle luce e amore di Dio e delle anime!’. Facciamole nostre, accogliendo questo caloroso invito che sgorga direttamente da colui che ebbe un cuore senza confini perché dilatato dalla carità di Cristo”.

dotortona

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Cari amici,
in questi giorni il Piccolo Cottolengo è stato fatto oggetto dell’accusa infamante di aver licenziato una dipendente a causa di un tumore. Tale accusa è stata abilmente diffusa a livello nazionale con repliche successive, causando un gravissimo e immeritato danno alla reputazione dell’Istituto e un grande dispiacere a tutti noi.
In questo momento di prova, mi è stato di grande conforto il vostro spontaneo sostegno, che ha preso la forma di una lettera sottoscritta da un gran numero di voi.

Avreste potuto starvene in disparte come spettatori neutrali per assistere agli sviluppi di questa triste vicenda, invece avete preso decisamente l’iniziativa a difesa non della vostra “azienda”, ma della nostra “grande famiglia del Piccolo Cottolengo”, come voi stessi la definite.
Un grazie particolare a chi ha avuto anche il coraggio di affrontare l’inedita esperienza delle telecamere televisive per raccontare la storia dalla propria malattia. La testimonianza sul sostegno che avete ricevuto da parte di colleghi e direzione del Piccolo Cottolengo è il più efficace antidoto ad ogni forma di menzogna.
So che alcuni tra voi sono qui al Piccolo Cottolengo e lavorano con dedizione anche se provati da forme patologiche piuttosto serie. Potreste cercare anche voi facili vie di disimpegno, invece state facendo la scelta di continuate il vostro servizio con la passione che vi contraddistingue. Lasciate che vi dica tutta la mia ammirazione e il mio grazie, che è anche quello dei nostri cari ospiti che ricevono le vostre cure.

So che in qualcuno si sta generando un po’ di rancore verso chi ci sta facendo del male. Niente rancore, verso nessuno. Non fa parte del nostro stile, non fa parte dei nostri valori!
Ve la ricordate la frase di Don Orione? “Fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai, a nessuno”.
La nostra risposta deve essere un’altra: continuare a servire, tutti uniti, i nostri cari ospiti, i nostri “padroni” come li definiva Don Orione. Il Piccolo Cottolengo è nato per loro, deve rimanere ogni giorno fedele allo spirito del Fondatore.

Grazie a tutti, di cuore!

Don Pierangelo

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Domani il Pontefice si recherà in visita al santuario del Divino Amore a Roma, un luogo caro ai romani e a Don Orione.

Don Umberto incontrò Don Orione per la prima volta a 29 anni e così ne parla nel suo diario: - Mi ha ascoltato, mi ha benedetto e mi ha detto: “Si lasci condurre secondo la regola di S. Francesco: nulla domandare, nulla rifiutare”. Dà l’idea d’un gran santo: che la sua benedizione mi aiuti".
È uno dei documenti trovati nell'archivio dell'Opera Don Orione a Roma. Una serie di testimonianze scritte del rapporto che legò in maniera speciale San Luigi Orione a Padre Umberto Terenzi fondatore del Santario del Divino Amore.
"Don Orione - scrive ancora Don Terenzi - al principio dell'Opera della Madonna, mi disse tutto quello che sarebbe avvenuto, ma non mi disse il tempo. Un orizzonte vasto di opere ancora più grandiose, anch'esse dette da Don Orione, ma non tutte quella sera. Alcune cose già dette prima, altre dette dopo nei miei lunghi colloqui con lui fino al 1940, fino alla sera della sua morte, 12 marzo. Quanta confidenza con Don Orione! E quanta riconoscenza a Dio. Egli, più che un Padre spirituale, fu per me un profeta che mi prese per mano e mi accompagnò facendomi vedere l’orizzonte da lontano nel cammino del Divino Amore".
"Racconta Don Terenzi: - Era quello il tempo in cui ricevevo molte pressioni da parte di non pochi amici autorevoli, di autorità per lasciare la vita parrocchiale e dedicarmi alla vita della segreteria di Stato, della diplomazia, ecc., non ne ho avuto mai il minimo desiderio. Per cessare definitivamente questo tentennamento dei Superiori verso la mia povera persona, domandai una sera a Don Orione: vado contro la volontà di Dio rifiutando sempre ai Superiori quello che mi vorrebbero far fare! No, no, lasciate che vadano altri, il vostro destino è al Divino Amore, dove sarete Rettore, sarete Parroco e farete tante opere! E sulla vostra tomba ne nasceranno molte di più di quelle che farete voi, anzi il vero sviluppo delle opere della Madonna del Divino Amore, sarà sulla vostra tomba!".

"Continua - spiega ancora Don Terezi - mi ha detto, non lasciare la Madonna, sarà la città di Maria il Divino Amore. Segui le norme del cardinale e aspetta che tutto si verificherà. Già dall’altra volta ti ho sconsigliato assolutamente di proporre di affidare ai religiosi il Santuario: il Santuario deve essere Diocesano ed opera del clero romano: un’opera ci starà bene vicina, perché è necessario che il Santuario mantenga un’opera di bene; ma tutto deve dipendere dal Santuario. Non t’impaurire delle lotte, perché ne dovrai avere, essendo un’opera di Dio. Che sante parole! Ave Maria e coraggio!".
"Nel 1933 Don Orione ripete a Terenzi che il santuario diventerà una cittadella: - "Ho obbiettato: Ma quando? Perché la Madonna tarda tanto? – Ha risposto: presto, molto presto, vedrete quel che sta per succedere al Divino Amore! (questo pensiero me l’ha ripetuto più volte nel colloquio, con molta insistenza). Avrete dei lasciti, farete tutto. Comprate più terreno che potrete, perché vedrete che succederà presto. Voi farete la città della Madonna del Divino Amore. Tra circa quindici anni, sì, ve lo dico, siatene certi, al Divino Amore ci sarà una città come Pompei, e verrà tanta, tanta gente alla Madonna.
Predice la confondatrice dell’opera. "Mi disse - prosegue Terenzi - con tanta vivacità e tanta convinzione, prendendomi per un braccio e stringendomi a sé, davanti all’altare di Pompei: state attento, tramonterà la gloria di Pompei, di Lourdes e di Fatima. E sorgerà per il mondo e per la salvezza del mondo la gloria del Divino Amore! Se lo diceva lui con tanta assicurazione, con tanta fede, era certamente perché vedeva che questo Divino Amore dovrà portare il trionfo di Dio, che il Cuore Immacolato di Maria deve trionfare".


M.T. è una signora di 81 anni, nata in provincia di Rieti da una famiglia di contadini, delle persone semplici e legate alla propria terra; lei è una dei tanti ospiti della ‘Casa del Divino Amore per Anziani’, una struttura che si trova nel cuore del Santuario tanto caro ai romani, gestita dalla Nuova Sair. In questa struttura trovano riposo, calore ed accoglienza 24 ospiti over 75. In questi giorni sono tutti impazienti ed emozionati per il possibile incontro con Papa Francesco in occasione della sua vista al Santuario prevista per domani, martedì 1° maggio.

La struttura, situata nella zona antistante il Santuario, accoglie i nonni e le nonne di Roma, spesso con delle storie particolari come nel caso di M.T. che nel corso della vita, oltre ad esser stata una cristiana convinta e devota, ha avuto la fortuna (così racconta lei) di vedersi apparire in sogno, per due volte, la Madonna.

«Diversi anni fa – esordisce M.T. – ebbi dei problemi con la circolazione del sangue che, non si sa’ come, aveva rallentato fino quasi a fermarsi. Presa dalla paura e spaventata chiesi consiglio a delle persone del mio paese di origine che mi indicarono una fattucchiera, insomma una donna in grado di togliermi il malocchio che in quel momento tutti mi dicevano di avere. Il giorno prima di incontrarla, in sogno, mi sono ritrovata seduta su uno dei muretti del mio paese, di fronte ad un palazzo che però era ben diverso dal solito e sopra, in cima alla struttura, c’era la Madonna come raffigurata nell’Immacolata Concezione. Per prima cosa reagì facendomi il segno della Croce e proprio lì la Madonna mi parlò, dicendomi di pregare e farmi il segno della croce e di non seguire le indicazioni della fattucchiera. Da quel giorno la mia fede si rinsaldò ancora di più e non permisi alla medium di avvicinarsi a me. Ovviamente il problema alla circolazione non durò ancora molto».

«Alcuni anni dopo – continua M.T. -, ero già diventata mamma e mia figlia era la classica bambina esuberante e brillante e tanti, in paese, credendo a una vecchia diceria, mi dicevano di far attenzione perché era “troppo intelligente” e quindi sarebbe “morta presto”. Queste frasi mi misero tanta agitazione e mi spinsero a pregare, pregare e pregare di nuovo perché volevo proteggere mia figlia. Una notte, in sogno, mi sono trovata la Madonna seduta sulle scale di fronte all’ingresso di casa mia, di nuovo come nell’Immacolata Concezione, che mi disse semplicemente poche parole: “non sentire quello che ti dicono”, riferendosi alle voci di paese, e mi porse una stella che aveva attaccata al suo vestito: “dalla a tua figlia” concluse, offrendomi quindi la protezione che tante volte le avevo chiesto in preghiera per la mia piccola».

M.T. sono sette anni che è ospite della “Casa del Divino Amore per Anziani” gestita dalla Nuova Sair, cioè da quando è morto il marito. «Le mie esigenze da anziana oggi – conclude la signora - sono complicate e non voglio gravare sui miei figli; in questa struttura inoltre mi trovo benissimo, sia per la bravura delle persone che mi accudiscono, sia perché stiamo al Divino Amore e questo mi permette di vivere la mia fede come meglio credo, tutti i giorni. Essere qui spero mi dia questa ultima grande gioia di poter vedere Papa Francesco, incontrarlo mi riempirebbe il cuore di felicità».

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Oggi, alle ore 9,15, 55ª Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, papa Francesco ordinerà 16 diaconi nella Basilica di San Pietro tra cui l’orionino Francisc Lăcătuş.

L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva SAT 2000  domenica 22 aprile 2018 dalle ore 9,15.

In vista di questo importante appuntamento lo scorso 18 aprile, Mons. Giovanni D’Ercole, vescovo orionino di Ascoli Piceno, ha fatto visita alla comunità Don Orione dell’Appio. Il presule ha voluto impartire una speciale benedizione di augurio al neo ordinando sacerdote Don Francisc.

Francisc Lăcătuş nasce a Iaşi (RO) il 25 maggio 1987 e in quella stessa città inizia il suo cammino di formazione presso il seminario “Don Orione”. Dopo tre anni di liceo con indirizzo in Teologia e il biennio filosofico presso l’Istituto romano-cattolico “Sfântul Iosif” di Vasile Lupu, Francisc si trasferisce in Italia per l’anno di Postulato e per il Noviziato presso Villa Borgia, a Velletri. I suoi studi proseguono all’Istituto Santa Maria di Roma e si concludono con il primo ciclo di Teologia all’Università Pontificia Salesiana. Il percorso religioso di Francisc all’interno della Piccola Opera della Divina Provvidenza continua con il Lettorato nel 2013 e due anni di tirocinio a Oradea (RO), l’Accolitato a Roma nel marzo 2014, la Professione Perpetua il 12 marzo 2017 e il Diaconato il 7 ottobre dello stesso anno. Attualmente don Francisc risiede presso la parrocchia di Ognissanti a Roma ed  ha conseguito la Licenza in Pastorale Giovanile, con una tesi su Il Progetto Orionino di Pastorale Giovanile-Vocazionale, dal 1995 al 2016. Linee di ricezione in Romania.

Dopo quattordici anni nella “Piccola Opera della Divina Provvidenza”, Francisc Lăcătuş è tra i diaconi che diventeranno sacerdoti della Congregazione di Don Orione.

Il Messaggio del Santo Padre Francesco per la 55ª Giornata di Preghiera per le Vocazioni, ha inizio con tre parole chiave: «Ascoltare, discernere, vivere la chiamata del Signore». Questi tre aspetti possono considerarsi come i pilastri dell’educazione moderna per realizzare i propri obiettivi professionali senza pentimenti e rimpianti. È risaputo, infatti, che, per avere successo in qualsiasi campo lavorativo, c’è bisogno di scoprirsi e di accettarsi. Il rischio è di essere intraprendenti senza essere consapevoli degli strumenti che “oggi” si hanno a disposizione e degli obiettivi concreti che, in un determinato arco di tempo, possono essere realmente raggiunti. Senza discernimento, ossia la fase più strategica che permette di delineare i punti più forti della propria chiamata e a stabilire i punti più deboli su cui lavorare, l’ascolto diventa un’inutile presa di coscienza di se stessi e una manciata di possibilità perdute perché è mancato il coraggio, la perseveranza e la forza di lavorare sul proprio progetto di vita e a vivere, così, la chiamata del Signore. In conclusione, scoprire di avere una vocazione, o per meglio dire, un talento, dà senso alla propria vita e rende l’individuo più proattivo a donarsi.
In altre parole, la scelta è frutto di un’attenta fase di lettura interiore e di discernimento. La vocazione cristiana, per essere più precisi, come viene scritto nel Messaggio del Santo Padre Francesco, ha sempre una dimensione profetica: «I profeti sono inviati al popolo in situazioni di grande precarietà materiale e di crisi spirituale e morale, per rivolgere a nome di Dio parole di conversione, di speranza e di consolazione. Come un vento che solleva la polvere, il profeta disturba la falsa tranquillità della coscienza che ha dimenticato la Parola del Signore, discerne gli eventi alla luce della promessa di Dio e aiuta il popolo a scorgere segnali di aurora nelle tenebre della storia».

Le parole di Papa Francesco non possono passare inosservate per chi fa parte della Famiglia di Don Orione: la Carità salverà il mondo è il progetto da realizzare e gli insegnamenti che san Luigi Orione ha lasciato ne sono gli strumenti. In particolar modo, la priorità è di stare alla testa dei tempi, analizzando il periodo storico in cui si vive e abbracciando le nuove croci del secolo per dare a questa società nuovi luoghi di integrazione e di speranza. Il mondo è fatto di persone e per salvarle da loro stesse, le parole da comunicare devono essere vere, carismatiche e persuasive affinché l’individuo si accetti con i suoi limiti e le sue imperfezioni. Un mondo in cui la carità ha trionfato attraverso la solidarietà e l’uguaglianza è un posto in cui si ha l’opportunità di creare qualcosa tanto nuovo quanto universale ed eterno.

La 55ª Giornata di preghiera per le vocazioni ci insegna, quindi, a non chiuderci in noi stessi, ma a vivere in comunione e nel dialogo per dare “oggi” più speranza a chi non sa ascoltare e a perseverare, a prendere coraggio, amando sé stessi e gli altri con opere di carità e di amore senza confini.

 

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Dal 25 al 29 aprile i solenni festeggiamenti con il card. Menichelli e i vescovi Cirulli, Pelvi, Fanelli e Renna.
Prenderanno il via il prossimo 25 aprile i grandi festeggiamenti in occasione della 1017a solennità dell'apparizione della Madre di Dio nel luogo dove oggi sorge il grande santuario mariano "Beata Vergine Maria Madre di Dio Incoronata".

Era, infatti, il 1001 quando nel bosco del Cervaro alla periferia di Foggia, l'ultimo sabato di aprile, la Beata Vergine Maria Incoronata apparve all'alba, su una grande quercia, al Conte di Araino e gli mostrò una statua, chiedendo che venisse posta in venerazione in un'apposita chiesa da costruire sul luogo dell’apparizione, assicurando che sarebbe stata larga di grazia verso chiunque l'avesse pregata davanti a quel Simulacro. Sopraggiunse un contadino, che la tradizione chiama Strazzacappa, che appese ad un ramo della quercia la sua caldarella trasformata, con un po’ di olio, in rustica lampada. Fu costruita la prima chiesa che l'affluenza numerosa di pellegrini e le tante grazie concesse per l'intercessione della Madonna, fecero rapidamente cambiare in un tempio, con annesso convento ed opere di carità.
Monaci Brasiliani, San Guglielmo da Vercelli con i suoi monaci di Montevergine ed i Cistercensi si susseguirono nella cura pastorale del Santuario dell'Incoronata dal secolo XI al secolo XVI. Nel 1939 l'Incoronata ritornò alla diocesi di Foggia nella persona del Vescovo, monsignor Fortunato Farina, che nell'aprile del 1950 lo affidò ai Figli della Divina Provvidenza, fondati da San Luigi Orione. I religiosi orionini costruirono il nuovo Santuario ed il grande complesso architettonico che lo circonda dando grande sviluppo alla devozione alla Madonna.

I festeggiamenti, dunque, prenderanno il via mercoledì 25 aprile 2018, alle ore 10, con la traslazione della sacra effige della Madonna nera dell'Incoronata e alle ore 10,30 con la sua solenne vestizione con l'abito offerto dalla comunità di San Giovanni Rotondo. La cerimonia, che precede la Santa Messa, sarà presieduta da Mons. Giacomo Cirulli, vescovo di Teano-Calvi.

Venerdì 27 aprile alle ore 14 si terrà la tradizionale Cavalcata degli Angeli e alle ore 17 la Santa Messa presieduta da Mons. Vincenzo Pelvi, vescovo di Foggia-Bovino.

Alle ore 23.00 presso la Parrocchia S. Paolo a Foggia, Don Giovanni Carollo, Vicario Parrocchiale del Santuario animerà la Veglia Mariana al cui termine partirà il Pellegrinaggio a piedi Della Citta Di Foggia.

Sabato 28 aprile, invece, alle ore 3,45 si svolgerà la suggestiva cerimonia di ricordo dell'apparizione con bagliori di fuoco e alle ore 4,00 si terrà il Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Edoardo Menichelli, Arcivescovo Emerito di Ancona-Osimo. Seguiranno le Sante messe alle ore 7,30 presieduta da Mons. Ciro Fanelli Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa e alle ore 9,30 presieduta da Mons. Luigi Renna Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano.

Infine, domenica 29 aprile, alle ore 19 si terrà la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Edoardo Menichelli, Arcivescovo Emerito di Ancona-Osimo, che verrà animata dalla Schola Cantorum della Diocesi di Cerignola diretta dal maestro Don Vito La Pace. Al termine la benedizione dell'olio e l'accensione della lampada votiva.

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Sabato 14 aprile, alle ore 16.00 presso la Sala Don Sterpi del Piccolo Cottolengo Milanese, Don Achille Morabito, Sacerdote Orionino e Biblista, ha presentato al Raduno Amici il suo libro intitolato “Tanto per cominciare”, per un primo approccio ai vangeli.
Durante l’incontro, incentrato sull’introduzione al vangelo di Marco, Don Achille ha messo in luce l’importanza della Buona Novella messianica chiaramente espressa nel primo dei quattro vangeli secondo la quale Gesù non appare semplicemente nelle vesti di messaggero, ma come oggetto del messaggio stesso.

In Marco, cui dobbiamo l’introduzione del termine «vangelo» nella tradizione sinottica, “il vangelo è più un evento che un messaggio: è la gioiosa proclamazione dell’evento della salvezza, la «lieta notizia», che ci dà gioia e speranza, “è Gesù, la sua persona, la sua storia, la sua predicazione. Possiamo tradurre in questo modo la sua parola: inizio della lieta notizia che consiste nel fatto che Gesù (quel Gesù di Nazaret che ha condotto una vita umile, che ha scelto il servizio e la croce), è il Messia, è il Figlio di Dio…

La «lieta notizia» sta nel fatto che Gesù di Nazaret, il crocifisso, è risorto, è il Figlio di Dio, è il Signore. È importante mantenere uniti i due aspetti di Gesù: uomo e Dio, crocifisso e risorto, Gesù di Nazaret e Signore. Sta in questa unione la lieta notizia.

L’incontro si è concluso con la celebrazione della S. Messa presso la cappella dell’Istituto.

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Gaudete et exsultate, in italiano Rallegratevi ed esultate, è la terza esortazione apostolica di Papa Francesco.
Si diventa santi vivendo le Beatitudini, la strada maestra perché “controcorrente” rispetto alla direzione del mondo. Si diventa santi tutti, perché la Chiesa ha sempre insegnato che è una chiamata universale e possibile a chiunque, lo dimostrano i molti santi “della porta accanto”. La vita della santità è poi strettamente connessa alla vita della misericordia, “la chiave del cielo”. Dunque, santo è chi sa commuoversi e muoversi per aiutare i miseri e sanare le miserie. Chi rifugge dalle “elucubrazioni” di vecchie eresie sempre attuali e chi, oltre al resto, in un mondo “accelerato” e aggressivo “è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo”.

Nei cinque capitoli del documento Papa Francesco sgombera così il campo dalle false immagini che si possono avere della santità, da ciò che è nocivo e ideologico e «da tante forme di falsa spiritualità senza incontro con Dio che dominano nel mercato religioso attuale», e, spiegando che la santità è frutto della grazia di Dio, indica le caratteristiche che ne costituiscono un modello a partire dal Vangelo.
Prima di mostrare cosa fare per diventare santi, Francesco si sofferma sulla “chiamata alla santità” e rassicura: c’è una via di perfezione per ognuno e non ha senso scoraggiarsi contemplando “modelli di santità che appaiono irraggiungibili” o cercando “di imitare qualcosa che non è stato pensato” per noi (n. 11). “I santi che sono già al cospetto di Dio” ci “incoraggiano e ci accompagnano” (n. 4), afferma il Papa. Ma, soggiunge, la santità cui Dio chiama a crescere è quella dei “piccoli gesti” (n. 16) quotidiani, tante volte testimoniati “da quelli che vivono vicino a noi”, la “classe media della santità” (n. 7).

Francesco srotola una per una le beatitudini evangeliche contenute nel capitolo 5 del Vangelo di Matteo e le rilegge attualizzandole. «Vivere le Beatitudini – spiega – diventa difficile e può essere addirittura una cosa malvista, sospetta, ridicolizzata». Ma queste sono «la carta d’identità del cristiano».
All’interno del grande quadro della santità proposte dalle Beatitudini e Matteo 25,31-46, Papa Francesco presenta alcune caratteristiche che, a suo giudizio, sono indispensabili per comprendere lo stile di vita a cui Cristo ci chiama: a sopportazione, la
pazienza e la mitezza, l’umiltà, il senso dell’humor ed il fervore.

La vita cristiana è una lotta “permanente” contro la “mentalità mondana” che “ci intontisce e ci rende mediocri” (n. 159), il Papa invita al “combattimento” contro il “Maligno” che, scrive, non è “un mito” ma “un essere personale che ci tormenta” (nn. 160-161). Le sue insidie, indica, vanno osteggiate con la “vigilanza”, utilizzando le “potenti armi” della preghiera, dei Sacramenti e con una vita intessuta di opere di carità (n. 162). Importante, continua, è pure il “discernimento”, particolarmente in un’epoca “che offre enormi possibilità di azione e distrazione” – dai viaggi, al tempo libero, all’uso smodato della tecnologia – “che non lasciano spazi vuoti in cui risuoni la voce di Dio” (n. 29). Francesco chiede cure specie per i giovani, spesso “esposti – dice – a uno zapping costante” in mondi virtuali lontani dalla realtà (n. 167). “Non si fa discernimento per scoprire cos’altro possiamo ricavare da questa vita, ma per riconoscere come possiamo compiere meglio la missione che ci è stata affidata nel Battesimo”. (n.174)

Leggi QUI il testo integrale.

A fondo pagina due video: il filmato di presentazione dell'Esortazione Apostolica e l'introduzione fatta da TV2000

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La nostra Parrocchia orionina ad Elbasan in Albania ha organizzato per la Santa Pasqua una via crucis particolare con i ragazzi dell'oratorio.

La comunità parrocchiale si sta muovendo già da tempo nella società per far conoscere il buon operato dell'opera orionina, specie nell'ultimo periodo in cui si sono accesi i riflettori verso un dialogo interreligioso (leggi QUI).

La Parrocchia di Elbasan come partner e promotore di un progetto che si occupa di promuovere nei ragazzi la giustizia, la cura per la città, l'ambiente ed il rispetto degli altri, ha organizzato la via crucis, rendendo attori i ragazzi con cartelloni preparati da loro stessi raffiguranti le varie stazioni.

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica