"Guardate i campi sterminati che vi aspettano: i campi dove il male dilaga e fa strage di anime!"
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Nel suo viaggio verso Gerusalemme, Gesù continua il suo insegnamento sui requisiti della sequela.

Il Vangelo di oggi aggiunge un'altra condizione per seguire Gesù: la povertà. Un tale corre incontro a Gesù e gli chiede cosa deve fare per avere la vita eterna. Si tratta di un uomo animato da spirito sincero, perché giunto davanti a Gesù si inginocchia ai suoi piedi e gli apre il cuore: è quello che definiremmo una brava persona, che rispetta tutti i comandamenti. Cosa deve fare di più?

Il racconto è incastonato tra due sguardi di Gesù e due diverse reazioni. Gesù fissa lo sguardo su quell'uomo, lo ama e lo invita a vendere i suoi bene per seguirlo. Il giovane si rattrista e se ne va.

Il secondo sguardo è rivolto ai discepoli. Gesù dice loro che è difficile per chi possiede molte ricchezze entrare nel Regno dei Cieli e ricorre ad un'iperbole diventata famosa: è più facile che un cammello entri nella cruna dell'ago che un ricco entri nel regno dei cieli".

In questo brano, colpisce il contrasto tra l'entusiasmo iniziale del giovane e la sua chiusura finale all'invito di Gesù: l'attaccamento ai beni materiali gli ha impedito di aderire all'unico vero bene, che è Gesù. L'ostacolo non sono i beni in sè, ma l'attaccamento a questi, il metterli prima delle cose importanti.

 

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Questa mattina, in piazza San Pietro, Papa Francesco porterà agli onori degli altari sette nuovi santi: tra questi l'Arcivesvoco salvadoregno Oscar Romero e Paolo VI.

Per la famiglia orionia, la canonizzazione di Paolo VI aggiunge ai santi vicini alla famiglia orionina un nuovo nome. L'amicizia tra Don Orione e Giovan Battista Montini, infatti, ha una lunga e ricca storia. Si conobbero  a Genova in un incontro del 18 maggio 1927, al ‘Piccolo Cottolengo’.

Di quell’incontro il futuro Paolo VI ricorda: «Parlò con un candore così semplice, così disadorno, ma così spirituale, che toccò anche il mio cuore. Rimasi meravigliato di quella trasparenza spirituale che emanava da quest’uomo così semplice e umile».

Quando Montini divenne Arcivescovo di Milano, nel 1954, Don Orione era morto da una quindicina di anni. Ma l’Arcivescovo di Milano si ricordò di lui e delle sue opere visitandole numerose volte. In un incontro del 1955 disse: "Questa sera, passando per i reparti testé visitati, abbiamo visto tutte le età e condizioni: nihil a me umani alienum puto: questa è la capacità del cuore di Don Orione, questo il programma delle sue opere: niente e nessuno gli è estraneo. Questo grande alveare raccoglie ogni miseria e la trasforma in carità, accoglie ogni bisogno e vi riversa ogni bontà e lo fa salire come incenso profumato, come preghiera che veramente commuove il cielo e dal cielo viene in pioggia di grazie in Divina Provvidenza che feconda tutto questo lavoro foriero di nuovi sviluppi".

Anche da Pontefice il legame con l'opera di Don Orione è continuato: a Roma, nella nostra Chiesa parrocchiale di "Ognissanti", Paolo VI venne e celebrò la prima Messa in italiano il 7 marzo 1965.

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La comunità religiosa - suore e sacerdoti - del Piccolo Cottolengo Don Orione di Genova e il personale della Casa di Quarto Castagna si sono riuniti ieri, giovedì 11 ottobre, tutti attorno a fratel Primo Sarti per fargli gli auguri per i suoi 70 anni di vita consacrata nella Piccola Opera della Divina Provvidenza.

Alle 10 si è celebrata la messa nella cappella S. Luigi Orione - Beato Francesco D. P. della Casa di Quarto Castagna e la festa è proseguita con il pranzo ed un bel momento di agape fraterna. Fratel Primo ha vissuto la giornata con grande gioia e emozione.

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Venerdì, 12 Ottobre 2018

Fumo - Visita del Vescovo

Grande attesa fra gli ospiti del Pensionato «Don Orione» di Fumo lunedì 1° ottobre 2018 per la visita pastorale di Mons. Viola, Vescovo della Diocesi di Tortona.
Il suo arrivo era atteso per le 17.30, ma già nel primo pomeriggio molti ospiti erano in fase di “preparazione” per meglio ricevere l’illustre ospite.

Grazie all’aiuto di tutto il personale presente in struttura, dalle ore 16.45 circa i nonni hanno iniziato ad essere accompagnati e fatti accomodare nel salone; il Vescovo è arrivato puntuale ed è stato accolto con un applauso e grande calore, anche da parte dei numerosi familiari invitati ad intervenire nei giorni precedenti attraverso locandine affisse in tutta la struttura.

Dopo i saluti iniziali, è stato recitato il Santo Rosario; al termine Monsignor Viola ha amabilmente colloquiato con molti presenti, raccontando anche piccoli scorci del suo vissuto personale; ha conquistato immediatamente tutti gli animi con il suo sorriso aperto, amichevole e con modi estremamente cordiali ed alla mano.

Il Vescovo ha voluto personalmente incontrare e salutare i nonni, i loro familiari ed il personale presente in salone, omaggiando ciascuno di loro con un’immagine di Don Orione commemorativa del suo XXV anno di ordinazione sacerdotale. Al termine, accompagnato dal Direttore Don Giorgio Murtas e dal Responsabile della RSA, Monsignor Viola è salito ai piani superiori per porgere un saluto ed una benedizione anche a coloro i quali non erano in grado di poter presenziare all’incontro in salone.
La grande soddisfazione espressa immediatamente, ed anche nei giorni successivi, da quanti erano presenti all’incontro è certamente segno della serenità e dell’apprezzamento, che la visita del Vescovo ha saputo lasciare negli animi di quanti sono accorsi ad accoglierlo.

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Mercoledì, 10 Ottobre 2018

Fano - Dialoghi di Pace

I “Dialoghi di Pace” sono una lettura scenica del messaggio che il Papa, a Capodanno, rivolge all'intera Umanità per la Giornata Mondiale della Pace.
Suddiviso fra attori-lettori, le cui voci si intrecciano e si incalzano come in un vero e proprio dialogo e si alternano a musica e meditazioni poetiche, il messaggio è, per tutti, un momento di “Elevazione spirituale”: vissuta come preghiera da chi si professa cristiano cattolico e come un tempo di riflessione da chi non crede o pratica religioni diverse.

Questa originale iniziativa di sensibilizzazione sulla pace, ospitata nella chiesa di San Pio X in Cinisello Balsamo (MI), è ormai diventata un'importante tradizione locale cresciuta di anno in anno coinvolgendo le parrocchie e le comunità civili circostanti fino ad interessare, dal 2015, l'intera Zona Pastorale Sesto San Giovanni della Diocesi di Milano.

Sabato 27 ottobre i Dialoghi di Pace coinvolgeranno anche la nostra realtà orionina di Fano, dalle 21.15 il messaggio di Papa Francesco per la 51esima Giornata Mondiale della Pace verrà espresso in forma di dialogo a più voci supportato da musica. Il tema è Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace.

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Martedì, 09 Ottobre 2018

Varazze - Esercizi spirituali MLO

Presso la Casa di ospitalità Fatebenefratelli a Varazze (SV) dal 26 al 30 settembre 2018, si sono svolti gli annuali Esercizi della Famiglia carismatica orionina organizzati dal Movimento Laicale. Predicatore del corso, Don Achille Morabito, direttore della Casa Madre - Paterno di Tortona e Maestro dei Postulanti. Il tema proposto è stato “Accompagnare, Discernere e Integrare: le sfide di Amoris Laestitia”, Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco emanata nel 2016.

Il gruppo dei partecipanti era composto da circa una cinquantina tra laici provenienti dalle diverse realtà orionine dell’Italia, alcuni sacerdoti e suore tra i quali Padre Laureano De La Red, consigliere generale, e Sr. M. Mihela consigliera provinciale, entrambi assistenti spirituali del Movimento Laicale Orionino.

Le giornate sono state scandite dalla preghiera comunitaria, personale e dalle meditazioni, ovvero un corso sotto forma di Lectio Divina. Sono stati ripercorsi alcuni punti dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia. I temi affrontati sono stati ci si è soffermati sui tre verbi «accompagnare – discernere – integrare», che illuminano il capitolo ottavo e che sono in pratica la consegna che il Papa ha fatto alla Chiesa. “Personalmente, ha detto Don Achille nelle conclusioni, sono stato colpito da queste due: ‘Il discernimento deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti’; ‘Credo sinceramente che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità’. Mentre ringrazio per l’invito ricevuto per animare questi giorni, vorrei chiudere con le ultime parole del capitolo ottavo di Amoris laetitia, che, sebbene indirizzate direttamente ai pastori d’anime, provocano anche i laici, perché si tratta di «entrare nel cuore» delle persone che la vita ci pone accanto, in un modo o nell’altro. Queste parole sintetizzano bene lo spirito dell’intera Esortazione apostolica: ‘Invito i pastori ad ascoltare con affetto e serenità, con il desiderio sincero di entrare nel cuore del dramma delle persone e di comprendere il loro punto di vista, per aiutarle a vivere meglio e a riconoscere il loro posto nella Chiesa’. Il Signore conceda a tutti noi, che abbiamo partecipato a questi esercizi, di versare sempre e con amore ‘l’olio della consolazione e il vino della speranza’ su tutte le nostre famiglie e comunità. Facciamo nostro il desiderio di Don Orione: ‘…abbassare, stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio’.

Questo annuale incontro è sempre motivo di ricarica spirituale per affrontare ancor più con coraggio le sfide che la vita ci pone innanzi. “Credo sia giunto il tempo - ha commentato Fabio Mogni, segretario del coordinamento MLO Italia nord - di un forte impegno nel partecipare sempre di più a questi esercizi perché sono motivo d’incontro e di confronto per coloro che ogni giorno ‘toccano la carne di Cristo’ nei poveri, nei sofferenti”.

QUI puoi leggere e scaricare i testi di meditazione, QUI le foto delle giornate

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Dopo la serata di sabato, trascorsa con un ricco spettacolo, ieri con la Santa Messa si sono conclusi i festeggiamenti per il novantesimo della presenza orionina nella Parrocchia di San Pietro.

A celebrare la messa, il Direttore Generale Padre Tarcisio Vieira, insieme al parroco Don Loris Giacomelli ed altri confratelli, tra i quali don Luca Ingrascì, originario proprio della parrocchia.

Don Tarcisio ha ricordato nell'omelia il legame profondo che Don Orione aveva con Voghera, che per lui era il paese del sogno vocazionale, il primo tentativo di seguire la sua vocazione di servire il Signore facendosi frate. Da questa memoria, nasce l'invito del Generale a continuare ad essere una comunità che sogna e che fa sognare i giovani di quei sogni grandi che aprono alla vita. Infine l'esortazione a riscoprire la vocazione missionaria della Parrocchia, che nelle intenzioni di Don Orione aveva ospitato i probandi che desideravano partire per la missione: proprio nel 1929 partirono sei missionari per il Brasile, paese di origine di donTarcisio, di cui due provenienti da Voghera.

Al termine della celebrazione, don Loris ha ringraziato i presenti, prendendo in prestito il titolo di una nota canzone e dicendo "la storia siamo noi". "E la storia di questa Parrocchia è un tutto organico tra il Signore, Don Orione e noi - ha proseguito - non pensate di poter scindere uno di questi tre elementi, perché se lo facessimo, diverremmo sterili, smetteremmo di produrre frutto".

E al grido "Orionino batti le mani!", l'assemblea si è sciolta per continuare la festa in oratorio con un pranzo preparato dai volontari della parrocchia.

 

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Domani, domenica 7 ottobre sarà celebrata a Voghera la Santa Messa per i 90 anni di presenza orionina a Voghera, presieduta dal Direttore Generale Don Tarcisio Vieira.

I festeggiamenti prendono il via questa sera alle ore 21 presso il teatro San Rocco con la serata celebrativa che vede la presenza - tra gli altri - del Vescovo di Tortona Monsignor Vittorio Viola, del  Padre Generale Don Tarcisio Vieira, dell Direttore Provinciale Don Aurelio Fusi e della Superiora Provinciale elle Piccole Suore Missionarie della Carità Suor M. Gemma Monceri.

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In Vaticano da tutto il mondo per riflettere sulle nuove generazioni. Suor Rosa Delgado Rocha, Consigliera generale delle PSMC incaricata della Pastorale giovanile ci offre una lettura del Sinodo, lanciando anche l’evento orionino di Tortona 2020.
Sono 267 i padri sinodali che prendono parte al Sinodo dei vescovi sui giovani, in programma in Vaticano da ieri e fino al 28 ottobre.

Lo ha spiegato il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, precisando che i membri del terzo Sinodo convocato da Papa Francesco, dopo i due dedicati alla famiglia, saranno così ripartiti: 31 ex officio (15 Patriarchi, Arcivescovi Maggiori e Metropoliti delle Chiese metropolitane sui iuris delle Chiese Orientali Cattoliche; 16 Capi dei Dicasteri della Curia Romana; il Segretario Generale e il Sotto- Segretario del Sinodo dei Vescovi, 15 Membri del XIV Consiglio Ordinario), 181 eletti dalle Conferenze Episcopali (ex electione) e 41 Membri ex nominatione pontificia. Tra i membri – ha precisato Baldisseri durante il briefing di presentazione del Sinodo, in corso in sala stampa vaticana – si contano 50 Cardinali (tra cui due Patriarchi e 3 Arcivescovi Maggiori), 6 Patriarchi, 1 Arcivescovo Maggiore, 44 Arcivescovi, 101 Vescovi residenziali, 37 Ausiliari, 6 Vicari Apostolici e 1 Vescovo Prelato), 10 Religiosi in rappresentanza dell’Unione dei Superiori Generali e 10 Membri non insigniti dell’ordine episcopale tra Presbiteri e religiosi.

Tra gli altri partecipanti, si contano 23 esperti, “designati in virtù delle loro competenze per contribuire ai lavori sinodali in qualità di collaboratori dei Segretari Speciali”, così come 49 Uditori e Uditrici, provenienti anch’essi da ogni parte del mondo. “Fra costoro – ha precisato il cardinale – figurano non solo molti specialisti ed operatori della pastorale giovanile ma anche ben 36 giovani tra 18 e 29 anni, che contribuiranno con la loro vivace presenza a far sentire la voce di tanti loro coetanei”. Significativa sarà poi la presenza di otto Delegati Fraterni, rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali, “manifestazione della volontà di lavorare insieme per conseguire la piena unità visibile della Chiesa di Cristo, nella consapevolezza che anche sul tema tanto rilevante dei giovani tutti i cristiani sono chiamati a trovare e a percorrere una strada comune, perché la loro testimonianza concorde risulti credibile agli occhi del mondo”. Si tratta, dunque, ha sintetizzato Baldisseri, di “un’Assemblea ampia e composita, un’Assise sinodale a respiro mondiale, corrispondente alla dimensione universale della Chiesa, che agisce cum Petro et sub Petro”.

Il Sinodo è iniziato, dunque, ieri con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro mercoledì prossimo, avrà inizio l’Assise celebrativa del percorso sinodale. Durante i 25 giorni del Sinodo, i Padri sinodali lavoreranno insieme agli altri partecipanti, secondo le loro proprie mansioni, sull’Instrumentum laboris che sarà il testo base per l’elaborazione del Documento finale e raccoglierà in sintesi i risultati raggiunti dalla XV Assemblea Generale Ordinaria. Quanto alle modalità, i lavori sinodali si articoleranno in tre “unità di lavoro”, correlative alle tre parti del Documento di lavoro: “Riconoscere: la Chiesa in ascolto della realtà (prima parte), Interpretare: fede e discernimento vocazionale (seconda parte), Scegliere: cammini di conversione pastorale e missionaria (terza parte)”. Durante la Sessione inaugurale del pomeriggio del 3 ottobre, oltre alla Relazione del Segretario generale del Sinodo, sarà illustrato l’Istrumentum laboris dal Relatore Generale nelle sue linee generali e poi, in modo introduttivo, avrà luogo la presentazione della prima parte. Poi inizieranno gli interventi in Aula dei Padri sinodali sulla prima parte del Documento, conclusi i quali si passerà ai 14 Circoli minori divisi per lingue (francese, italiano, inglese, portoghese, spagnolo e tedesco) dove si procederà all’elaborazione dei “modi” collettivi dell’Instrumentum laboris, che poi saranno consegnate alla Segreteria Generale.

Gli interventi dei Padri sinodali, i modi collettivi dei Circoli minori e le Relazioni dei Circoli – ha reso noto Baldisseri – saranno raccolti e sintetizzati in un testo integrativo provvisorio dell’Instrumentum laboris al termine di ogni “unità di lavoro”. Al termine di ogni “unità di lavoro”, ricevuti i modi dei Circuli minores, il Relatore Generale con i Segretari Speciali, si riunirà con gli altri membri della Commissione per l’elaborazione del documento finale per procedere alla revisione del testo della relativa sezione del Documento finale. Questo schema dei lavori della prima unità che si conclude con la V Congregazione generale, martedì 9 ottobre, si ripete analogamente per le altre due unità di lavoro, rispettivamente, la XI Congregazione generale, di lunedì 15 ottobre, e la XVII Congregazione generale, lunedì 22 ottobre. Infine, la Commissione si riunirà ancora per elaborare il progetto del Documento finale, che sarà presentato nella mattina di mercoledì 24 ottobre in Aula. “I Padri sinodali nella Congregazione Generale del pomeriggio potranno intervenire ulteriormente sul progetto, sia in forma orale che per iscritto”, ha informato Baldisseri. Successivamente, la suddetta Commissione curerà l’elaborazione del testo definitivo del Documento finale, che nel mattino di sabato 27 ottobre sarà presentato in Aula e nel pomeriggio sottoposto al suffragio dei Padri sinodali. Una volta da loro votato, sarà consegnato al Sommo Pontefice, “al quale compete ogni decisione in merito”, ha concluso il cardinale.

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Un anno dedicato ai giovani della Famiglia Orionina, per riaccendere la fede e riscoprire la missione: "Vivere ogni incontro con gli altri sempre sotto il segno della carità".

È l'invito che la Famiglia Carismatica Orionina rivolge ai giovani e ai responsabili della pastorale giovanile, in una lettera pubblicata oggi, in occasione dell'apertura del Sinodo dei Vescovi sui giovani.
L'Anno dei Giovani Orionini si estenderà dal prossimo 1 giugno 2019 fino al 30 giugno 2020, con il tema "Ascoltare, discernere e vivere la missione". Il desiderio è proseguire il cammino che inizia con la XV Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani e che continuerà con la GMG a Panamá, a gennaio 2019.

Nel percorso, la Famiglia di Don Orione invita i suoi giovani a celebrare una festa, in occasione del 125° anniversario dell'ordinazione di Luigi Orione, il 13 aprile 2020. "Lui – si legge nella lettera – quando divenne sacerdote, aveva 23 anni: un po' meno degli anni che avete voi, o forse la vostra stessa età. Quest'avvenimento trasformò completamente la sua vita". In quel momento Don Orione ha accolto la proposta di Gesù di "essere dei suoi per essere tutto dei poveri". Un sogno che Luigi Orione volle condividere con altri giovani. "Sempre lo abbiamo trovato vicino a voi, accendendo la scintilla della fede autentica e di una carità senza frontiere". Con questo desiderio, le Congregazioni di Don Orione offrono ai loro giovani in tutto il mondo l’opportunità di realizzare un incontro a Tortona (Italia) dal 1 al 5 luglio 2020, per celebrare la figura del "padre" che li ha radunati come una famiglia.

Nella lettera si ricorda l'occasione in cui Luigi Orione abbandonò quello che stava facendo per consolare Mario Ivaldi, un giovane che aveva deciso di lasciare il catechismo. Un incontro che cambiò la vita di entrambi, perché "quando due giovani sognano insieme tutto diventa nuovo". Quel giorno, Luigi invitò Mario a formare "un piccolo circolo e oratorio". Un invito che si rinnova anche oggi, nel cuore di tanti giovani orionini, e da cui è nata la missione della Famiglia Orionina: servire il prossimo senza misura se non quella "della capacità d'amare", seguendo un percorso di discernimento che aiuti a superare le ambiguità della vita.

"Cari giovani orionini – conclude la lettera – vi invitiamo dunque a vivere questo percorso con generosità. A non essere spettatori, ma veri protagonisti di questo tempo pieno di esperienze che ci aiuteranno a rilanciare la nostra identità e missione". Perché l'incontro è un viaggio da vivere insieme, al fianco di Don Orione, che "come fece con altri, anche oggi ci aiuta a vivere con entusiasmo il nostro impegno a seguire il Signore Gesù."

Clicca QUI per leggere e scaricare la lettera di invito.

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