"L’orazione è il grande mezzo per riuscire, per perfezionare noi stessi e per diffondere il bene nelle anime altrui."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Questo il tema della 27° Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, isiprato alla testimonianza di Mons. Oscar Romero, proclamato santo nell’ottobre dello scorso anno, assassinato 38 anni fa il 24 marzo 1980 a San Salvador, in Cile: queste parole richiamamo alla consapevolezza che per amare Dio bisogna amare i propri fratelli e che ciò significa difenderne i diritti, assumerne le paure e le difficoltà.

La Giornata è nata nel 1993 per iniziativa dell’allora Movimento Giovanile Missionario, diventato oggi Missio Giovani: nello scorso anno c’è stato purtroppo un aumento di persone uccise per la propria fede religiosa, sono quaranta (circa il doppio rispetto allo scorso anno) gli operatori pastorali che hanno perso la vita per amore di Dio, come riporta l’annuale rapporto dell’Agenzia Fides della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

Per amore del mio popolo non tacerò significa agire coerentemente alla propria fede. In quanto cristiani, discepoli missionari, portatori della Buona Notizia di Gesù non possiamo tacere difronte al male. Farlo significherebbe tradire il mandato che ci è stato affidato.

Sul nostro sito è disponibile il MATERIALE per animare questa giornata.

Clicca QUI per visitare il sito Missio Italia

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Dopo il raccono delle tentazioni, la Liturgia ci offre la pagina della Trasfigurazione sul Monte Tabor.

Questo brano getta uno squarcio di luce su Gerusalemme, sul Monte Tabor i discepoli hanno una visione anticipata della gloria di Gesù, prima del passaggio obbligato, duro e incomprensibile della Croce.

Tra i tratti peculiari di Luca in questo racconto c'è la preghiera: solo Luca dice che Gesù si era recato sul monte a pregare, nella notte, mentre i discepoli erano gravati dal sonno. Il sonno e la notte, simbolo delle tanti notti e tenebre della vita, possono essere illuminati solo dalla comunione con Dio Padre: la preghiera di Gesù è l'amore per il Padre, che diventa anche l'amore che Egli ha per noi.

Che significato ha per Luca la parola Trasfigurazione? Luca utilizza un'espressione diversa da Marco e Matteo, ci descrive la trasformazione del volto di Gesù, che mentre prega diventa "altro". Il volto di Gesù è il riflesso di quello di Dio, il nostro volto deve diventare sempre più simile a quello di Dio, per essere anche noi un volto di amore e misericordia e poter arrivare a contemplare un giorno dal vivo il suo volto.

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Domenica 10 marzo, a conclusione di un Triduo di preparazione spirituale tenutosi il 7, l’8 e il 9 marzo pomeriggio nella chiesa di Villa Santa Clotilde in via Cavallotti a Sanremo si è conclusa la Festa di san Luigi Orione.

Momento culminante è stato l’inserimento in una nicchia della chiesa della Reliquia del Sangue del Santo, che rimarrà permanentemente in quella sede a disposizione della cittadinanza devota, a ricordo di quanto bene fece alla città il Santo.

La venerazione e deposizione sono state condotte da Don Aurelio Fusi, Direttore Provinciale dell’Opera Don Orione nella prima mattinata, mentre alle 11 si è celebrata la Santa Messa solenne in onore di San Luigi Orione nella Chiesa degli Angeli.
In seguito, durante il pranzo conviviale alla Villa Santa Clotilde, Mons. Tonino Suetta e la Vicesindaco Costanza Pireri hanno salutato con affetto gli ospiti e gli amici dell’Opera Don Orione intervenuti all’evento.

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È giunto ieri, proprio nella memoria del “Dies natalis” del nostro Fondatore, il Decreto del Vescovo di Avezzano, Mons. Pietro Santoro, che proclama San Luigi Orione, Patrono dei Volontari della Marsica.
Nel Decreto sono ricordate le varie fasi che hanno portato a questa proclamazione, che dura almeno ufficialmente, dal 2011.
Se ne è fatto carico il Comune di Magliano dei Marsi, con il sostegno di tutte le Associazioni di Volontariato della Marsica.
A coronamento del centenario del terremoto marsicano (13 gennaio 1915) giunge questo Decreto di proclamazione.
Un grazie sentito a tutti coloro che si sono dedicati a questo impegno che ha portato a questa proclamazione, Autorità religiose e civili, e del nostro Istituto marsicano.
Per tutta la Marsica il 16 maggio, Festa liturgica di San Luigi Orione, sarà anche la “Festa del Volontario” per “una rinnovata riscoperta della Santità come amorevole servizio ai fratelli bisognosi”.
 
Uno stimolo perché Don Orione possa essere onorato anche in altri luoghi a motivo del suo carisma di “cuore senza confini” e perché possa essere indicato come santo della Carità in diversi calendari liturgici Diocesani e Regionali.

QUI il documento ufficiale.

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Milano. Mercatino di libri usati.
Un signore tortonese, appassionato di libri e di storia, passeggia per la fiera del libro usato di Milano, alla ricerca di qualche vecchio libro che catturi la sua attenzione. Il suo interesse viene attirato da un libro dal titolo “Don Orione e la sua opera”, di un certo Franco Berra. Ex allievo dell’istituto Dante Alighieri di Tortona, il signore tortonese, non può rimanere certo indifferente, così prende in mano quel libricino e inizia a sfogliarlo.

Scorrendo le pagine ormai ingiallite, legge con rapide occhiate gli argomenti del testo così da arrivare agli ultimi fogli. Sono proprio quelli che riservano una imprevedibile sorpresa. Con grafia minuta e fitta, un anonimo lettore ha impresso in quelle pagine la sua personale testimonianza del passaggio delle spoglie di Don Orione a Milano, a pochi giorni dalla morte avvenuta a Sanremo il 12 marzo del 1940. Non ci pensa due volte, acquista il libro e lo porta a casa, certo di conservare un documento prezioso.  

Si tratta di una testimonianza sincera e accorata dell’opinione che le persone dell’epoca avevano di Don Orione, un’impressione viva e vibrante riportata da coloro che Don Orione lo hanno visto camminare per le loro città, lo hanno ascoltato predicare, hanno assistito all’apertura di nuove strutture, hanno sentito i resoconti dei suoi viaggi per l’Italia e il mondo, hanno potuto essere osservatori della sua vita sostenuta da una fede incrollabile nella Divina Provvidenza.
A distanza di 79 anni, questa testimonianza riporta l’eco dell’emozione di quei giorni, rinnova, oggi come allora, quel sentire semplice e autentico che sorgeva nel cuore di molti: Don Orione è Santo.

"Ho letto quasi d’un fiato questo semplice e modesto libro che però è così bene aderente allo spirito e all’opera del santo Don Orione tra ieri e oggi.
Ieri Domenica delle Palme, mi sono recato con le mie bambine, che spero ricorderanno sempre questa visita straordinaria alle spoglie di un santo, alla Chiesa di Santo Stefano dove la salma di Don Orione era esposta entro una cassa dal lato superiore di cristallo, quindi visibile. Folla innumerevole ha compiuto questa visita e moltissimi con grande devozione consegnavano oggetti personali perché fossero strofinati sulla cassa. Questo però avveniva la sera precedente e poi durante il trasporto a spalla nel cortile dello Spedale quando la cassa era munita del coperchio di legno.
Dunque Don Orione è morto in odore di santità, ma io sono certissimo che fra non molti anni sarà proclamato santo.

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Il Popolo non sbaglia nei suoi giudizi in simili casi.  Ho pensato che il Signore ha fatto morire questo suo servo fedele proprio ora per un eloquente richiamo al mondo che forse mai come ora ha dimostrato di essere lontano dalla Carità, di averla dimenticata, di non credere più in essa. Ecco che è morto un campione della Carità, ecco che quest’uomo, semplice e umile, ha potuto costruire opere anche umanamente grandiose solo in nome della Carità e senza usare della forza, della scaltrezza, della furberia, della frode, solo sospinto dall’Amore di Dio e del prossimo. Altro che solidarietà umana! Carità, Carità, Amore di Dio sincero e profondo: ecco la vera forza che smuove le montagne!"
18/3-‘40

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8 marzo 1965 Papa Paolo VI, Giovanni Battista Montini già arcivescovo di Milano celebra nella parrocchia orionina di Roma Ognissanti la prima messa in italiano.

Il Concilio Vaticano secondo ha infatti deciso di far passare la messa dall’antica lingua latina agli idiomi volgari ovvero alle lingue che ciascun paese parla in quel momento. È una volta storica ci sono ovviamente moltissime polemiche chi sostiene che i fedeli sono stati tramutati in una specie di gruppi di scolari da raccontare e da istruire, ma in realtà la messa funziona molto bene come ha raccontato lo storico vaticanista Fabrizio de Santis colonna dell’informazione vaticana per decenni.

Naturalmente la messa in italiano continuerà ad essere celebrata, tornerà a parlare latino ma solo per piccoli gruppi e tutt’ora la messa che vedono i fedeli cattolici è quella che abbiamo visto per la prima volta l’8 marzo 1965.

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Con il Mercoledì delle Ceneri, inizia il periodo di quaranta giorni di preghiera, in preparazione alla Pasqua, la Quaresima.

Il Vangelo di Luca della prima domenica di Quaresima racconta le tentazioni di Gesù: lo stesso episodio è presente anche nei vangeli di Marco e Matteo.  Il punto saliente di questo episodio è il contrasto drammatico tra il messianismo vissuto da Gesù e quello atteso dal popolo: il diavolo suggerisce a Gesù di percorrere una via messianica conforme alle attese della sua gente, per essere accettato e popolare, l'alternativa è essere fedele alla Parola di Dio con il rischio di non essere accolto.

L'episodio delle tentazioni segue quello del Battesimo, in cui Dio proclama che Gesù è il suo figlio prediletto: per ben due volte il diavolo insiste su questo fatto, "se tu sei Figlio di Dio", collegandolo però a segni di forza e di potere. La tentazione del diavolo è quella di una via più facile e accomodante, tentazione che si riaffaccerà nel "momento fissato" quando Satana tornerà a insidiare Gesù nella passione.

Queste tentazioni ci riguardano molto da vicino, perché anche noi a volte vogliamo un Gesù più comodo, senza corona di spine, che non chieda azioni così impegnative: anche noi siamo tentati da ricchezza, gloria, potere. Gesù è il modello per resistere alle tentazioni, rimanendo radicati alla Parola: nelle sue risposte al diavolo, cita sempre la scrittura, perché la Parola rimanda continuamente a Dio come unico Signore, che dobbiamo adorare e servire.

Questa è LA tentazione, come dice Papa Benedetto nel suo libro "Gesù di Nazareth", "questo è il nocciolo di ogni tentazione", cioè rimuovere Dio dalla nostra vita.

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Domani, domenica 10 marzo in occasione del Marzo Orionino, presso il Don Orione di Sanremo arriverà la reliquia del sangue di San Luigi Orione: nei giorni scorsi sono stati fatti degli incontri in preparazione alla giornata con un triduo di preghiera nella chiesa di Santa Clotilde.

Domenica alle 9.30 ci sarà la venerazione e deposizione nella nicchia della reliquia del sangue di Don Orione ed alle 11 la Santa Messa solenne nella Chiesa degli Angeli presieduta da Don Aurelio Fusi, direttore provinciale della Provincia Madre della Divina Provvidenza.

Alle 16.30 la Santa Messa nel Salone del Piccolo Cottolengo per far venerare la reliquia a tutti gli ospiti della struttura, ai familiari,operatori, amici e volontari.

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Mercoledì, 06 Marzo 2019

Mercoledì delle ceneri

Inizia oggi, mercoledì 6 marzo, la Quaresima, tempo di vera conversione e di rinnovamento spirituale, di riconciliazione con Dio e con i fratelli.
“L’inizio dei quaranta giorni di penitenza, nel Rito romano, è qualificato dall’austero simbolo delle Ceneri, che contraddistingue la Liturgia del Mercoledì delle Ceneri”.

Questi quaranta giorni sono un cammino di preghiera, di silenzio, di riscoperta della propria fragilità umana per riorientare i nostri cuori a Cristo, innalzato sulla Croce per amore e risorto per donarci una speranza che non teme ostacoli.
Papa Francesco ha scritto un messaggio per prepararci al periodo quaresimale «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» con questo messaggio il Santo Padre sprona a incarnare la forza risanatrice del Vangelo con odio e cupidigie.

Nel messaggio Francesco ricorda che il cristiano guarda al mondo non come ad abisso di perdizione, ma come a un campo di messe. Un campo dove si semina senza la certezza di essere noi a raccogliere. È per questo che la Quaresima è un tempo paradigmatico per i credenti; Quaresima è riconoscersi piccoli, peccatori, bisognosi di aiuto dall’Alto. Bisognosi di una mano che ci risollevi, assetati di perdono e misericordia, cioè dell’essere guardati come Gesù guardava le persone che incontrava.

Per leggere il messaggio integrale del Papa clicca QUI.

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Gesù ci ha chiesto domenica scorsa di essere misericordiosi come il Padre, di perdonare perché siamo stati largamente perdonati, e oggi, per evitare fraintendimenti sulla sua parola, con alcune similitudini presenta le caratteristiche dei falsi maestri: ciechi alla misericordia, pretenziosi, giudici severi verso gli altri e benevoli, anzi molto indulgenti verso se stessi.

Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, dice ancora Gesù, la bontà o meno del frutto è il criterio per discernere la bontà o meno della pianta: ma qual è questa pianta?

E' il cuore dell'uomo la sorgente dei suoi frutti: da un cuore buono nascono frutti di bene, da un cuore misericordioso nascono frutti di misericordia. Solo la misericordia di Gesù può guarire i nostri occhi, riempire di frutti buoni le nostre mani. Altrimenti andremo a sbattere contro il muro dell'autosufficienza e dell'orgoglio.

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