"Oh quanto è cosa dolce e lieta amare e servire Dio nel prossimo."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

A Torino, presso la parrocchia Sacra Famiglia di Nazaret si conclude oggi il Corso per Animatori Orionini: Oplà - Orionini per l’animazione, iniziato sabato 2 marzo.

Il corso si propone di creare un percorso triennale per ragazzi di 18-25 anni sulla realtà dell’animazione nello stile orionino; formare gli animatori al carisma, alla spiritualità orionina, ad una carità vissuta soprattutto nella relazione con i giovani all’interno dei diversi centri giovanili, oratori, scuole, parrocchie.

Diverse le nostre realtà presenti: Torino, Milano, Marghera, Fano, Roma, Reggio Calabria, Palermo e Albania. Circa una trentina i ragazzi che stanno formandosi in questo percorso che li vede impegnati attivamente.

Durante questi giorni di formazione i ragazzi hanno vissuto momenti teorici e pratici. Nella parte teorica viene presentata la figura dell’animatore in tutti i suoi aspetti; nella parte pratica vengono offerte alcune tecniche di animazione per dare la possibilità al giovane animatore di usare la fantasia e di esprimere se stesso nella dinamica del dono. La parte pratica, più esperienziale prevede anche la proposta di diversi laboratori utili per la propria realtà locale e la visita di luoghi simbolo orionini, infatti i ragazzi nella giornata di domenica si sono recati a Tortona per la visita di questi luoghi.

Condividi su:

Lunedì, 04 Marzo 2019

Roma - Un sì per sempre

Ieri, durante la Messa delle 12.15 nella Parrocchia Mater Dei di Roma, il chierico Neculai Marius Tiba ha fatto la sua Professione perpetua come religioso nella Congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione.

Ha presieduto la celebrazione Don Aurelio Fusi, e con lui molti altri religiosi dell'Opera, tra i quali Don Oreste Ferrari, vicario generale, e Don Carlo Marin, superiore dell'Istituto Teologico. 

Per essere accanto a Nicu in questo momento così importante della sua vita sono venuti dalla Romania la mamma e i familiari, insieme agli amici ed ai parrocchiani.

All'offertorio della Messa solenne, Nicu ha fatto la sua offerta al Signore e alla Chiesa con i voti di povertà, castità, obbedienza e fedeltà al Papa. Con questo si è "sposato" scegliendo Dio "del tutto e per sempre" ed entrando a far parte in modo definitivo della Congregazione di Don Orione.

A Nicu ed agli altri giovani in cammino per donare la loro vita al Signore, le parole di Don Orione: “Il desiderio della vita perfetta non può venire che da Dio. È una somma grazia che Iddio ti fa: la vocazione religiosa è il più grande beneficio di Dio, dopo il battesimo. (…) E la vocazione religiosa non è già di chi è perfetto; ma di chi desidera di diventarlo. (…) Va' avanti alla Madonna: mettiti come uno straccio, di più, come un figlio, ma bambino nelle sue mani, e poi decidi come fossi in punto di morte, e avrai deciso bene” (a Giovanni Repetti, 13.10.1914; Scritti 42,57).

Condividi su:

Domenica 17 febbraio 2019 presso la Parrocchia “San Giuseppe Benedetto Cottolengo” di Genova, il Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco ha insediato il nuovo parroco Don Paolo Clerici alla presenza di numerosi confratelli orionini, fedeli della parrocchia ed amici.

Una celebrazione solenne che ha posto al centro l’importanza della figura del parroco. All’inizio i riti esplicativi hanno subito evidenziato il ruolo del pastore che riceve l’invocazione dello Spirito, asperge il suo gregge e venera con l’incenso il Santo altare. Nell’omelia il Cardinale prende spunto dalla pagina Evangelica della V domenica ‘per Annum’ che “ci viene incontro come un dono a tutti noi e in modo speciale a Lei Don Paolo all’inizio del suo ministero che sia un parlare chiaro con le parole di Gesù, servendo la gente, credenti e non credenti. La via da percorrere per un pastore e una comunità al proprio interno e come presenza missionaria è quella di confidare nel Signore”.

Prima della benedizione finale il direttore provinciale Don Aurelio Fusi ha rivolto al Cardinale un pensiero di gratitudine in questa circostanza, sottolineando che noi tutti siamo qui per “prolungare quella gratitudine che Don Orione ha nutrito per i vescovi del suo tempo ed oggi continua nella sua persona, sentendola vicina e personalmente la sento in me come un modello di vita”.

L’ultima parola è stata riservata al neo parroco Don Paolo che nel suo ringraziamento e saluto ha sintetizzato questa celebrazione d’insediamento come “un momento di grazia e ciò che ha caratterizzato maggiormente è stato il senso di Chiesa, la presenza dello Spirito, il vescovo come successore degli Apostoli, il presbiterio, i giovani, i bambini e di questi ultimi mi commuove sempre quando parlo loro per come mi ascoltano. Voglio davvero camminare con questo popolo, molto fedele, ed essere il parroco di tutti. Genova ora è parte integrante del mio essere sacerdote”.

A Don Paolo l’augurio lo vogliamo rivolgere con le parole della Liturgia: “Il Signore ti conceda di presiedere e servire fedelmente, in comunione con il tuo vescovo, questa famiglia parrocchiale, annunziando la parola di Dio, celebrando i santi misteri e testimoniando la carità di Cristo”.

Condividi su:

Lunedì, 04 Febbraio 2019

Albania - Una lettera da Bardhaj

Don Rolando Reda, missionario orionino in Albania, scrive periodicamente ad amici e benefattori per aggiornarli sulla vita della missione a Bardhaj, paese a 100 km da Tirana, per far sentire il legame forte che unisce chi è legato dal comune amore per Don Orione e per i poveri.

Per non togliere l'autenticità alle parole di Don Rolando, ecco la sua lunga e appassionata lettera, seguita dalle immagini della comunità:


Carissimi confratelli, amici e benefattori vicini e lontani,

vi inviamo un piccolo resoconto delle attività principali svolte in questi mesi nella nostra missione di Bardhaj, nel nord dell’Albania per essere in comunione gli uni con gli altri e insieme possiamo rendere grazie al Signore per le meraviglie che opera in mezzo a noi e restiamo strumenti docili nelle sue mani.

Il primo avvenimento registrato a fine settembre è che le suore cappuccine nostre collaboratrici soprattutto nei villaggi di Obot, Muriqan e anche Oblike, hanno lasciato Shiroka, la casa dove abbiamo abitato e si sono ritirate a Gramez, un villaggio della diocesi di Tirana, la loro prima sede. Le ringraziamo per la loro presenza e il lavoro svolto con giovani, ragazzi e ammalati nella formazione umana e cristiana, per 15 anni. 

Ogni anno, dopo la festa della Madonna del Rosario patrona della parrocchia di  Bardhaj, la prima domenica di ottobre, riprendiamo a pieno ritmo tutte le attività pastorali: oratorio, catechismo, incontri di formazione visite e benedizioni. La prima parte del nostro impegno è stato dedicato alla preparazione dei 50 giovani che il 3 novembre hanno ricevuto la cresima da mons. Angelo Massafra. L’arcivescovo  poi si è fermato con noi.

In serata sono arrivati anche il padre provinciale don Aurelio Fusi e il consigliere alla pastorale giovanile-vocazionale don Giuseppe Volponi che per la prima volta ha visitato l’Albania. La cena fraterna ha concluso la giornata di festa. I Superiori si sono fermati fino a mercoledì 7. I confratelli di Elbasan, don Giuseppe De Guglielmo, don Emilio Valente e il ch. Dritan Boka, sono venuti a Bardhaj e insieme abbiamo fatto una riflessione sulle prospettive della missione in Albania sottolineando potenzialità e difficoltà.

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una depauperazione della nazione, le forze migliori, i giovani albanesi in questo momento storico sono proiettati verso l’emigrazione: Italia, Grecia, Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti le mete desiderate perché qui non vedono una speranza di futuro per una vita serena e dignitosa. Studiano, imparano un mestiere per partire, si aggregano silenziosamente ai grandi flussi migratori dall’Africa e dal medio oriente con un vantaggio perché molti hanno già un punto di riferimento negli stati di destinazione: parenti, amici, conoscenti. Si illudono che il paradiso in terra sia in qualche stato europeo o negli USA, ma c’è in moltissimi questa convinzione e questa visione e quindi partono o sperano di partire.

Il confratello don Pavlin Preka ordinato sacerdote nel 2017 è stato destinato alla missione del Kenia ed è partito a metà ottobre verso la sua nuova destinazione. Don Giuseppe Bisceglia della comunità di Elbasan è stato nominato parroco della nostra parrocchia di Anzio, ed è rientrato in Italia. E’ arrivato il ch. Dritan Boka che farà i due anni del tirocinio nella comunità di Elbasan con un occhio particolare alla pastorale giovanile anche al nord.Pregate insieme con noi che il Signore ci mandi tante e sante vocazioni sacerdotali e religiose.

Il 10 dicembre le due comunità si sono incontrate ad Elbasan per riflettere sulla scheda di formazione permanente “Venite e vedete”  e per lo scambio di auguri per le feste ormai imminenti. Il periodo di avvento e il tempo di Natale con le feste di fine anno sono avvenimenti molto attesi con gioia ed entusiasmo da piccoli e grandi. Gli auguri, le aspettative, le luci, i regali, le visite riaccendono la speranza che l’anno che verrà sarà portatore di sorprese e avvenimenti positivi per tutti. La preparazione del presepe, dell’albero e soprattutto della festa di Natale ha coinvolto molti nostri giovani e ragazzi. Il giorno 21 dicembre è stata realizzata a Oblike, il 22 a Bardhaj. Protagonisti i ragazzi, partecipanti i familiari, una festa gioiosa che con canti, danze e la rappresentazione della nascita di Gesù hanno fatto risuonare nello spirito dei presenti il messaggio di pace e gioia che viene dalla grotta di Betlemme. Il tempo per tutto il periodo è stato bello e la temperatura mite. 

Il giorno 7 gennaio subito dopo l’Epifania che qui è caratterizzata dalla benedizione dell’acqua, son venuti a Bardhaj i confratelli di Elbasan per l’incontro mensile e ci siamo rinnovati gli auguri per il nuovo anno. L’8 gennaio, come ormai da tradizione, c’è stata la presentazione del messaggio di papa Francesco per la giornata mondiale della pace al teatro Migjeni, il principale della città di Scutari, alla presenza delle autorità civili, religiose e numeroso pubblico. Il nostro gruppo di balli popolari di Bardhaj e Oblike ha contribuito alla riuscita della manifestazione con grande gioia di tutti. Poi il 9 mattina ci ha sorpreso una grande nevicata: per tre giorni la neve è caduta abbondante imbiancando tutto con una coltre di 30-40 cm, paesaggio bellissimo, ma anche bloccando tutto in una città che non ha i mezzi adatti a fronteggiare una emergenza del genere. Le vacanze di Natale sono state prolungate di altri 10 giorni per tutte le scuole. Per fortuna che a metà mese di gennaio ha cominciato a piovere e la pioggia pian piano ha sciolto quel manto ormai congelato che ricopriva tutto.

Il freddo dell’inverno aumenta i disagi soprattutto delle famiglie più povere che non hanno una casa adeguata e un lavoro sicuro e quindi le richieste di aiuto si moltiplicano: viveri, legna, medicine. Il 24 gennaio è venuto Dritan dalla comunità di Elbasan e si è fermato una settimana tra noi. Secondo un programma stabilito ha incontrato i giovani di Bardhaj e quelli di Oblike iniziando un cammino di formazione umana e cristiana nello spirito di don Orione che speriamo porti frutti abbondanti.   

Auguriamo a tutti i confratelli, amici e benefattori ogni bene. Pregate per noi affinché la nostra missione in mezzo alla gente che ci è stata affidata sia fruttuosa e feconda di fede e di amore.

Confidiamo nel vostro aiuto spirituale e materiale per far germogliare quei semi di speranza che il Signore ha seminato a larghe mani anche qui, nel profondo del cuore di ciascuno.
Don Rolando, don Dorian e don Giuseppe

 

 

 

Condividi su:

L'Ambasciatore italiano in Ucraina, Davide La Cecilia, ha visitato il  Centro Divina Provvidenza di Lviv venerdì scorso.

In mattinata,  nella sala conferenze del “Centro per la storia dell'urbanistica dell'Europa centro-orientale" ha  presieduto alla presentazione del libro, curato da don Egidio Montanari, intitolato " L'architettura di Mario Botta a L'viv", edizioni Apriori, L'viv-Kyev, 2018.

Dopo il saluto del Sindaco Andriy Sadovyj, portato dal suo vice Andriy Moskalenko, c’è stato l’intervento dell’Ambasciatore che ha concluso la sua prolusione sottolineando anzitutto quanto la missione degli orionini qui a L’viv rientri in quel processo di avvicinamento dell’Ucraina alla Comunità Europea, che trova una sua espressione  anche attraverso la bellezza dell’arte e dell’architettura: in questo caso l’aver affidato ad un architetto di fama mondiale, Mario Botta, la realizzazione del Centro della Divina Provvidenza.

La  scelta poi di lavorare nella periferia della città esprime l’insistente desiderio di Papa Francesco di operare nelle periferie non solo fisiche,  ma anche sociali ed esistenziali del mondo. La situazione attuale dell’Ucraina sotto l’aspetto politico, sociale ed economico è un vero e proprio  banco di prova. “Un compito - ha più volte ricordato l’ambasciatore - che voi orionini fin dall’inizo della vostra presenza a L’viv, giudati da Don Egidio Montanari, avete  voluto onorare con le opere finora realizzate e con quelle in fase di realizzazione”.

La presentazione del libro è poi proseguita con l’intervento di due dei coautori: l’architetto capo della città di L’viv, Julian Chaplins'kyj, e l’architetto Mykola Sheremeta, che segue il progetto di Mario Botta per l’adeguemento alle normative ucraine.

L’Ambasciatore, con la delegazione a seguito, ha poi raggiunto il monastero per una visita agli ambienti e alle opere: monastero, casa Cafarnao per i giovani disabili, l’oratorio e la cappella. Ha voluto anche dare un’ occhiata al cantiere dove da qualche mese è iniziata la costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Dopo la visita del centro è seguito il pranzo conviviale con la comunità.

In serata, sempre nel monastero, c’è stato un incontro con alcuni italiani presenti a L’viv allietato dalle composizioni di un giovane cantante italiano, Alfonso Oliver, che ha presentato con Darina Burnos un saggio del suo concerto di musica italiana e ucraina.

L’Ambasciatore ha voluto ricordare ai presenti  l’impegno profuso in questi due anni dall’ambasciata per la realizzazione di alcuni eventi a favore degli italiani residenti in Ucraina promettendo di far più spesso visita a L’viv e alla piccola comunità di connazionali qui residenti.

Congedandosi, ha ringraziato per l’accoglienza  riservatagli. “Ho avuto modo - ha sottolinenato - di conoscere questa singolare realtà che non solo onora il nostro Paese, ma attua un prezioso servizio religioso, educativo e sociale al quale l’Ambasciata vuole in qualche modo dare un suo contributo”. E ha concluso: “Verrò di nuovo a farvi visita”.

 

Condividi su:

 In un mondo che cambia così velocemente, se non vogliamo perdere il contatto con la realtà – e quindi il senso del nostro essere cristiani - è necessario ripensare in modo radicale il nostro impegno pastorale, soprattutto quello rivolto ai giovani.

Si è concluso ieri il Convegno per le Parrocchie e i Santuari Orionini, svoltosi a Roma proprio nei giorni in cui a Panama si è celebrata la Giornata Mondiale della Gioventù. Quest’anno si è voluto metterci in particolare sintonia con la Chiesa universale facendosi interrogare dalle prospettive e dalle sfide offerte dal recente Sinodo dei Vescovi sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Due giorni intensi di lavoro quelli di venerdì e di sabato, nei quali i 70 partecipanti (tra religiosi e laici, giovani e adulti) provenienti dalle Parrocchie di tutta Italia, dalla Romania e dall’Ucraina hanno avuto la possibilità di mettersi in ascolto di alcuni testimoni che il Sinodo l’hanno vissuto in prima persona: Padre Salvatore Currò, professore di Pastorale giovanile presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Salesiana e Federica Ancona, una delle 35 delegate rappresentanti del mondo giovanile al Sinodo.

Gli spunti di riflessione sono stati moltissimi ma il richiamo che è arrivato forte dai documenti del Sinodo e dalle parole di chi vi ha partecipato, è che la pastorale, perché sia veramente autenitca ed efficace, non deve essere fatta per i giovani ma con i giovani, partendo soprattutto da una grande disponibilità all’ascolto.

Ora, insieme alla Chiesa, si tratta di rimettersi in cammino – sulla strada di Emmaus – e di farsi sorprendere dall’incontro con il Risorto che, mentre cammina con noi, spezza il pane della Parola e ci fa ardere nel cuore il desiderio di annunciare la buona notizia.

 

 

Condividi su:

Dopo il Cineforum di ieri sera, iniziano oggi i lavori ufficiali del Convegno delle Parrocchie e dei Santuari orionini. Un incontro in cui, oltre all'italiano, si parleranno molte lingue, albanese, rumeno e ucraino, e soprattutto la lingua universale del Vangelo.

Proprio mentre Papa Francesco celebra con i giovani del mondo la XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù, anche le realtà pastorali orionine parlano dei giovani, alla luce del recente Sinodo. Il tema del Convegno infatti è "Sinodo: i giovani, da destinatari a protagonisti nella Chiesa!".

Il primo momento è dedicato all'ascolto di un protagonista dei lavori sinodali, Padre Salvatore Currò, C.S.I., Professore di Pastorale giovanile presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Salesiana di Roma e membro del Sinodo. A seguire ci sarà uno tempo il Confronto, nell'incontro con Federica Ancona, partecipante al Sinodo e alcuni ragazzi di Nuovi Orizzonti.

Sabato, momento conclusivo del convegno, i partecipanti dialogheranno alla ricerca di una via comune per condividere come rendere più protagonisti i giovani nelle parrocchie, protagonisti perché amati dalla parrocchia: come diceva Don Orione, "i giovani sono sempre di chi li illumina e li ama davvero".

In allegato la locandina del Convegno.

Condividi su:

La parocchia orionina di Elbasan, in Albania, ha partecipato anche quest'anno all'organizzazione della marcia la Pace.

Insieme al Centro di cooperazione intereligiosa di Elbasan, a studenti e insegnanti, cittadini e credenti, autorità statali e religiose, così come altre organizzazioni della società civile, la parrocchia organizza da diversi anni una marcia per la Pace e la Solidarietà. La manifestazione vuole sensibilizzare la popolazione, testimoniando nel concreto una via possibile per fare comunità, dalla piccola comunità locale a quella nazionale, per allargare i confini fino al mondo intero e giungere alla cooperazione tra tutti i popoli.

Quest'anno il tema scelto è stato: "La politica è una missione a beneficio del popolo": il tema ha voluto richiamare il significato profondo dell'operato di politici e amministratori a favore della comunità, in uno spirito di servizio svolto con dedizione e onestà.

Condividi su:

La Parrocchia orionina di Ognissanti di Roma, nel popolare quartiere Appio Latino, ha partecipato ad un progetto di recupero delle eccedenze alimentari, coordinato da Fondazione Banco Alimentare.

Il progetto "Harvest" realizzato da KFC - Kentucky Fried Chicken - per recuperare e donare le eccedenze alimentari dei suoi ristorantiè al suo primo anno di attuazione in Italia ed ha distribuito oltre 5.300 pasti. Con "Harvest" KFC è stata la prima azienda della ristorazione veloce in Italia a intraprendere un'iniziativa di recupero e donazione delle eccedenze alimentari, un impegno reso possibile grazieal percorso indicato dalla legge Gadda 166 del 2016, e realizzato in collaborazione con le strutture di volontariato attive sui diversi territori coinvolte da Fondazione Banco Alimentare.

L'iniziativa è partita con i ristoranti KFC di Arese e Milano Bicocca, a cui si sono poi aggiunti altri in Lombardia, uno a Pompei e due a Roma, nei Centri Commerciali Happio ed Aura. Tra le organizzazioni destinatarie c'è anche la Parrocchia Ognissanti di via Appia Nuova a Roma.

Don Walter Groppello, parroco della Parrocchia di Ognissanti in via Appia Nuova,ha commentato l'iniziativa: "Ringraziamo il Banco Alimentare per l'opportunità data alla Parrocchia di Ognissanti di entrare a far parte del programma Siticibo. I prodotti alimentari ritirarti settimanalmente dal ristorante KFC situato nel Centro Commerciale Happio e distribuiti nei giorni di mercoledì e venerdì alle persone indigenti che gravitano nei pressi delle stazioni ferroviarie di Tuscolana e Ostiense, sono stati molto graditi oltre che per l'ottima qualità anche per il fatto che trattandosi di pollo possono essere consumati indifferentemente da tutti".

Le attività

"È per noi un onore e un privilegio collaborare con KFC, un'azienda leader nel settore della ristorazione veloce - commenta Giuliano Visconti, presidente del Banco Alimentare del Lazio Onlus - nella comune lotta alla riduzione degli sprechi alimentari. Grazie al loro supporto sarà possibile portare avanti la nostra missione di recuperare cibo per poi redistribuirlo ai più bisognosi: un atto davvero di grande altruismo e sensibilità da parte di KFC verso i più poveri e verso l'ambiente".

Condividi su:

Domenica, 23 Dicembre 2018

Voghera - Un premio per due

Don Loris Giacomelli, parroco orionino della parrocchia di San Pietro a Voghera (PV), ha ricevuto venerdì un premio conferito dal sindaco della Città Carlo Barbieri, che ha voluto creare il premio Summa Viqueria per le personalità cittadine che contribuiscono "ad elevare il prestigio della città con la loro personale attività".

Tra i premiati, oltre ad altri quattro esponenti del mondo delle professioni, dello sport, della musica e del volontariato, anche il "nostro" Don Loris, per l'impegno profuso dal 2009 a favore dei giovani, bambini ed anziani della sua parrocchia, con una particolare attenzione alla crescita delle famiglie.

A don Loris vanno sicuramente le congratulazioni ed i complimenti, senza dimenticare un particolare essenziale per dare il giusto significato a questa onorificenza: un parroco è l'espressione della sua parrocchia.

La Parrocchia di San Pietro è una comunità di persone, di famiglie unite dall'impegno comune di vivere ogni giorno il Vangelo, senza isolarsi dal resto del mondo, ma sforzandosi di essere testimoni contagiosi nel proprio territorio della gioia di essere cristiani. Don Loris e la sua comunità parrocchiale hanno dato una testimonianza di cosa è la Chiesa, oggi: una comunità in cui ci si prende cura dei più deboli, dei piccoli e dei fragili, in cui si fa del bene con il sorriso, una comunità capace di farsi sentire e vedere anche da chi la sfiora appena.

Buon cammino allora a Don Loris, parroco e pastore di anime,perché sia sempre capace di portare Cristo ai suoi parrocchiani. Buon cammino alla sua comunità: siano testimoni gioiosi e credibili della misericordia di Dio! E come avrebbe concluso don Orione, "Ave Maria! e avanti!"

Condividi su:

Pagina 1 di 6

Cerca nel sito DOI

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica