"Leggete sulla mia fronte, leggete nel mio cuore, leggete nell’anima mia, non vi vedrete cosa che non porti scritto: Grazia di Maria."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

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Martedì, 19 Giugno 2018

Oratorio - Che estate sia!

Dopo un maggio piovoso ed un mese di giugno iniziato con qualche temporale in più del solito, l'estato è ufficialmente cominciata negli oratori orionini in Italia. Mancano pochi giorni alla festa di San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù, onomastico di San Luigi Orione, che a soli vent'anni fondò un oratorio dedicato proprio a questo santo.

Da Nord a Sud, le attività  che iniziano al termine dell'anno scolastico sono ormai un appuntamento tradizionale: giochi, gite, danza, teatro, manualità e giocoleria, piscina ed escursioni, ma non solo. L'oratorio estivo è prima di tutto uno spazio educativo per vivere insieme ai coetanei un percorso formativo, alla scoperta degli altri, dell'amicizia, alla ricerca di quei valori che danno senso e sapore alla vita. La proposta dell'oratorio è dunque qualcosa in più di un semplice centro estivo divertente o economico, è, per molte famiglie, l'adesione ad un progetto educativo, è la voglia di far sperimentare ai propri figli una Chiesa gioiosa in cammino.

Tutte queste attività sono frutto dell'impegno e della passione degli educatori ed animatori, guidati dai loro sacerdoti, delle famiglie dei ragazzi che danno una mano all'organizzazione dei pasti e degli spazi: sono l'esempio di una comunità viva, attenta ai bisogni del territorio, capace di mettersi in gioco.

Allora, buona estate a tutti!

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La Madonnina di Monte Mario ha compiuto 65 anni: fu eretta infatti nel 1953, per un voto promosso dagli Orionini durante la seconda guerra mondiale, per il quale si raccolsero oltre un milione di firme.

La liberazione di Roma avvenne il 4 giugno 1944 quando, tra lo stupore di tutti, l'esercito tedesco lasciò la capitale incrociandosi con l'esercito alleato che vi entrava, senza alcuna forma di violenza. I documenti storici documentano quanto è avvenuto, ma la modalità con cui avvenne la liberazione, rapida e pacifica, fece pensare a una speciale protezione di Maria. A compimento del voto, nel 1953, fu posta sul colle di Monte Mario la bella statua della Madonna "Salus Populi Romani", opera dello scultore ebreo Arrigo Minerbi, protetto e salvato dalla comunità orionina del quartiere Appio. Lo scultore per raffigurare il volto della Vergine si ispirò a quello impresso nella Sindone, perché i figli maschi, diceva, assomigliano alle madri.

Papa Benedetto XVI visitò la Madonnina il 24 giugno del 2010 e disse: «La Madonnina - come amano chiamarla i romani - nel gesto di guardare dall'alto i luoghi della vita familiare, civile e religiosa di Roma, protegga le famiglie, susciti propositi di bene, suggerisca a tutti desideri di cielo. Guardare al cielo, pregare, e poi avanti con coraggio e lavorare. Ave Maria e avanti! - esortava san Luigi Orione».

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Tutto è iniziato a luglio del 2017 al campo estivo in colonia a Gambari: ogni bambino scrive una letterina a Papa Francesco per comunicargli il suo Amore e Dedizione, così come  ha imparato dagli scritti di San Luigi Orione.

Passano i mesi e i bambini non ci speravano più che il loro Papa rispondesse. Invece il 22 dicembre mentre erano in attesa di Babbo Natale nel cortile interno dell'Opera Antoniana, arriva con un bustone in mano il parroco don Graziano Bonfitto che porge la lettera a Mimmo Torretti, uno dei responsabili dei Bambini di don Orione, dicendogli di aprirla subito e di leggerla ai bambini. Grande stupore e gioia vedendo l'intestazione del foglio all'interno, poi un'esplosione di gioia: "bambini, Papa Francesco ha letto le vostre letterine e ci invita a Roma a partecipare all'udienza del mercoledi".

La felicità dei bambini è indescrivibile tutti ad abbracciarsi e a ripetersi, visto Papa Francesco ci ha risposto, Papa Francesco ci vuole bene, Papa Francesco è Grande. Dopo l'euforia dei bambini ma anche degli educatori si parte con l'organizzazione del viaggio e soprattutto per il reperimento dei fondi, che grazie ai Benefattori, sollecitati dal coordinamento MLO di Reggio Calabria, non è stato difficile.

Arriva il giorno della partenza, fissata per il 3 aprile, e dopo un lungo viaggio si arriva a Roma e ad accogliere il gruppo ci sono i volontari della Misericordia del Lazio, mobilitati dal Governatore di Reggio Calabria Angelo Cuzzola, che con i loro mezzi cureranno gli spostamenti a Roma.

Dopo una notte passata tra sonno e attesa, nella maestosa piazza S. Pietro i bambini si ammutoliscono e con la bocca aperta guardano con meraviglia la bellezza del Cupolone e della Basilica Vaticana, osservando  e fotografando ogni minimo particolare. Mancano pochi minuti all'arrivo del Santo Padre e dai microfoni che scandiscono i nomi delle associazioni dei vari paesi, presenti in piazza, ad un certo punto si sente; “Un saluto  ai Bambini di don Orione giunti da Reggio Calabria" e lì scoppia la festa. I bambini sono incontenibili, ma ecco che spunta la Papamobile, che avanza lentamente e quando arriva davanti ai Bambini si ferma e il Santo Padre impartisce loro la Benedizione. Alessandra dona la statuina in argento raffigurante S. Antonio, il Santo a cui è intestato il nostro Santuario Parrocchia, Rebecca lancia il suo cappellino, lo raccoglie un uomo della scorta e lo posa sulla Papamobile, mentre gli altri bambini gridano ad alta voce "Viva Papa Francesco" applaudendo a più non posso.

Quasi alla fine dell'udienza, Radio Vaticana intervista Tiziana Praticò del direttivo del MLO di Reggio Calabria e corresponsabile del Progetto, che dialoga in diretta radiofonica con la giornalista sulle tematiche della catechesi odierna e sulle parole espresse da Papa Francesco nell'udienza generale. Si è parlato anche del progetto “I Bambini di don Orione” e della Calabria come terra abbandonata e a volte violenta, per questo l'impegno dei laici è ancora più profondo per la salvaguardia delle generazioni future.

Sottrarre un solo bambino alla 'Ndrangheta è già una vittoria, toglierli da ambienti diseducativi, dare loro la possibilità di studiare, di socializzare e far loro Gustare e Vivere la Carità di Dio è l'impegno giornaliero di ogni laico, in particolare del Laico Orionino.

 

 

 

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Domenica, 28 Gennaio 2018

Roma - Convegno delle parrocchie

Il segretariato provinciale dei santuari e delle parrocchie ha organizzato per il terzo anno un convegno, che si è svolto a Roma dal 25 al 27 gennaio.

I partecipanti hanno riflettuto sul tema "Famiglia e giovani: insieme per l'Evangelizzazione!": proprio per questo oltre agli operatori impegnati nella pastorale familiare sono stati invitati anche operatori della pastorale giovanile. Quest'anno infatti sarà un anno importante che vedrà le celebrazioni del Sinodo dei giovani. Oltre alle parrochie italiane, dal Nord al Sud Italia, erano presenti anche rappresentanti dell'Albania e della Romania.

Il convegno è stato organizzato in diversi momenti: l'ascolto,la testimonianza, il lavoro in gruppo, la preghiera.

In mattinata c'è stata la relazione di Don Andrea Lonardo, sacerdote della Diocesi di Roma, impegnato nel vicariato a servizio della catechesi. Molti spunti e provocazioni da questa relazione, ma anche dalle testimonianze di giovani e coppie: Matteo dalla Sardegna, Filippo da Reggio Calabria, Adriana e Luca da Roma e Nelli e Toni da Palermo.

Clima di famiglia, voglia di confrontarsi e di stare insieme nel nome di Gesù e di Don Orione: i lavori si sono conclusi con questi sentimenti nel cuore, affidando a Maria la preghiera chequesti operatori siano lievito per tutte le comunità.

 

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Sabato 16 dicembre 2017 il vescovo di Tortona Mons. Vittorio Francesco Viola ha introdotto nella comunità di Pontecurone il nuovo parroco don Ugo Dei Cas, sacerdote della Piccola Opera della Divina Provvidenza di Don Orione. Una celebrazione che ha visto coinvolta tutta la cittadinanza e una rappresentanza della Congregazione orionina tra cui il direttore provinciale don Aurelio Fusi e una decina di sacerdoti. Don Ugo succede a don Paolo Caorsi, sacerdote diocesano, ora parroco a Castelnuovo Scrivia ed è affiancato nel suo ministero pastorale da don Frédéric Dassa.

Il nuovo parroco ha voluto accogliere il vescovo in un luogo molto significativo: davanti alla statua di don Orione. Insieme sono entrati nella Chiesa di San Giovanni Battista dove si sono compiuti i riti esplicativi: l’aspersione di don Ugo al suo nuovo gregge e i saluti di un rappresentante della comunità e del Sindaco. In processione con il canto delle litanie ci si è recati nella Collegiata di Santa Maria Assunta per la Celebrazione Eucaristica.

Il vescovo nella sua riflessione ha evidenziato quanto la presenza della Congregazione sia preziosa e sia un vero dono da custodire e trasmettere perchè permette di “rendere presente la carità pastorale di don Orione”.  Citando poi il passo di Isaia ‘Lo Spirito del Signore è su di me’ ha rivolto queste indicazioni: “Vogliamo ringraziare il Signore per il dono di questi sacerdoti, in questo luogo così significativo. Un prete è un dono della misericordia di Dio e don Ugo viene in mezzo a voi come presenza viva di Cristo. Disponiamo il cuore ad accogliere Gesù che viene e tornerà; pertanto vogliamo farci trovare pronti all’incontro con Lui con quell’amore tangibile che aveva Don Orione. La comunità cristiana, conclude mons. Viola, non sia altro che il luogo dove impariamo a conoscere Gesù Cristo per conformazione, e noi vogliamo vivere in attesa del suo ritorno, illuminati dalla sua Parola, nutriti dai suoi sacramenti che sono le sue azioni rese presenti attraverso il ministero sacerdotale, nell’accoglienza e nel servizio dei poveri: la carità. Se ci trovasse così sarebbe un incontro bellissimo e tutto questo è santificazione di quella comunione piena che ci attende in cielo”.

Al termine don Aurelio Fusi ha rivolto il suo ringraziamento e saluto lieto di poter guidare la comunità nel paese natale del Fondatore. “Nel fonte battesimale di questa Chiesa, ha detto, ci sentiamo tutti immersi e pronti a dire: ‘tutti là siamo nati’”.

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Domenica 12 novembre con il rito di ingresso del nuovo parroco Don Giuseppe Volponi e alla presenza di Sua Ecc.za Francesco Moraglia, la famiglia orionina ha allargato le tende a Marghera avendo ricevuto incarico dal Patriarca di Venezia della cura pastorale della Parrocchia di Gesù Lavoratore.
Si apre così in modo ufficiale una nuova pagina della vita e della storia di queste comunità chiamate a collaborare e condividere le sfide pastorali del nostro tempo. Come ben ha ricordato il nostro Provinciale Don Aurelio Fusi, presente alla celebrazione con Don Walter Groppello, con la nascita di questa collaborazione pastorale parrocchiale il carisma del nostro santo Fondatore di amore alla Chiesa e al Papa si completa mediante la presenza in una realtà tipicamente orionina di povertà e di periferia esistenziale. Lo stesso Patriarca Francesco ha sottolineato nel suo intervento la socialità e lo stile di San Luigi Orione, amante della Chiesa e del popolo. La parrocchia di Gesù Lavoratore è confinante con quella di San Pio X e si estende nella zona sud di Marghera. Una parrocchia da un forte passato di lotte sociali e caratterizzato dalla presenza di operai e lavoratori dell’area del porto di Marghera. Oggi vede una presenza significativa di extracomunitari e di non cristiani. La comunità locale vanta di un forte attaccamento alla tradizione cristiana nonostante le molteplici sacche di povertà e di degrado sociale. Uno stimolo in più come ha ricordato il neo Parroco, prendendo spunto dall’odierna Liturgia della Parola, ad uscire e andare incontro allo Sposo che viene e che rende l’oggi un tempo favorevole per portare Cristo al popolo attraverso una nuova azione di evangelizzazione. Questo giorno vede l’ingresso ufficiale anche di una comunità di tre suore indiane della Congregazione di San Giuseppe e di san Marco. Una presenza fortemente voluta dal Patriarca e che sarà significativa e preziosa per le parrocchie e per il Vicariato di Marghera. Saranno infatti inserite gradualmente nel servizio pastorale delle due parrocchie e nella mensa-dormitorio Papa Francesco presente nel territorio della parrocchia di San Pio X.

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Don Graziano Bonfitto ha fatto l’ingresso ufficiale nella parrocchia orionina di Reggio Calabria domenica 5 novembre con la celebrazione delle 19.00 presieduta dal Vescovo Giuseppe Morosini.
Presenti molti confratelli orionini e della diocesi, tra cui Don Domenico Crucitti direttore e parroco precedente.
È stato un bel momento di famiglia e di comunità parrocchiale.
Il Vescovo nell’omelia ha dato diversi spunti per i presenti con delle parole chiave: prendersi cura, accompagnare, continuità.
La serata è trascorsa con un momento di agape fraterna con le persone più vicine a Don Graziano, un bel gruppo di giovani della parrocchia di Ognissanti con il parroco Don Francesco Mazzittelli ed una rappresentanza di persone dal suo paese natale.

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Lunedì, 30 Ottobre 2017

Roma - Dall'Australia a Ognissanti

Alla fine dell'estate al nostro indirizzo email è arrivata una missiva molto particolare: la signora Gina Olivieri ci scriveva dall'Australia, per chiedere un aiuto per realizzare un suo grande desiderio. Insieme al marito aveva in programma un viaggio a ottobre in Italia e desiderava molto, nella sua visita a Roma, visitare la Chiesa di Ognissanti.

Il motivo era legato alla storia della sua famiglia: il nonno, Alberto Olivieri, emigrato con la famiglia in Australia all'età di otto anni, aveva posato per il quadro della Sacra Famiglia che si trova nella Chiesa.

Dopo averle inviato i contatti a cui scrivere, alla fine di Ottobre, Gina, insieme al marito e sua nonna, hanno fatto visita alla Chiesa accompagnati da Don Giuseppe Vallauri e Don Francesco Mazzitelli, Parroco di Ognissanti. Purtroppo il signor Alberto è mancato nel 2015 e non ha potuto vedere il dipinto, ma lo hanno fatto per lui i suoi familiari, che si sono fatti raccontare la storia del quadro e, a loro volta, hanno raccontato un'altra storia, quella di un bambino di nome Alberto che molti anni orsono è partito, come tanti altri italiani, per cercare un futuro migliore.

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La Parrocchia di Sant'Antonio di Padova di Reggio Calabria venerdì 20 ottobre ha accolto il Sindaco della città Avvocato Giuseppe Falcomatà.
Molti anni orsono, Italo Falcomatà, il Sindaco della Primavera di Reggio, padre di Giuseppe attuale Sindaco della città metropolitana, visitava il Santuario e gli orfanelli dell'Opera Antoniana. Questi momenti li ha raccontati con un po' di commozione Giuseppe Falcomatà, ricordando che il padre nei momenti particolari si confrontava e confortava proprio con i religiosi Orionini di Sant’Antonio.

Con gioia il Sindaco ha accettato l'invito a partecipare ad un incontro/confronto nell'auditorium parrocchiale “Don Orione” con i parrocchiani, in una assemblea pubblica,  incontro voluto e organizzato dalla comunità parrocchiale con il supporto del consigliere comunale Antonino Mileto, che in apertura ha voluto ricordare la dott.ssa Giovanna Ferrara, deceduta poche ore prima.
Subito dopo ha preso la parola il parroco, il quale nel suo saluto ha ricordato che la Comunità Orionina è presente a Reggio Calabria dal 9 gennaio del 1909 quando san Luigi Orione vi giunse per dare soccorso alla città colpita dal sisma del 28 dicembre 1908. Da quel momento questo legame si è consolidato negli anni con tante opere di carità rivolte a sollevare le fragilità della Città, trovando sempre affetto e sostegno nel popolo reggino. Inoltre, nel suo saluto iniziale, il Parroco ha sottolineato come siano importanti trovare soluzioni e intuizioni per essere sempre più vicini alle parti più deboli della città: anziani, famiglie e giovani e ha invitato il Sindaco a cercare alleanze tra le istituzioni per rispondere in maniera unita ai bisogni dei cittadini.

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Lunedì 9 ottobre è stato inaugurato ufficialmente l'Ostello San Luigi Orione, a Roma Monte Mario, presenti  il Padre Provinciale, l’Economo, i Consiglieri, la Comunità religiosa, il Parroco, il Viceparroco, una nutrita rappresentanza di chierici del Teologico accompagnati da don Carlo, l’Equipe Provinciale, i collaboratori della casa di ospitalità. L'ostello, come raccontato in QUESTO articolo, è destinato ad accogliere giovani, pellegrini e gruppi, per incontri di formazione e spiritualità, con una formula di ospitalità semplice e adattabile a queste esigenze.

Mancano ancora pochi ritocchi, ma la struttura è ormai pronta: sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione e sono state allestite le camere, 18 doppie con letto a castello e bagno in comune, più due doppie con bagno interno per i religiosi, le religiose i catechisti accompagnatori, che dovranno munirsi di sacco a pelo e biancheria personale.
    Ad un breve discorse introduttivo di don Aurelio, è seguita la preghiera di benedizione guidata da don Walter ed il taglio del nastro da parte di don Cristiano e Francesco, promotori e realizzatori di questa forma di accoglienza più leggera e versatile. Sono stati benedetti tutti i locali ed i partecipanti hanno potuto visitare ed ammirare le nuove camere. Il momento di festa e fraternità si è concluso con un festoso aperitivo in terrazza.
   A breve le nuove camere ospiteranno il Segretariato di Pastorale Giovanile, ma aspettiamo tanti altri gruppi.

Le parrocchie che desiderassero maggiori informazioni, possono rivolgersi al responsabile della casa, Francesco Picuti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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