"Non stanchiamoci di fare il bene."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Domenica scorsa, 26 agosto 2018, a L’Viv è stata benedetta la prima pietra della nuova chiesa parrocchiale che verrà intitolata alla “Divina provvidenza”. Il nuovo edificio avrà una altezza di 28 metri un’ampiezza 24 metri. A presiedere l’importante cerimonia è intervenuto il Vescovo ausiliare dell’Eparchia Volodymyr.

“Una grande folla di fedeli, nonostante la pioggia battente, - racconta Don Moreno Cattelan, missionario orionino - ha invaso il terreno dove tra qualche giorno inizieranno i lavori di costruzione di questa nuova opera firmata dall'arch. Mario Botta. Il vescovo Volodymyr, - sottolinea sempre Don Cattelan - vedendo tanta gente accorsa per l'occasione ha così esordito durante il suo saluto dopo la benedizione: "La gente c'è e siete in tanti...manca solo la chiesa. Anzi bisognerà dire ai progettisti di ampliarla. Vedo che l'area dove sorgerà è già riempita dalla vostra presenza e partecipazione. Che il Signore benedica questa nuova chiesa e voi tutti chiesa viva, pietre vive!”.

Nel ringraziare il vescovo a nome della comunità religiosa orionina e di tutti i parrocchiani Don Egidio Montanari ha voluto sottolineare l'importanza della prima pietra di ogni costruzione: "La pietra portante per noi cristiani è Gesù, pietra angolare dove ogni costruzione cresce compatta. Ci auguriamo che presto, dentro le altre pietre che serviranno per l'edificazione della chiesa possiamo entrare anche noi per lodare il Signore e ringraziare la Divina Provvidenza per questo nuovo dono fatto alla nostra parrocchia e alla città di L'viv”.

Dopo la cerimonia di benedizione i fedeli si sono intrattenuti nel monastero per un bel momento conviviale: il "Caffè di Don Orione" allietata da una piccola orchestra che ha eseguito brani di musiche e canti popolari.

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Mercoledì, 29 Agosto 2018

Tortona - Conclusione della novena

Con le celebrazioni serali di ieri siamo entrati nella solennità della Madonna della Guardia. L’intera giornata di martedì ha visto numerosi fedeli prepararsi a questa festa accostandosi al sacramento della riconciliazione, soprattutto durante la messa serale delle 23 che, come voleva Don Orione, è stata la Messa degli uomini e dei giovani. Alle 17 Don Fabio concludendo il cammino dedicato alle virtù di Maria ha affrontato la virtù dell’umiltà, regina di tutte le virtù, rappresentata dalla campanula, decorazione presente sui capitelli del santuario.
Maria è stata la creatura più umile sulla terra perché ha lasciato agire in sé lo Spirito Santo, la potenza di Dio e Dio ha fatto con Lei grandi cose. Chiediamo anche noi al termine di questa novena di “far lavorare” lo Spirito Santo dentro di noi, di saper ascoltare la voce di Dio che ci chiama a vivere da veri suoi figli e fratelli tra di noi.
L’anniversario del centenario del voto di Don Orione per la costruzione di questo Santuario sia per noi stimolo di rinnovamento cristiano perché attraverso Maria possiamo arrivare a Gesù, nostra salvezza e nostra vita.
Alle 21 la solenne concelebrazione è stata presieduta da Mons. Erminio De Scalzi, predicatore di questi ultimi tre giorni della novena, ha incentrato la sua riflessione su Maria modello di umiltà e carità. Presenti numerosi sacerdoti della Congregazione in particolare dalle nostre parrocchie e coloro che domani festeggeranno il loro giubileo sacerdotale e religioso. Alle 23 il vescovo diocesano Mons. Vittorio Francesco Viola, ha presieduto la Santa Messa con i parroci della Città, chiamata la “veglia dei giovani e degli uomini” ed al termine come da tradizione presso il cortile della Cappellina di San Bernardino il “Caffè di Don Orione”.
Oggi si entra ufficialmente nella solennità della Madonna della Guardia con la celebrazione principale delle 10.30 con l’arcivescovo di Milano Mons. Enrico Delpini che presiederà il Pontificale dell’Apparizione. (QUI la diretta)

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In occasione della festa della B.V. Maria della Guardia, TeleAlessandria, grazie ad una produzione congiunta con RadioPNR, effettuerà due dirette speciali.
 
Questa mattina, 29 agosto, giorno della Festa verranno trasmessi il Solenne Pontificale dell’Apparizione delle ore 10:30, presieduto dall’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Enrico Delpini, e la Santa Messa delle ore 17, presieduta dal Vescovo di Tortona Mons. Vittorio Francesco Viola, seguita dalla Processione.


Le dirette verranno effettuate in alta definizione ed inizieranno 20 minuti prima dell’inizio della Celebrazione, si possono seguire qui oppure a fondo pagina

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Nel nono giorno della novena, ormai giunti alla vigilia, Piero Cuniolo termina le sue meditazioni raccontando come Don Orione seppe trasformare la tragedia dell’incendio in un grande momento di fede culminato con l’imponente processione del 29 agosto 1926 con un concorso di trentamila persone.
Terminiamo le meditazioni e come proposito vogliamo impegnarci ogni giorno nel recitare un Ave Maria perché la nostra fede sia sempre più autentica.

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Sarà Mons. Mario Enrico Delpini, arcivescovo di Milano, a presiedere domani, mercoledì 29 agosto 2018 alle ore 10.30 il solenne Pontificale dell'apparizione presso il Santuario della Madonna della Guardia di Tortona in occasione dalla tradizionale festa della Madonna della Guardia.
Tortona si trasformerà per oltre una settimana nel centro del mondo orionino, con centinaia di fedeli provenienti da decine di nazioni diverse. La festa della Madonna della Guardia ha visto nel corso del tempo la partecipazione di illustri personaggi della Chiesa. Ad esempio all'inaugurazione della statua, che ancora oggi è posta in cima alla torre del Santuario, infatti, parteciparono il cardinale Giuseppe Siri e il cardinale Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII.
Per i festeggiamenti di quest'anno, sempre mercoledì 29 agosto, alle ore 8.30 verrà celebrata la Santa Messa dei giubilei sacerdotali e religiosi della Famiglia Orionina presieduta dal Direttore generale dell'Opera Don Orione, Don Tarcisio Vieira. Alle ore 18, poi, la processione con la statua della Madonna tra le vie di Tortona fino ad arrivare al Santuario della "Madonna della Guardia". Alle ore 21 e alle ore 22.30 verranno celebrate le sante messe rispettivamente da Don Maurizio Ceriani, prevosto dell'Insigne Collegiata di Casei Gerola (PV), e da Don Renzo Vanoi, rettore della Basilica Santuario "Madonna della Guardia".
«La festa della Madonna della Guardia - dichiara Don Tarcisio Vieira, superiore generale dell'Opera Don Orione – è un appuntamento che la nostra Congregazione vive ogni anno con gioia, e per questo vogliamo onorarlo al meglio con una serie di celebrazioni che coinvolgono tutta la famiglia orionina e che ci aiutano a preparare lo spirito per vivere al meglio questa giornata di festa e di preghiera».
«È straordinario – aggiunge Don Renzo Vanoi, rettore della Basilica Santuario "Madonna della Guardia" – vedere come nei giorni ancora estivi di fine agosto, "il mondo" si concentri a Tortona. Tanti figli e figlie di Don Orione che anche dall'estero vengono per celebrare il loro giubileo sacerdotale e di vita religiosa e di tanti altri pellegrini che vengono dalle valli e zone della nostra Diocesi per pregare Maria e Don Orione. Quello che veramente mi commuove è vedere come a distanza di 79 anni, la memoria di questo gigante della carità sia ancora viva e presente nelle nuove generazioni perché trasmessa da chi prima di loro hanno ricevuto conforto nella fede».

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Il brano del Vangelo di Giovanni ci mostra lo scandalo che Gesù ha suscitato tra i Giudei e persino tra i suoi discepoli.

Gesù si è proclamato il pane disceso dal cielo, ma un Dio fatto carne, che si dono fino alla fine, facendo del suo corpo e del suo sangue un cibo per la vita, è difficile da accettare.

Ma egli non ha paura di dire tutta la verità, a costo di provare i discepoli e chiedere loro se intendono rimanere o andarsene. La crisi dei discepoli è occasione per GEsù di rinnovare il suo invito, di richiamarli alla vocazione iniziale.

La domanda è valida anche per le nostre comunità oggi, per ogni cristiano: siamo disposti oggi a dire sì al nostro essere battezzati, immersi in Cristo? Vogliamo restare o andare via? Riconosciamo che solo Gesù ha parole di vita eterna o ascoltiamo più volentieri altre lusinghe?

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L'affermazione del Vangelo di Giovanni è scandalo per i giudei: com'è possibile pensare di mangare la carne e bere il sangue di Cristo? Perché, ci domandiamo noi leggtendo questo brano, questo realismo crudo nelle parole di Gesù?

L'evangelista Giovanni vuole affermare come la partecipazione al pane e al calice di Gesù Cristo sia partecipazione al suo corpo e al suo sangue. Questo avviene sacramentalmente, cioè attraverso il mangiare i segni del pane e del vino, ma ciò che si riceve è tutta la vita del Figlio fattosi carne e sangue, nato da donna, manifestatosi uomo veramente uomo come noi che siamo suoi fratelli.

Era difficile per i cristiani di quel tempo accettare l'umanità di Gesù, il suo essersi fatto uomo come noi: ma egli ha voluto essere uomo per poter essere raggiunto, toccato, "mangiato", perché la sua umanità ci aiutasse a sentire l'amore di Dio.

Chi entra nella vita di Gesù, chi tocca la sua umanità, entra con lui nella vita vera.

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Quale significato ha oggi la Festa dell'Assunzione di Maria al Cielo?

Leggiamo le parole che Papa Francesco ha pronunciato lo scorso anno in questa occasione:

"Celebrando Maria Santissima Assunta in Cielo, vorremmo che Lei, ancora una volta, portasse a noi, alle nostre famiglie, alle nostre comunità, quel dono immenso, quella grazia unica che dobbiamo sempre chiedere per prima e al di sopra delle altre grazie che pure ci stanno a cuore: la grazia che è Gesù Cristo!"

La vita di Maria non è stata, per così dire, facile: l'annuncio che sarebbe diventata madre prima delle nozze, la fuga con Giuseppe in Egitto, un figlio ucciso in croce. Eppure, la sua vita è stata tutta un canto di lode e di ringraziamento a Dio, un canto alimentato dalla fede che rende capaci "di attraversare i momenti più dolorosi e difficili; ci porta la capacità di misericordia, per perdonarci, comprenderci, sostenerci gli uni gli altri.", dice il Papa.

Maria, modello  di fede, ci aiuti a vivere la nostra vita con la sua stessa fiducia.

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Il Vangelo di domenica scorsa terminava con le parole di Gesù; "io sono il pane della vita".

I giudei, che ascoltano queste parole nella sinagoga di Cafarnao, iniziano a mormorare, non riescono ad andare oltre i segni come la moltiplicazione dei pani, che suscitano stupore ma niente di più. Sono incapaci di vedere in quei segni Gesù, che è il pane dela vita, che è il Figlio di Dio.

Ecco la mormorazione raccontata dal Vangelo: non può essere il Figlio di Dio se conosciamo suo padre, sua madre, i suoi parenti. Non solo imcomprensione, ma anche una reazione di scandalo perchi come i Giudei attende una manifestazione gloriosa e potente di Dio e non può accettare che invece si manifesti in un uomo come gli altri.

Anche gli uomini del nostro tempo gli uomini hanno visto e non hanno creduto, ammiraro Gesù come eccezionale maestro di vita ma nulla più. Anche noi oggi forse cerchiamo altre mense a cui saziarci, preferiamo altro pane, altre manne, salvo scoprire con il tempo che questa fame di amore e tenerezza non era saziata.

Occorre il pane buono che offre Gesù: l'eucarestia, scriveva Joseph Ratzinger, è il presente del risorto.

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Il capitolo sesto del vangelo di Giovanni comincia con due segni, la moltiplicazione dei pani e Gesù che cammina sulle acque.

Dopo il secondo segno, Gesù si reca a Cafarnao e la gente, non vedendolo, lo cerca fino a quella località. Perchè lo cercano? Per riconoscenza? Per ammirazione? Gesù però dice loro: mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di un pane che vi ha saziato. 9Un cibo che dura per la vita eterna.

Non gratidudine, ma ricerca dell'utile e del sensazionale: Gesù li rimprovera di non aver visto nella moltiplicazione dei pani il segno di una realtà più grande, che è Cristo stesso. Lui è il vero cibo che sazia la fame di ogni uomo.

La gente non capisce queste parole di Gesù, chede un altro segno come la manna nel deserto: faticano a compiere il passo decisivo di credere che il pane è una persona concreta, è Cristo che si dona agli uomini. Questi uomini, come anche noi oggi, rischiamo di essere fermi alla materialità delle cose e di non fare il salto che è possibile solo con la fede.

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