"Potremo ancora rinnovare l’Italia e il mondo se avremo più fede, se vivremo di fede ardente e operosa."
Don Orione

Annunciamo a tutto il mondo che Gesù è il Signore

Il Vangelo di oggi, solennità dell'Ascensione, è tratto dalla conclusione aggiunta più tardi al vangelo di Marco.

Gesù appare agli undici, quei discepoli che lo hanno seguito, ma che al momento della croce sono scappati, che non hanno creduto all'annuncio della resurrezzione fatto dalle donne, alla testimonianza dei discepoli di Emmaus: la Chiesa non ha avuto paura di mostrare i discepoli per quello che sono stati, uomini presi dal dubbio, increduli nonostante l'espereinza diretta di vita con Gesù.

In questo incontro, Gesù risorto li rimprovera per la loro incredulità e durezza di cuore, non mostra loro i segni della passione per indurli a credere eppure li invia per una missione straordinaria: andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Gesù chiede a loro, come ad ognuno di noi oggi, non solo di abbandonare tutto, ma sopratutto di abbandonare le nostre certezze intellettuali e culturali e di poggiare la nostra testimonianza solo sul Vangelo. Questo è il compito dei cristiani: annunciare il Vangelo con la vita.

Gesù viene elevato in cielo e i discepoli, non più increduli ma sempre uomini e donne fragili e tentati dall’incredulità, da allora vanno per il mondo a predicare in ogni luogo, consapevoli che ogni persona, ogni popolo può accogliere il Vangelo e può essere per loro terra di missione: non sono soli, Gesù risorto è con loro e opera con loro.

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