"La nostra Madre ci aspetta, ci vuole in Paradiso."
Don Orione E sarà presto!
Martedì, 12 Marzo 2019

12 Marzo 1940 dies natalis di un Santo

Milano. Mercatino di libri usati.
Un signore tortonese, appassionato di libri e di storia, passeggia per la fiera del libro usato di Milano, alla ricerca di qualche vecchio libro che catturi la sua attenzione. Il suo interesse viene attirato da un libro dal titolo “Don Orione e la sua opera”, di un certo Franco Berra. Ex allievo dell’istituto Dante Alighieri di Tortona, il signore tortonese, non può rimanere certo indifferente, così prende in mano quel libricino e inizia a sfogliarlo.

Scorrendo le pagine ormai ingiallite, legge con rapide occhiate gli argomenti del testo così da arrivare agli ultimi fogli. Sono proprio quelli che riservano una imprevedibile sorpresa. Con grafia minuta e fitta, un anonimo lettore ha impresso in quelle pagine la sua personale testimonianza del passaggio delle spoglie di Don Orione a Milano, a pochi giorni dalla morte avvenuta a Sanremo il 12 marzo del 1940. Non ci pensa due volte, acquista il libro e lo porta a casa, certo di conservare un documento prezioso.  

Si tratta di una testimonianza sincera e accorata dell’opinione che le persone dell’epoca avevano di Don Orione, un’impressione viva e vibrante riportata da coloro che Don Orione lo hanno visto camminare per le loro città, lo hanno ascoltato predicare, hanno assistito all’apertura di nuove strutture, hanno sentito i resoconti dei suoi viaggi per l’Italia e il mondo, hanno potuto essere osservatori della sua vita sostenuta da una fede incrollabile nella Divina Provvidenza.
A distanza di 79 anni, questa testimonianza riporta l’eco dell’emozione di quei giorni, rinnova, oggi come allora, quel sentire semplice e autentico che sorgeva nel cuore di molti: Don Orione è Santo.

"Ho letto quasi d’un fiato questo semplice e modesto libro che però è così bene aderente allo spirito e all’opera del santo Don Orione tra ieri e oggi.
Ieri Domenica delle Palme, mi sono recato con le mie bambine, che spero ricorderanno sempre questa visita straordinaria alle spoglie di un santo, alla Chiesa di Santo Stefano dove la salma di Don Orione era esposta entro una cassa dal lato superiore di cristallo, quindi visibile. Folla innumerevole ha compiuto questa visita e moltissimi con grande devozione consegnavano oggetti personali perché fossero strofinati sulla cassa. Questo però avveniva la sera precedente e poi durante il trasporto a spalla nel cortile dello Spedale quando la cassa era munita del coperchio di legno.
Dunque Don Orione è morto in odore di santità, ma io sono certissimo che fra non molti anni sarà proclamato santo.

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Il Popolo non sbaglia nei suoi giudizi in simili casi.  Ho pensato che il Signore ha fatto morire questo suo servo fedele proprio ora per un eloquente richiamo al mondo che forse mai come ora ha dimostrato di essere lontano dalla Carità, di averla dimenticata, di non credere più in essa. Ecco che è morto un campione della Carità, ecco che quest’uomo, semplice e umile, ha potuto costruire opere anche umanamente grandiose solo in nome della Carità e senza usare della forza, della scaltrezza, della furberia, della frode, solo sospinto dall’Amore di Dio e del prossimo. Altro che solidarietà umana! Carità, Carità, Amore di Dio sincero e profondo: ecco la vera forza che smuove le montagne!"
18/3-‘40

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