"Il Signore si serve di stracci per fare cose grandi."
Don Orione
Venerdì, 14 Dicembre 2018

Santa Maria la Longa - La strada verso casa: costruire la cultura del domani camminando con le persone di oggi

Pochi giorni fa Claudia, una Coordinatrice del Piccolo Cottolengo Friulano, ha difeso una tesi nella quale racconta l’esperienza che sta vivendo al Piccolo Cottolengo friulano in questi tre anni.
Sostiene che, proprio per rispettare il Carisma di Don Orione, anche in una grande istituzione come la nostra, è possibile vivere un’esperienza in cui la qualità di vita dei Signori è al primo posto. O se si vuole, gli Ospiti presenti in struttura, godono di una vera vita di qualità.

La tesi è ricca di spiritualità orionina, di immagini e di citazioni concrete di quanto si vive tutti i giorni al Piccolo Cottolengo Friulano.
È difficile sintetizzare in qualche riga una tesi così ricca, condividiamo qui di seguito le conclusioni della tesi di Claudia.


Si può riqualificare un'opera partendo dal pensiero?
"La strada verso casa" rappresenta una chiara risposta affermativa. Di qualunque opera si tratti il cambiamento culturale genera inevitabilmente un cambiamento operazionale che induce alla riqualifica dell'intera struttura…
Ci troviamo oggi dinanzi ad un aumento costante di professionisti provvisti di titoli di studio prestigiosi ma privi di valori e di "sentimenti professionali". Cresce sempre più quel sentimento di distacco dal paziente che, se pur necessario per la propria salute psicofisica, rischia di rendere la relazione d'aiuto una diade fredda ed impersonale. Sui banchi di scuola e delle università si assiste sempre più a lezioni di etica delle professioni ricche di contraddizioni e di fallacie. Si parla di primato della persona ma di distacco dalle stesse, di lavoro multidisciplinare ma di supremazia di ruoli, di senso di appartenenza al proprio posto di lavoro ma di burnout se questo diventa motivo di frustrazione. Contraddizioni che trovano motivo di esistere se ci si dimentica il perché la relazione d'aiuto esista e quale obiettivo essa si prefigge non solo per coloro a cui essa è rivolta, ma anche per coloro che di essa ne fanno una professione.

È questo il punto di partenza di una riflessione durata tre anni e ad oggi ancora in corso all'interno del Piccolo Cottolengo di Santa Maria La Longa. L'importanza di dare un senso univoco alla relazione d'aiuto, rintracciando nei valori più profondi e intimi dell'opera la spinta individuale al lavoro e all'aiuto del prossimo. La condivisione culturale ha rappresentato il punto di partenza necessario per un progetto di riqualificazione che ha visto il trasformarsi e il tradursi di valori religiosi risalenti agli anni tra le due guerre mondiali a pratiche nuove e attuali. Lo spirito con cui Don Orione creò il Cottolengo non può e non deve essere dimenticato, ma affinché possa rappresentare motore di cambiamento è necessario che venga rivisitato in una chiave 2.0. accessibile a tutti, religiosi o meno e che trovi il suo senso nella relazione e nella condivisione con l'altro.

La celebre frase di Don Orione "il Cottolengo non serra porte" ad oggi è stata inevitabilmente rivisitata e reinterpretata alla luce dei cambiamenti socioculturali che hanno colpito la società. ….

Il Cottolengo è vecchio, dicono. Confermo. Il Cottolengo è vecchio perché al suo interno vive una popolazione vecchia e perché ha alle spalle un percorso di ghettizzazione non necessariamente voluto ma talvolta imposto dalle circostanze e dalla storia. Il percorso di svecchiamento di grandi istituzioni come quella del Piccolo Cottolengo è senza ombra di dubbio un percorso lento e di difficile realizzazione. Talvolta sarebbe più facile chiudere queste strutture piuttosto che provare a cambiarle. E questa è probabilmente la soluzione alla quale le nuove normative vorrebbero arrivare. Chiudere per ricostruire.
La "strada verso casa" vuole essere la dimostrazione che nonostante le difficoltà e l'inevitabile arretratezza delle grandi istituzioni su alcune tematiche di welfare, il cambiamento è possibile. È possibile che le grandi istituzioni si aprano al prossimo e che il prossimo inizi a vederle come risorse piuttosto che ostacoli, rispettando i lunghi tempi che una macchina come quella del Cottolengo impiega per intraprendere un percorso…

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