"Il Signore si serve di stracci per fare cose grandi."
Don Orione
Giovedì, 13 Dicembre 2018

Genova - Chiusura del Giubileo per i 900 anni della consacrazione della chiesa del Paverano

Lo scorso sabato 8 dicembre, con una celebrazione eucaristica presieduta dal Superiore Generale dell’Opera Don Orione, Don Tarcisio Vieira, e concelebrata dai confratelli sacerdoti della Comunità orionina di Genova, si è chiuso il Giubileo per i 900 anni di consacrazione della Chiesa di San Giovanni Battista del Paverano (1118-2018). L’apertura del Giubileo era avvenuta lo scorso 16 maggio, festa di San Luigi Orione, con una Messa celebrata dal Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco.

Nell’omelia della Messa, alla quale ha partecipato l’intera Famiglia orionina di Genova (Ospiti e loro familiari, Volontari, Dipendenti, Amici), il Superiore Generale degli Orionini ha detto:
«Un Giubileo è sempre qualcosa di straordinario e tanto più è straordinario celebrare i 900 anni di consacrazione di una chiesa: pensate che questa chiesa è molto più antica della mia nazione brasiliana! Ed ora, terminato il Giubileo, si torna alla ordinarietà, finito il periodo straordinario, si torna all’ordinario. Ma quali sono gli insegnamenti che questo Giubileo può lasciare nelle nostre vite? Papa Gelasio II, nel 1118, in occasione del suo soggiorno genovese, ebbe l’occasione di consacrare solennemente la nuova Cattedrale di san Lorenzo e questa chiesa di San Giovanni Battista del Paverano. La Cattedrale di Genova e la nostra chiesa sono contemporanee: il Giubileo ci ricorda l’importanza del restare uniti e in piena comunione con il Vescovo».

Prendendo poi spunto dal fatto che l’itinerario storico della chiesa del Paverano l’ha sempre vista connessa ad una opera di carità (nel 1600 fu aperto un lazzaretto per prestare soccorso agli appestati, nel 1800 il Comune di Genova realizzò un ricovero per i poveri mendicanti, fino a Don Orione che ne fece il centro di una grande opera di carità, faro di fede e di civiltà per la città di Genova), Don Tarcisio ha ricordato che dall’insegnamento di Don Orione ai suoi Figli  - “è prassi presso di noi di unire sempre all’opera di culto una opera di carità e viceversa, ad una opera di culto unire sempre una opera di carità” - viene anche un insegnamento per la nostra vita: sempre culto e carità procedono uniti.
«Anche dopo la chiusura del Giubileo la porta della chiesa del Paverano resterà comunque sempre aperta, nella ordinarietà, segno e simbolo di quel cuore di Cristo che continua a dire alla umanità bisognosa di speranza e di senso: venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi darò conforto. Anche noi come la Madonna siamo chiamati ad accogliere pienamente Dio e la Sua grazia nella nostra vita, siamo chiamati a diventare portatori di Cristo e testimoni del Suo amore, guardando soprattutto a coloro che sono i privilegiati agli occhi di Gesù, come si fa qui al Paverano.
Concluso il Giubileo si ricomincia la ordinarietà della nostra vita, vogliamo vivere ogni giorno nella grazia del signore, uniti ai Vescovi e al Papa, unendo il culto alla carità e incontrando ogni giorno il Signore Gesù nelle persone dei nostri fratelli e delle nostre sorelle».

La giornata è proseguita con il tradizionale momento di incontro che il Superiore Generale ha tenuto al Paverano con la Famiglia genovese di Don Orione, nel quale ha condiviso con i presenti le ultime fatiche e belle novità della vita della Congregazione orionina, presente oggi in quattro continenti. Dopo il pranzo insieme, la visita del Superiore Generale, accompagnato dal nuovo Direttore del Piccolo Cottolengo genovese, Don Dorino Zordan, è proseguita alla Casa di Bogliasco “Famiglia Moresco” per la consueta festa di famiglia del giorno dell’Immacolata.

 

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