"Quando i malati si presentano alla porta del Piccolo Cottolengo, non si può chiedere di che religione o Nazione siano, ma se hanno un dolore da lenire."
Don Orione

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Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Martedì, 13 Novembre 2018

Fano - Dove io e te siamo noi: lo sport

È stato lo sport e le relazioni che si intrecciano all’interno di questa esperienza, l’argomento al centro del quinto incontro della rassegna “Dove io e te siamo noi” che si è tenuto domenica 14 ottobre presso l'auditorium Masetti di Fano e che ha visto la presenza di un pubblico via via più numeroso.
È intervenuto sul tema l’ing. Andrea Falleri, professional Coach specializzato nell’affiancare atleti e allenatori di svariate discipline sportive nella ricerca dell’incremento della performance, che ha presentato al pubblico i diversi atteggiamenti con i quali un atleta - dilettante o agonista, non importa - può scendere in campo e come, al variare di questi, cambi completamente il contesto relazionale che ne consegue.

Cosa cerca una persona quando indossa una maglietta, un paio di calzoncini e si allaccia le scarpe sportive? Divertimento? Realizzazione personale? Competizione? Dimostrazione delle proprie capacità? Spirito di squadra?
È facile comprendere quanto ciascuno di questi scopi individuali sia in grado di influenzare non solo il risultato finale della gara (o dell’allenamento) ma anche, e soprattutto, la qualità della relazione tra le persone. Perché se gli obiettivi coincidono, allora giocare insieme sarà facile e coinvolgente, ma quando l’obiettivo di uno non corrisponde a quello dell’altro, allora si affaccia anche nello sport il conflitto con i suoi mille volti.

Il primo passo, allora, per curare la relazione e per ottenere performances migliori è avere consapevolezza delle proprie e altrui motivazioni e sviluppare la capacità di adattarle al contesto, a quelle degli altri, al risultato atteso da entrambi.
Alle parole di Andrea Falleri ha fatto seguito la proiezione del film "Coach Carter" selezionato dall'esperto cinematografico Luca Caprara.

La pellicola, che risale al 2005, rappresenta ormai un “cult movie” del genere sportivo-motivazionale e racconta la storia ispirata alla vicenda dell'insegnante Ken Carter, ex giocatore professionista di basket e ora allenatore della squadra e della Richmond High School, frequentata da ragazzi che devono fare i conti con grossi problemi di rendimento scolastico o con situazioni famigliari critiche. E sarà proprio lo sport, la disciplina, l’allenamento al sacrificio e l’abitudine a fissarsi degli obiettivi chiari e sfidanti, a dare a quei ragazzi una chance che la vita e la situazione non gli avrebbe mai dato.

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