"Bisogna diventare padroni del cuore della Madonna, pio col cuore di Gesù se ne fa quello che si vuole."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 3 / Numero 1

È stato lo sport e le relazioni che si intrecciano all’interno di questa esperienza, l’argomento al centro del quinto incontro della rassegna “Dove io e te siamo noi” che si è tenuto domenica 14 ottobre presso l'auditorium Masetti di Fano e che ha visto la presenza di un pubblico via via più numeroso.
È intervenuto sul tema l’ing. Andrea Falleri, professional Coach specializzato nell’affiancare atleti e allenatori di svariate discipline sportive nella ricerca dell’incremento della performance, che ha presentato al pubblico i diversi atteggiamenti con i quali un atleta - dilettante o agonista, non importa - può scendere in campo e come, al variare di questi, cambi completamente il contesto relazionale che ne consegue.

Cosa cerca una persona quando indossa una maglietta, un paio di calzoncini e si allaccia le scarpe sportive? Divertimento? Realizzazione personale? Competizione? Dimostrazione delle proprie capacità? Spirito di squadra?
È facile comprendere quanto ciascuno di questi scopi individuali sia in grado di influenzare non solo il risultato finale della gara (o dell’allenamento) ma anche, e soprattutto, la qualità della relazione tra le persone. Perché se gli obiettivi coincidono, allora giocare insieme sarà facile e coinvolgente, ma quando l’obiettivo di uno non corrisponde a quello dell’altro, allora si affaccia anche nello sport il conflitto con i suoi mille volti.

Il primo passo, allora, per curare la relazione e per ottenere performances migliori è avere consapevolezza delle proprie e altrui motivazioni e sviluppare la capacità di adattarle al contesto, a quelle degli altri, al risultato atteso da entrambi.
Alle parole di Andrea Falleri ha fatto seguito la proiezione del film "Coach Carter" selezionato dall'esperto cinematografico Luca Caprara.

La pellicola, che risale al 2005, rappresenta ormai un “cult movie” del genere sportivo-motivazionale e racconta la storia ispirata alla vicenda dell'insegnante Ken Carter, ex giocatore professionista di basket e ora allenatore della squadra e della Richmond High School, frequentata da ragazzi che devono fare i conti con grossi problemi di rendimento scolastico o con situazioni famigliari critiche. E sarà proprio lo sport, la disciplina, l’allenamento al sacrificio e l’abitudine a fissarsi degli obiettivi chiari e sfidanti, a dare a quei ragazzi una chance che la vita e la situazione non gli avrebbe mai dato.

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l’Istituto Don Orione di Ercolano, attraverso la sua emanazione ASCO (Associazione Sportiva e Culturale Orionina) in collaborazione con la cooperativa Impronta ed il sostegno del Comune di Ercolano, ha partecipato e vinto il progetto Ministeriale dedicato allo “Sport come strumento di inclusione sociale”. Tantissimi sono stati i progetti presentati, quello di Ercolano è risultato vincitore piazzandosi al dodicesimo posto.

Attualmente sta per essere ultimata la fase di start-up del progetto, con dicembre si pensa di iniziare il progetto vero e proprio.
 
Grazie a questo progetto il Don Orione può essere a servizio degli ultimi con una delle sue eccellenze, lo sport, a costo zero. L’idea di partecipare a questa tipologia di bandi è proprio quella di fare attività extra istituzionale senza gravare sui bilanci istituzionali.

Un anno di attività per un costo totale di € 100.000 dove il 50% sarà destinato all’acquisto di attrezzature (che poi resteranno alla struttura per ulteriori manifestazioni), il 35% dedicato alle risorse umane ed il restante 15% per la comunicazione, promozione, monitoraggio, materiale d’uso ecc..

È possibile leggere QUI le linee guida, gli sviluppi e gli obiettivi del progetto dell’Istituto orionino.

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L’Oratorio è il luogo in cui la comunità cristiana si riunisce, svolge le sue attività, accoglie, educa e si prende cura delle nuove generazioni per formarle nella fede e nella vita sociale.


Con questa frase la comunità orionina di Elbasan in Albania inizia il progetto d’Oratorio 2018-2019.
L’obiettivo principale è promuovere il carattere formativo dell’Oratorio, in stretta relazione con il cammino Cristiano della pastorale parrocchiale rivolto ai ragazzi, senza per questo tralasciare l’aspetto formativo, ricreativo e di accoglienza. Solo potenziando il primo è possibile realizzare nel modo migliore anche il secondo.


Le attività dell’oratorio per quest'anno 2018 - 2019 sono iniziate il 17 settembre. È stato accolto un numero di 70 bambini rom i quali partecipano in diversi gruppi: doposcuola, gruppo sportivo under 11 e gruppo sportivo under 15.
Il gruppo del doposcuola ha fornito ai ragazzi tutto il materiale necessario per la scuola: zaini, libri. Tutti i giorni questi ragazzi vengono seguiti durante lo svolgimento dei compiti e partecipano a diverse attività educative e culturali.
I gruppi sportivi hanno iniziato a raccogliere le adesioni per il piano di allenamento che durerà l’intero anno.
Il gruppo dei più grandi, gli under 15, è andato a vedere negli scorsi giorni la partita della nazionale Albanese nel grande stadio Elbasan Arena.


QUI il progetto d’Oratorio 2018-2019

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Mercoledì, 17 Ottobre 2018

Genova - Spazio allo yoga

Lo yoga nella sua accezione di esercizio ginnico/ginnastica dolce può dare numerosi benefici in termini di benessere psico-fisico. Secondo una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Psychiatry nel 2017, infatti, lo yoga sembra produrre effetti benefici sui principali disturbi psichiatrici. Nello specifico, i ricercatori statunitensi Balasubramaniam, Telles e Murali Doraiswamy del Duke University Medical Center hanno analizzato oltre 100 studi sullo yoga, focalizzando l’attenzione su sedici di questi ad alta qualità, per valutarne gli effetti su disturbi psichiatrici come la depressione, la schizofrenia, l’ADHD (la sindrome da iperattività e deficit di attenzione), problemi e deficit cognitivi, i disturbi del sonno e i disturbi alimentari.

Perché, dunque, non sperimentare questa tecnica anche nelle nostre Case?
È nato così il “Gruppo Yoga” del Villaggio della Carità Don Orione Genova Camaldoli che ogni giovedì mattina si riunisce per praticare questa ginnastica dolce e assaporarne i benefici. Dopo circa un anno di lavoro, infatti, tutti i partecipanti hanno visto migliorare sensibilmente il loro livello di equilibrio, elasticità e benessere emotivo, giovandone nella quotidianità.

Secondo Wallace J. Nichols, autrice di Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In, On, or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, and Better at What You Do, il suono, gli odori e la sensazione provocata dal mare e dalla spiaggia consentono alla mente di rilassarsi e di raggiungere uno stato ideale per la pratica dello yoga e, soprattutto, per portare la pratica ad un livello più alto e personale.
Durante la bella stagione, vista la vicinanza al mare, l’attività si è trasferita in spiaggia, dando così un tocco stagionale e innovativo a questa esperienza che ha appassionato e sta appassionando tutti i signori che hanno deciso di aderire.

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Mercoledì, 03 Ottobre 2018

Firenze - Corri la Vita 2018

Corri la vita è una manifestazione ideata per contribuire a realizzare e qualificare le strutture sanitarie pubbliche di Firenze specializzate nella lotta contro il tumore al seno.

Nata nel 2003 per iniziativa della presidente Bona Frescobaldi e organizzata da Associazione CORRI LA VITA Onlus, l’appuntamento sportivo non competitivo ha raccolto e distribuito nelle precedenti 15 edizioni oltre 5.000.000 euro, riunendo quasi 300.000 partecipanti e consentendo un’assistenza di qualità a oltre 400.000 donne.

Anche quest'anno all’edizione 2018 laCasa Don Orione di Firenza non poteva mancare all'evento che fa più bella la “loro” Firenze. Alcuni ragazzi insieme a fantastici volontari hanno contribuito alla manifestazione impegnata nella lotta contro il tumore al seno, partecipandovi correndo per le più suggestive strade della città.

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Martedì, 18 Settembre 2018

Genova - Undici anni insieme allo stadio

Anche quest’anno, grazie anche agli abbonamenti donati da U.C.G.C. (Un Cuore Grande Cosi) associazione di Genoani che si dedica, tramite aste di cimeli del Genoa CFC, alla raccolta fondi per acquistare abbonamenti da donare successivamente a associazioni, case famiglia, istituti ecc. un gruppo affiatato di ospiti e operatori, rigorosamente genoani, al quale ogni anno si aggiunge un nuovo compagno di stadio, i ragazzi saranno in gradinata a tifare per il Grifone.

Andare allo stadio comporta, durante la settimana, una certa preparazione e tutti la sentono. Essere insieme in mezzo ad una folla di persone che per le due ore di gioco hanno la stessa appartenenza e dimostrano con le sciarpe le bandiere le maglie indossate, proprio come i “Nostri”, gioia o delusione è una sensazione irrinunciabile.
 
Quest’anno per il 125° compleanno del Genoa i ragazzi del Villaggio della Carità hanno festeggiato, organizzando una gita a Torriglia per un bel pranzo in una trattoria molto caratteristica, “A Locanda da Becassa”, gestita dal signor Gianni che ha accolto tutti in modo superlativo. Il locale arredato con foto vecchie e nuove, maglie, gagliardetti, tovaglie e tovaglioli tutto rigorosamente rossoblu è un nido per veri grifoni.

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Martedì, 24 Luglio 2018

Seregno - Sfida a minigolf

Mercoledì scorso gli ospiti del Don Orione di Seregno hanno vissuto un'avvincente sfida a minigolf.
Il Campione in carica, Patrizio, si è battuto con grande impegno contro gli agguerritissimi sfidanti Angelo, Franco, Federico e Stefano, il suo allenatore, mentre le meno brave in campo sono state le educatrici Sara e Silvia! Ma buon sangue non mente: la sig.ra Maria, nonché mamma di Patrizio, ha sorpreso tutti con un paio di buche mozzafiato. Mentre gli sfidanti gareggiavano l’uno contro l’altro, Claudio, arbitro della partita, ha controllato che tutti rispettassero le regole e tenuto i punteggi.
Oltre ad aver passato un bellissimo pomeriggio, i ragazzi hanno vinto soprattutto la sfida più importante ovvero quella contro se stessi e i propri limiti.

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La FISPES, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali,  ha organizzato un evento di promozione del Powerchair Football, calcio in carrozzina elettrica, disciplina sperimentale FISPES. L'incontro si è svolto presso il Centro don Orione di Roma Monte Mario dal 21 al 24 giugno ed ha ospitato atleti da tutta Italia.

L’iniziativa "Un Assist per il Powerchair football", sostenuta dalla Regione Lazionell’ambito del progetto “Sport di cittadinanza ed inclusione sociale”, intende far conoscere questa disciplina, riservata ad atleti con disabilità neurologiche gravi.

Sono stati coinvolti  13 atleti tesserati per le società Albatros e Senise della Basilicata, Oltresport proveniente dalla Puglia e Asco dalla Campania, 5 giocatori di Wheelchair Hockey e altri potenziali atleti provenienti dal CPO di Ostia.

La squadra ASCO viene dal centro Don Orione di Ercolano ed è capitanata dal nostro Massimo Muslimanovic.

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Gran serata finale per il progetto paralimpico "uno per tutti... tutti per uno"
Si è appena concluso il progetto condiviso tra Asco e Don Orione con l'istituto "Pantaleo".
Tante le esibizioni:
- gli alunni che hanno animato il progetto condiviso di sport adattato a cura dei volontari Asco e della classe diretta dalla prof.ssa Tonia Cacace
- gli alunni del progetto "Qui si crea" diretto dai prof.ri Ammendola e Sannino (referente dell'area inclusione)
- gli alunni del progetto "Atelier di poesia" diretto dai prof.ri Scognamiglio, Pischedda, Cirillo e Lorenzi
- gli atleti Asco/Don Orione del Powerchairs Football per atleti in carrozzina elettrica (QUI un interessante articolo che li riguarda)
- i ragazzi del centro Don Orione e del Centro sociale Nana' per immigrati minori non accompagnati che si sono esibiti in un lavoro di teatro sociale ed in un workshop aperto a tutti.

Ha chiuso la serata il dirigente scolastico che ha parlato di "valanga cui dobbiamo offrire il tempo di travolgere tutti per avvicinare al concetto di diversità".
Un grazie particolare va ai volontari orionini Maya, Ester, Annachiara, Santo, Pasquale, Alessandro, Andrea, Giovanni, Cristian, Giacomo, Mariano ed a tutti gli altri che continuano a credere che tutto ciò sia possibile.

 

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Venerdì, 15 Giugno 2018

Milano - Tiratori d'arco

Silenzio. Concentrazione. Pazienza. Il tiratore d’arco tende la corda, attende l’attimo giusto. E scocca la freccia. Se ha considerato il vento e la distanza, se conosce il suo arco e il bersaglio, se ha saputo cogliere l’istante giusto, la freccia fa centro. È un’immagine affascinante che ben si presta a raccontare qualcosa dell’altrettanto difficile compito di affiancare un ragazzo che affronta l’adolescenza in tutte le sue complesse sfaccettature, prende le misure con la realtà che ci circonda, cresce, vive.
C’è la stessa pazienza la stessa attesa dell’attimo giusto per scoccare la freccia che non è mai quello che ci aspetteremmo, quello che vorremmo. Non siamo noi a decidere dove tira il vento e non è certo possibile deviarlo o modularne la forza a nostro piacimento. Al contrario è necessario mettersi in discussione, osservare, ascoltare, capire.
C’è la stessa distanza. Portare a mano la freccia fino al bersaglio e conficcarla nel centro da dieci punti sarebbe molto più semplice, ma non sono queste le regole del gioco. Si lancia una freccia da decine di metri di distanza: educare è anche saper rimanere al proprio posto.
L’arciere esperto scocca la freccia vedendo già dove andrà a conficcarsi. C’è la stessa progettualità, lo stesso sguardo attento e concentrato sul ragazzo, la stessa voglia di centrarne la vita per poi decentrarsi e lasciare che la freccia faccia il suo corso.
Tiratori d’arco vuole essere tutto questo. Uno strumento utile per preparare incontri e momenti di riflessioni in gruppo, ma prima ancora una raccolta per tutti, una piccola lettura serale, uno spunto per accompagnare un momento di riflessione personale o una passeggiata.

Questo il libro scritto da due orionini DOC! Don Alessandro Di Gangi e Federico Lucrezi, lo puoi trovare QUI: Tiratori d'Arco: venti storie brevi per educare raccontando

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