"Vogliamo confidare in Dio, avere in Dio la fiducia più filiale, una fiducia senza limiti."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Venerdì, 15 Giugno 2018

Milano - Tiratori d'arco

Silenzio. Concentrazione. Pazienza. Il tiratore d’arco tende la corda, attende l’attimo giusto. E scocca la freccia. Se ha considerato il vento e la distanza, se conosce il suo arco e il bersaglio, se ha saputo cogliere l’istante giusto, la freccia fa centro. È un’immagine affascinante che ben si presta a raccontare qualcosa dell’altrettanto difficile compito di affiancare un ragazzo che affronta l’adolescenza in tutte le sue complesse sfaccettature, prende le misure con la realtà che ci circonda, cresce, vive.
C’è la stessa pazienza la stessa attesa dell’attimo giusto per scoccare la freccia che non è mai quello che ci aspetteremmo, quello che vorremmo. Non siamo noi a decidere dove tira il vento e non è certo possibile deviarlo o modularne la forza a nostro piacimento. Al contrario è necessario mettersi in discussione, osservare, ascoltare, capire.
C’è la stessa distanza. Portare a mano la freccia fino al bersaglio e conficcarla nel centro da dieci punti sarebbe molto più semplice, ma non sono queste le regole del gioco. Si lancia una freccia da decine di metri di distanza: educare è anche saper rimanere al proprio posto.
L’arciere esperto scocca la freccia vedendo già dove andrà a conficcarsi. C’è la stessa progettualità, lo stesso sguardo attento e concentrato sul ragazzo, la stessa voglia di centrarne la vita per poi decentrarsi e lasciare che la freccia faccia il suo corso.
Tiratori d’arco vuole essere tutto questo. Uno strumento utile per preparare incontri e momenti di riflessioni in gruppo, ma prima ancora una raccolta per tutti, una piccola lettura serale, uno spunto per accompagnare un momento di riflessione personale o una passeggiata.

Questo il libro scritto da due orionini DOC! Don Alessandro Di Gangi e Federico Lucrezi, lo puoi trovare QUI: Tiratori d'Arco: venti storie brevi per educare raccontando

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Tortona - Sono le 10:00 del mattino di sabato 26 maggio 2018 e nel piazzale del Centro “Mater Dei” di Tortona si sono riuniti circa 130 ciclisti pronti a partire per la “39° edizione - Due ruote per due campanili”. I ciclisti, entrati  trionfalmente nel Santuario della Madonna della Guardia con le loro bici da corsa e il loro abbigliamento, ricevuta la benedizione del Rettore Don Renzo Vanoi, hanno intrapreso la corsa da Tortona, passando per Pontecurone, dove,  fatta una sosta al monumento di Don Orione e deposto un omaggio floreale, hanno proseguito fino a Parona Lomellina per una breve e tanto desiderata tappa-ristoro giungendo infine al Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno, attesi da pubblico euforico.


Seregno - “Che la festa abbia inizio!”. Sono le 15:30 e si aprono gli stand che ci terranno compagnia per  3 giorni consecutivi: lo “spazio bimbi”, animato da volontari e assistenti della Casa; il “Punto Salute”, dove infermieri, medici e fisioterapisti mettono a disposizione la loro professionalità; lo spazio espositivo e di vendita degli oggetti artigianali realizzati dagli Ospiti della Casa; la vendita del “Parmigiano Reggiano”, portata avanti dai dipendenti il cui ricavato verrà devoluto per l’acquisto di attrezzature utili agli Ospiti; lo stand dell’Aido, Respiri di Sale, Mr. Paip e tanti altri stand compreso il settore  “culinario” che ha preparato un ricco e vario menù: fantastici i cuochi!


Alle ore 16:00 si inizia ad intravedere l’arrivo dei primi ciclisti.  Una volta giunti tutti i partecipanti, si è dato il via alla premiazione con la consegna della litografia di De Nova e le Coppe argentate.
Domenica 27 maggio, invece, sono stati numerosi i ragazzi “categoria Giovanissimi” che hanno partecipato, nel pomeriggio, alla corsa ciclistica “Gran premio Don Orione” in memoria di Giuseppe Meroni e di Dino Vassena, organizzata dalla società SALUS di Seregno.


Anche il lunedì 28 è stata una giornata dedicata ai bambini con la benedizione delle mamme e dei loro bambini e con lo spettacolo di magia di bolle di sapone con “Vitamina e C”. Durante lo spettacolo, gli Ospiti insieme agli educatori ed ai volontari, hanno venduto un buonissimo gelato: “Orionino il gelato golosino”.


Durante i giorni di festa anche le serate non sono state da meno: i “Liga Channel”, band tribute di Ligabue, hanno ufficialmente aperto le danze con i brani più celebri del noto cantautore italiano e non solo. Sabato sera è stata la volta de “Il Colore dei Pensieri”, band tribute dei Pooh, che già in passato si sono esibiti in onore della Casa di Seregno. Domenica sera, invece, gli amici di vecchia data “Altra Generazione” hanno rallegrato tutti sui grandi classici della musica italiana degli anni 60-70.


Come ogni anno, chiude questa fantastica festa la serata del lunedì, con l’estrazione dei premi della lotteria e del fantastico spettacolo pirotecnico.

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Ieri, domenica 3 giugno, a Roma presso la Parrocchia orionina Mater Dei la famiglia di San Luigi Orione si è allargata accogliendo Don Gabriel.


Qui di seguito l’omelia integrale del Vescovo Monsignor Giovanni D’Ercole.

1. È sempre edificante riascoltare il racconto che fanno gli evangelisti dell’ultima cena, Pasqua della nuova ed eterna Alleanza. Raccolti nel cenacolo per consumare il rito tradizionale ebraico, mentre Giuda si apprestava a percorrere la strada del tradimento, Gesù compie due gesti accompagnati da altrettante indicazioni pastorali assai concrete. Fermiamoci a contemplare questa scena nel giorno in cui celebriamo la festa solenne del Corpus Domini e ci apprestiamo a vivere insieme l’ordinazione presbiterale del diacono Gabriel. Nel cenacolo, quel giovedì che precedeva la sua passione, morte e risurrezione, il Signore si cinse i fianchi con un asciugatoio, lavò i piedi agli apostoli e commentò: “Se dunque io, il Signore e maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”(Gv. 13,14). Dovete! Non dice vi consiglio, ma lo ordino: così riferisce l’evangelista Giovanni tralasciando la narrazione dell’istituzione dell’Eucaristia, che invece troviamo nei sinottici, Marco, Matteo e Luca, ognuno con accentuazioni particolari.  Abbiamo ascoltato poc’anzi san Marco riferirci nel vangelo che, mentre erano a tavola e mangiavano, il Cristo prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede agli apostoli dicendo: ”Prendete! Questo è il mio corpo”.  Prendete! Anche qui si tratta di un ordine e non di un consiglio. Il verbo è preciso e senza equivoci, anzi è ordine quasi perentorio: Prendete! Ordine che risuona nei secoli stringente e senza alibi per ogni presbitero, per ciascuno di noi battezzati. Gesù non chiede agli Apostoli, e quest’oggi a te caro don Gabriel, solo di adorare, contemplare, venerare quel Pane; dice molto di più: Prendetemi, io voglio stare nelle vostre mani come dono, nella vostra bocca come pane, nel vostro cuore come sangue per irrorare della mia misericordia il mondo intero.
2. “Prendete!” Caro Gabriel, l’odierna liturgia t’invita a considerare il tuo sacerdozio in questa luce. Gesù ti ripete: Prendimi, mangia e condividi, perché voglio farmi cellula, respiro, pensiero della tua esistenza; voglio trasformarla. Voglio essere la tua vita, anzi desidero che la tua vita diventi totalmente mia perché tu possa diffondere il mio amore, amore misericordioso che vince il male e trasforma il mondo. Ogni volta che celebrerai l’Eucaristia, senti risuonare in te  l’eco di questa parola: Prendete!  Avvertirai tutto il bisogno di Dio di realizzare con gli uomini una comunione senza ostacoli, senza paure, senza secondi fini. Il sacerdote è un cuore che si assimila al cuore di Cristo per diventare con Lui una cosa sola. San Leone Magno l’esprime con una celebre formula: partecipare al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo.
3. “Prendete!” Caro Gabriel, grande è il dono che ti è dato, e alta la responsabilità che lo accompagna. Resta fedele a questa consegna; solo così, le persone, che la Provvidenza affiderà alle tue cure, saranno aiutate a diventare corpo vivo di Cristo. Dio non è venuto nel mondo con il semplice obiettivo di perdonare i nostri peccati. Sarebbe una visione riduttiva, sia di Dio che dell'uomo. Il suo progetto è più profondo e completo: portare il cielo nella terra, Dio nell'uomo, vita immensa in questa misera nostra vita terrena. Dio, in Gesù Cristo, è venuto a portarci se stesso. Nel suo corpo ci colma della sua stessa storia, ci assimila a lui, ci rende trasparenza della sua bontà e tenerezza. Prendete questo corpo è quindi stimolo a vivere nel mondo restando radicati in lui, imitandone la stessa cura e passione per ogni forma di vita. E’ vero: Con il suo corpo il Signore ci consegna la sua storia; con il suo sangue, ci rende partecipi della sua passione e della sua fedeltà fino all'estremo. Vuole che le vene della nostra anima siano irrorate dal flusso della vita divina capace di innestare nel cuore umano la vivacità dello Spirito.
4. “Prendete!” Caro Gabriel, mantieniti fedele a questa consegna e cammina strettamente unito a Cristo sommo Sacerdote. Consegnandoti il pane e il vino dirò tra poco: “Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico.  Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore”. Conformarti a Gesù significa spendere la vita per Lui e per i fratelli; comporta amare tutti coloro che incontrerai, soprattutto i poveri, gli scartati e le persone più bisognose.
All’invito “Prendete” fa eco la risposta che è il più generoso, il più divino dei verbi: donare. Il prete è dono, dono d’amore per tutti. Ci è modello il nostro santo Fondatore, ricordandoci che solo la carità fa vedere e rende visibile Dio perché “la carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori d’amore verso Dio”. Don Orione ha fatto di questa verità la base della sua vita mistica e apostolica, un cardine della sua pedagogia della santità. Ci ha insegnato a incontrare Dio nell’uomo da aiutare mediante le opere di carità e la carità delle opere. Scrive in proposito: “Il Signore ci giudicherà secondo le opere, e secondo la carità delle opere, perché anche le opere senza la carità di Dio che le valorizzi davanti a Lui, a nulla valgono”.
Ti aiutino lui, il nostro Fondatore e i Beati della nostra famiglia religiosa; ti accompagni e vegli sempre su di te e sul tuo ministero la vergine Madre di Dio, Maria, modello di fedeltà nell’amore. Alla sua scuola scoprirai che chi ama vive già l’eternità perché s’immerge nella gioia di dire “sì” per sempre.  Amen.

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Il Distretto di Namehana in Madagascar è sotto la protezione di San Luigi Orione ed è seguito dai religiosi missionari dell'Opera Don Orione.
Anche quest'anno, come ogni anno, nella domenica più vicina al 16 maggio, si sono organizzati alcuni giorni di festa.
Da venerdì 11 a domenica 13 maggio nel grande piazzale della chiesa centrale di Namehana, tra il Liceo San Luigi Orione e la scuola materna, elementare e media, si sono ritrovate tutte le 16 scuole e le 16 chiese della nostra missione.
Venerdì 11 sono state organizzate le competizioni di calcio per i bambini delle scuole oltre ad alcune gare di atletica (Corsa di 800m e di 400m).
Sabato 12 sono continuate le competizioni di calcio per i giovani delle 16 parrocchie. Inoltre, si è tenuto anche un altro evento, le "Question pour un champion" sulla vita di Don Orione e sulla catechesi per i bambini.
Il tutto si è concluso nella grande solennità di domenica 13 maggio.
 
Sul grande palco innalzato presso il Liceo, dalle 8 fino alle 9.30 si sono alternati i 16 cori delle 16 parrocchie esibendo ciascuno almeno un brano musicale.
Alle 9.30 la Santa Messa solenne con la partecipazione di tantissima gente arrivata da ogni villaggio, famiglie, amici, studenti, parrocchiani, bambini, adulti, anziani.
Chi non è riuscito a trovare posto per il pernotto tra i familiari nei dintorni di Namehana, si è fatto ogni giorno decine di chilometri a piedi pur di essere presente a questa occasione così importante nel nome di Don Orione.
La Santa Messa è durata 2 ore e mezza ed ogni villaggio ha presentato una danza liturgica nel momento offertoriale.
Al pomeriggio musica, balli, danze, canti e tantissima gioia con i bambini delle scuole protagonisti nei loro tradizionali costumi ed un gran concerto a conclusione della giornata tenuto dai giovani del Liceo.
Anche in questa occasione si sarebbe riuscito a fare molto poco se non ci fosse stata la grandissima partecipazione e collaborazione da parte dei vari consigli pastorali, degli insegnanti e collaboratori laici dei nostri religiosi.
C'erano mercatini di vendita di prodotti di artigianato, la pesca di beneficienza, una bella tombola, le giostre e tutto è servito per raccogliere contributi per le scuole come ad esempio la possibilità per piccoli e grandi di partecipare a dei giochi in strada.
Ogni parrocchia del distretto aveva a disposizione uno stand nel quale presentava il proprio villaggio ed i prodotti tipici del luogo: agricoltura, allevamento, frutta, artigianato.   

Un grande momento per tutta la Missione malgascia che ad ogni occasione ci permette di sentire quanto Don Orione è amato e quanto sono amati i suoi religiosi, i tanti giovani e le equipe parrocchiali che tanto si prodigano per lo sviluppo della missione.
Anche in questa occasione, come sempre, un pensiero speciale è andato agli amici benefattori che sempre sono presenti nel cuore e nelle preghiere dei loro fratelli malgasci.

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Diventa una bella tradizione il pellegrinaggio dei ragazzi, alla Madonna della Consolazione a poche ore dall’inizio del triduo. Per il terzo anno consecutivo, le scuole di primo grado di Paternò, con le ultime classi, maestre ed alunni, hanno risposto in massa all’adunata, partecipando volentieri al pellegrinaggio.

Per i paternesi la devozione alla Madonna della Consolazione si rinnova ogni anno, specie nel mese di maggio, facendo visita alla Madre Celeste nel suo bel santuario sulla collina storica. I paternesi ricorrono spesso a Lei, anche durante l’anno, per essere consolati. D’altronde a Lei siamo stati affidati come figli da Gesù sulla Croce e a noi come umanità è stata indicata come Madre. Nella nostra vita quotidiana Lei ci è vicina, come ci testimoniano le sue apparizioni in molte parti del mondo. Anche sulla collina storica nel 1580 la Madonna apparve ad una pastorella, a quella fanciulla chiese preghiere, in modo speciale per i più lontani dalla fede.

Una marea di fanciulli, accompagnati dalle maestre, ha partecipato al III° pellegrinaggio dei ragazzi. Ad accogliere in piazza i piccoli pellegrini il rettore del santuario Don Vito Mandarano, con i suoi collaboratori. Prima di mettersi in viaggio, sono state distribuite le coroncine del rosario, per la preghiera durante il cammino. Proprio la coroncina richiama alla mente la festa del 24 maggio, giorno dedicato a Maria Ausiliatrice, ovvero la Madonna Aiuto dei Cristiani. “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” dicevano i combattenti reduci della guerra di Lepanto vittoriosi sui turchi.

Invitati a stringere forte la coroncina del rosario, come dei condottieri i piccoli alunni delle scuole di Paternò, hanno pregato per la pace nel mondo, ma soprattutto per le mamme e la famiglia. “Ave Maria e Avanti” lo slogan spesso incitato da Don Vito e ripetuto a squarciagola dai piccoli. Era San Luigi Orione l’apostolo della Carità che accoglieva i piccoli aiutandoli nella crescita e che invitava i suoi alunni a pregare sempre la Madonna: il suo motto era “Ave Maria e Avanti”. In questa società dove il futuro dei piccoli è sempre più minacciato la Madre Celeste vegli sulla loro crescita. Per qualche ora, ieri mattina, il magnifico santuario pieno di ragazzi è stato animato con la preghiera e canti di gioia. Un plauso va rivolto ai dirigenti scolastici, alle maestre che hanno permesso ai piccoli di vivere e realizzare una bellissima esperienza.

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Anche quest’anno, il 16 maggio, l’Istituto Berna ha festeggiato il suo Santo.

E lo ha fatto in grande stile.

Da una proposta di Don Luca Ingrascì, che a questa festa ci teneva in modo particolare, l’Orione Musical Group è riuscito in un’impresa che fino a qualche mese prima sembrava irrealizzabile.

Lo scorso novembre Don Luca aveva coinvolto il gruppo affinché presentasse episodi della vita di San Luigi Orione inserendo la propria testimonianza di un cammino che dura ormai da 28 anni.

In questo periodo il gruppo ha cercato di far conoscere qualcosa della vita del sacerdote di Tortona con il musical "C’è posto per tutti" ed ha pure provato a vivere esperienze di servizio nell’Opera in varie forme di volontariato verso i ragazzi disabili del Centro di Chirignago, con i bambini della Casa Gialla a Cusano Milanino ed anche con le famiglie del Seminario della Vita di Campocroce oltre a partecipare a numerosi impegni “missionari”.

Sollecitati da Don Luca gli amici dell'Orione Musical Group si sono attivati creando per l’occasione un’opera/testimonianza dal titolo IO CI PROVO!

Recuperando alcuni momenti della vita del Santo, già presenti nel musical ma adeguati per la situazione, inserendo all’interno alcuni passaggi importanti del loro percorso, i quasi 30 componenti presenti, hanno presentato il nuovo lavoro a tutti gli studenti del Berna.

Raccontando soprattutto il Don Orione giovane, l'OMG ha centrato l'attenzione sulla Divina Provvidenza, compagna inseparabile, presente e preziosa anche nel cammino del gruppo; una Provvidenza che si manifesta ma che chiede a ciascuno di noi di essere suo strumento per arrivare a "fare bene il bene" verso i "poveri più poveri".
È stato inoltre sottolineato come gli studenti del Berna in più occasioni si siano fatti Provvidenza, nell'aiuto alla missione in Madagascar, nel prendersi cura in alcuni momenti degli ospiti della Casa di riposo di Trebaseleghe o ancora nel creare una occasione di sensibilizzazione per le popolazioni colpite dal terremoto nelle Marche di due anni fa.

Parti recitate si sono alternate a musiche e canti, immagini e video della storia dell'OMG ed hanno allietato ed incuriosito il pubblico presente.

Tutte le classi, dai ragazzi del Centro professionale a quelli della primaria, hanno partecipato in quattro momenti diversi nella grande Palestra dell’Istituto assistendo alla performance che, in alcune parti è stata adattata anche a seconda dell’età con una conclusione solenne sulle note di «Cantiamo l'amore» con i bambini della primaria scatenati nel canto e nell’animazione ballata.

L’impegno, la bravura e le testimonianze dei ragazzini e giovani (ed ex giovani) …sui passi di Don Orione, hanno entusiasmato tutti… e già molti ragazzini attendono il prossimo anno per poter assistere alla replica.

Una parte dei membri dell’OMG, tutti volontari nell’Opera in un’età compresa tra i 6 e gli 80 anni, nelle vesti di attori, ballerini, cantanti e tecnici, dal 1990 gira l’Italia per presentare il loro spettacolo, un musical di circa 2 ore.
Il 15 maggio 2004 il gruppo ha presentato un breve frammento in Aula Nervi, alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, durante l'evento voluto dalla Congregazione per ringraziarlo per il dono della canonizzazione di Don Luigi Orione, avvenuta il giorno successivo.

La giornata di mercoledì 16 è poi continuata con la celebrazione della Santa Messa solenne ed un ricco buffet al quale ha partecipato, in particolare, il personale docente con i propri famigliari oltre ad amici e benefattori dell’Istituto.

Il Berna ha onorato quindi con un grande evento il suo Santo e si prepara ad altri interessanti e ormai prossimi appuntamenti.

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Nella nostra Casa di Ospitalità dal 13 al 16 maggio sono stati presenti circa 130 Ospiti (atleti, accompagnatori e parenti) in occasione della Dream World Cup (Calcetto a 5 per pazienti psichiatrici). Si tratta della Coppa del Mondo che ha visto in campo 9 squadre in 2 gironi. Le squadre che hanno partecipato al torneo sono state Italia, Spagna, Argentina, Cile, Francia, Giappone, Perù, Ucraina e Ungheria (il Senegal non ha potuto partecipare per problemi economici). Il torneo che si è svolto presso il Palatiziano, Palazzetto dello sport di Roma, costruito per le Olimpiadi di Roma del 1960, in zona Flaminio (ideato e progettato nel 1956 dall’architetto Annibale Vitellozzi e dall’ingegner Pier Luigi Nervi, e realizzato tra il 1958 e il 1960 quale impianto destinato ad accogliere alcuni eventi dei XVII giochi olimpici di Roma, è tuttora in funzione). Come data di apertura del torneo è stato scelto il 13 maggio, giorno in cui ricorre il quarantennale della legge Basaglia che obbligò la chiusura definitiva di tutti i manicomi.
Battendo la Selezione Cilena per 17 a 4 l’Italia ha vinto la finale della Dream World Cup senza troppe difficoltà. Da sottolineare il tifo sugli spalti, da entrambe le parti, e il consueto fair play che ha accompagnato tutte le partite della manifestazione.
Un’altra goleada è stata inflitta alla Francia per 15 a 2! La classifica finale ha visto l’Italia a 12 punti, seguita dal Giappone a 9 punti (questa nazione aveva organizzato la precedente edizione). Ultime in classifica l’Ucraina e la Francia a 0 punti! La prossima edizione è prevista nel 2020 in Perù (la cui squadra, in questa occasione del 2018, è stata premiata per la sua correttezza in campo).
A consegnare la coppa della Dream World Cup una leggenda del calcio italiano, Marco Tardelli, accompagnato da Santo Rullo, promotore e anima della competizione, e da Sinisa Mihajlovic, che ha voluto esprimere il suo sostegno al movimento.
Per l'allenatore della nazionale italiana Enrico Zanchini, c'è una vittoria più importante: "Questi calciatori hanno potuto vivere il sogno di indossare la vera maglia azzurra. E di fare il mondiale nel 2018, cosa che invece i nostri fantastici giocatori superpagati e stramiliardari non sono riusciti a fare".

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Il 13 maggio scorso, festa dell'Ascensione del Signore e ricordo delle apparizioni della Madonna a Fatima, terminata la festa a Oblike, è iniziato il triduo di preparazione alla solennità di san Luigi Orione.

Il giorno 16, giorno della festa dedicata a Don Orione, c’è stata una grande partecipazione di fedeli sia nella messa del mattino presieduta da don Dorian, sia in quella solenne del pomeriggio, alle 17.00 presieduta da don Rolando, che ha sostituito l’arcivescovo di Scutari monsignor Angelo Massafra, ammalato. Quatrocento persone, quasi tutti giovani di Hoti i ri, di Oblike, di Obot e naturalmente quelli di Bardhaj, hanno seguito con attenzione la celebrazione. I canti sono stati guidati dal maestro Luca Mllugja, direttore del coro della cattedrale ed eseguiti dal coro di Hoti i ri.

Don Rolando all’omelia ha presentato gli amori di don Orione, ideali che hanno ispirato la sua vita e le sue opere: Gesù, il Papa, le anime e Maria. Subito dopo i giovani di Bardhaj hanno animato la festa. Canti, balli e poesie alternate da messaggi significativi tratti dagli scritti e fatti della vita di don Orione hanno intrattenuto per un’ora gioiosa tutti i presenti.

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Venerdì, 18 Maggio 2018

Fano - Festa San Luigi Orione

Anche quest’anno grandi e significativi eventi a Fano, presso l’Istituto mons. Gentili, in occasione dei festeggiamenti in onore di S. Luigi Orione.
Tutti coinvolti a dare vita al messaggio di un santo che ha fatto della sua vita un canto di “Divina Carità”.
Ad aprire i festeggiamenti la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo Armando Trasarti; presenti il sindaco, autorità militari, operatori, ospiti, laici del Movimento Laicale, professori, alunni, le suore con le ragazze di Casa Serena.
Quest’anno la comunità religiosa ha accolto l’economo generale Don Fulvio Ferrari.
A dare solennità alla festa il concerto lirico, il bellissimo spettacolo teatrale degli alunni e professori “Uomini in piedi”, il triduo parrocchiale predicato dai religiosi orionini dell’Istituto, la presentazione in teatro dei progetti da parte dei laboratori meccanici, informatici ed elettrici delle scuole Don Orione, la proiezione guidata del film “Qualcosa di Don Orione” nella prima serata del 16 Maggio, per concludere in bellezza.
La grande famiglia del Don Gentili in Fano non si stancherà mai di gridare che “Solo la carità salverà il mondo!”.

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Il 16 maggio, i bambini dell'asilo nido la coccinella sono andati a festeggiare la canonizzazione di Don Orione presso il pensionato Don Luigi Orione di Fumo, Corvino San Quirico.
Nelle giornate precedenti i bambini hanno avuto modo di sentire i racconti sulla vita del Santo (racconti tratti da "l'asinello di Dio"); la parte che è stata recepita in maniera viva e profonda è stata la parte in cui il piccolo Luigi portava fiori alla Madonna per renderle grazie.
In questa azione i bimbi si sono ritrovati tutti e hanno avuto modo di sentirsi uniti in questo gesto di generosa condivisione. Con questo spirito i bambini hanno preparato delle campanelle azzurre di carta crespa, da portare loro stessi ai nonni del pensionato e donarle tutti insieme alla Madonnina. L'arrivo dei bimbi è stato accolto con gioia e affetto da parte di tutti.
È stato un bel momento in cui bimbi e nonni hanno potuto sentire e rendere manifesto l'amore di cui sono portatori.

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