"Questo so: che Gesù Cristo combatte al mio fianco… e vinceremo."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

L’Oratorio è il luogo in cui la comunità cristiana si riunisce, svolge le sue attività, accoglie, educa e si prende cura delle nuove generazioni per formarle nella fede e nella vita sociale.


Con questa frase la comunità orionina di Elbasan in Albania inizia il progetto d’Oratorio 2018-2019.
L’obiettivo principale è promuovere il carattere formativo dell’Oratorio, in stretta relazione con il cammino Cristiano della pastorale parrocchiale rivolto ai ragazzi, senza per questo tralasciare l’aspetto formativo, ricreativo e di accoglienza. Solo potenziando il primo è possibile realizzare nel modo migliore anche il secondo.


Le attività dell’oratorio per quest'anno 2018 - 2019 sono iniziate il 17 settembre. È stato accolto un numero di 70 bambini rom i quali partecipano in diversi gruppi: doposcuola, gruppo sportivo under 11 e gruppo sportivo under 15.
Il gruppo del doposcuola ha fornito ai ragazzi tutto il materiale necessario per la scuola: zaini, libri. Tutti i giorni questi ragazzi vengono seguiti durante lo svolgimento dei compiti e partecipano a diverse attività educative e culturali.
I gruppi sportivi hanno iniziato a raccogliere le adesioni per il piano di allenamento che durerà l’intero anno.
Il gruppo dei più grandi, gli under 15, è andato a vedere negli scorsi giorni la partita della nazionale Albanese nel grande stadio Elbasan Arena.


QUI il progetto d’Oratorio 2018-2019

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Il 17 ottobre scorso la Caritas ha reso noto il quinto Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia.

Tra i dati che emergono dalla ricerca, un dato colpisce in modo particolare: chi va poco a scuola ha molte più probabilità di diventare povero.

L’Italia è al primo posto in Europa per numero di Neet, giovani disoccupati che non studiano né cercano lavoro (29,5% contro una media Ue del 17,2), , è penultima per numero di laureati tra i 30 e i 34 anni (26,9% contro 39,9 in Ue) ed è quarta per giovani con la sola licenza media inferiore (14% contro il 10,6 dell’Ue).

Esiste uno stretto legame tra povertà educativa e povertà socio-economica: molti giovani che abbandonano o non accedono all'istruzione sono avviati verso una condizione sociale di emarginazione e povertà.

Situazioni di maggior svantaggio per quanto riguarda i servizi e le possibilità individuali si registrano al Mezzogiorno, che ha i più alti livelli di povertà assoluta: minore copertura di asili nido, di scuole primarie e secondarie a tempo pieno, percentuale più bassa di bambini che fruiscono di offerte culturali o sportive e contemporaneamente maggiore incidenza dell’abbandono scolastico.

Sul fronte della cittadinanza gli alunni stranieri evidenziano tassi di povertà educativa maggiori rispetto ai loro coetanei autoctoni. Differenza già molto evidente nel primo anno di corso: all’esito di giugno, il tasso di non ammissione degli stranieri è pari al 22,9% (quasi uno su 4), mentre quello degli italiani è decisamente più basso (10,8%).

Su questo terreno così difficile e così importante sono impegnati i formatori e responsabili dei Centri di Formazione Professionale Endo-Fap che lavorano con ragazzi "difficili", con storie di abbandono scolastico e demotivazione, accompagnandoli al lavoro ed alla vita autonoma, per uscire dalla spirale della povertà che rischia di inghiottire loro e le loro famiglie.

 

In allegato infografica del Rapporto.

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In Vaticano da tutto il mondo per riflettere sulle nuove generazioni. Suor Rosa Delgado Rocha, Consigliera generale delle PSMC incaricata della Pastorale giovanile ci offre una lettura del Sinodo, lanciando anche l’evento orionino di Tortona 2020.
Sono 267 i padri sinodali che prendono parte al Sinodo dei vescovi sui giovani, in programma in Vaticano da ieri e fino al 28 ottobre.

Lo ha spiegato il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, precisando che i membri del terzo Sinodo convocato da Papa Francesco, dopo i due dedicati alla famiglia, saranno così ripartiti: 31 ex officio (15 Patriarchi, Arcivescovi Maggiori e Metropoliti delle Chiese metropolitane sui iuris delle Chiese Orientali Cattoliche; 16 Capi dei Dicasteri della Curia Romana; il Segretario Generale e il Sotto- Segretario del Sinodo dei Vescovi, 15 Membri del XIV Consiglio Ordinario), 181 eletti dalle Conferenze Episcopali (ex electione) e 41 Membri ex nominatione pontificia. Tra i membri – ha precisato Baldisseri durante il briefing di presentazione del Sinodo, in corso in sala stampa vaticana – si contano 50 Cardinali (tra cui due Patriarchi e 3 Arcivescovi Maggiori), 6 Patriarchi, 1 Arcivescovo Maggiore, 44 Arcivescovi, 101 Vescovi residenziali, 37 Ausiliari, 6 Vicari Apostolici e 1 Vescovo Prelato), 10 Religiosi in rappresentanza dell’Unione dei Superiori Generali e 10 Membri non insigniti dell’ordine episcopale tra Presbiteri e religiosi.

Tra gli altri partecipanti, si contano 23 esperti, “designati in virtù delle loro competenze per contribuire ai lavori sinodali in qualità di collaboratori dei Segretari Speciali”, così come 49 Uditori e Uditrici, provenienti anch’essi da ogni parte del mondo. “Fra costoro – ha precisato il cardinale – figurano non solo molti specialisti ed operatori della pastorale giovanile ma anche ben 36 giovani tra 18 e 29 anni, che contribuiranno con la loro vivace presenza a far sentire la voce di tanti loro coetanei”. Significativa sarà poi la presenza di otto Delegati Fraterni, rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali, “manifestazione della volontà di lavorare insieme per conseguire la piena unità visibile della Chiesa di Cristo, nella consapevolezza che anche sul tema tanto rilevante dei giovani tutti i cristiani sono chiamati a trovare e a percorrere una strada comune, perché la loro testimonianza concorde risulti credibile agli occhi del mondo”. Si tratta, dunque, ha sintetizzato Baldisseri, di “un’Assemblea ampia e composita, un’Assise sinodale a respiro mondiale, corrispondente alla dimensione universale della Chiesa, che agisce cum Petro et sub Petro”.

Il Sinodo è iniziato, dunque, ieri con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro mercoledì prossimo, avrà inizio l’Assise celebrativa del percorso sinodale. Durante i 25 giorni del Sinodo, i Padri sinodali lavoreranno insieme agli altri partecipanti, secondo le loro proprie mansioni, sull’Instrumentum laboris che sarà il testo base per l’elaborazione del Documento finale e raccoglierà in sintesi i risultati raggiunti dalla XV Assemblea Generale Ordinaria. Quanto alle modalità, i lavori sinodali si articoleranno in tre “unità di lavoro”, correlative alle tre parti del Documento di lavoro: “Riconoscere: la Chiesa in ascolto della realtà (prima parte), Interpretare: fede e discernimento vocazionale (seconda parte), Scegliere: cammini di conversione pastorale e missionaria (terza parte)”. Durante la Sessione inaugurale del pomeriggio del 3 ottobre, oltre alla Relazione del Segretario generale del Sinodo, sarà illustrato l’Istrumentum laboris dal Relatore Generale nelle sue linee generali e poi, in modo introduttivo, avrà luogo la presentazione della prima parte. Poi inizieranno gli interventi in Aula dei Padri sinodali sulla prima parte del Documento, conclusi i quali si passerà ai 14 Circoli minori divisi per lingue (francese, italiano, inglese, portoghese, spagnolo e tedesco) dove si procederà all’elaborazione dei “modi” collettivi dell’Instrumentum laboris, che poi saranno consegnate alla Segreteria Generale.

Gli interventi dei Padri sinodali, i modi collettivi dei Circoli minori e le Relazioni dei Circoli – ha reso noto Baldisseri – saranno raccolti e sintetizzati in un testo integrativo provvisorio dell’Instrumentum laboris al termine di ogni “unità di lavoro”. Al termine di ogni “unità di lavoro”, ricevuti i modi dei Circuli minores, il Relatore Generale con i Segretari Speciali, si riunirà con gli altri membri della Commissione per l’elaborazione del documento finale per procedere alla revisione del testo della relativa sezione del Documento finale. Questo schema dei lavori della prima unità che si conclude con la V Congregazione generale, martedì 9 ottobre, si ripete analogamente per le altre due unità di lavoro, rispettivamente, la XI Congregazione generale, di lunedì 15 ottobre, e la XVII Congregazione generale, lunedì 22 ottobre. Infine, la Commissione si riunirà ancora per elaborare il progetto del Documento finale, che sarà presentato nella mattina di mercoledì 24 ottobre in Aula. “I Padri sinodali nella Congregazione Generale del pomeriggio potranno intervenire ulteriormente sul progetto, sia in forma orale che per iscritto”, ha informato Baldisseri. Successivamente, la suddetta Commissione curerà l’elaborazione del testo definitivo del Documento finale, che nel mattino di sabato 27 ottobre sarà presentato in Aula e nel pomeriggio sottoposto al suffragio dei Padri sinodali. Una volta da loro votato, sarà consegnato al Sommo Pontefice, “al quale compete ogni decisione in merito”, ha concluso il cardinale.

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Un anno dedicato ai giovani della Famiglia Orionina, per riaccendere la fede e riscoprire la missione: "Vivere ogni incontro con gli altri sempre sotto il segno della carità".

È l'invito che la Famiglia Carismatica Orionina rivolge ai giovani e ai responsabili della pastorale giovanile, in una lettera pubblicata oggi, in occasione dell'apertura del Sinodo dei Vescovi sui giovani.
L'Anno dei Giovani Orionini si estenderà dal prossimo 1 giugno 2019 fino al 30 giugno 2020, con il tema "Ascoltare, discernere e vivere la missione". Il desiderio è proseguire il cammino che inizia con la XV Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani e che continuerà con la GMG a Panamá, a gennaio 2019.

Nel percorso, la Famiglia di Don Orione invita i suoi giovani a celebrare una festa, in occasione del 125° anniversario dell'ordinazione di Luigi Orione, il 13 aprile 2020. "Lui – si legge nella lettera – quando divenne sacerdote, aveva 23 anni: un po' meno degli anni che avete voi, o forse la vostra stessa età. Quest'avvenimento trasformò completamente la sua vita". In quel momento Don Orione ha accolto la proposta di Gesù di "essere dei suoi per essere tutto dei poveri". Un sogno che Luigi Orione volle condividere con altri giovani. "Sempre lo abbiamo trovato vicino a voi, accendendo la scintilla della fede autentica e di una carità senza frontiere". Con questo desiderio, le Congregazioni di Don Orione offrono ai loro giovani in tutto il mondo l’opportunità di realizzare un incontro a Tortona (Italia) dal 1 al 5 luglio 2020, per celebrare la figura del "padre" che li ha radunati come una famiglia.

Nella lettera si ricorda l'occasione in cui Luigi Orione abbandonò quello che stava facendo per consolare Mario Ivaldi, un giovane che aveva deciso di lasciare il catechismo. Un incontro che cambiò la vita di entrambi, perché "quando due giovani sognano insieme tutto diventa nuovo". Quel giorno, Luigi invitò Mario a formare "un piccolo circolo e oratorio". Un invito che si rinnova anche oggi, nel cuore di tanti giovani orionini, e da cui è nata la missione della Famiglia Orionina: servire il prossimo senza misura se non quella "della capacità d'amare", seguendo un percorso di discernimento che aiuti a superare le ambiguità della vita.

"Cari giovani orionini – conclude la lettera – vi invitiamo dunque a vivere questo percorso con generosità. A non essere spettatori, ma veri protagonisti di questo tempo pieno di esperienze che ci aiuteranno a rilanciare la nostra identità e missione". Perché l'incontro è un viaggio da vivere insieme, al fianco di Don Orione, che "come fece con altri, anche oggi ci aiuta a vivere con entusiasmo il nostro impegno a seguire il Signore Gesù."

Clicca QUI per leggere e scaricare la lettera di invito.

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Proseguendo nell’analisi del quadro emerso dall’ultimo Rapporto Istat 2018, nel presente articolo ci soffermeremo sulla relazione fra reti e lavoro. Le reti svolgono un ruolo fondamentale nella ricerca dell’occupazione. Ma c’è di più: la relazione fra reti e lavoro agisce in entrambi i sensi: da un lato essere occupato permette di avere una rete di sostegno più ampia, dall’altro le reti informali sono determinanti nella ricerca del lavoro. Per trovare occupazione, le persone si avvalgono di reti di intermediazione più o meno formali, utilizzando sia soggetti istituzionali (università, centri per l’impiego, altre agenzie di intermediazione) sia reti informali di parenti, amici e conoscenti.

Quasi il 90% degli intervistati dichiara di cercare lavoro attraverso reti informali. Ma molto raramente ci si ferma ad usare un unico canale di ricerca (solo nel 19,4% dei casi): il 50,3% sfrutta due canali di ricerca ed il 30,3% ne attiva tre. Il ricorso alle reti informali è più frequente fra le persone con titolo di studio basso, età elevata e residenti nel Sud Italia. Gli ex occupati (coloro che subito prima di cercare lavoro avevano un’occupazione) attivano una rete relazionale più vasta, attuando strategie di ricerca complesse e combinando azioni di ricerca formali col ricorso a contatti amicali/parentali.

Anche le imprese preferiscono usare canali di reclutamento informali: nel 2014 il 70% di esse (soprattutto quelle di piccole dimensioni) ha selezionato i candidati mediante canali informali (conoscenze personali del titolare, indicazione di amici e parenti, curriculum ricevuti).

Fra i laureati nel 2011 (età 20-34 anni) ed occupati nel 2015, il modo più efficace per trovare occupazione è stata l’inserzione o l’invio del proprio curriculum (32,8%). Il 24,3% dichiara di aver trovato lavoro con canali informali. Per determinate tipologie di studi (ingegneria e materie scientifiche) appare basilare la segnalazione dell’Università. Soffermandosi sotto l’aspetto qualitativo, il canale informale fa trovare occupazioni meno redditizie e poco appaganti, meno stabili e non coerenti col percorso di studi.

Fatte queste considerazioni, appare evidente l’importanza di Politiche attive del lavoro efficaci, anche per contrastare povertà ed esclusione sociale.

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Come ogni anno, all’inizio della scuola, la Commissione Accoglienza organizza per le prime classi dell’ITI e CFP un progetto finalizzato a garantire un cammino sereno lungo tutto il percorso scolastico.

Il tema di quest’anno è stato incentrato sull’immagine della “STRADA”, del “CAMMINO” vissuto insieme.

Il giorno 24 settembre, ragazzi ed insegnanti, armati di forza e coraggio si sono recati a piedi presso Villa S. Biagio, percorrendo sentieri sassosi e immersi nella natura.
Una passeggiata impegnativa ed in salita terminata con la magnifica accoglienza del principe, custode del castello, Don Vincenzo Alesiani, che ha raccontato con molta enfasi le origini di quel posto maestoso.

Attraverso questo percorso gli alunni hanno potuto apprezzare la bellezza del Camminare “Insieme”, emozionandosi altresì nel lasciare delle impronte che rimarranno indelebili lungo quei sentieri percorsi.

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Lunedì, 24 Settembre 2018

Formazione territorio lavoro

In Italia la riforma costituzionale del 2001 ha attribuito all’istruzione e formazione professionale (IeFP) autonoma dignità sul versante costituzionale; conseguentemente, con la riforma Moratti del 2003, la IeFP è stata inserita nell’ambito del “Sistema educativo di istruzione e formazione” all’interno del “secondo ciclo di istruzione” e dunque affiancata al “sistema dei licei”. Successivamente, anche tenuto conto della ripartizione costituzionale delle competenze connesse alla formazione ed al lavoro tra Stato e Regione, il legislatore ha previsto la costituzione di diversi “sistemi a rete” in cui la formazione professionale è fattore sempre più rilevante.

Sono sempre utili alcuni riferimenti al lavoro fatto e agli impegni condotti nelle diverse tappe susseguitesi per la costruzione del sistema della Formazione Professionale e in particolare della filiera IeFP nel nostro Paese. Si rendono necessari per mantenere il filo costruttore e agganciarlo, se possibile, alle diverse iniziative e progetti che possiamo promuovere ed anche al nostro seminario. L’obiettivo dei lavori è quello di imprimere una ulteriore spinta verso la costruzione della Rete e individuare i gangli del sistema formativo.

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Lunedì, 17 Settembre 2018

Pescara - un'estate con Don Orione

Ultimi giorni d'estate per gli ottanta bambini che in questa lunga e calda estate hanno trovato tanti stimoli al Campus organizzato dal Centro Don Orione di Pescara.

Da qualche anno, il Centro, nell'intento di rispondere ai bisogni del territorio, oltre alle proposte consolidate di servizi medico-sanitari (ambulatori medici, palestra, piscina, fisioterapia), ha attivato le attività di centro estivo, offrendo alle famiglie una proposta di tempo speso in amicizia e in allegria.

Ecco un esempio delle attività proposte: giocare, correre, saltare, ballare e cantare, nuotare, sia in piscina che al mare nello stabilimento balnere del Centro, oltre a camminate per la città e dintorni, pic-nic e incontri un po' speciali fatti apposta per stimolare la curiosità dei bambini.

Infatti, i bambini hanno incontrato prima le Unità Cinofile della Protezione Civile presso l’area verde del Centro e in un'assolata mattinata di metà luglio l'11° Reparto Volo Polizia di Stato Pescara.

In quella memorabile giornata hanno conosciuto anche Leo, il cane da ricerca persone che ha salvato una  bambina di 11 anni nel terremoto ad Amatrice, e Matteo il suo istruttore, che si sono esibiti in esercitazioni e simulazioni. Seconda graditissima sorpresa, due piloti della polizia che hanno acceso un elicottero e simulato una partenza di volo. L'emozione ha toccato il suo culmine quando è stato permesso a tutti di poter salire a bordo dell’aereo e dei vari elicotteri della polizia. Per finire una foto di gruppo per immortalare il momento alla presenza del Responsabile del Centro, Renato di Fiore, che ha ricevuto dalla Polizia un dono speciale: una visione aerea del Centro Don Orione, visto da una prospettiva un po' insolita, almeno per chi non vola!

  

 

 

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Una scuola che si ispira al progetto educativo basato sul metodo “cristiano-paterno” di Don Luigi Orione: questo l’ENDO-FAP, centro di formazione storico nel territorio della val Tidone ma oggi anche a Piacenza, punta sui giovani organizzando corsi a qualifica; nella sede di Borgonovo gli allievi (15-18 anni) possono conseguire la qualifica di operatore meccanico o operatore elettrico, nella sede di Piacenza di operatore grafico.

Nel percorso (3 o 2 anni a seconda se gli studenti provengono dalla scuola secondaria di I° o II°), sono numerose sia le ore di pratica nei laboratori sia quelle di stage in azienda, Per il resto delle materie di base si adottano metodologie innovative, la tradizionale lezione frontale ha lasciato il posto a metodologie didattiche attive, non ultima la sperimentazione degli strumenti del Web 2.0. Le loro potenzialità consentono a studenti e docenti di creare comunità di apprendimento online, perché le attività connesse richiedono un’elevata interazione sociale. A tale proposito si segnala che l’ENDO-FAP Don Orione, quest’anno, sperimenterà una nuova metodologia didattica legata ad un progetto internazionale Erasmus + dal titolo “ESW - Early School Workers”.

Il progetto è stato presentato da Endofap nazionale, in partenariato con i canossiani dell’ENAC e con realtà scolastiche provenienti da Inghilterra, Spagna e Germania, e ha vinto il bando sui partenariati strategici volti all’innovazione.
La sede prescelta per la sperimentazione del modello inglese, finanziata dalla Comunità europea e riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna, sarà Borgonovo/Piacenza.


Non solo corsi per giovani, ma anche per adulti disoccupati e non; a breve verrà avviato un nuovo progetto per operatore socio-sanitario (OSS). E un corso di meccanica rivolto ai cosiddetti “Neet”, giovani dai 18 ai 24 anni che non studiano e non lavorano, per dargli quelle competenze tecniche che li possono avviare al lavoro. Inoltre l’ente promuove tirocini, compresi quelli rivolti a persone in situazione di disagio socio-economico, gratuiti per le aziende.

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Mercoledì, 12 Settembre 2018

Romania - Inizio della scuola a Oradea

Domenica 9 settembre alle ore 17.00 vi è stata l’apertura ufficiale dell’anno scolastico 2018 – 2019 al “Liceo Don Orione” di Oradea in Romania. Sono state presenti diverse autorità, a cominciare dal vescovo greco cattolico Virgil Bercea, dal sindaco di Oradea Ilie Bolojan, dal deputato Florica Cherecheș e dall’Ispettorato Scolastico Raluca Seres.

Tutto è iniziato con un momento di preghiera, preseduto dal vescovo greco cattolico Virgil Bercea. Dopo aver ringraziato tutti i professori ha detto che loro sono come una candela che si consuma sempre, però da luce a quelli che sono intorno, accendendo altre candele.
La deputata Florica Cherecheș ha ringraziato a tutti i genitori che portano i loro figli, ma soprattutto quelli che vengono per la prima volta al Liceo Don Orione ed ha detto loro che ogni ragazzo porta dentro di sé un seme che deve essere valorizzato.
Il preside della scuola Alexandru Stoica ha presentato tutti i professori delle classi e li ha ringraziati per la collaborazione. Il direttore Don Mihai Fechetă ha parlato di Papa Francesco narrando un episodio: «Io mi permetto di raccontarvi un aneddoto. Avevo dieci anni, e ho detto una cosa brutta alla maestra. La maestra ha chiamato mia mamma. Il giorno dopo è venuta mia mamma, e la maestra è andata a riceverla; hanno parlato, poi la mamma mi ha chiamato, e davanti alla maestra mi ha rimproverato e mi ha detto: “Chiedi scusa alla maestra”. Io l’ho fatto. “Bacia la maestra”, mi ha detto la mamma. E l’ho fatto, e poi sono tornato in aula, felice, ed è finita la storia. No, non era finita… Il secondo capitolo è quando sono tornato a casa… Questo si chiama “collaborazione” nell’educazione di un figlio: fra la famiglia e gli insegnanti».
Un punto cardine dell’educazione di un figlio è proprio la collaborazione tra i genitori e i professori.

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