"Costa mettersi in una vita di orazione, ma questo esercizio, più si pratica, più diventa facile e dolce."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Venerdì, 09 Novembre 2018

Borgonovo Val Tidone - abbiamo vinto!

I ragazzi del corso per operatore grafico della sede Endofap di Piacenza hanno vinto il concorso "La vite a 365 giorni".

La Cantina Sociale di Borgonovo ha indetto per il terzo anno consecutivo un concorso denominato  “La vite a 365 giorni”, riservato agli allievi delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado nonché alle scuole di secondo grado provinciali, statali e paritarie, della provincia di Piacenza. L'iniziativa vuole diffondere tra i ragazzi la cultura economica, della tradizione e dell’ambiente creando un forte legame tra giovani e mondo del lavoro.

Gli studenti, insieme ai loro formatori, sono stati invitati a realizzare il calendario 2019 attraverso un viaggio fatto di foto inedite ed elaborati grafici, che rappresentano lo scorrere del tempo  e delle stagioni nella vigna, il mondo della vite dell’uva dal vigneto alla tavola passando per il lavoro in cantina fino alla convivialità di un bicchiere di vino.

Nella categoria "Scuole secondarie di Secondo Grado" abbiamo vinto il primo premio che consiste in un assegno da € 2.500,00.

Complimenti ai ragazzi e ai loro formatori, che hanno lavorato in squadra e raggiunto un grande obiettivo.

 

 

 

Condividi su:

l’Istituto Don Orione di Ercolano, attraverso la sua emanazione ASCO (Associazione Sportiva e Culturale Orionina) in collaborazione con la cooperativa Impronta ed il sostegno del Comune di Ercolano, ha partecipato e vinto il progetto Ministeriale dedicato allo “Sport come strumento di inclusione sociale”. Tantissimi sono stati i progetti presentati, quello di Ercolano è risultato vincitore piazzandosi al dodicesimo posto.

Attualmente sta per essere ultimata la fase di start-up del progetto, con dicembre si pensa di iniziare il progetto vero e proprio.
 
Grazie a questo progetto il Don Orione può essere a servizio degli ultimi con una delle sue eccellenze, lo sport, a costo zero. L’idea di partecipare a questa tipologia di bandi è proprio quella di fare attività extra istituzionale senza gravare sui bilanci istituzionali.

Un anno di attività per un costo totale di € 100.000 dove il 50% sarà destinato all’acquisto di attrezzature (che poi resteranno alla struttura per ulteriori manifestazioni), il 35% dedicato alle risorse umane ed il restante 15% per la comunicazione, promozione, monitoraggio, materiale d’uso ecc..

È possibile leggere QUI le linee guida, gli sviluppi e gli obiettivi del progetto dell’Istituto orionino.

Condividi su:

Le Piccole Suore Missionarie della Carità, il ramo femminile della Congragazione fondata da Don Orione, hanno festeggiato un importante anniversario: sessant'anni dalla prima apertura della Casa Gialla, la struttura di Cusano Milanino, un comune a Nord di Milano, che ospita bambini allontanati dalla famiglia.

Per celebrare questa ricorrenza è stata organizzata una "missione popolare", ovvero un momento di animazione e incontro con il territorio, per conoscersi, confrontarsi e far conoscere da dove nasce e si alimenta il servizio delle suore a questi bambini.

Oltre alle religiose, hanno partecipato anche un gruppo di giovani che sta seguendo un percorso di discerimento vocazionale, accompagnati da don Giovanni Carollo, consigliere provinciale. Ascoltiamo la testimonianza di uno di loro, Andrea.


Sono Andrea ho 33 anni, vengo dal Molise ( Bagnoli del Trigno ) e sono un aspirante orionino.

Anche io insieme ai miei confratelli aspiranti ho vissuto questa settimana di grazia e di conoscenza “ sul campo” del carisma di S. Luigi Orione. L’ annuncio , l’accoglienza e la testimonianza ci hanno accompagnato per tutta la missione, abbiamo sentito tutto il calore della città e  un coinvolgimento che ci ha avvolto di entusiasmo.

A Cusano Milanino dal 20 al 28 ottobre, per il 60esimo anno della presenza Orinina si è svolta una missione popolare. In un clima di gioia e di fraternità , noi aspiranti insieme alle suore e i responsabili vocazionali, abbiamo incontrato i giovani della città. Tanti sono stati gli incontri organizzati dai tre parroci, molto attenti alle necessità dei loro parrocchiani. Divisi in gruppi abbiamo visitato le scuole elementari, medie, superiori e abbiamo incontrato i ragazzi dell’oratorio S.Martino.

Ognuno di noi ha parlato della propria esperienza di incontro con Gesu’ e l’incontro con la congregazione di S. Luigi Orione, Santo noto in città per via della presenza della “Casa Gialla", istituto gestito dalle Piccole Suore Missionarie della Carità,  ,per accogliere bambini con disagi familiari e quindi allontanati dalla famiglia stessa per garantire un contesto più sereno. 

Durante la settimana abbiamo festeggiato il ventesimo anno di professione religiosa di Suor Carla, responsabile  della casa e instancabile mamma dei suoi bambini. Esperienza questa che ci ha lasciato una grande gioia nel cuore, ha rafforzato i nostri rapporti di comunità e ci ha fatto esperimentare la vera carità che opera in modo silenzioso nel cuore delle tante persone che abbiamo incontrato, come dice il salmo 132: Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!    

 

 

Condividi su:

Si è conclusa la XV Assemblea generale ordinaria (3-28 ottobre 2018) sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” ed è stato reso noto il documento finale votato dai padri sinodali.

Il filo conduttore del documento è il brano del Vangelo di Luca che racconta l'episodio dei discepoli di Emmaus. Il documento è suddiviso in tre parti. La prima "camminava con loro" approfondisce il rapporto tra Chiesa e Giovani (con i capitoli intitolati Una Chiesa in ascolto; tre snodi cruciali; identità e relazioni; essere giovani oggi). La seconda parte "si aprirono loro gli occhi" descrive la giovinezza come opportunità per la Chiesa di rinnovamento e freschezza, come nella Pentecoste ( il dono della giovinezza; il mistero della vocazione; la missione di accompagnare; l'arte di discernere). La terza parte "partirono senza indugio" è l'immagine di una Chiesa giovane, in cammino, che segue la Parola e la diffonde nel mondo (la sinodalità missionaria della Chiesa; camminare insieme nel quotidiano; un rinnovato slancio missionario; formazione integrale).

Dopo la celebrazione eucaristica in San Pietro a conclusione dei lavori, il Papa ha recitato l'Angelus e ha ribadito che il primo frutto del Sinodo è lo stile sinodale: "Il primo frutto di questa Assemblea sinodale dovrebbe stare proprio nell’esempio di un metodo che si è cercato di seguire, fin dalla fase preparatoria. Uno stile sinodale che non ha come obiettivo principale la stesura di un documento, che pure è prezioso e utile. Più del documento però è importante che si diffonda un modo di essere e lavorare insieme, giovani e anziani, nell’ascolto e nel discernimento, per giungere a scelte pastorali rispondenti alla realtà."

Clicca QUI  per leggere il testo del documento.

Condividi su:

Terminiamo l’analisi del Rapporto Istat, prendendo in esame le reti messe in atto dalle istituzioni (Stato, Regioni, Comuni, istituzioni non-profit, università, scuole). Tali soggetti realizzano rapporti capillari sul territorio, creando relazioni, offrendo servizi e generando diffusione di informazioni. A fondo articolo le precedenti analisi del Rapporto 2018.

Per una migliore comprensione, è possibile suddividere le reti delle istituzioni in tre sotto-gruppi:
• reti metropolitane;
• reti nella ricerca;
• reti museali.

Le reti metropolitane caratterizzano in modo significativo l’offerta di prestazioni sociali in Italia. Tali reti creano relazioni, servizi e informazioni e connettono realtà diverse che abitano le città. In forma singola o associata, i Comuni garantiscono ai cittadini una rete di servizi e strutture: asili nido ed altri servizi per l’infanzia, assistenza domiciliare per disabili ed anziani, sostegno al reddito etc.

Grazie all’osservazione della rete di trasporto metropolitano delle grandi città (Milano, Roma, Napoli) è possibile avere un quadro interessante della rete di connessione fra varie realtà cittadine. I due parametri presi in esame dal Rapporto (vulnerabilità sociale e materiale e indicatore di valore immobiliare) fanno emergere le differenze fra le diverse zone urbane. Il capoluogo lombardo si contraddistingue per una geografia radiale, in cui le aree più benestanti sono concentrate nei pressi delle zone del centro, mentre Roma mostra un’articolazione più variegata. La Capitale presenta zone disagiate anche nelle aree centrali (dove si riscontrano alti valori immobiliari), ma la loro presenza è maggiormente diffusa in vicinanza del Grande Raccordo Anulare, a nord-ovest e ad est. A Napoli, invece, il divario è più ben definito: le zone occidentali (quelle benestanti e meno vulnerabili) presentano meno situazioni di disagio, quelle ad est e all’estremo nord della città sono più degradate.

Le reti della ricerca (università e scuole) rappresentano un aspetto fondamentale per la crescita del Paese. Il sistema delle università mette in relazione gruppi di istituzioni, di studiosi e comunità studentesche a livello nazionale e internazionale. Per quanto riguarda l’attività di ricerca, il sistema universitario italiano è molto aperto verso l’estero. Spesso le collaborazioni con istituzioni straniere hanno carattere formale, in quanto fondate su protocolli bilaterali con i Paesi in questione. A volte si intraprendono rapporti per progetti di ricerca comuni. Fra gli Atenei che attuano più accordi di collaborazione e con un maggior numero di Paesi si annoverano sicuramente l’Università statale di Milano, la Sapienza di Roma e l’Università di Torino. Di particolare rilievo la rete realizzata grazie al programma Ue di ricerca Horizon 2020, il quale promuove e finanzia la collaborazione fra consorzi di ricerca, istituzioni ed imprese europee ed extraeuropee. Al programma aderiscono, per l’Italia, 1.881 imprese, 327 enti di ricerca, 245 enti non-profit, 161 enti pubblici e 98 università.

Anche le scuole, in modo più diffuso a livello territoriale, mettono in atto una ricca rete di relazioni. Le reti consentono alle scuole di implementare le pratiche didattico-educative, formare ed aggiornare il corpo docente, accedere ai finanziamenti, stipulare convenzioni per progetti di alternanza scuola-lavoro. Per le scuole elemento sostanziale della rete sono le famiglie, tassello fondamentale per la condivisione del progetto educativo.

Altri soggetti interessati alla costituzione di reti culturali sono le biblioteche. La rete di biblioteche è ben radicata sul territorio, essendo basata su attività, procedure, standard e protocolli condivisi. Il Servizio bibliotecario nazionale, infatti, è composto da più di 6mila strutture. Ricordiamo che i servizi di base (lettura e consultazione in sede, visione e ascolto di documenti, prestito) sono gratuiti ed accessibili da ogni cittadino.
Ultima ma non per importanza la rete museale. Oltre ai poli statali (Colosseo, scavi di Pompei, Galleria degli Uffizi, etc.) la rete è composta da migliaia di realtà locali relativi al patrimonio storico, artistico ed etnografico nazionale. Circa il 50% dei musei fa parte di sistemi o reti museali mirate alla condivisione di risorsa finanziarie, tecnologiche ed umane ed alla creazione di iniziative culturali e turistiche. D’altronde il nostro Paese possiede un patrimonio culturale costituito non solo da monumenti ed opere d’arte ma anche da paesaggi naturali e rurali.

Clicca QUI di seguito per:
- L'Italia nella rete
- Le reti di persone
- Le reti di sostegno
- Il lavoro e le reti

Condividi su:

Martedì 23 ottobre si è svolto il primo incontro per l'anno 2018/2019 del segretariato educativo e Comitato Tecnico Scientifico delle sedi Endo-fap.

Sede dell'incontro il Centro di Formazione Professionale Canossa della Fondazione ENAC Lombardia a Brescia: un luogo significativo per toccare con mano il legame tra lavoro e formazione professionale. Infatti, nel CFP di Brescia, ENAC ha realizzato un progetto chiamato Scuola Impresa. Gli allievi sono impegnati in diverse attività inserite nel percorso formativo, che sono vere e proprie attività lavorative: il ristorante didattico, il ristorante easy, la pasticceria didattica, il servizio di catering e il vivaio didattico, che propone la possibilità di acquistare piante floricole stagionali (Stelle di Natale, Ciclamini, Gerani), piante da orto, marmellate a km 0, prodotti ortofrutticoli stagionali, miele prodotto dalle api dell'apiario e su commissione servizi di giardinaggio, potatura piante da frutto e vigne. Il vivaio fornisce anche la materia prima per il ristorante didattico.

Nella mattinata si sono svolti i lavori del segretariato, guidati da Don Felice Bruno, consigliere incaricato, Roberto Franchini, presidente, Federico Carollo, vice presidente, e Serena Susigan, direttore della sede nazionale.

I partecipanti hanno poi pranzato nel ristorante didattico e visitato le serre e gli spazi dedicati alle diverso colture, dalla vigna alle piante da frutto, dai piccoli frutti, come more e lamponi, ai campi per la semina del grano e di alcuni rodotti tipici come la cipolla di Rovato.

Condividi su:

In un momento storico difficile per le scuole professionali, Endo-fap ha organizzato un convegno a Palermo, alla presenza di nomi importanti e significativi per questa realtà. In un clima di incertezza economica e di grandi difficoltà per i giovani nel trovare uno sbocco professionale è importante ribadire il ruolo strategico della Formazione Professionale, non solo come via per favorire l'occupazione giovanile, ma soprattuto come percorso che mette al centro la persona, il saper essere prima che il saper fare, l'integrazione del lavoro e della professione nella globalità dell'esistenza, la partecipazione attiva e solidale alla vita della propria comunità.

Sono presenti Don Massimiliano Sabbadini, presidente di Confap, la confederazione che riunisce i centri di formazione professionale di ispirazione cattolica, Don Enrico Peretti, direttore nazionale dei centri di formazione salesiani, Bruno Gandini, presidente di Scuola Centrale di Formazione, un ente nazionale che raggruppa diverse realtà italiane.

Presente anche il Prof. Roberto Lagalla, Assessore all’Istituzione e Formazione Professionale della Regione Sicilia, che ha rivolto un saluto ai partecipanti per poi lasciare la parola al Direttore Regionale del settore istruzione e Formazione Professionale, dott. Gianni Silvia, e Maria Pia Pensabene di Sicilia Industria.

Condividi su:

Martedì, 23 Ottobre 2018

Ercolano - Un centro all'avanguardia

Nella compagine del 46° congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) 2018 Angela Palomba, specializzanda in Medicina Fisica e Riabilitativa, ha rappresentato l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ed il Centro Don Orione di Ercolano.

La sua relazione, intitolata “Può uno strumento soggettivo qualitativo essere affidabile per valutare lo stato fisico percepito ed il livello di performance in velocisti professionisti con Disabilità Intellettivo-Relazionale?”, ha destato grande interesse nella platea, portando all’attenzione del mondo della riabilitazione il tema dello sport di alto livello in atleti con tale tipo di disabilità.

La versione inglese dell’abstract “Can be a subjective qualitative evaluation reliable to assess the perceived physical status and the level of the performance in élite sprinters with Intellectual Impairments?”, recentemente pubblicata sulla rivista internazionale “Gait and Posture”, è stata presentata al 19° Congresso Nazionale della Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica (SIAMOC) 2018 presso l’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Firenze.

Infine, durante il congresso annuale della Federazione Medico Sportivo Italiana (FMSI) di Roma presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, la dottoressa Palomba e l’ingegnere Teodorico Caporaso, in rappresentanza rispettivamente del Centro Don Orione di Ercolano e del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, hanno esposto aspetti clinici e biomeccanici della valutazione funzionale dell’atleta con Disabilità Intellettiva, mostrando metodologia e risultati preliminari del progetto che vede coinvolto il Centro Don Orione di Ercolano (grazie all’impiego del suo laboratorio di valutazione funzionale e alla collaborazione con il professor Diego Perez) e la Federazione Italiana Sportiva Paralimpica Degli Intellettivo Relazionali (FISDIR), con il coordinamento del medico federale Dott.ssa Piera Marchettoni e del consigliere federale Dott. Francesco Ambrosio.

Condividi su:

Lunedì, 22 Ottobre 2018

Marghera - Tu sei missione

Ieri, domenica 21 ottobre 2018, nella chiesa di S. Pio X di Marghera, è stata celebrata la Giornata Missionaria Mondiale. L’intenzione era quella di rivolgere a tutti il messaggio che Papa Francesco ha scritto per questa occasione: “ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: Io sono una missione in questa Terra, e per questo mi trovo in questo mondo” (Evangelii Gaudium,273).  

Bisognava comunicarlo tenendo conto delle diversità presenti nelle comunità parrocchiali: adulti, bambini, giovani, ma anche persone provenienti da altre parti del mondo e che ora vivono qui.
Sono stati usati sull’altare cinque ceri di colori diversi per ricordare e pregare per i missionari e le missionarie che operano nei vari continenti. Per questo la preghiera dei fedeli, “Ogni uomo e ogni donna siano una missione”, è stata letta in lingua madre da alcuni parrocchiani.

A tutti i bambini presenti è stata donata una matita colorata, affinché possano disegnare gesti di bontà e ricordare che ognuno è una missione, come diceva Santa Teresa di Calcutta, dedicando ogni suo attimo alla cura dei più poveri e offrendo una testimonianza vera di ciò che significa essere missionari: “Io non sono che una piccola matita nelle mani di Dio”.

Per raggiungere i giovani ed i giovanissimi è stato inviato un messaggio WhatsApp subito dopo la messa ad ognuno di loro, con le parole di Papa Francesco: “Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci!”.

A completare e a dare ancora più significato a questo momento di preghiera universale è stata sicuramente l’inaspettata e graditissima presenza di Don Felice, consigliere provinciale orionino, che ha presenziato la celebrazione. Don Felice, con le parole di Don Orione, ha invitato ognuno dei presenti ad essere missione, perché solo con il servizio verso gli altri sarà possibile costruire un mondo migliore, “solo con la carità si salverà il mondo”.

 

Condividi su:

Si celebra oggi la 92° giornata missionaria mondiale.

Quest'anno la ricorrenza assume un significato speciale, perché cade mentre si celebra un altro importante avvenimento per la Chiesa: il Sinodo dei giovani. Anche per questo il messaggio del Papa si rivolge proprio ai giovani: sono loro ad essere chiamati a dare nuovo slancio all'evangelizzazione.

I giovani, e non solo, devono ricordare che tutta la vita del cristiano è missione, è portare a tutti, in ogni luogo, il messaggio di amore del Vangelo.

Ci sono due modi per contribuire all'azione missionaria della Chiesa: il primo è la preghiera, perché la fede è sempre comunque un dono di Dio, e il secondo è la raccolta di offerte durante le celebrazioni eucaristiche della Giornata. L’opera missionaria ha infatti necessità anche di sostegno concreto per poter essere portata avanti.

 

Leggiamo di seguito il testo completo del messaggio del Papa:

Cari giovani, insieme a voi desidero riflettere sulla missione che Gesù ci ha affidato. Rivolgendomi a voi intendo includere tutti i cristiani, che vivono nella Chiesa l’avventura della loro esistenza come figli di Dio. Ciò che mi spinge a parlare a tutti, dialogando con voi, è la certezza che la fede cristiana resta sempre giovane quando si apre alla missione che Cristo ci consegna. «La missione rinvigorisce la fede» (Lett. enc. Redemptoris missio, 2), scriveva san Giovanni Paolo II, un Papa che tanto amava i giovani e a loro si è molto dedicato.

L’occasione del Sinodo che celebreremo a Roma nel prossimo mese di ottobre, mese missionario, ci offre l’opportunità di comprendere meglio, alla luce della fede, ciò che il Signore Gesù vuole dire a voi giovani e, attraverso di voi, alle comunità cristiane.

La vita è una missione.

Ogni uomo e donna è una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra. Essere attratti ed essere inviati sono i due movimenti che il nostro cuore, soprattutto quando è giovane in età, sente come forze interiori dell’amore che promettono futuro e spingono in avanti la nostra esistenza. Nessuno come i giovani sente quanto la vita irrompa e attragga. Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida. Conosco bene le luci e le ombre dell’essere giovani, e se penso alla mia giovinezza e alla mia famiglia, ricordo l’intensità della speranza per un futuro migliore. Il fatto di trovarci in questo mondo non per nostra decisione, ci fa intuire che c’è un’iniziativa che ci precede e ci fa esistere. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: «Io sono una missione in questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 273).

Vi annunciamo Gesù Cristo

La Chiesa, annunciando ciò che ha gratuitamente ricevuto (cfr Mt 10,8; At 3,6), può condividere con voi giovani la via e la verità che conducono al senso del vivere su questa terra. Gesù Cristo, morto e risorto per noi, si offre alla nostra libertà e la provoca a cercare, scoprire e annunciare questo senso vero e pieno. Cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita. Ve lo dico per esperienza: grazie alla fede ho trovato il fondamento dei miei sogni e la forza di realizzarli. Ho visto molte sofferenze, molte povertà sfigurare i volti di tanti fratelli e sorelle. Eppure, per chi sta con Gesù, il male è provocazione ad amare sempre di più. Molti uomini e donne, molti giovani hanno generosamente donato sé stessi, a volte fino al martirio, per amore del Vangelo a servizio dei fratelli. Dalla croce di Gesù impariamo la logica divina dell’offerta di noi stessi (cfr 1 Cor 1,17-25) come annuncio del Vangelo per la vita del mondo (cfr Gv 3,16). Essere infiammati dall’amore di Cristo consuma chi arde e fa crescere, illumina e riscalda chi si ama (cfr 2 Cor 5,14). Alla scuola dei santi, che ci aprono agli orizzonti vasti di Dio, vi invito a domandarvi in ogni circostanza: «Che cosa farebbe Cristo al mio posto?».

Trasmettere la fede fino agli estremi confini della terra

Anche voi, giovani, per il Battesimo siete membra vive della Chiesa, e insieme abbiamo la missione di portare il Vangelo a tutti. Voi state sbocciando alla vita. Crescere nella grazia della fede a noi trasmessa dai Sacramenti della Chiesa ci coinvolge in un flusso di generazioni di testimoni, dove la saggezza di chi ha esperienza diventa testimonianza e incoraggiamento per chi si apre al futuro. E la novità dei giovani diventa, a sua volta, sostegno e speranza per chi è vicino alla meta del suo cammino. Nella convivenza delle diverse età della vita, la missione della Chiesa costruisce ponti inter-generazionali, nei quali la fede in Dio e l’amore per il prossimo costituiscono fattori di unione profonda.

Questa trasmissione della fede, cuore della missione della Chiesa, avviene dunque per il “contagio” dell’amore, dove la gioia e l’entusiasmo esprimono il ritrovato senso e la pienezza della vita. La propagazione della fede per attrazione esige cuori aperti, dilatati dall’amore. All’amore non è possibile porre limiti: forte come la morte è l’amore (cfr Ct 8,6). E tale espansione genera l’incontro, la testimonianza, l’annuncio; genera la condivisione nella carità con tutti coloro che, lontani dalla fede, si dimostrano ad essa indifferenti, a volte avversi e contrari. Ambienti umani, culturali e religiosi ancora estranei al Vangelo di Gesù e alla presenza sacramentale della Chiesa rappresentano le estreme periferie, gli “estremi confini della terra”, verso cui, fin dalla Pasqua di Gesù, i suoi discepoli missionari sono inviati, nella certezza di avere il loro Signore sempre con sé (cfr Mt 28,20; At 1,8). In questo consiste ciò che chiamiamo missio ad gentes. La periferia più desolata dell’umanità bisognosa di Cristo è l’indifferenza verso la fede o addirittura l’odio contro la pienezza divina della vita. Ogni povertà materiale e spirituale, ogni discriminazione di fratelli e sorelle è sempre conseguenza del rifiuto di Dio e del suo amore.

Gli estremi confini della terra, cari giovani, sono per voi oggi molto relativi e sempre facilmente “navigabili”. Il mondo digitale, le reti sociali che ci pervadono e attraversano, stemperano confini, cancellano margini e distanze, riducono le differenze. Sembra tutto a portata di mano, tutto così vicino ed immediato. Eppure senza il dono coinvolgente delle nostre vite, potremo avere miriadi di contatti ma non saremo mai immersi in una vera comunione di vita. La missione fino agli estremi confini della terra esige il dono di sé stessi nella vocazione donataci da Colui che ci ha posti su questa terra (cfr Lc 9,23-25). Oserei dire che, per un giovane che vuole seguire Cristo, l’essenziale è la ricerca e l’adesione alla propria vocazione.

Testimoniare l’amore

Ringrazio tutte le realtà ecclesiali che vi permettono di incontrare personalmente Cristo vivo nella sua Chiesa: le parrocchie, le associazioni, i movimenti, le comunità religiose, le svariate espressioni di servizio missionario. Tanti giovani trovano, nel volontariato missionario, una forma per servire i “più piccoli” (cfr Mt 25,40), promuovendo la dignità umana e testimoniando la gioia di amare e di essere cristiani. Queste esperienze ecclesiali fanno sì che la formazione di ognuno non sia soltanto preparazione per il proprio successo professionale, ma sviluppi e curi un dono del Signore per meglio servire gli altri. Queste forme lodevoli di servizio missionario temporaneo sono un inizio fecondo e, nel discernimento vocazionale, possono aiutarvi a decidere per il dono totale di voi stessi come missionari.

Da cuori giovani sono nate le Pontificie Opere Missionarie, per sostenere l’annuncio del Vangelo a tutte le genti, contribuendo alla crescita umana e culturale di tante popolazioni assetate di Verità. Le preghiere e gli aiuti materiali, che generosamente sono donati e distribuiti attraverso le POM, aiutano la Santa Sede a far sì che quanti ricevono per il proprio bisogno possano, a loro volta, essere capaci di dare testimonianza nel proprio ambiente. Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è. Mi piace ripetere l’esortazione che ho rivolto ai giovani cileni: «Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci. Ognuno di voi pensi nel suo cuore: molta gente ha bisogno di me» (Incontro con i giovani, Santuario di Maipu, 17 gennaio 2018).

Cari giovani, il prossimo Ottobre missionario, in cui si svolgerà il Sinodo a voi dedicato, sarà un’ulteriore occasione per renderci discepoli missionari sempre più appassionati per Gesù e la sua missione, fino agli estremi confini della terra. A Maria Regina degli Apostoli, ai santi Francesco Saverio e Teresa di Gesù Bambino, al beato Paolo Manna, chiedo di intercedere per tutti noi e di accompagnarci sempre.

Dal Vaticano, 20 maggio 2018, Solennità di Pentecoste

FRANCESCO

 

Condividi su:

Pagina 4 di 35

Cerca nel sito DOI

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica