"Abbiate fiducia nel Signore, e non siate uomini di poca fede."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

"DESIDERIO? In cammino verso il Sinodo". Sono cominciati sabato gli incontri M.G.O. per i giovani dai 15 ai 21 anni, per un cammino di formazione sulle orme di don Orione, in vista del Sinodo dei Giovani.

I giovani si sono incontrati presso l'Oratorio della Parrocchia di San Pietro a Voghera. Per confermare che il centro di tutto è Gersù, sabato sera, invece di una serata di sballo come altri coetanei, i ragazzi si sono fermati per una veglia di preghiera, per prepararsi alla festa di Cristo Re.

E poi, giochi, confronti, formazione, ma soprattutto una grande amicizia e la voglia di trasmettere a tutti il loro incontenibile entusiasmo.

Prossimo appuntamento a Torino, gennaio 2018!

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Nei giorni 2-6 ottobre, Don Felice Bruno, consigliere incaricato per le missioni, ha fatto visita al "Centro Divina Provvidenza" di L'viv.
La nostra "missione", che ha festeggiato qualche settimana fa il suo 16° anniversario di apertura, si trova alla periferia orientale della Provincia, secondo avamposto, con la Romania, verso Est.
In questi 16 anni c'è stata una espansione che ha interessato dapprima la realizzazione di alcune strutture ritenute fondamentali per lo sviluppo dell'"Opera Don Orione in Ucraina" quali la cappella-chiesa parrocchiale, l'oratorio, la caritas, il monastero (casa della comunità) e la struttura per l'accoglienza delle persone disabili (Casa-Cafarnao e Centro occupazionale diurno).
Ultimamente l'attenzione si è concentrata sull'incremento della pastorale vocazionale che sta già dando i suoi frutti.
Sono infatti ben 10 i giovani "in cammino" attualmente presenti nel monastero "Santi Apostoli Pietro e Andrea": 3 candidati che frequentano l'ultimo anno della scuola dell'obbligo; 2 aspiranti che frequentano l'anno propedeutico; 4 postulanti già al secondo anno del biennio filosofico. C'è anche un chierico professo, Juri-Josafat anche lui al secondo anno di filosofia.
Nella prospettiva di avere, tra qualche anno, altri giovani chierici professi uno degli argomenti principali avuti nell'incontro con Don Felice è stato quello della "espansione" delle opere di carità già in atto uscendo dagli angusti confini di L'viv.
La comunità ha iniziato da tempo un serio discernimento.
Ci sono già alcune idee, sono stati presi dei primi contatti, valutando richieste e possibilità in attesa di iniziare, a breve, qualcosa di concreto.
Un secondo argomento affrontato durante l'incontro comunitario riguardava il completamento delle opere iniziate qui a L'viv (in particolare la realizzazione della nuova chiesa).
Durante i giorni di permanenza Don Felice ha avuto modo di incontrare personalmente i confratelli della comunità e i seminaristi ai quali ha presentato le attività che si svolgono negli altri Paesi dove la Provincia è presente "in missione": Romania, Albania e Madagascar, suscitando un vero interesse da parte dei giovani presenti. Non è mancata la visita agli amici disabili, ospiti a Casa-Cafarnao e la presenza durante il primo "ritiro vocazionale" al quale erano presenti una quindicina di giovani.
A motivo della conoscenza della lingua ucraina (Don Felice è stato a L'viv un paio di anni ai tempi dell'apertura della missione) ha potuto partecipare ai momenti comunitari di preghiera e alle Divine Liturgie parrocchiali in maniera attiva.
Alla fine della Divina Liturgia delle ore 12.00, celebrata Domenica 5 novembre, ha rivolto un saluto ai presenti augurando che l'opera iniziata 16 anni fa continui soprattutto grazie all'apporto di nuove vocazioni locali.
Domenica sera nel congedarsi Don Felice ha assicurato che si farà portavoce, in Consiglio, dei progetti per il futuro di questa missione.
Progetti e aspettative che hanno trovato eco anche nel "Convegno Missionario Orionino" tenutosi la scorsa settimana a Montebello della Battaglia (PV).

 

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Un momento importante del percorso di gemellaggio tra l’Istituto Berna di Mestre e la missione orionina di Antsofinondry in Madagascar si è compiuto: così ci scrive Federica, la mamma di un alunno della se-conda elementare del Berna. Venerdí 17 novembre, alla presenza del Consigliere Provinciale Don Felice Bruno e dei religiosi malgasci Don Mamisoa e Don Marcello, gli alunni delle scuole elementari e delle medie hanno ufficialmente adottato un nuovo compagno di classe.

Nasce lo scorso marzo, dopo l’incontro con il missionario orionino Don Luigi Piotto, da 25 anni in servi-zio in Madagascar, l’idea di un percorso in seno all’Istituto Berna in grado di coinvolgere tutti gli studenti, i familiari, i docenti ed i collaboratori.
L’obiettivo era quello di investire in un progetto che offrisse la possibilità di seminare e di far conoscere il bello, il buono, il “bene fatto bene” che l’Opera Don Orione promuove nel mondo, in particolare in Ma-dagascar.
“Un alunno in più in ogni classe” è il titolo scelto dalla Direzione del Berna per questo interessante pro-getto che permetterà ad ogni classe di sostenere a distanza un bambino malgascio il quale, grazie al soste-gno dei compagni italiani, potrà frequentare nel suo paese un intero anno scolastico.
Di rientro dall’esperienza vissuta in Madagascar nello scorso luglio, Luca Muffato, incaricato quale re-sponsabile dell’iniziativa, ha dapprima incontrato i familiari dei ragazzi, poi ogni classe del Centro di Formazione Professionale ed infine i collegi docenti con i rappresentanti di classe dei genitori.
Venerdì 17, alla presenza di Don Felice Bruno, di rientro dal Convegno Internazionale Missionario cele-brato a Montebello, di Don Mamisoa (della missione di Antsofinondry) e Don Marcello (di Faratsiho), ol-tre all’intera Direzione del Berna guidata da Don Stefano Bortolato e a qualche rappresentante dei genitori, l’Aula Magna ha accolto dapprima tutti i ragazzini delle scuole elementari e successivamente quelli delle classi Medie.
Inizialmente il Preside Pierangelo Salin ha presentato il Progetto a tutti i presenti: “Insieme a tutti quanti voi  nessuno escluso, - ha spiegato - vogliamo prenderci l’impegno di avere un compagno di classe in più, anche se non lo vedremo seduto sul suo banco perché questo compagno è a tanti  chilometri di distanza. Lo faremo - ha concluso Salin - con l’aiuto dei vostri genitori ma anche con qualche piccolo sacrificio da parte vostra mettendo via qualche soldino… non sarà un bambino sconosciuto perché di lui avremo sue notizie, con la posta, avremo la sua foto, la sua pagella scolastica…”.
Successivamente Luca ha presentato attraverso foto e video il territorio in cui si trova la missione portan-do idealmente i ragazzi “dentro” i villaggi, a contatto con quelle povere strutture scolastiche tanto impor-tanti per quella gente, facendo incontrare i volti di tanti bambini, i loro sorrisi, le loro voci, le danze con le quali i “vasa” (stranieri) erano stati accolti visitando i villaggi.
Finalmente è arrivato il momento di far conoscere Tatianah, Olivier, Michael, Annick, Patrick, Angelica, Princia, Yvon, Stephane… e tutti gli altri ragazzini (15 in tutto) che da quest’anno potranno frequentare una delle scuole dei 16 villaggi della missione grazie all’aiuto dei loro compagni italiani.
Mentre le immagini dei bambini e dei loro villaggi erano proiettate nel grande schermo, le tesserine con il nome di ogni bimbo venivano consegnate ai rappresentanti che vivevano con grande emozione e trepida-zione questo momento.
Don Mamisoa ha consegnato ad ogni classe un simbolo del Madagascar, la manina della Provvidenza spiegando che questa indica l’amore provvidenziale di Dio che è padre e ci accoglie, ci protegge, ci perdo-na ed è anche madre che ci accarezza, ci dona la sua tenerezza, il suo calore. Il bambino che vi si appoggia rappresenta chiunque accoglie con fiducia la provvidenza di Dio.
È stata una mattinata bellissima, carica di emozione, che subito ha riscontrato il favore dei bambini, dei ragazzi, di qualche insegnante e familiare interessato a saperne qualcosa in più in modo da aderire in pro-prio all’iniziativa o a chiedere notizie circa la possibilità di vivere una esperienza di servizio in terra mal-gascia.
Ora ogni classe cercherà il modo di creare un “ponte” che possa unire il Berna ad Antsofinondry ed ai suoi villaggi… e la “fantasia della carità”, tanto cara a Don Orione, non mancherà di ispirare anche questi pic-coli missionari che, piano piano, impareranno a conoscere quanto è bella e ricca di umanità la famiglia orionina nel mondo.

 

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La Casa Del Giovane Lavoratore (CDGL) di Milano ha dato il suo indirizzo alla Realtà ONLUS Banco Building. Arriva una mail: “Milano Ristorazione dismette 20 tavoli 90 sedie in alluminio ed oltre 120 sedie in plastica e tavolini alti da colazione in piedi: chi è interessato?” Gli ospiti della Casa del Giovane da quattro anni mangiano su “seggiolini delle elementari” e su “tavoli poco più che di cartone”. Basta una risposta con un breve giro di mail mostrando l'interesse per il materiale in alluminio e parte l’efficiente macchina di Banco Building: da lì a due ore arrivano al contatto col cliente, regolamentazione della transazione. Il trasporto è a carico di chi ritira il materiale: si organizza dunque la prenotazione del pulmino per il trasporto, raccolta delle forze e via a prendere il materiale.
Si arriva e subito una accoglienza di famiglia. La Signora Lorena chiama prontamente il collega magazziniere: per arrivare al magazzino il varco è molto stretto e passa per una scala: addio a traspallet e carrelli! Ma ecco che il personale di Milano Ristorazioni si mette a disposizione ed il lavoro diventa un gioco di squadra! La Signora Lorena con il suo sorriso spiega che non sono dei fornitori che si liberano da materiale obsoleto, ma collaboratori di un processo virtuoso, dove l’intelligenza mette assieme domanda ed offerta non a scopo di profitto, ma nel nome di una Ecologia che il nostro papa Francesco continua a ricordarci: una ecologia “facile” fatta di riduzione degli sprechi e di condivisione delle risorse.
La Casa Del Giovane Lavoratore di Don Orione, grazie a questo, oggi può offrire ai suoi ospiti un arredo di alta qualità, senza dover “ritoccare” le rette e cercare di essere sempre una Eccellenza nel suo servizio, con i prezzi più bassi del settore.
Grazie a Milano Ristorazione per la grande generosità, grazie a Banco Building, non solo per il ruolo di mediazione, ma per continuare ad essere segno efficace di un modo diverso di vivere il quotidiano, in una società che per interessi economici propone valori opposti: spreco e rottamazione.

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In questo fine settimana il Don Orione di Ercolano ospita gli atleti d'elite della nazionale italiana di atletica leggera FISDIR. Oggi, 10 novembre ospitano i nuotatori. Il direttore Don Nellusco ha dato il benvenuto a tutta la delegazione nazionale infatti oltre agli atleti ci sono il tecnico nazionale Mauro Ficerai, il medico federale dott.ssa Piera Marchettona, il responsabile federale del progetto il consigliere Francesco Ambrosio.

Per saperne di più consulta QUI la convenzione Don Orione Ercolano e FISDIR.

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La presenza del direttore del Don Orione di Ercolano e del testimonial olimpionico Teodorico Caporaso hanno impreziosito la mattinata volta a varare la stagione della squadra di calcio inclusiva con la cooperativa sociale L'Impronta. È stato un momento di grande allegria e soddisfazione. Il direttore ha augurato a tutti un buon lavoro.
La presentazione-stampa ufficiale è stata fatta il 3 novembre. Lo scorso fine settimana è stato dedicato al raduno della Nazionale Fisdir di atletica leggera, con valutazioni funzionali.
Con novembre partirà un progetto di danza inclusiva, seguirà, infine, anche la presentazione della squadra di atletica leggera che, alle sezioni Fidal e Fisdir, aggiungerà la sezione Fispes (disabilità fisica).
Il presidente Francesco Ambrosio ha ribadito: “Questa è la squadra di calcio del gruppo sportivo Don Orione, nata da un progetto per l’integrazione. Alcuni atleti paralimpici con i ragazzi immigrati della cooperativa Impronta, giovani di Ercolano e volontari del Servizio Civile, si sono uniti per dare vita a questa squadra che ha come obbiettivo principe regalare momenti di gioia e frammenti di serenità a tutti noi.”

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Domenica 29 ottobre a Genova Camaldoli, precisamente al Villaggio della Carità si è svolta la gara podistica "Scalata al Don Orione - Memorial Andrea Bifulco", podista genovese prematuramente scomparso.
La manifestazione, giunta quest'anno alla terza edizione, è organizzata dagli amici del gruppo sportivo Atletica Frecce Zena che con il loro entusiasmo sono riusciti a coinvolgere oltre 70 podisti che si sono sfidati in un breve, ma duro percorso.
Hanno presenziato alla premiazione il Dr. Massimo Ferrante, presidente del Municipio 3 Bassa Valbisagno ed i genitori di Andrea.
Chi partecipa alla "scalata al Don Orione" corre con le gambe e con il cuore e finita la gara, dopo aver ripreso fiato, ha il modo di dimostrarlo nel fare festa insieme agli ospiti del Villaggio.

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Mercoledì, 01 Novembre 2017

Bergamo - Spettacolo Spiriti Liberi

Sabato 21 ottobre si sono esibiti presso il Centro Don Orione di Bergamo i ragazzi selezionati nell’ambito del progetto musicale “Spiriti liberi 2017, una voce per la vita”.
Il progetto è nato grazie all’Associazione culturale Tri pass, in collaborazione con L’associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO) e con il patrocinio della provincia di Bergamo.
I giovani cantanti stanno portando uno spettacolo musicale in diversi comuni bergamaschi il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza.
Entusiasti e commossi gli ospiti contenti di ascoltare giovanissime e bellissime voci al servizio di una lodevole iniziativa.

 

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Giovedì 12 ottobre, Mons. Salvatore Gristina, arcivescovo della Diocesi di Catania, in occasione della visita pastorale ha incontrato studenti ed insegnanti dell’Endo-fap di Paternò presso il Santuario Maria SS. della Consolazione.
Dopo i saluti di Don Vito Mandarano e la presentazione della scuola da parte della direttrice, i ragazzi del terzo e quarto anno si sono esibiti in una breve rappresentazione mimica che riflette sulle difficoltà e il combattimento interiore che i giovani affrontano ogni giorno.
L’arcivescovo, prendendo la parola, ha ringraziato la scuola per la calorosa accoglienza.
Ha sottolineato l’importanza del servizio educativo svolto dalla Congregazione Orionina a Paternò, esprimendo la propria vicinanza e solidarietà dato il particolare momento di crisi che il settore vive nella Regione Sicilia.
Ha invitato i ragazzi ad impegnarsi con perseveranza nel proprio cammino di crescita personale e professionale cercando di cogliere le possibilità che offre un percorso di formazione favorendo l’immissione nel mondo del lavoro.
Infine ha rivolto un ringraziamento particolare agli insegnanti e ai ragazzi dell’Operatore del Benessere per il servizio prestato alla comunità attraverso l’esperienza di volontariato vissuta presso alcuni centri di riposo per anziani.
L’incontro si è concluso con la visita dei laboratori del settore ristorazione dove i ragazzi del secondo anno hanno invitato il vescovo alla degustazione di sfiziosi e colorati piatti preparati per l’occasione.

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La missione orionina in Albania ha festeggiato il 18 ottobre i suoi primi 25 anni. Tra le tante iniziative per ringraziare e celebrare questo compleanno importante, sicuramente il momento che più rispecchia il carisma di San Luigi Orione è stata l'ordinazione sacerdotale di Pavlin Preka, ieri a Scutari. Don Orione amava e valorizzava la vocazione religiosa a tal punto da scrivere in una lettera del 1914 "Il desiderio della vita perfetta non può venire che da Dio. È una somma grazia che Iddio ti fa: la vocazione religiosa è il più grande beneficio di Dio, dopo il battesimo. (…) E la vocazione religiosa non è già di chi è perfetto; ma di chi desidera di diventarlo. (…) Va avanti alla Madonna: mettiti come uno straccio, di più, come un figlio, ma bambino nelle sue mani, e poi decidi come fossi in punto di morte, e avrai deciso bene”

Il venticinquesimo anniversario dell'arrivo dei sacerdoti orionini non poteva che culminare nell'ordinazione di un giovane che con il suo sì pieno al Signore continua la sua opera seguendo le orme di san Luigi Orione.

Ma non solo questa festa ha visto protagonisti gli orionini in Albania: mercoledì a Elbasan si è tenuto un simposio a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vescovo ortodosso AnDon Merdani, della  diocesi di Elbasan-Shpati-Librazhd; il Myftì, della regione di Elbasan, Agim Duka; il Pastore dell’Alleanza del Vangelo, Ilirjan Gjoni. Tra le autorità civili hanno partecipato: il Prefetto della città, sig. Arben Kamami; il Vice Sindaco Ervin Saraçi e il deputato del Parlamento sig. Taulat Balla. Presenti anche numerose Suore del distretto di Elbasan, un nutrito gruppo di giovani e alcuni laici orionini venuti dall’Italia.

Don Achille Morabito ha trattato il tema “Don Orione e l’Albania”, ripercorrendo le tappe che hanno portato la Congregazione nel “Paese delle aquile”. Molto prezioso, a riguardo, è il Diario scritto da Don Santo Gemelli, primo missionario in Albania negli anni Trenta. Dopo l’avvento al potere di Henver Hoxha, nel gennaio del 1946, i confratelli furono tutti espulsi dall’Albania.  Nel luglio del 1991 – dopo l’appello di Giovanni Paolo II – la Congregazione prese i primi contatti per un «ritorno» al di là dell’Adriatico. E così il 18 ottobre 1992 si ricominciò l’avventura in Albania con due confratelli: Don Giuseppe De Guglielmo e Fratel Renato Ponassi. Successivamente la comunità di Elbasan, prima, e quella di Shiroka, fondata del 1998, hanno accolto altri confratelli.

Don Felice Bruno, Consigliere provinciale delegato per le missioni, ha trattato il tema “Passione per Cristo, per l’uomo, per l’unità”. Partendo dal motto: Instaurare omnia in Cristo ha sottolineato l’amore appassionato a Cristo che si rivela in alcune pagine straordinarie che ci manifestano un volto di Don Orione mistico. Ma il suo non è un amore astratto, ma si declina in una passione grande per l’uomo, nei quali vede, ama e serve il Figlio dell’Uomo. Un amore che si fa impegno per la giustizia e il riconoscimento della dignità dei poveri  la battaglia per il riconoscimento delle 8 ore per le mondine, l’accoglienza in seminario dei neri in Brasile, delle religiose e religiosi ipovedenti…). Infine l’amore per Gesù si declina in una passione per l’unità dei cristiani: la preghiera di Gesù divenne la sua preghiera, un suo impegno attraverso la carità. Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ecumenismo della carità, ha evidenziato il ruolo dei “Piccolo Cottolengo” costruiti in tutte le grandi città, quali particolari centri di ecumenismo concreto, con l’accoglienza di chiunque abbia un dolore da lenire, di ogni lingua, razza e cultura. Infine, ricordando il decennale della nascita della creazione del centro interreligioso di Elbasan, Don Bruno ha sottolineato il ruolo delle Chiese e delle religioni nella collaborazione per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno.

Don Giuseppe De Guglielmo ha concluso gli interventi, ricordando in modo particolare i primi momenti, che non è esagerato definire “eroici”, viste le difficoltà di ogni tipo, dalla lingua alla cultura, dalle strutture alla situazione economica disastrosa, per non parlare dei danni morali e psicologici che aveva generato  il regime comunista per quasi 50 anni. Ecco uno dei passaggi del suo intervento: «Dopo qualche giorno, le  paure e i pregiudizi sparirono di colpo; fummo  avvolti da un’atmosfera di accoglienza calorosa. Mi rimasero impresse nella memoria, tra l’altro, le bellissime e significative benedizioni che ci venivano rivolte, come: “Benedette le tue gambe che ti hanno portato oggi qui a casa mia” (una vecchietta di Gjinar)…. Fratel  Renato invece si tuffò, nel vero senso della parola, nei quartieri di Elbasan più problematici  con delle sacche di povertà estreme e di abbandono sociale. In pochissimi giorni tutti conoscevano chi era Fratel Renato! Cominciò col distribuire caramelle e immagini sacre, alimenti,  biancheria… Tutti lo rispettavano: niente albanese, italiano così così;  non era un intellettuale esperto in problematiche sociali; però  parlava  una lingua molto  strana, che non si apprende nei banchi di scuola e che tutti capiscono: la lingua della carità».

 

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