"Con la carità faremo tutto, senza carità faremo niente!"
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Lunedì, 04 Febbraio 2019

Albania - Una lettera da Bardhaj

Don Rolando Reda, missionario orionino in Albania, scrive periodicamente ad amici e benefattori per aggiornarli sulla vita della missione a Bardhaj, paese a 100 km da Tirana, per far sentire il legame forte che unisce chi è legato dal comune amore per Don Orione e per i poveri.

Per non togliere l'autenticità alle parole di Don Rolando, ecco la sua lunga e appassionata lettera, seguita dalle immagini della comunità:


Carissimi confratelli, amici e benefattori vicini e lontani,

vi inviamo un piccolo resoconto delle attività principali svolte in questi mesi nella nostra missione di Bardhaj, nel nord dell’Albania per essere in comunione gli uni con gli altri e insieme possiamo rendere grazie al Signore per le meraviglie che opera in mezzo a noi e restiamo strumenti docili nelle sue mani.

Il primo avvenimento registrato a fine settembre è che le suore cappuccine nostre collaboratrici soprattutto nei villaggi di Obot, Muriqan e anche Oblike, hanno lasciato Shiroka, la casa dove abbiamo abitato e si sono ritirate a Gramez, un villaggio della diocesi di Tirana, la loro prima sede. Le ringraziamo per la loro presenza e il lavoro svolto con giovani, ragazzi e ammalati nella formazione umana e cristiana, per 15 anni. 

Ogni anno, dopo la festa della Madonna del Rosario patrona della parrocchia di  Bardhaj, la prima domenica di ottobre, riprendiamo a pieno ritmo tutte le attività pastorali: oratorio, catechismo, incontri di formazione visite e benedizioni. La prima parte del nostro impegno è stato dedicato alla preparazione dei 50 giovani che il 3 novembre hanno ricevuto la cresima da mons. Angelo Massafra. L’arcivescovo  poi si è fermato con noi.

In serata sono arrivati anche il padre provinciale don Aurelio Fusi e il consigliere alla pastorale giovanile-vocazionale don Giuseppe Volponi che per la prima volta ha visitato l’Albania. La cena fraterna ha concluso la giornata di festa. I Superiori si sono fermati fino a mercoledì 7. I confratelli di Elbasan, don Giuseppe De Guglielmo, don Emilio Valente e il ch. Dritan Boka, sono venuti a Bardhaj e insieme abbiamo fatto una riflessione sulle prospettive della missione in Albania sottolineando potenzialità e difficoltà.

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una depauperazione della nazione, le forze migliori, i giovani albanesi in questo momento storico sono proiettati verso l’emigrazione: Italia, Grecia, Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti le mete desiderate perché qui non vedono una speranza di futuro per una vita serena e dignitosa. Studiano, imparano un mestiere per partire, si aggregano silenziosamente ai grandi flussi migratori dall’Africa e dal medio oriente con un vantaggio perché molti hanno già un punto di riferimento negli stati di destinazione: parenti, amici, conoscenti. Si illudono che il paradiso in terra sia in qualche stato europeo o negli USA, ma c’è in moltissimi questa convinzione e questa visione e quindi partono o sperano di partire.

Il confratello don Pavlin Preka ordinato sacerdote nel 2017 è stato destinato alla missione del Kenia ed è partito a metà ottobre verso la sua nuova destinazione. Don Giuseppe Bisceglia della comunità di Elbasan è stato nominato parroco della nostra parrocchia di Anzio, ed è rientrato in Italia. E’ arrivato il ch. Dritan Boka che farà i due anni del tirocinio nella comunità di Elbasan con un occhio particolare alla pastorale giovanile anche al nord.Pregate insieme con noi che il Signore ci mandi tante e sante vocazioni sacerdotali e religiose.

Il 10 dicembre le due comunità si sono incontrate ad Elbasan per riflettere sulla scheda di formazione permanente “Venite e vedete”  e per lo scambio di auguri per le feste ormai imminenti. Il periodo di avvento e il tempo di Natale con le feste di fine anno sono avvenimenti molto attesi con gioia ed entusiasmo da piccoli e grandi. Gli auguri, le aspettative, le luci, i regali, le visite riaccendono la speranza che l’anno che verrà sarà portatore di sorprese e avvenimenti positivi per tutti. La preparazione del presepe, dell’albero e soprattutto della festa di Natale ha coinvolto molti nostri giovani e ragazzi. Il giorno 21 dicembre è stata realizzata a Oblike, il 22 a Bardhaj. Protagonisti i ragazzi, partecipanti i familiari, una festa gioiosa che con canti, danze e la rappresentazione della nascita di Gesù hanno fatto risuonare nello spirito dei presenti il messaggio di pace e gioia che viene dalla grotta di Betlemme. Il tempo per tutto il periodo è stato bello e la temperatura mite. 

Il giorno 7 gennaio subito dopo l’Epifania che qui è caratterizzata dalla benedizione dell’acqua, son venuti a Bardhaj i confratelli di Elbasan per l’incontro mensile e ci siamo rinnovati gli auguri per il nuovo anno. L’8 gennaio, come ormai da tradizione, c’è stata la presentazione del messaggio di papa Francesco per la giornata mondiale della pace al teatro Migjeni, il principale della città di Scutari, alla presenza delle autorità civili, religiose e numeroso pubblico. Il nostro gruppo di balli popolari di Bardhaj e Oblike ha contribuito alla riuscita della manifestazione con grande gioia di tutti. Poi il 9 mattina ci ha sorpreso una grande nevicata: per tre giorni la neve è caduta abbondante imbiancando tutto con una coltre di 30-40 cm, paesaggio bellissimo, ma anche bloccando tutto in una città che non ha i mezzi adatti a fronteggiare una emergenza del genere. Le vacanze di Natale sono state prolungate di altri 10 giorni per tutte le scuole. Per fortuna che a metà mese di gennaio ha cominciato a piovere e la pioggia pian piano ha sciolto quel manto ormai congelato che ricopriva tutto.

Il freddo dell’inverno aumenta i disagi soprattutto delle famiglie più povere che non hanno una casa adeguata e un lavoro sicuro e quindi le richieste di aiuto si moltiplicano: viveri, legna, medicine. Il 24 gennaio è venuto Dritan dalla comunità di Elbasan e si è fermato una settimana tra noi. Secondo un programma stabilito ha incontrato i giovani di Bardhaj e quelli di Oblike iniziando un cammino di formazione umana e cristiana nello spirito di don Orione che speriamo porti frutti abbondanti.   

Auguriamo a tutti i confratelli, amici e benefattori ogni bene. Pregate per noi affinché la nostra missione in mezzo alla gente che ci è stata affidata sia fruttuosa e feconda di fede e di amore.

Confidiamo nel vostro aiuto spirituale e materiale per far germogliare quei semi di speranza che il Signore ha seminato a larghe mani anche qui, nel profondo del cuore di ciascuno.
Don Rolando, don Dorian e don Giuseppe

 

 

 

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L'Ambasciatore italiano in Ucraina, Davide La Cecilia, ha visitato il  Centro Divina Provvidenza di Lviv venerdì scorso.

In mattinata,  nella sala conferenze del “Centro per la storia dell'urbanistica dell'Europa centro-orientale" ha  presieduto alla presentazione del libro, curato da don Egidio Montanari, intitolato " L'architettura di Mario Botta a L'viv", edizioni Apriori, L'viv-Kyev, 2018.

Dopo il saluto del Sindaco Andriy Sadovyj, portato dal suo vice Andriy Moskalenko, c’è stato l’intervento dell’Ambasciatore che ha concluso la sua prolusione sottolineando anzitutto quanto la missione degli orionini qui a L’viv rientri in quel processo di avvicinamento dell’Ucraina alla Comunità Europea, che trova una sua espressione  anche attraverso la bellezza dell’arte e dell’architettura: in questo caso l’aver affidato ad un architetto di fama mondiale, Mario Botta, la realizzazione del Centro della Divina Provvidenza.

La  scelta poi di lavorare nella periferia della città esprime l’insistente desiderio di Papa Francesco di operare nelle periferie non solo fisiche,  ma anche sociali ed esistenziali del mondo. La situazione attuale dell’Ucraina sotto l’aspetto politico, sociale ed economico è un vero e proprio  banco di prova. “Un compito - ha più volte ricordato l’ambasciatore - che voi orionini fin dall’inizo della vostra presenza a L’viv, giudati da Don Egidio Montanari, avete  voluto onorare con le opere finora realizzate e con quelle in fase di realizzazione”.

La presentazione del libro è poi proseguita con l’intervento di due dei coautori: l’architetto capo della città di L’viv, Julian Chaplins'kyj, e l’architetto Mykola Sheremeta, che segue il progetto di Mario Botta per l’adeguemento alle normative ucraine.

L’Ambasciatore, con la delegazione a seguito, ha poi raggiunto il monastero per una visita agli ambienti e alle opere: monastero, casa Cafarnao per i giovani disabili, l’oratorio e la cappella. Ha voluto anche dare un’ occhiata al cantiere dove da qualche mese è iniziata la costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Dopo la visita del centro è seguito il pranzo conviviale con la comunità.

In serata, sempre nel monastero, c’è stato un incontro con alcuni italiani presenti a L’viv allietato dalle composizioni di un giovane cantante italiano, Alfonso Oliver, che ha presentato con Darina Burnos un saggio del suo concerto di musica italiana e ucraina.

L’Ambasciatore ha voluto ricordare ai presenti  l’impegno profuso in questi due anni dall’ambasciata per la realizzazione di alcuni eventi a favore degli italiani residenti in Ucraina promettendo di far più spesso visita a L’viv e alla piccola comunità di connazionali qui residenti.

Congedandosi, ha ringraziato per l’accoglienza  riservatagli. “Ho avuto modo - ha sottolinenato - di conoscere questa singolare realtà che non solo onora il nostro Paese, ma attua un prezioso servizio religioso, educativo e sociale al quale l’Ambasciata vuole in qualche modo dare un suo contributo”. E ha concluso: “Verrò di nuovo a farvi visita”.

 

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Domenica, 27 Gennaio 2019

Pontecurone - Don Orione e la Shoah

Questo è il titolo di un Convegno organizzato dall'Associazione “Il paese di Don Orione", in collaborazione con la Congregazione.

Nella mattinata del 25 gennaio 2019, al Convegno erano presenti circa 200 giovani delle scuole superiori di Tortona e Pontecurone e una sessantina di adulti. Tutti molto attenti e interessati. Sono intervenuti tre relatori: la pros.sa Maria Grazia Milani, don Flavio Peloso FDP, e suor Maria Alicja Kedziora PSMC, con il coordinamento della prof. Marialuisa Ricotti.

I noti e drammatici fatti del periodo dal 1938 al 1944 sono stati presentati “dal basso”, dalla parte di umili protagonisti, e “dal cuore”, cioè dal punto di vista della solidarietà e della carità.

“Fare memoria di quella fosca e inumana pagina del XX secolo, della Shoah – ha detto don Flavio Peloso – e degli opposti odi fratricidi e, contemporaneamente, della solidarietà salvatrice è una terapia preventiva contro il virus dell’intolleranza e della esclusione sempre attivo e contagioso. È un virus che prima si annida nel cuore dell’uomo e poi si sviluppa come egoismo sociale, culturale e politico.
Nel Giorno della memoria è indispensabile presentare anche quelle persone ed esperienze che hanno costituito piccole ma potenti luci di solidarietà umana, di ragionevolezza e di carità. Nella mattinata di studio abbiamo avuto modo di presentare storicamente quelle che vengono dal mondo orionino. Una sorpresa per tutti, per valore e per quantità. Credo che il contrasto tra tenebre e luci, tra odio omicida e fraternità salvatrice, possa educare a quella quotidianità della responsabilità, personale e civile, nella lotta tra bene e male, tra vita e morte, un duello vinto dal Cristo ma ancora aperto nella storia”.

Tra le figure che testimoniano l'azione degli orionini a favore di molti ebrei, dopo la morte di don Orione nel 1940, ci sono sicuramente lo scultore Arrigo Minerbi e Don Giuseppe Sorani. Per approfondire leggi questo articolo.

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Dopo il Cineforum di ieri sera, iniziano oggi i lavori ufficiali del Convegno delle Parrocchie e dei Santuari orionini. Un incontro in cui, oltre all'italiano, si parleranno molte lingue, albanese, rumeno e ucraino, e soprattutto la lingua universale del Vangelo.

Proprio mentre Papa Francesco celebra con i giovani del mondo la XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù, anche le realtà pastorali orionine parlano dei giovani, alla luce del recente Sinodo. Il tema del Convegno infatti è "Sinodo: i giovani, da destinatari a protagonisti nella Chiesa!".

Il primo momento è dedicato all'ascolto di un protagonista dei lavori sinodali, Padre Salvatore Currò, C.S.I., Professore di Pastorale giovanile presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Salesiana di Roma e membro del Sinodo. A seguire ci sarà uno tempo il Confronto, nell'incontro con Federica Ancona, partecipante al Sinodo e alcuni ragazzi di Nuovi Orizzonti.

Sabato, momento conclusivo del convegno, i partecipanti dialogheranno alla ricerca di una via comune per condividere come rendere più protagonisti i giovani nelle parrocchie, protagonisti perché amati dalla parrocchia: come diceva Don Orione, "i giovani sono sempre di chi li illumina e li ama davvero".

In allegato la locandina del Convegno.

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Il dizionario della lingua italiana definisce foresteria un “insieme di locali destinati a ospitare le persone non residenti”. Al Villaggio della Carità di Camaldoli, da qualche anno a questa parte, un ex reparto per disabili è stato riorganizzato e “trasformato” proprio per questo scopo.

Una palazzina di due piani con giardino e una vista davvero spettacolare su Genova e il suo mare, accoglie tutti i gruppi che vogliono spendere il loro tempo libero stando accanto ai nostri ospiti, o che abbiano semplicemente bisogno di un luogo tranquillo per esperienze di ritiro e meditazione. La Foresteria, che può ospitare fino a una trentina di persone, è dotata di tutte le necessità: camere da letto, bagni, cucina-refettorio attrezzati e salone.

Vivere un’esperienza di Volontariato o di ritiro al Villaggio della Carità di Camaldoli è un’esperienza davvero unica, poiché unica è questa casa orionina abbarbicata sulle alture genovesi, dove la persona bisognosa (in tutte le sue sfaccettature) è sul serio “padrona” e libera di essere veramente sé stessa. Gli incontri che lasciano il segno sono all’ordine del giorno e non ci si deve stupire se, tornando alle proprie case e alla routine quotidiana, ci si possa trovare diversi, un po’ cambiati.

Qui il tempo si ferma e le relazioni tornano ad essere sincere, autentiche se gli si dà il tempo di nascere e crescere. Questa è l’esperienza che viviamo giornalmente noi operatori ma, soprattutto, è quella che viene riscontrata e riportata da tutti i gruppi che, ormai da un paio d’anni, hanno scelto il nostro Villaggio come luogo dove fare Servizio.

Chi finora l‘ha fatta da padrone in questo senso, sono stati gli Scout provenienti non solo da Genova e periferia ma anche da città del nord Italia (Faenza, Milano, Mestre, Lodi, Asti) che con la loro esuberanza e allegria hanno sempre portato una “ventata d’aria fresca”, ma anche tanto tanto “calore”.

 

 

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Si apre oggi a Panama la XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù. Tra i giovani del mondo che si riuniscono insieme a Papa Francesco anche molti orionini da diverse parti del mondo.

La Giornata Mondiale della Gioventù non è semplicemente un grande evento ecclesiale: è qualcosa di molto di più. E' un'esperienza che, per chi l'ha vissuta almeno una volta, ti entra dentro e ti accompagna anche quando sei un po' meno giovane.

E' un'esperienza di Chiesa viva e in cammino, fatta di ragazzi e ragazze carichi di entusiasmo, provenienti da ogni parte del mondo per “incontrare” il Papa e per porsi in ascolto delle sue parole.

A tutti i giovani del mondo auguriamo di trovare a Panama, nell'incontro con Cristo vivo nella sua Chiesa pellegrina, la risposta alle inquietudini del proprio cuore, la strada che concude alla felicità piena che ricercano eche è la molla di questo particolare tempo della vita che è la gioventù.

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La parocchia orionina di Elbasan, in Albania, ha partecipato anche quest'anno all'organizzazione della marcia la Pace.

Insieme al Centro di cooperazione intereligiosa di Elbasan, a studenti e insegnanti, cittadini e credenti, autorità statali e religiose, così come altre organizzazioni della società civile, la parrocchia organizza da diversi anni una marcia per la Pace e la Solidarietà. La manifestazione vuole sensibilizzare la popolazione, testimoniando nel concreto una via possibile per fare comunità, dalla piccola comunità locale a quella nazionale, per allargare i confini fino al mondo intero e giungere alla cooperazione tra tutti i popoli.

Quest'anno il tema scelto è stato: "La politica è una missione a beneficio del popolo": il tema ha voluto richiamare il significato profondo dell'operato di politici e amministratori a favore della comunità, in uno spirito di servizio svolto con dedizione e onestà.

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La Conferenza Episcopale Italiana, CEI, l'ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e il CREMIT, Centro di ricerca sull'educazione ai media, all'informazione ed alla tecnologia, dell'Università Cattolica presentano MOOC.

L'acronimo significa Massive Online  Open  Course, ovvero un corso aperto a tutti, fruibile dal proprio pc o smartphone, Totalmente gratuito. Si tratta del primo corso di Educazione digitale promosso da questi enti, che da anni si occupano di comunicazione, evangelizzazione e nuovi media.
L'obiettivo è quello di imparare la nuova lingua dell'ambiente digitale, dice don Ivan Maffeis, sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, perché la Chiesa ha una Parola da portare e vuole mettersi in gioco, per porsi in dialogo e prima ancora in ascolto.

Anche questo è un modo di "uscire dalla sacrestia", come dice Papa Francesco, di uscire e andare in quelle periferie esistenziali, cariche di odio, rabbia e insulti, che sono spesso i social media.

Il corso è destinato ad una platea molto ampia di utenti: insegnanti, genitori, educatori, animatori, tutti coloro che vogliono capire meglio lo sviluppo della comunicazione e la mediamorfosi, il ruolo dell’informazione oggi, la questione delle relazioni, dell’identità e della socializzazione in Rete, gli strumenti di intervento per affrontare il tema dell’educazione digitale nei diversi contesti professionali e la presenza della tecnologia nell’azione pastorale.

Ogni modulo è composto da video-lezioni tenute da docenti universitari ed esperti, schede di approfondimento tematico, proposte operative da utilizzare nei contesti didattici, materiali letterari, video e digitali, utili per approfondimenti e per la propria professione.

Il corso MOOC “Educazione digitale” parte lunedì 21 gennaio 2019 fino a lunedì 11 marzo 2019 (viene qui inclusa la settimana dedicata al recupero e la settimana di apertura, i moduli tematici saranno online a partire dal 28 gennaio 2019).

Clicca QUI per iscriverti al corso.

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Mercoledì, 09 Gennaio 2019

Roma - La Befana arriva dall'alto

Nel giorno dell’Epifania, domenica 6 gennaio, a Roma presso la parrocchia di Ognissanti è arrivata la Befana.
Con grande stupore di tutti i presenti la Befana si è calata dal campanile della parrocchia per arrivare in mezzo a tutti i bambini nel cortile dell’oratorio. Durante la lenta discesa ha salutato tutti i piccoli spettatori con la testa all’insù lanciando loro caramelle e dolciumi che custodiva nel grande sacco che portava con sé.
Una volta a “terra” l’attesissima Befana ha elargito in quantità dolci, cioccolato e anche un po’ di carbone!  La festa è poi proseguita in oratorio insieme a tutte le famiglie.

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È partito ieri, lunedì 7 gennaio 2019, il conto alla rovescia per l’Anno dei Giovani Orionini, un appuntamento che prenderà il via il 1° giugno 2019 fino al 30 giugno 2020 e che vuole far riaccendere e riscoprire la fede e il carisma di Don Orione attraverso il tema: “Ascoltare, discernere e vivere la missione”. Il desiderio è proseguire il cammino che la Chiesa ha iniziato con la XV Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani e che continuerà con la GMG a Panama, a gennaio 2019.

Questo anno speciale condurrà poi a un evento conclusivo aperto a tutta la Famiglia Carismatica Orionina che si terrà a Tortona dal 1° al 5 luglio 2020: la Giornata Mondiale dei Giovani Orionini.
Una grande opportunità per riaccendere la fede e riscoprire la missione: "Vivere ogni incontro con gli altri sempre sotto il segno della carità".

Per questo è online anche il sito tortona2020, un luogo virtuale dove dare appuntamento a tutti i giovani orionini per scambiarsi immagini, esperienze, pensieri ed emozioni.

QUI la lettera di invito scritta ai giovani e di seguito il video di lancio.

Sono attivi anche i canali social: Facebook, Instagram, Telegram.

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