"Molte volte piango da me perché mi sento debole e molto stanco e non posso più lavorare; ma sono contento lo stesso."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 3 / Numero 1

È bello cominciare l’autunno con in mente i ricordi dell’estate appena trascorsa. Anche quest’anno i ragazzi del clan “Aquile Randagie” del gruppo scout Casarsa - San Giovanni 1 (provincia di Pordenone, Friuli Venezia Giulia) sono riusciti a vivere una bellissima esperienza; parola chiave: UMANITÀ.
Ma andiamo con ordine. La route ha avuto inizio tra i lunghi viali di La Spezia, è proseguita nella semplicità e la solitudine dei sentieri delle Cinque Terre e si è conclusa, dopo uno stremante    saliscendi sulle colline sopra Genova, al Villaggio della Carità di Don Orione a Camaldoli dove il clan ha prestato servizio.
Al Villaggio i ragazzi hanno trovato persone meravigliose che hanno insegnato loro come la pazienza, l’attenzione, l’amore verso ciò che si fa e verso chi ci circonda, l’umiltà e l’umanità possano regalare una vita tranquilla e quasi del tutto autonoma a persone in difficoltà, o a chi semplicemente ha raggiunto l’età anziana e si sente abbandonato dai propri cari o si rende conto di ciò che i molti anni sulle spalle gli impediscono di fare.  Hanno conosciuto Paolo, educatore a Camaldoli da più di trent’anni ma che in tutto questo tempo non ha mai avuto nemmeno un paziente; com’è possibile? Semplice ha avuto moltissimi amici, perché si nota chiaramente che con lui nessuno è un malato da curare, ma solo un uomo, seppure con modi differenti di pensare, come ha spiegato Paolo: “Tanti di loro adottano metodi di ragionamento totalmente diversi dai nostri. È come se immaginassimo un quadro di Picasso e uno di Leonardo: entrambi sono quadri cambia solamente il modo di vedere la realtà e di rappresentarla”.
C’era la sensazione di aver trovato un posto dove gli ultimi non esistono, dove pensare e muoversi diversamente non vuol dire essere diversi. I ragazzi scout hanno dato una piccola grande mano a chi cerca di rendere felici i risiedenti, ogni giorno, mettendo in gioco la propria allegria, la propria umanità e se stesso.
Il viaggio ha regalato, grazie anche alla comunità di Don Orione, la consapevolezza ai ragazzi di quanto con i propri gesti e il fare quotidiano si può aiutare chi è in difficoltà.
Un grazie a tutti coloro che sono stati compagni di avventura al Villaggio della Carità.

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Tanti bambini in cammino con don Orione

Giornata davvero speciale quella di domenica 24 settembre. Quasi 500 persone si sono messe in cammino nel nome di Don Orione: la parrocchia San Pietro di Voghera ha compiuto i suoi primi 50 anni e li ha festeggiati con questa manifestazione di “Colorundoci”. Il ritrovo era in via Kennedy nell’ex caserma dove è avvenuta la distribuzione di “magliette parlanti” e l’accoglienza degli animatori dell’oratorio. Dopo l’arrivo verso le 15 della statua di don Orione accompagnata da una delegazione di Pontecurone con in testa il sindaco Rino Feltri e i bimbi del Piccolo Cottolengo di Tortona, il parroco Don Loris Giacomelli ha dato inizio alla camminata con una benedizione rivolta a tutti i partecipanti. Il corteo si è subito snodato per le vie della città: in piazza Duomo Don Gianni Captini ha salutato i partecipanti; procedendo in via Emilia verso la Parrocchia San Pietro al gruppo si sono uniti il sindaco Carlo Barbieri e Don Pietro Bezzi, direttore della Casa di Riposo Don Orione di Pontecurone. Davanti alla chiesa San Pietro si sono svolte le premiazioni e finalmente si è dato inizio alla festa. Nella Greenway molti animatori hanno bersagliato simpaticamente i partecipanti con colori variopinti, trasformando molti partecipanti in improbabili arlecchini colorati dalla testa ai piedi, quindi tutti al parcheggio della Dechatlon a rinfrescarsi.
Lo spirito orionino della carità e della condivisione festosa è stato sublimato dalla splendida giornata settembrina di fine estate. Don Loris ha formulato l’auspicio che questa sia stata soltanto la prima edizione di “Colorundoci”.

 

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Il giorno 8 settembre nella chiesa parrocchiale della Madonna del Rosario di Bardhaj alle 18.00 durante la messa della festa della nascita di Maria, il chierico Dritan Boka ha rinnovato, nelle mani di Don Rolando Reda (delegato dal provinciale), i suoi voti temporanei per un anno. Hanno concelebrato i confratelli della comunità Don Dorian Mjestri, Don Giuseppe Testa e i confratelli venuti per l’occasione da Elbasan, Don Giuseppe De Guglielmo e Don Giuseppe Bisceglia.  Erano presenti i familiari di Dritan, in particolre il papà che nonostante le difficoltà che ha nel muoversi ha voluto essere accompagnato fino alla chiesa per essere presente a questo momento importante per il figlio e un folto gruppo di giovani di Bardhaj e di Oblike ai quali dopo la comunione Dritan stesso ha rivolto un pensiero raccontando la bellezza gioiosa dell’esperienza che sta vivendo nella risposta alla chiamata del Signore sia nello studio che nella attenzione ai poveri nella bella esperienza vissuta durante l’estate nelle nostre missioni del Madagascar. Si è pregato per lui affinché si rafforzi nella sua risposta e perché il Signore in mezzo ai giovani susciti altre vocazioni per il regno di Dio, il bene della Chiesa e lo sviluppo della congregazione in Albania. Un Kokteil semplice, ma gioioso ha concluso la serata.

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La Parrocchia orionina  di S. Pietro Apostolo di Voghera festeggia i suoi 50 anni: per farlo organizza una camminata che vuole rievocare i passi compiuti da San Luigi Orione, quando si diresse dal suo paese natio Pontecurone a Voghera, per entrare nel convento dei Frati.  

Domenica 24 settembre una delegazione di podisti dell’ Atletica Iriense partirà da Pontecurone, Suo paese natale, accompagnando una statua lignea del Santo, poi alll’ arrivo in città, il corteo in cammino si congiungerà alla popolazione dei devoti vogheresi all’ interno del cortile della caserma Vittorio Emanuele II. Da qui si proseguirà per C.so Rosselli passando davanti alla Chiesa dei Frati  per poi proseguire in via Emilia, raggiungendo piazza Duomo per un momento di raccoglimento. La camminata continuerà ancora in via Garibaldi, via XX Settembre e di nuovo nel tratto finale di via Emilia per giungere alla chiesa parrocchiale per la solenne Benedizione.

Nel cuore di S. Luigi Orione i ragazzi hanno sempre avuto un posto speciale e con loro l’ Oratorio, luogo di incontro per eccellenza.  Così  il testimone della giornata passa in mano agli Animatori che, a modo loro con ala “ColoRUNdoci”, faranno tornare tutti un po’ bambini ed si potrà assaporare la gioia di divertirsi assieme. Partendo ancora dalla parrocchia si attraversa la strada verso i giardini di V.le Montebello per continuare sulla Greenway, seguendo le indicazioni, fino al piazzale della Decathlon. Durante il percorso i partecipanti verranno investiti di polvere colorata, naturalmente atossica, per poi ritrovarsi tutti al rinfresco finale. Per chi non volesse essere “coloRUNnato” saranno predisposti gruppi che godranno di uno speciale lasciapassare.

Tutto il ricavato ottenuto dalle iscrizioni verrà devoluto al Piccolo Cottolengo di Tortona.

Di questa curiosa iniziativa parla il parroco Don Loris Giacomelli in un articolo apparso a fine agosto sulla rivista Il Mio Papa, articolo in cui invita i laici a dare una mano con entusiamo alle tante iniziative delle loro parrocchie.

In allegato l'intervista.

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Giovedì, 21 Settembre 2017

Fumo - Inaugurazione asilo

Una splendida serata di festa quella di martedì 12 settembre per la congregazione del Don Orione, in particolare per la comunità di Fumo, e per tutti i territori limitrofi. Dopo circa vent’anni di inattività e due mesi di incessanti lavori di ristrutturazione, una nuova – anzi – vecchia realtà ha ripreso vita. Accanto allo storico pensionato è stato inaugurato un asilo nido per bimbi da 3 mesi a 3 anni. La struttura che ospiterà l’asilo si trova all’interno dell’area dove sorge la casa di riposo, proprio dietro al Santuario della Madonna di Caravaggio e, dal 1975 fino a circa venti anni fa, era già stata utilizzata come scuola dell’infanzia, la cui gestione era affidata alle Suore della nostra Congregazione. Poi, come accade anche talvolta per altre attività, un po’ per la carenza di vocazioni, ma forse anche un po’ per la poca capacità di rinnovarsi e di stare “al passo coi tempi”, motto tanto caro al nostro Santo Fondatore, le iscrizioni sono diminuite, i costi sono aumentati, e si è giunti alla decisione di chiudere.
Qualche mese fa poi, tramite i disegni che solo il buon Dio sa tracciare, il responsabile di struttura Raffaele Besutti, è venuto a conoscenza che due ragazze che gestivano un asilo nido a poche centinaia di metri dal nostro pensionato, necessitavano di maggiori spazi. Di locali liberi, nel vero senso della parola, non ce n’erano, in quanto nell’ex asilo c’era tanto materiale che negli anni era stato immagazzinato per eventuali esigenze future, ma di sicuro è nata una gran voglia di tornare a rendere viva questa struttura, e da quel momento sono cominciati i contatti con le maestre, fino a giungere all’inaugurazione del 12 settembre.
Alla serata erano presenti il superiore provinciale, Don Aurelio Fusi, l’economo provinciale, Don Walter Groppello, e tutti i membri del consiglio; i reverendi direttori delle diverse strutture della Congregazione che all’interno del loro annuale incontro di programmazione di Montebello della Battaglia, hanno voluto essere presenti; Don Luciano Daffra, parroco di Corvino e i sindaci dei comuni di Corvino e Torricella (paese dove si trova l’asilo che “traslocherà”). Ma soprattutto erano presenti le famiglie con i “giovani ospiti” che abiteranno i nuovi locali accompagnati dalle maestre e un piccolo gruppo di “anziani ospiti” che già vivono all’interno del pensionato e che hanno voluto prendere parte a questo momento di gioia, curiosi ed emozionati per questa bella novità.
Dopo i saluti del responsabile, delle varie autorità e delle maestre, il taglio del nastro e la benedizione dei locali, tutti hanno potuto visitare la rinnovata struttura e assaggiare le tante golosità presenti nel buffet. I bimbi, come gesto simbolico, hanno piantato un albero, segno di crescita e sviluppo verso il cielo, di radicamento dei valori di onestà, amicizia, condivisione, bontà, empatia e uguaglianza.
Speranzosi che questa nuova attività inaugurata il 12 settembre si sviluppi ulteriormente nei prossimi mesi e confidando nella possibilità di dare una più ampia risposta alle esigenze del territorio legate alla prima infanzia, si sta già pensando di allargare il servizio e creare anche una scuola materna sopra all’attuale nuovo asilo nido per riuscire a coprire la fascia di età compresa tra 3 mesi e 6 anni. Dunque, come diceva San Luigi Orione, Ave Maria e avanti……

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Si è tenuta martedì 12 settembre, presso la Sala Giunta del Comitato Italiano Paralimpico a Roma, la riunione programmatica del progetto “Valutazione Funzionale”, rivolto agli atleti Top Level della FISDIR praticanti atletica leggera e nuoto.
Tale progetto nasce dalla sinergia tra FISDIR, il laboratorio funzionale del Centro “Don Orione” Ercolano e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli con lo scopo di effettuare periodiche analisi delle caratteristiche funzionali di ciascun atleta –  in riferimento alla specifica disciplina praticata – al fine di valutare ed ottimizzare i programmi di allenamento.
Il Consigliere Federale Francesco Ambrosio, orionino responsabile del progetto, ha commentato con queste parole la riunione odierna: “La Fisdir sta lanciando un progetto molto ambizioso, unico nel suo genere che vuole testimoniare il grande interesse che la federazione rivolge ai suoi atleti top level in previsione degli importanti appuntamenti che riguarderanno atleti disabili intellettivi e relazionali e che terminerà con i Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, che speriamo vedano bissata la partecipazione di atleti come accaduto a Rio nel 2016.
Hanno partecipato alla riunione il Consigliere Federale Francesco Ambrosio, la Dott.ssa Piera Marchettoni Medico Federale FISDIR, il Direttore Tecnico Nazionale Giancarlo Marcoccia, i referenti tecnici nazionali Marco Peciarolo (nuoto) e Mauro Ficerai (atletica), la Dott.ssa Angela Palomba e il professor Diego Perez per il “Don Orione Ercolano” e l’ing. Teodorico Caporaso in rappresentanza del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli.

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Ecco le immagini di una festa di famiglia, che ha unito in un unico abbraccio la famiglia orionina alle famiglie dei cinque giovani neoprofessi, l'Italia con il Kenya e la Romania, tutti stretti sotto il manto della Madonna, come nel sogno di Don Orione.

Dn Aurelio, direttore provinciale, ha esortato i nuovi membri della famiglia orionina ad avere lo sguado penetrante e capace di andare oltre di Don Orione, ad avere le mani operose e attive di Don Orione, ad avere i suoi piedi, consumati dall'andare incontro ad ogni persona e ad ogni bisogno.

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L'8 settembre è un giorno di festa e di preghiera per tutta la famiglia di Don Orione: è infatti il giorno delle Prime Professioni Religiose dei giovani che hanno completato il loro cammino vocazionale. Dopo un percorso di discernimento, di preghiera e di conoscenza della congregazione, questi giovani sono pronti a dire sì a Dio, facendo voto di castità, povertà e obbedienza per un anno, nella famiglia di Don Orione. Il primo passo nel loro cammino di religiosi. Questa mattina, nel santuario della Madonna della Guardia, cinque giovani diranno il loro sì davanti al Provinciale Don Aurelio Fusi: Cristian Sergiu Andrieş, Giuseppe Maltese, Vincenzo Palmeri, Peter Karanja Kinyanjui, Wycliffe Lubembe Mumia. Solo la lettura dei nomi esprime il respiro internazionale dell'opera di Don Orione, la realizzazione del sogno della Madonna dal manto azzurro: sotto il manto di Maria, uomini, donne e bambini di ogni etnia, anziani e giovani, sani e ammalati, sacerdoti e laici.

A tutti l'invito di accompagnare questi giovani con un ricordo nella preghiera, perché il loro sì si rinnovi ogni giorno e porti frutti in abbondanza.

Riportiamo un breve testo di Don Orione, per comprendere meglio la sua concezione del sacerdozio:

Fine del sacerdozio è di salvare le anime e di correre dietro, specialmente, a quelle che, allontanandosi da Dio, si vanno perdendo. Ad esse devo una preferenza, non di tenerezza, ma di paterno conforto e di aiuto al loro ritorno, lasciando, se necessario, le altre anime meno bisognose di assistenza. Gesù non venne per i giusti, ma per i peccatori. Preservatemi, dunque, o mio Dio, dalla funesta illusione, dal diabolico inganno che io prete debba occuparmi solo di chi viene in chiesa e ai sacramenti… Solo quando sarò spossato e tre volte morto nel correre dietro ai peccatori, solo allora potrò cercare qualche po' di riposo presso i giusti. Che io non dimentichi mai che il ministero a me affidato è ministero di misericordia…”

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Il 4 agosto scorso, dal Centro don Orione di Chirignago gli educatori Giacomo e Simonetta sono partiti con 14 giovani di Martellago (VE), che stavano terminando il loro campo di servizio, per approdare a Casa Don Orione di Trebaseleghe.
Da un'idea sperimentale, nata un po' per scommessa e realizzata in piena collaborazione con Camilla, Stefania e Marisa di Trebaseleghe, gli operatori dei due Centri hanno voluto far incontrare mondi, linguaggi, esperienze diversi per una mezza giornata ricchissima di umanità, di scambio e di volti straordinariamente belli.
Il tempo è trascorso veloce tra momenti di gioco e condivisione: la tombola animata dai giovani, il pranzo offerto e curato fin nei minimi dettagli, la chiacchierata al momento del caffé corredata di alcune canzoni più o meno intonate ma molto coinvolgenti, la visita della Casa con il direttore don Bruno Libralesso, gli abbracci teneri e forti degli ospiti e le promesse di rivedersi presto. Forse ad alcuni un incontro tra  giovani e anziani può sembrare un azzardo se non addirittura un'assurdità, ma la prova che questa iniziativa è stata un successo è data da un'immagine semplice ma significativa: i giovani volontari che pur di far cantare gli anziani ospiti cercano il testo di "Quel mazzolin di fiori" : un gesto tecnologico tipico dei ragazzi a servizio di un incontro genuino e gioioso con chi ha un po' più di anni sulle spalle.

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Un gruppo di giovani studenti di 17 anni di Camposampiero (Padova) ha vissuto un’intensa settimana di servizio presso il Seminario della Vita di Campocroce di Mirano, la  realtà orionina a servizio dal 2009 di famiglie in difficoltà con bambini piccoli.

Il campo è stato realizzato grazie alla disponibilità dei ragazzi, desiderosi di continuare l’esperienza vissuta nell’estate 2016, e grazie alla supervisione della responsabile della struttura, Katia Landi e dei due educatori Anna e Mattia.
“I ragazzi, dice Katia Landi,  hanno vissuto un'esperienza fatta di cose semplici, genuine, con l'aiuto anche dei volontari storici che frequentano la casa, in uno spirito di vera famiglia o meglio di famiglia di famiglie: l'accompagnamento nello svolgimento dei compiti dei bambini, qualche attività di animazione e di laboratorio, il riordino del guardaroba... ma anche momenti di formazione, di confronto, di riflessione, di scoperta di qualcosa di San Luigi Orione, come è accaduto nella serata del giovedì sera. Grazie alla disponibilità di alcuni amici dell'Orione Musical Group, dal 1990 presente nella casa di Campocroce, si è raccontato qualcosa del Santo della carità e di come il gruppo ha cercato di esprimersi e di seguirne le orme.”

Venerdì è stato il giorno della la gita l'Azienda Agricola di Fabiano a Cà Menego di Summaga di Portogruaro, aperta, nell'occasione, solo per bambini e volontari, con tanto di splendido giro in trattore per la campagna.
L'ultima serata insieme è stata caratterizzata dalla cena multietnica preparata dalle mamme residenti nel Seminario della Vita e poi tanta musica e tante danze, che hanno coinvolto tutti dai grandi ai piccoli, dai volontari ai residenti con musiche caratteristiche anche marocchine ed africane.
Per concludere questa settimana, la domenica mattina nella chiesetta del Seminario, l'economo provinciale don Walter Groppello, con don Claudio, parroco di Camposampiero, ha celebrato la Santa Messa preparata, curata ed animata dai giovani volontari.
La riflessione di don Walter è stata tutto un invito a vivere l'incontro ed il servizio verso il prossimo con gesti e parole autentiche, in un continuo "darsi" agli altri che riempie sempre e non ti svuota mai perché, -sottolineava- quando si è autentici si tocca il cuore di Dio.
Don Claudio, nel ringraziare l'Opera don Orione e la comunità di Campocroce in particolare, ha augurato ai suoi giovani parrocchiani che Gesù possa diventare la sorgente della loro autenticità.
Toccante poi il momento conclusivo quando ogni volontario ha ricevuto dalle mani dei bambini un piccolo vaso di fiori quale segno di ringraziamento per la loro presenza ed il loro servizio in quei giorni.

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