"Bisogna prepararci con grande amore di Dio e riempirci il petto e le vene della carità di Gesù Cristo."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

"Bambini, maestre, ragazzi, signore. Vi spiego il gioco serio del teatro. Qua non ci sono voti. Se una vocina dentro di voi dirà che avete “fatto male”, concedetevi una sonora pernacchia". E così quello sberleffo antico e irriverente, decine di volte risuona oltre alle dodici file di poltroncine blu, in alto fino ai riflettori e in giro per tutta la sala.
Ridono e scherzano sull’imperfezione umana, venticinque bambini di terza elementare, una decina di signore - qualcuna in carrozzina qualcuna avvinta ad un’infanzia eterna - e ridono di gusto i migranti: provengono dalla Libia, dall’India, dal Ghana, dal Burkina Faso.

Benvenuti all’Arca 2.0: il laboratorio teatrale dove i difetti non contano, sono peculiarità come tutte le altre, e dove non è la recita finale il cuore del progetto bensì quell’incontro, due alla settimana, al teatro Von Pauer dentro al Piccolo Cottolengo “Don Orione” la sala è un piccolo palco nel quartiere genovese di San Fruttuoso, dove durante le ore di scuola i bambini studiano teatro d’integrazione. Detto così, sembra il solito slogan.
Guardando il cerchio di mani e piedi, il coro, il ballo stupefacente di Gabriella, ragazza down , e quello appena accennato di Blessy, giovane indiana, viene da dire che questo sì, è lo spettacolo più bello del mondo.

«Un fatto unico», dice con semplicità Giuseppe Pellegrini il trascinatore, colui che a cinquant’anni suonati tra lavoro di educatore, counselor, pedagogista e attore, salta, balla, suona la chitarra e canta, parla di emozioni e speranze: e gli vanno tutti dietro in questa prova di spettacolo che chissà come finisce ma è già chiaro come si svolge: c’è tutta la terza B della scuola Solari con le maestre allineate, c’è un gruppo di volontarie - tengono per mano le più deboli - e sorride col camice bianco, Paola Fontana, la direttrice sanitaria che autorizza le ore di teatro per le ospiti disabili del Centro: «Questo è veramente teatro integrato: disabili, alunni e migranti», osserva.
Accanto a lei, il direttore Don Dorino Zordan non sa se questo progetto unico in Italia sia noto alle alte sfere della Curia, ma il suo è un augurio di sostanza: «Dare piccoli segnali positivi in quest’epoca. Insegnare a saper cogliere il valore della persona. Questo teatro rispecchia il pensiero di Don Orione».

La prima parte del laboratorio è un cerchio composito di tanti “welcome”, nomi e colori simbolo dello stato d’animo. Associano loro stessi ad una tinta, il blu, anche Tunko 20 anni dalla Gambia, e Yussif, stessa età, proveniente dal Burkina Faso.
Quasi sottovoce rammentano di essere arrivati qui con barconi e di aver lasciato alle spalle guerra e paura: «Qua ci sono persone di cuore», dice Tunko battendosi il petto. Entrambi in Italia da giugno, rientrano in progetti umanitari (Melograno e Villa Maria Quarto) e a Genova sono già stati cuochi, assistenti volontari per disabili, attori accanto ai bambini: «Qua ritroviamo nonni e fratelli», sorridono.

La seconda parte del laboratorio va oltre il welcome generale. L’occhio periferico, strategia teatrale, è insegnato ai bambini quale sguardo sulla vita, a ben inquadrare se stessi in un ambiente. La prova di teatro vanta nomi, età, volti e razze diverse. C’è Naima che, capo coperto e occhi di velluto nero, confida ai compagni di palco, «di essere felice quando al telefono sento che padre e figli stanno bene». E c’è Rosalda, una bella signora bionda, che dalla sedia a rotelle si dichiara «sempre di buonumore qualsiasi cosa accada». Come non crederle.

Qua si sta vicini, ogni tanto si annoda un abbraccio, e una presa in giro esplode sotto la sapiente regia di Pellegrini che sembra giocare solo sull’improvvisazione.
In realtà tutto ha ritmo, bilanciamento e spinta ad allestire uno spettacolo ora poetico ora allegramente drammatico. Tutti arrivano da posti diversi, - scuola, famiglia, il mare degli scafisti, la stanza di una casa di riposo -, ma tutti approdano allo stesso porto: l’Arca 2.0. Il debutto non sarà a maggio, la prima è già iniziata.

Il progetto: dieci anni di idee tutte positive da condividere Progetto “Arca di Noè 2.0” è il laboratorio teatrale integrato giunto al decimo anno che unisce ospiti dell’Opera Don Orione (22 tra anziani e persone con disabilità), 25 bambini e due insegnanti della Scuola Primaria Solari (classe III B) e migranti seguiti dal CPIA Genova Centro Levante Primaria Bracelli con la loro insegnante. Questo progetto è unico in Italia e fuori, sostiene Giuseppe Pellegrini, anima del tutto: «È ricchezza di storie, idee positive, da condividere».

Fonte

articolo giornale

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Analizzare un modello scolastico innovativo, con lo scopo di trasferirlo ed adattarlo ad altri contesti nazionali. E’ questo l’obiettivo del progetto ESW (Early School Workers), recentemente approvato dalla Commissione Ue nell’ambito del programma ERASMUS PLUS - KA2 – Partenariati strategici.

Il progetto, presentato da ENAC come ente capofila, vede la partecipazione come partner di ENDO-FAP, insieme a: Università Cattolica del Sacro Cuore, IES Virgen de la Paz, CJD, EFVET, Regione Puglia, Regione Emilia-Romagna, Comunidad de Madrid. L’idea nasce dalla volontà di studiare il modello delle UTC (University Technical College) anglosassoni, per poi trasporlo ed attuarlo in scuole di altri Paesi Ue. Nello specifico, ENDO-FAP ha individuato nella sede di Piacenza il CFP orionino in cui sperimentare la didattica innovativa delle scuole UTC.

Il progetto prende l'avvio oggi, kick off meeting di avvio del progetto con la presenza di tutti i partners: per ENDO-FAP sono presenti Roberto Franchini, presidente, Federico Carollo, vice presidente, Serena Susigan, direttore, Francesca Siclari, Silvia Fava e Paolo Zacconi, coordinatori e formatori della sede di Piacenza e Borgonovo Val Tidone.

Sono questi ultimi che nei prossimi giorni, fino a giovedì, approfondiranno il modello delle UTC, University Technical College, la scuola professionale che fa da modello. Le UTC sono rivolte ai giovani fra i 14 ed i 19 anni e nascono con l’idea di offrire una preparazione all’avanguardia nel campo delle discipline scientifiche, le cosiddette STEAM o STEM (Science, Technology, Engineering, Arts & Maths), al fine di preparare una generazione di giovani qualificati per le professioni tecnico-scientifiche, fornendo le competenze richieste dal mondo industriale. Ogni didattica di apprendimento è basata su una metodologia specifica chiamata PiXL Edge, ovvero un modello che offre agli studenti la possibilità di sviluppare competenze utili per il resto della loro vita e per la loro futura attività professionale (Leadership, Organizzazione, Comunicazione, Iniziativa e Resilienza).

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Venerdì, 09 Novembre 2018

Borgonovo Val Tidone - abbiamo vinto!

I ragazzi del corso per operatore grafico della sede Endofap di Piacenza hanno vinto il concorso "La vite a 365 giorni".

La Cantina Sociale di Borgonovo ha indetto per il terzo anno consecutivo un concorso denominato  “La vite a 365 giorni”, riservato agli allievi delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado nonché alle scuole di secondo grado provinciali, statali e paritarie, della provincia di Piacenza. L'iniziativa vuole diffondere tra i ragazzi la cultura economica, della tradizione e dell’ambiente creando un forte legame tra giovani e mondo del lavoro.

Gli studenti, insieme ai loro formatori, sono stati invitati a realizzare il calendario 2019 attraverso un viaggio fatto di foto inedite ed elaborati grafici, che rappresentano lo scorrere del tempo  e delle stagioni nella vigna, il mondo della vite dell’uva dal vigneto alla tavola passando per il lavoro in cantina fino alla convivialità di un bicchiere di vino.

Nella categoria "Scuole secondarie di Secondo Grado" abbiamo vinto il primo premio che consiste in un assegno da € 2.500,00.

Complimenti ai ragazzi e ai loro formatori, che hanno lavorato in squadra e raggiunto un grande obiettivo.

 

 

 

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l’Istituto Don Orione di Ercolano, attraverso la sua emanazione ASCO (Associazione Sportiva e Culturale Orionina) in collaborazione con la cooperativa Impronta ed il sostegno del Comune di Ercolano, ha partecipato e vinto il progetto Ministeriale dedicato allo “Sport come strumento di inclusione sociale”. Tantissimi sono stati i progetti presentati, quello di Ercolano è risultato vincitore piazzandosi al dodicesimo posto.

Attualmente sta per essere ultimata la fase di start-up del progetto, con dicembre si pensa di iniziare il progetto vero e proprio.
 
Grazie a questo progetto il Don Orione può essere a servizio degli ultimi con una delle sue eccellenze, lo sport, a costo zero. L’idea di partecipare a questa tipologia di bandi è proprio quella di fare attività extra istituzionale senza gravare sui bilanci istituzionali.

Un anno di attività per un costo totale di € 100.000 dove il 50% sarà destinato all’acquisto di attrezzature (che poi resteranno alla struttura per ulteriori manifestazioni), il 35% dedicato alle risorse umane ed il restante 15% per la comunicazione, promozione, monitoraggio, materiale d’uso ecc..

È possibile leggere QUI le linee guida, gli sviluppi e gli obiettivi del progetto dell’Istituto orionino.

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Le Piccole Suore Missionarie della Carità, il ramo femminile della Congragazione fondata da Don Orione, hanno festeggiato un importante anniversario: sessant'anni dalla prima apertura della Casa Gialla, la struttura di Cusano Milanino, un comune a Nord di Milano, che ospita bambini allontanati dalla famiglia.

Per celebrare questa ricorrenza è stata organizzata una "missione popolare", ovvero un momento di animazione e incontro con il territorio, per conoscersi, confrontarsi e far conoscere da dove nasce e si alimenta il servizio delle suore a questi bambini.

Oltre alle religiose, hanno partecipato anche un gruppo di giovani che sta seguendo un percorso di discerimento vocazionale, accompagnati da don Giovanni Carollo, consigliere provinciale. Ascoltiamo la testimonianza di uno di loro, Andrea.


Sono Andrea ho 33 anni, vengo dal Molise ( Bagnoli del Trigno ) e sono un aspirante orionino.

Anche io insieme ai miei confratelli aspiranti ho vissuto questa settimana di grazia e di conoscenza “ sul campo” del carisma di S. Luigi Orione. L’ annuncio , l’accoglienza e la testimonianza ci hanno accompagnato per tutta la missione, abbiamo sentito tutto il calore della città e  un coinvolgimento che ci ha avvolto di entusiasmo.

A Cusano Milanino dal 20 al 28 ottobre, per il 60esimo anno della presenza Orinina si è svolta una missione popolare. In un clima di gioia e di fraternità , noi aspiranti insieme alle suore e i responsabili vocazionali, abbiamo incontrato i giovani della città. Tanti sono stati gli incontri organizzati dai tre parroci, molto attenti alle necessità dei loro parrocchiani. Divisi in gruppi abbiamo visitato le scuole elementari, medie, superiori e abbiamo incontrato i ragazzi dell’oratorio S.Martino.

Ognuno di noi ha parlato della propria esperienza di incontro con Gesu’ e l’incontro con la congregazione di S. Luigi Orione, Santo noto in città per via della presenza della “Casa Gialla", istituto gestito dalle Piccole Suore Missionarie della Carità,  ,per accogliere bambini con disagi familiari e quindi allontanati dalla famiglia stessa per garantire un contesto più sereno. 

Durante la settimana abbiamo festeggiato il ventesimo anno di professione religiosa di Suor Carla, responsabile  della casa e instancabile mamma dei suoi bambini. Esperienza questa che ci ha lasciato una grande gioia nel cuore, ha rafforzato i nostri rapporti di comunità e ci ha fatto esperimentare la vera carità che opera in modo silenzioso nel cuore delle tante persone che abbiamo incontrato, come dice il salmo 132: Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!    

 

 

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Si è conclusa la XV Assemblea generale ordinaria (3-28 ottobre 2018) sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” ed è stato reso noto il documento finale votato dai padri sinodali.

Il filo conduttore del documento è il brano del Vangelo di Luca che racconta l'episodio dei discepoli di Emmaus. Il documento è suddiviso in tre parti. La prima "camminava con loro" approfondisce il rapporto tra Chiesa e Giovani (con i capitoli intitolati Una Chiesa in ascolto; tre snodi cruciali; identità e relazioni; essere giovani oggi). La seconda parte "si aprirono loro gli occhi" descrive la giovinezza come opportunità per la Chiesa di rinnovamento e freschezza, come nella Pentecoste ( il dono della giovinezza; il mistero della vocazione; la missione di accompagnare; l'arte di discernere). La terza parte "partirono senza indugio" è l'immagine di una Chiesa giovane, in cammino, che segue la Parola e la diffonde nel mondo (la sinodalità missionaria della Chiesa; camminare insieme nel quotidiano; un rinnovato slancio missionario; formazione integrale).

Dopo la celebrazione eucaristica in San Pietro a conclusione dei lavori, il Papa ha recitato l'Angelus e ha ribadito che il primo frutto del Sinodo è lo stile sinodale: "Il primo frutto di questa Assemblea sinodale dovrebbe stare proprio nell’esempio di un metodo che si è cercato di seguire, fin dalla fase preparatoria. Uno stile sinodale che non ha come obiettivo principale la stesura di un documento, che pure è prezioso e utile. Più del documento però è importante che si diffonda un modo di essere e lavorare insieme, giovani e anziani, nell’ascolto e nel discernimento, per giungere a scelte pastorali rispondenti alla realtà."

Clicca QUI  per leggere il testo del documento.

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Terminiamo l’analisi del Rapporto Istat, prendendo in esame le reti messe in atto dalle istituzioni (Stato, Regioni, Comuni, istituzioni non-profit, università, scuole). Tali soggetti realizzano rapporti capillari sul territorio, creando relazioni, offrendo servizi e generando diffusione di informazioni. A fondo articolo le precedenti analisi del Rapporto 2018.

Per una migliore comprensione, è possibile suddividere le reti delle istituzioni in tre sotto-gruppi:
• reti metropolitane;
• reti nella ricerca;
• reti museali.

Le reti metropolitane caratterizzano in modo significativo l’offerta di prestazioni sociali in Italia. Tali reti creano relazioni, servizi e informazioni e connettono realtà diverse che abitano le città. In forma singola o associata, i Comuni garantiscono ai cittadini una rete di servizi e strutture: asili nido ed altri servizi per l’infanzia, assistenza domiciliare per disabili ed anziani, sostegno al reddito etc.

Grazie all’osservazione della rete di trasporto metropolitano delle grandi città (Milano, Roma, Napoli) è possibile avere un quadro interessante della rete di connessione fra varie realtà cittadine. I due parametri presi in esame dal Rapporto (vulnerabilità sociale e materiale e indicatore di valore immobiliare) fanno emergere le differenze fra le diverse zone urbane. Il capoluogo lombardo si contraddistingue per una geografia radiale, in cui le aree più benestanti sono concentrate nei pressi delle zone del centro, mentre Roma mostra un’articolazione più variegata. La Capitale presenta zone disagiate anche nelle aree centrali (dove si riscontrano alti valori immobiliari), ma la loro presenza è maggiormente diffusa in vicinanza del Grande Raccordo Anulare, a nord-ovest e ad est. A Napoli, invece, il divario è più ben definito: le zone occidentali (quelle benestanti e meno vulnerabili) presentano meno situazioni di disagio, quelle ad est e all’estremo nord della città sono più degradate.

Le reti della ricerca (università e scuole) rappresentano un aspetto fondamentale per la crescita del Paese. Il sistema delle università mette in relazione gruppi di istituzioni, di studiosi e comunità studentesche a livello nazionale e internazionale. Per quanto riguarda l’attività di ricerca, il sistema universitario italiano è molto aperto verso l’estero. Spesso le collaborazioni con istituzioni straniere hanno carattere formale, in quanto fondate su protocolli bilaterali con i Paesi in questione. A volte si intraprendono rapporti per progetti di ricerca comuni. Fra gli Atenei che attuano più accordi di collaborazione e con un maggior numero di Paesi si annoverano sicuramente l’Università statale di Milano, la Sapienza di Roma e l’Università di Torino. Di particolare rilievo la rete realizzata grazie al programma Ue di ricerca Horizon 2020, il quale promuove e finanzia la collaborazione fra consorzi di ricerca, istituzioni ed imprese europee ed extraeuropee. Al programma aderiscono, per l’Italia, 1.881 imprese, 327 enti di ricerca, 245 enti non-profit, 161 enti pubblici e 98 università.

Anche le scuole, in modo più diffuso a livello territoriale, mettono in atto una ricca rete di relazioni. Le reti consentono alle scuole di implementare le pratiche didattico-educative, formare ed aggiornare il corpo docente, accedere ai finanziamenti, stipulare convenzioni per progetti di alternanza scuola-lavoro. Per le scuole elemento sostanziale della rete sono le famiglie, tassello fondamentale per la condivisione del progetto educativo.

Altri soggetti interessati alla costituzione di reti culturali sono le biblioteche. La rete di biblioteche è ben radicata sul territorio, essendo basata su attività, procedure, standard e protocolli condivisi. Il Servizio bibliotecario nazionale, infatti, è composto da più di 6mila strutture. Ricordiamo che i servizi di base (lettura e consultazione in sede, visione e ascolto di documenti, prestito) sono gratuiti ed accessibili da ogni cittadino.
Ultima ma non per importanza la rete museale. Oltre ai poli statali (Colosseo, scavi di Pompei, Galleria degli Uffizi, etc.) la rete è composta da migliaia di realtà locali relativi al patrimonio storico, artistico ed etnografico nazionale. Circa il 50% dei musei fa parte di sistemi o reti museali mirate alla condivisione di risorsa finanziarie, tecnologiche ed umane ed alla creazione di iniziative culturali e turistiche. D’altronde il nostro Paese possiede un patrimonio culturale costituito non solo da monumenti ed opere d’arte ma anche da paesaggi naturali e rurali.

Clicca QUI di seguito per:
- L'Italia nella rete
- Le reti di persone
- Le reti di sostegno
- Il lavoro e le reti

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Martedì 23 ottobre si è svolto il primo incontro per l'anno 2018/2019 del segretariato educativo e Comitato Tecnico Scientifico delle sedi Endo-fap.

Sede dell'incontro il Centro di Formazione Professionale Canossa della Fondazione ENAC Lombardia a Brescia: un luogo significativo per toccare con mano il legame tra lavoro e formazione professionale. Infatti, nel CFP di Brescia, ENAC ha realizzato un progetto chiamato Scuola Impresa. Gli allievi sono impegnati in diverse attività inserite nel percorso formativo, che sono vere e proprie attività lavorative: il ristorante didattico, il ristorante easy, la pasticceria didattica, il servizio di catering e il vivaio didattico, che propone la possibilità di acquistare piante floricole stagionali (Stelle di Natale, Ciclamini, Gerani), piante da orto, marmellate a km 0, prodotti ortofrutticoli stagionali, miele prodotto dalle api dell'apiario e su commissione servizi di giardinaggio, potatura piante da frutto e vigne. Il vivaio fornisce anche la materia prima per il ristorante didattico.

Nella mattinata si sono svolti i lavori del segretariato, guidati da Don Felice Bruno, consigliere incaricato, Roberto Franchini, presidente, Federico Carollo, vice presidente, e Serena Susigan, direttore della sede nazionale.

I partecipanti hanno poi pranzato nel ristorante didattico e visitato le serre e gli spazi dedicati alle diverso colture, dalla vigna alle piante da frutto, dai piccoli frutti, come more e lamponi, ai campi per la semina del grano e di alcuni rodotti tipici come la cipolla di Rovato.

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In un momento storico difficile per le scuole professionali, Endo-fap ha organizzato un convegno a Palermo, alla presenza di nomi importanti e significativi per questa realtà. In un clima di incertezza economica e di grandi difficoltà per i giovani nel trovare uno sbocco professionale è importante ribadire il ruolo strategico della Formazione Professionale, non solo come via per favorire l'occupazione giovanile, ma soprattuto come percorso che mette al centro la persona, il saper essere prima che il saper fare, l'integrazione del lavoro e della professione nella globalità dell'esistenza, la partecipazione attiva e solidale alla vita della propria comunità.

Sono presenti Don Massimiliano Sabbadini, presidente di Confap, la confederazione che riunisce i centri di formazione professionale di ispirazione cattolica, Don Enrico Peretti, direttore nazionale dei centri di formazione salesiani, Bruno Gandini, presidente di Scuola Centrale di Formazione, un ente nazionale che raggruppa diverse realtà italiane.

Presente anche il Prof. Roberto Lagalla, Assessore all’Istituzione e Formazione Professionale della Regione Sicilia, che ha rivolto un saluto ai partecipanti per poi lasciare la parola al Direttore Regionale del settore istruzione e Formazione Professionale, dott. Gianni Silvia, e Maria Pia Pensabene di Sicilia Industria.

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Martedì, 23 Ottobre 2018

Ercolano - Un centro all'avanguardia

Nella compagine del 46° congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) 2018 Angela Palomba, specializzanda in Medicina Fisica e Riabilitativa, ha rappresentato l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ed il Centro Don Orione di Ercolano.

La sua relazione, intitolata “Può uno strumento soggettivo qualitativo essere affidabile per valutare lo stato fisico percepito ed il livello di performance in velocisti professionisti con Disabilità Intellettivo-Relazionale?”, ha destato grande interesse nella platea, portando all’attenzione del mondo della riabilitazione il tema dello sport di alto livello in atleti con tale tipo di disabilità.

La versione inglese dell’abstract “Can be a subjective qualitative evaluation reliable to assess the perceived physical status and the level of the performance in élite sprinters with Intellectual Impairments?”, recentemente pubblicata sulla rivista internazionale “Gait and Posture”, è stata presentata al 19° Congresso Nazionale della Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica (SIAMOC) 2018 presso l’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Firenze.

Infine, durante il congresso annuale della Federazione Medico Sportivo Italiana (FMSI) di Roma presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, la dottoressa Palomba e l’ingegnere Teodorico Caporaso, in rappresentanza rispettivamente del Centro Don Orione di Ercolano e del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, hanno esposto aspetti clinici e biomeccanici della valutazione funzionale dell’atleta con Disabilità Intellettiva, mostrando metodologia e risultati preliminari del progetto che vede coinvolto il Centro Don Orione di Ercolano (grazie all’impiego del suo laboratorio di valutazione funzionale e alla collaborazione con il professor Diego Perez) e la Federazione Italiana Sportiva Paralimpica Degli Intellettivo Relazionali (FISDIR), con il coordinamento del medico federale Dott.ssa Piera Marchettoni e del consigliere federale Dott. Francesco Ambrosio.

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