"Inginocchiato con tutta la mia miseria, io mi stendo, gemendo, dinanzi alla tua misericordia, o Signore."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Forse un giorno, neppur troppo lontano, avremo un santo, regolarmente canonizzato, come patrono di internet e protettore di tutti i cybernauti. Già comunque adesso abbiamo un valido intercessore in Carlo Acutis, un ragazzo di 15 anni, “patito” di internet come i suoi coetanei, ma a differenza di tanti di loro, convinto che debba diventare “veicolo di evangelizzazione e di catechesi”. Sul web è ancora presente (www.miracolieucaristici.org), la mostra virtuale progettata e realizzata da lui a 14 anni, che sta facendo il giro del mondo e che testimonia come davvero per Carlo l’Eucaristia è stata la sua “autostrada per il cielo”. Già, perché Carlo continua ad essere un mistero: con i suoi 15 anni limpidi e solari, con la sua voglia di vivere e la sua prorompente allegria, ma soprattutto con la sua fede che scomoda ed interpella quella di noi adulti. Nasce il 3 maggio 1991 a Londra, dove i suoi genitori si trovano per esigenze di lavoro. Cresce a Milano, come tutti gli altri, differenziandosi solo per una particolare inclinazione per le pratiche religiose che a 12 anni lo porta alla messa ed alla comunione quotidiana. E non è tutto: di pari passo con l’adolescenza arriva anche il rosario quotidiano e l’adorazione eucaristica, convinto com’è che quando “ci si mette di fronte al sole ci si abbronza… ma quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi”.
Già, la santità: è il suo chiodo fisso, il suo obiettivo, la molla che lo fa stare in modo “diverso” sui banchi di scuola, in pizzeria con gli amici o in piazzetta per la partita di pallone. Non è geloso del suo “kit per diventare santi”, che regala generosamente a tutti e che, molto semplicemente, contiene: un desidero grande di santità, messa comunione e rosario quotidiano, una razione giornaliera di Bibbia, un po’ di adorazione eucaristica, la confessione settimanale, la disponibilità a rinunciare a qualcosa per gli altri. Per lui, che così tanto desidera la santità, è normale cercare amici in cielo; così nel suo sito internet c’è la sezione “scopri quanti amici ho in cielo”, dove compaiono i santi “giovani”, quelli che hanno raggiunto la santità in fretta e dove include anche la centallese Maria Isoardo, che ha “pescato” probabilmente in internet. Anche lui è convinto di non invecchiare; “Morirò giovane”, ripete, ma intanto riempie la sua giornata di vorticosa attività: con i ragazzi del catechismo, con i poveri alla mensa Caritas, con i bambini dell’oratorio.  Tra un impegno e l’altro trova ancora il tempo per suonare il sassofono, giocare a pallone, progettare programmi al computer, divertirsi con i videogiochi, guardare gli adorati film polizieschi, girare filmini con i suoi cani e gatti. Oltre naturalmente studiare, perché frequenta con profitto (pur senza essere il primo della classe) il liceo milanese “Leone XIII”. Dagli amici è amato, per la ventata di allegria che sa portare nella compagnia, anche se lui non cerca lo sballo come gli altri, sempre misurato e padrone dei suoi sentimenti e dei suoi slanci. Così, anche chi lo avversa e lo deride, finisce per subirne il fascino e per lasciarsi attrarre da lui. Poi, improvvisa come un fulmine a ciel sereno, arriva la leucemia, quella acuta che non lascia scampo, e che lui accoglie con un sorriso, offrendo la sua vita per il Papa e per la Chiesa. Cerca la guarigione perché ama la vita, ma sorride alla morte come all’incontro con l’Amato e perché sa che oltre ad essa non c’è il nulla. Muore il 12 ottobre 2006 e lo seppelliscono nella nuda terra ad Assisi, la città di San Francesco che più di altre ha amato e nella quale tornava così volentieri per ritemprare lo spirito. “Tutti nasciamo come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie”, aveva scritto. Un destino a cui egli evidentemente è sfuggito se, appena trascorsi i cinque anni previsti dalle norme canoniche, la diocesi milanese ha subito dato inizio al processo di beatificazione, mentre in Italia e all’estero cresce la fama e la stima per questo ragazzo che ha cercato la santità in modo straordinario pur nell’ordinarietà della vita dei giovani d’oggi.

Un adolescente del nostro tempo come molti altri, impegnato nella scuola, tra gli amici, grande esperto, per la sua età, di computers. Su tutto questo si è inserito il suo incontro con Gesù Cristo.
Guardando a questo adolescente come a un loro compagno, che si è lasciato sedurre dall’amicizia per Cristo, e proprio per questo ha sperimentato una gioia più vera, i ragazzi saranno messi in contatto con una esperienza di vita che nulla ha tolto alla ricchezza dei giovani anni adolescenziali, ma li ha valorizzati ancora di più.
La testimonianza evangelica di Carlo non è solo di stimolo per gli adolescenti di oggi, ma provoca i parroci, i sacerdoti, gli educatori a porsi degli interrogativi sulla validità della formazione che essi danno ai ragazzi delle comunità parrocchiali e di come renderla incisiva ed efficace.

 

 

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Nel giorno del ricordo della nascita della Vergine Maria, 4 chierici hanno rinnovato il loro "SI" al Signore, nella Parrocchia Ognissanti di Roma, tanto cara a don Orione.

Alla presenza di tanti confratelli (provenienti da Velletri, dalla Curia, dal Teologico e da Sette Sale) e amici, i chierici Broyo Marius, Liscano Carlos, Luciano Roberto e Preka Paulin, hanno espresso la gioia della loro consacrazione durante la celebrazione eucaristica presieduta dal consigliere generale don Joao Batista de Freitas, che ha voluto sottolineare l'importanza e la bellezza della  sequela, rivolgendo anche un pensiero ai giovani della parrocchia presenti per l'occasione.

Al termine della celebrazione è seguito un momento di festa e condivisione nella sala dell'Oratorio.

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Mercoledì, 09 Settembre 2015

Rinnovi...

L'8 settembre, per la famiglia orionina, è una giornata speciale: è il momento in cui molti giovani dicono per la prima volta il loro sì al Signore oppure rinnovano l'impegno sulla via della consacrazione e ripartono nel loro cammino formativo. Pubblichiamo la testimonianza di un giovane sacerdotre orionino, Don Alessandro Digangi, vicario parrocchiale nella parrocchia San Benedetto di Milano e incaricato per l'oratorio.

È un po' come rinnovare l'abbonamento alla squadra del cuore: ci vogliono passione, fedeltà e qualcosa da spendere.
Sì! Perché decidere dopo un anno di ridire il proprio sì nella congregazione di Don Orione richiede queste tre caratteristiche.
È capitato questa mattina in varie parti d'Italia a Milano, a Tortona paterno, a Roma Ognissanti.
Giovani amanti del calcio ma anche capaci di spendere la vita per qualcosa di grande. C'è bisogno di allenamento ed è per questo che loro ogni anno sono chiamati a ridire il loro sì, per ridire la loro passione, cercare di essere fedeli. Costa? Be' per amore qualche sacrificio è d'obbligo.

 

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Questa mattina, 2 settembre, presso la Basilica Santuario Madonna della Guardia di Tortona don Walter Groppello, economo della provincia religiosa Madre della Divina Provvidenza, insieme a tutto il consiglio provinciale, ha presieduto la celebrazione eucaristica, ricordando il suo 20° anno dall’ordinazione sacerdotale.
“Il mio sacerdozio lo definirei un dono ed un mistero. Sono lieto, ha proseguito don Walter, di poter celebrare questo traguardo proprio nella Basilica dove riposa il santo fondatore”.
Ha poi tracciato con un esempio molto chiaro la figura del sacerdote che: “quando celebra lo deve fare ricordandosi che l’altare è il Golgota dove Nostro Signore si è offerto per la salvezza di tutti”.
Al termine, ci si è rivolti all’intercessione di San Luigi Orione perché la sua missione sia sempre sorretta dalla preghiera.
Ancora tanti auguri perché come ci ricorda la grande preghiera universale del Venerdì Santo: “tutti ministri, possano servire fedelmente il Signore”.

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Lunedì, 17 Agosto 2015

Una gita a...

In questo tempo di vacanza, magari con una piccola deviazione sull’itinerario delle ferie, vale la pena passare da Tortona, non solo per un omaggio a Don Orione nel suo Santuario della Madonna della Guardia.

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Il 30 Giugno 1899, Mons. Igino Bandi, il vescovo di Tortona stimolò, ordinò e sostenne Don Orione e il 21 marzo 1903 elevò la Piccola opera della Divina Provvidenza ad istituto di diritto diocesano, nel Santuario del Sacro Cuore, presso il seminario della Diocesi, a Stazzano, benedisse e vestì dell’abito eremitico tre giovani, Fra Gaetano, Fra Colombano, Fra Vincenzo.

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Mercoledì, 29 Luglio 2015

0: Avezzano (ri)inizia da qui!

Inizia oggi il Meeting dei giovani orionini ad Avezzano.
Nell’anno in cui si ricorda il centenario del terribile terremoto della Marsica, l’incontro dei giovani non poteva essere che qui, in un luogo dove la carità ardente di Don Orione ha consolato il pianto di numerosi orfani, molti dei quali sono poi stati testimoni, in modo diverso, della sua santità

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Venerdì, 24 Aprile 2015

Domande e provocazioni

Nei giorni scorsi la Libreria Editrice Vaticana ha pubblicato un volume dal titolo: Domande e Provocazioni. Interviste impossibili a fondatori e pionieri della Vita consacrata. Il volume riporta alcune trasmissioni radiofoniche di Radio Vaticana con interviste immaginarie a santi e fondatori di Ordini e Congregazioni religiose.

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Lunedì, 13 Aprile 2015

Vangelo: gioia e chiamata

In occasione dell'anno della Vita Consacrata, sabato 25 Aprile si terrà a Genova, presso il Piccolo Cottolengo Don Orione, Paverano, il convegno intitolato “Vangelo, gioia e chiamata”.

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Lunedì, 23 Febbraio 2015

Questua delle vocazioni

Da uno scritto di Don Orione

Molto Reverendo Signore,
La pace di Nostro Signore Gesù Cristo sia sempre con noi!
Vorrei venire da Vostra Signoria in persona, ma, poiché non m'è possibile, fidato nella Sua bontà, La prego di ascoltarmi benevolmente anche di lontano.
Rimarrò grato alla Signoria Vostra, se vorrà coadiuvarmi nell'opera di ricerca di sante vocazioni; poiché di questo vengo appunto ad interessarLa in Domino: vengo a far questua di vocazioni. E cerco specialmente giovinetti che mostrino desiderio di farsi sacerdoti o fratelli coadiutori, e siano disposti, col consenso delle famiglie, a far parte di questa nascente Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza. La quale, perché benedetta dal Vicario di Gesù Cristo e dai Vescovi, poté in breve estendere anche fuori d'Italia le sue tende a Rodi, in Palestina, in Polonia, nell’Uruguay, in Brasile e in Argentina.

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