"Tutti viviamo per conoscere, amare e servire il Signore."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Ieri, martedì 12 settembre a Montebello della Battaglia la seconda giornata dell’incontro dei direttori. La mattina c’è stata la relazione dell’economo Don Walter Groppello e dei tre consiglieri, che hanno presentato il resoconto del cammino dei vari Segretariati. Nel pomeriggio la presentazione di Don Giovanni Giarolo delle schede per la formazione permanente, seguita dalla visita a Fumo per la Santa Messa e la visita ai locali dell’asilo per l’inaugurazione.

 

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Sono arrivati ieri sera a Villa Lomellini, animati dalle parole del Vangelo della Domenica "Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Sono i direttori delle case orionine di tutta Italia, parrocchie, piccolo cottolengo, case per anziani e giovani: si trovano, come ogni anno, per condividere insieme al Direttore Provinciale ed il suo consiglio le linee per il nuovo anno pastorale 2017-2018. Saranno tre giorni di confronto, ascolto, preghiera e comunione, per dare slancio alle attività e rendere sempre vivo e attuale il carisma di Don Orione. La mattina di mercoledì ci sarà una piccola novità: si troveranno, infatti, i sacerdoti direttori passeranno la mattina con i laici responsabili di struttura, per la meditazione del Vescovo di Tortona, mons. Vittorio Viola e la presentazione del XII Capitolo delle Piccole Suore Missionarie della Carità.

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Ecco le immagini di una festa di famiglia, che ha unito in un unico abbraccio la famiglia orionina alle famiglie dei cinque giovani neoprofessi, l'Italia con il Kenya e la Romania, tutti stretti sotto il manto della Madonna, come nel sogno di Don Orione.

Dn Aurelio, direttore provinciale, ha esortato i nuovi membri della famiglia orionina ad avere lo sguado penetrante e capace di andare oltre di Don Orione, ad avere le mani operose e attive di Don Orione, ad avere i suoi piedi, consumati dall'andare incontro ad ogni persona e ad ogni bisogno.

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Il 7 settembre 2017 è stato ordinato il nuovo Vescovo dell’amministrazione apostolica del sud Albania mons. Giovanni Peragine, barnabita di Altamura. Mons. Hil Kabashi da un anno, compiuti i 75 anni aveva presentato le sue dimissioni, e all’inizio di settembre di questo anno è arrivata la notizia della scelta di padre Giovanni come suo successore. Da 20 anni inviato missionario in Albania è stato parroco di Milot e presidente della conferenza dei religiosi e delle religiose in Albania e presidente delle conferenze dei superiori maggiori di Europa. La celebrazione di consacrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Tirana Durazzo mons. Giorgio Frendo, di cui è stato collaboratore come vicario foraneo. Hanno concelebrato tutti i vescovi dell'Albania, del Kosovo e del Montenegro e tanti sacerdoti religiosi e sacerdoti diocesani. Un avvenimento ecclesiale per tutta l’Albania reso vivo dalla presenza di molti religiosi e religiose e da un grande numero di fedeli che gioiosamente hanno cantato e pregato per il nuovo vescovo. La cominità orionina aspetta con gioia il nuovo Vescovo per festeggiare con la comunità di Elbasan, che in ottobre ricorderà il XXV della sua apertura, nel territorio dell’amministrazione apostolica. I confratelli di Bardhaj e quelli di Elbasan insieme a don Felice Bruno consigliere provinciale alle missioni venuto da Roma, hanno partecipato all’evento per testimoniare la piena disponibilità della provincia alla collaborazione pastorale con il nuovo ordinario.

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Sabato, 09 Settembre 2017

Milano - La storia di un missionario

Oggi alle ore 16.00 presso la Sala Don Sterpi del Piccolo Cottolengo Milanese viene presentato il libro dal titolo “ Don Egidio Adobati, alle sorgenti di una missione” scritto da Oliviero Arzuffi. Il libro narra la vita e le opere del Missionario Orionino Don Egidio Adobati,
che ha dedicato la propria vita ai più poveri dal 1949 al 1952 in Brasile. Nel gennaio del 1952, a soli 35 anni, al ritorno di una visita nella missione di Tocantinopolis nel Goiàs, regione dell’impervio Nord, il Sacerdote annegò in canoa a seguito di un’improvvisa tempesta.Il suo esempio d i fede e di carità fanno si che ancora oggi la sua tomba sia oggetto di culto da parte delle popolazioni locali.

L'incontro è presentato dal Direttore Don Pierangelo Ondei e, oltre ad Oliviero Arzuffi, autore del testo e di molte altre pubblicazioni, intervengono Rosaria Gherardi Renaud, nipote di Don Egidio e Giambattista Gherardi, giornalista del Corriere della Sera e dell’Eco di Bergamo.

Chi desidera una copia del libro può scrivere a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare al numero 02.4294460.

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L'8 settembre è un giorno di festa e di preghiera per tutta la famiglia di Don Orione: è infatti il giorno delle Prime Professioni Religiose dei giovani che hanno completato il loro cammino vocazionale. Dopo un percorso di discernimento, di preghiera e di conoscenza della congregazione, questi giovani sono pronti a dire sì a Dio, facendo voto di castità, povertà e obbedienza per un anno, nella famiglia di Don Orione. Il primo passo nel loro cammino di religiosi. Questa mattina, nel santuario della Madonna della Guardia, cinque giovani diranno il loro sì davanti al Provinciale Don Aurelio Fusi: Cristian Sergiu Andrieş, Giuseppe Maltese, Vincenzo Palmeri, Peter Karanja Kinyanjui, Wycliffe Lubembe Mumia. Solo la lettura dei nomi esprime il respiro internazionale dell'opera di Don Orione, la realizzazione del sogno della Madonna dal manto azzurro: sotto il manto di Maria, uomini, donne e bambini di ogni etnia, anziani e giovani, sani e ammalati, sacerdoti e laici.

A tutti l'invito di accompagnare questi giovani con un ricordo nella preghiera, perché il loro sì si rinnovi ogni giorno e porti frutti in abbondanza.

Riportiamo un breve testo di Don Orione, per comprendere meglio la sua concezione del sacerdozio:

Fine del sacerdozio è di salvare le anime e di correre dietro, specialmente, a quelle che, allontanandosi da Dio, si vanno perdendo. Ad esse devo una preferenza, non di tenerezza, ma di paterno conforto e di aiuto al loro ritorno, lasciando, se necessario, le altre anime meno bisognose di assistenza. Gesù non venne per i giusti, ma per i peccatori. Preservatemi, dunque, o mio Dio, dalla funesta illusione, dal diabolico inganno che io prete debba occuparmi solo di chi viene in chiesa e ai sacramenti… Solo quando sarò spossato e tre volte morto nel correre dietro ai peccatori, solo allora potrò cercare qualche po' di riposo presso i giusti. Che io non dimentichi mai che il ministero a me affidato è ministero di misericordia…”

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Ieri per il Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno è stata una data molto importante, perché si è  celebrata la S. Messa di saluto per Don Severino Didonè che, per effetto delle ultime nomine da parte del Padre Provinciale, è stato destinato al Piccolo Cottolengo di S. Maria la Longa dove ritroverà, con la carica di Direttore, una “vecchia” conoscenza del PCDO di Seregno: Don Luigi Pastrello.
Nel corso delle celebrazione, don Severino, dopo aver affidato la Casa di Seregno alla Madonna, ha parlato della grande carica di carità che nel corso degli anni ha vissuto al PCDO di Seregno. Riprendendo la storia della Casa, Don Severino ripercorre il suo cammino, con una maggiore attenzione agli ultimi 9 anni trascorsi nella nostra città. Un particolare accento, Don Severino lo pone sull’accoglienza ricevuta al PCDO e dice di essersi trovato molto bene e proprio per questa ragione non vorrebbe proprio andare via; ma di fronte all’obbedienza al Padre Provinciale, i Figli della Divina Provvidenza non possono dire di no, quindi da lunedì il servizio di Don Severino ripartirà da S. Maria la Longa, ovvero da quel posto da dove molti anni fa iniziò il suo servizio.
Dopo la celebrazione, Don Giovanni Paioletti, il nuovo vicario della Comunità di Seregno, parla dei tre messaggi che lascia Don Severino: l’obbedienza ai superiori; l’amore per le persone che abitano la casa; la fedeltà della professione religiosa.
Hanno poi preso la parola i rappresentanti dei collaboratori del Piccolo Cottolengo che, dopo aver pronunciato una preghiera di affidamento di Don Severino a Maria, donano al vicario uscente un piccolo pensiero prodotto da tutti gli abitanti della Casa di Seregno.
Dopo la benedizione, un gustoso aperitivo di saluto per tutti.

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Da oggi inizia a Paternò, al Santuario della Consolazione, un triduo di preghiera per le vocazioni.

Sabato 16 settembre ci sarà una giornata di festa e di preghiera, una giornata giubilare vocazionale che vedrà alcuni importanti anniversari: Don Vito Mandarano, rettore sel santuario, Don Franco Annis, Don Albino Bassanese, Don Natale Lucidi, Don Bruno Fiorini, Don Oreste Maiolini, Don Enzo Algeri e Don Nino Tomasello celebreranno il loro quarantesimo anniversario di sacerdozio e cinquantesimo di vita religiosa; Don Alessandro Ronsisvalle ricorderà il suo venticinquesimo anniversario di sacerdozio; Sua Eccellenza Monsignor Salvatore Gristina, Arcivesvovo di Catania, ricorderà il venticinquesimo anniversario del suo Episcopato.

Alle 19,30 proprio l'Arcivescovo di Catania celebrerà il solenne Pontificale, insieme al Direttore Provinciale Don Aurelio Fusi ed ai sacerdoti e religiosi del XII Vicariato di Paternò- Ragalna  In quella giornata i fedeli potranno richiedere l'indulgenza plenaria. Una celebrazione per ringraziare del dono del sacerdozio e della vita consacrata, per pregare per nuove vocazioni, per pregare per Papa Francesco che festeggia il suo venticinquesimo anniversario di Episcopato: alla fine della solenne concelebrazione, fuochi d'artificio e un concerto bandistico.

Anche chi è lontano può unirsi a queste intenzioni di preghiera e può collaborare al restauro del Santuario


Con un versamento su conto corrente postale n. 14717953, intestato a SANTUARIO DELLA CONSOLAZIONE OPERA DON ORIONE PATERNO’. Causale: restauro santuario

Con un versamento su conto corrente bancario della Banca Monte Paschi Siena intestato SANTUARIO DELLA CONSOLAZIONE. Iban: IT49M01030841100000001875. Causale: Restauro santuario.

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Anche a Antsofinondry, una piccola cittadina che si trova nella periferia nord della capitale Antananarivo, in Madagascar, si è celebrata la Festa della Madonna della Guardia.
Oltre alla festa della Madonna, in quella comunità c'è stato un altro evento significativo, l'appuntamento con i giovani che hanno finito la maturità e hanno il desiderio di entrare nella Congregazione. Don Mamisoa e  don Rinja, con l'aiuto di due chierici Clovis e Jean Charles, dal 28 agosto fino al 2 settembre conducono uno  STAGE VOCAZIONALE ad Antsofinondry per i ragazzi neodiplomati. Hanno aderito ventiquattro giovani, nove da Faratsiho, tre di Sabotsy Namehana, uno da Ambanja e gli altri dalla periferia della capitale.
Lo scopo di questo incontro è di stare insieme e conoscersi, per sostenere una decisione importante per loro e per la Congregazione.
Dieci  di loro sono candidati al primo anno di prenoviziato, gli altri sono indirizzati a un anno di esperienza comunitaria nelle varie comunità di Madagascar: sono detti "diaspora", avevano contatto con la Congregazione ma sono rimasti a casa durante il liceo.
"Ringraziamo sempre il Signore che continua a chiamare i giovani e ci da lavoratori pronti per il Suo campo e per la Congregazione" dice con gioia Don Mamisoa.

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Sono terminati oggi gli esercizi spirituali che hanno coinvolto una cinquantina di religiosi. Oggi i sacerdoti che festeggiano il loro giubileo sacerdolale, ovvero 25 e 50 anni dall'ordinazione sacerdotale, sono in visita a Tortona e domani festeggeranno durante la santa messa delle 8.30, celebrata da padre Tarcisio Vieira.

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