"Aiutatevi, compatitevi l’un l’altro: se avete qualcosa da dirvi, ditelo con carità."
Don Orione

Cerca nel sito DOI

#seguilastella

Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Oggi si celebra la prima Giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco al termine del Giubileo. Mentre in piazza San Pietro, insieme al Papa i protagonisti saranno gli ultimi, gli scartati, i desamparados, come scriveva Don Orione dall'America Latina, a Tortona cinque giovani saranno ordinati diaconi, per dire il loro sì a Cristo nella famiglia di Don Orione, per servire gli uomini e le donne esclusi dalla società.

Questi cinque giovani rappresentano il mondo intero, quel mondo sotto il manto azzurro della Madonna sognato da Don Orione: accompagniamo con la preghiera Andrews Arul Dhas (India), Da Silva Josimar Felipe (Brasile), Rodrigues Andreson Cristian (Brasile), Metuor Dabire Pogbeweleyebr Arsene (Burkina Faso), Mosak Piotr (Polonia).

Condividi su:

Come tradizione, il giorno dopo l'ordinazione, il novello sacerdote celebra la sua prima messa, insieme ai familiari ed amici.

Ci uniamo alle preghiere di quanti hanno pregato con lui in questa celebrazione, per sostenere il suo cammino e quello di tutti i giovani che hanno detto sì al Signore, offrendo la loro vita.

Condividi su:

La missione orionina in Albania ha festeggiato il 18 ottobre i suoi primi 25 anni. Tra le tante iniziative per ringraziare e celebrare questo compleanno importante, sicuramente il momento che più rispecchia il carisma di San Luigi Orione è stata l'ordinazione sacerdotale di Pavlin Preka, ieri a Scutari. Don Orione amava e valorizzava la vocazione religiosa a tal punto da scrivere in una lettera del 1914 "Il desiderio della vita perfetta non può venire che da Dio. È una somma grazia che Iddio ti fa: la vocazione religiosa è il più grande beneficio di Dio, dopo il battesimo. (…) E la vocazione religiosa non è già di chi è perfetto; ma di chi desidera di diventarlo. (…) Va avanti alla Madonna: mettiti come uno straccio, di più, come un figlio, ma bambino nelle sue mani, e poi decidi come fossi in punto di morte, e avrai deciso bene”

Il venticinquesimo anniversario dell'arrivo dei sacerdoti orionini non poteva che culminare nell'ordinazione di un giovane che con il suo sì pieno al Signore continua la sua opera seguendo le orme di san Luigi Orione.

Ma non solo questa festa ha visto protagonisti gli orionini in Albania: mercoledì a Elbasan si è tenuto un simposio a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vescovo ortodosso AnDon Merdani, della  diocesi di Elbasan-Shpati-Librazhd; il Myftì, della regione di Elbasan, Agim Duka; il Pastore dell’Alleanza del Vangelo, Ilirjan Gjoni. Tra le autorità civili hanno partecipato: il Prefetto della città, sig. Arben Kamami; il Vice Sindaco Ervin Saraçi e il deputato del Parlamento sig. Taulat Balla. Presenti anche numerose Suore del distretto di Elbasan, un nutrito gruppo di giovani e alcuni laici orionini venuti dall’Italia.

Don Achille Morabito ha trattato il tema “Don Orione e l’Albania”, ripercorrendo le tappe che hanno portato la Congregazione nel “Paese delle aquile”. Molto prezioso, a riguardo, è il Diario scritto da Don Santo Gemelli, primo missionario in Albania negli anni Trenta. Dopo l’avvento al potere di Henver Hoxha, nel gennaio del 1946, i confratelli furono tutti espulsi dall’Albania.  Nel luglio del 1991 – dopo l’appello di Giovanni Paolo II – la Congregazione prese i primi contatti per un «ritorno» al di là dell’Adriatico. E così il 18 ottobre 1992 si ricominciò l’avventura in Albania con due confratelli: Don Giuseppe De Guglielmo e Fratel Renato Ponassi. Successivamente la comunità di Elbasan, prima, e quella di Shiroka, fondata del 1998, hanno accolto altri confratelli.

Don Felice Bruno, Consigliere provinciale delegato per le missioni, ha trattato il tema “Passione per Cristo, per l’uomo, per l’unità”. Partendo dal motto: Instaurare omnia in Cristo ha sottolineato l’amore appassionato a Cristo che si rivela in alcune pagine straordinarie che ci manifestano un volto di Don Orione mistico. Ma il suo non è un amore astratto, ma si declina in una passione grande per l’uomo, nei quali vede, ama e serve il Figlio dell’Uomo. Un amore che si fa impegno per la giustizia e il riconoscimento della dignità dei poveri  la battaglia per il riconoscimento delle 8 ore per le mondine, l’accoglienza in seminario dei neri in Brasile, delle religiose e religiosi ipovedenti…). Infine l’amore per Gesù si declina in una passione per l’unità dei cristiani: la preghiera di Gesù divenne la sua preghiera, un suo impegno attraverso la carità. Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ecumenismo della carità, ha evidenziato il ruolo dei “Piccolo Cottolengo” costruiti in tutte le grandi città, quali particolari centri di ecumenismo concreto, con l’accoglienza di chiunque abbia un dolore da lenire, di ogni lingua, razza e cultura. Infine, ricordando il decennale della nascita della creazione del centro interreligioso di Elbasan, Don Bruno ha sottolineato il ruolo delle Chiese e delle religioni nella collaborazione per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno.

Don Giuseppe De Guglielmo ha concluso gli interventi, ricordando in modo particolare i primi momenti, che non è esagerato definire “eroici”, viste le difficoltà di ogni tipo, dalla lingua alla cultura, dalle strutture alla situazione economica disastrosa, per non parlare dei danni morali e psicologici che aveva generato  il regime comunista per quasi 50 anni. Ecco uno dei passaggi del suo intervento: «Dopo qualche giorno, le  paure e i pregiudizi sparirono di colpo; fummo  avvolti da un’atmosfera di accoglienza calorosa. Mi rimasero impresse nella memoria, tra l’altro, le bellissime e significative benedizioni che ci venivano rivolte, come: “Benedette le tue gambe che ti hanno portato oggi qui a casa mia” (una vecchietta di Gjinar)…. Fratel  Renato invece si tuffò, nel vero senso della parola, nei quartieri di Elbasan più problematici  con delle sacche di povertà estreme e di abbandono sociale. In pochissimi giorni tutti conoscevano chi era Fratel Renato! Cominciò col distribuire caramelle e immagini sacre, alimenti,  biancheria… Tutti lo rispettavano: niente albanese, italiano così così;  non era un intellettuale esperto in problematiche sociali; però  parlava  una lingua molto  strana, che non si apprende nei banchi di scuola e che tutti capiscono: la lingua della carità».

 

Condividi su:

Domenica, 15 Ottobre 2017

Voluntari - Il saluto al Vescovo

La scorsa settimana abbiamo festeggiato l'ordinazione di cinque nuovi Diaconi, cinque giovani che hanno scelto di dire un sì pieno a Dio.

Oggi ricordiamo quel clima di festa per l'opera Don Orione e per tutta la Chiesa attraverso le parole che Don Aurelio Fusi, direttore provinciale, a rivolto come saluto all'Arcivescovo di Bucarest, Ioan Robu.

Eccellenza Reverendissima,

desidero ringraziarla a nome dei presenti e dell’intera Provincia “Madre della Divina Provvidenza” per il dono di questa mattina; cinque nuovi diaconi si sono aggiunti alla nostra Famiglia per arricchirla con il dono della loro consacrazione e del loro ministero. Questo evento – di cui il mondo sempre distratto non se ne accorge – si iscrive in un anniversario significativo della nostra Congregazione; infatti, 125 anni or sono, il chierico Luigi Orione dava inizio alla sua prima opera religiosa e sociale: l’oratorio “san Luigi Gonzaga”. Si trattava di un semplice cortile a fianco del Duomo di Tortona, fino ad allora immerso in un silenzio claustrale e, da quel momento, trasformato in uno spazio pieno di ragazzi rumorosi, gioiosi, conquistati da quel chierico “un po’ originale” ma dal cuore pieno di amore. Più tardi, lo stesso Don Orione, ormai fondatore conosciuto, descrivendo se stesso si autodefinirà “un cuore senza confini, perché dilatato dall’amore di Cristo”.

I nostri diaconi Andrei, Catalin, Fabian, Francisc e Gabriel non sono stati ordinati in una basilica romana – questa scelta sarebbe stata facilmente realizzabile – ma nella chiesa di Voluntari, annessa al Piccolo Cottolengo e affacciata sulla strada. Questi particolari, per i più totalmente insignificanti, in realtà indicano uno stile ben preciso di essere servitori nella vigna del Signore.

Lo saranno anzitutto con il ministero liturgico. In altre parole, il Vangelo diventerà parte della loro vita, riempiendo la loro mente, la loro bocca e il loro cuore. Così voleva Don Orione, quando invitava i suoi seguaci ad imparare a memoria ampie parti del Vangelo stesso. Lo abbiamo sentito anche oggi con le parole della liturgia: “Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunciatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni”.

Questa bella chiesa si affaccia sulla strada dove centinaia di persone passano ogni giorno. Anche questo particolare indica uno stile del servizio dei nostri diaconi. Saranno i diaconi della strada, ossia non perderanno occasione per aprire la loro bocca e far conoscere il nome del Signore a tutti coloro che incontreranno. Infatti, la parola di Dio non può essere nascosta sotto il moggio ma va posta in alto affinché sia un dono da diffonde ovunque. Come abbiamo ascoltato nella preghiera consacratoria, l’esempio della loro vita, generosa e casta, sarà un richiamo costante al Vangelo e susciterà imitatori nel popolo santo di Dio.

Infine la nostra chiesa si apre verso un altro luogo santo, reso tale dalla sofferenza di tanti innocenti: si apre verso il Piccolo Cottolengo, la casa dei nostri fratelli più piccoli, delle “nostre perle” come era solito dire Don Orione. Anche questo particolare non può essere interpretato come una semplice coincidenza, ma indica ancora una volta uno stile, una caratteristica che si deve attaccare ai nostri diaconi come una seconda pelle. Lo ricorda la preghiera consacratoria quando dice loro di essere “sinceri nella carità, premurosi verso i poveri e i deboli, umili nel loro servizio, retti e puri di cuore, vigilanti e fedeli nello spirito”.

Eccellenza, in questo momento tanto significativo mi permetta di esprimere alcuni ringraziamenti. Anzitutto desidero dire il più bel grazie ai genitori, ai fratelli e ai parenti di Andrei, Catalin, Fabian, Francisc e Gabriel perché essi sono i primi e più grandi benefattori della Chiesa e della Congregazione, avendo donato al Signore i loro figli. Quando erano ancora adolescenti, hanno acconsentito al loro ingresso in seminario, in un luogo certamente sicuro, ma che li ha allontanati dalla loro vista. Oggi hanno raccolto qualcosa del loro sacrificio, mentre la piena mietitura sarà fra qualche mese quando potranno vedere i loro figli ordinati presbiteri.
Ringrazio i confratelli e tutti i sacerdoti che hanno partecipato a questa concelebrazione. Alcuni sono fratelli e parenti dei nostri diaconi. La loro presenza ha contribuito a far sentire il calore della Famiglia diaconale e presbiterale, casa di comprensione, di conforto e di fortezza per i nostri confratelli appena ordinati. Desidero ringraziare i loro formatori, Don Valeriano, Don Pierangelo, Don Leonardo, Don Alessandro, P. Jassent e Don Carlo; sono nomi belli per noi, nomi di religiosi che hanno donato qualcosa della loro vita per la formazione di altri religiosi.

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere gioiosa questa liturgia: i cantori, i seminaristi di Iasi, coloro che hanno organizzato l’accoglienza e particolarmente i religiosi di questa casa, Don Marius, Don Valeriano e Don Damian, sui quali è sceso il peso dell’organizzazione.

Su tutti invoco la protezione di Maria e la benedizione di san Luigi Orione.

 

 

 

Condividi su:

Domenica, 08 Ottobre 2017

Voluntari - Cinque nuovi diaconi

Ieri a Voluntari cinque giovani chierici rumeni hanno ricevuto l'ordine del diaconato: Andrei Lorent,  Catalin Gaspal, Fabian Pitreti, Francisc Lacatus e Gabriel Ciubotariu. Nelle parole del Vescovo Ioan Robu, arcivescovo di Bucarest, si condensa il significato profondo di questo importante passo verso il sacerdozio: zelo apostolico, pazienza nel servizio e fedeltà nella preghiera.

Sia questo anche il nostro augurio, nella domenica in cui la Chiesa ci invita a portare frutti abbondanti nella vigna del Signore.

Condividi su:

Santuario del Getsemani, Capaccio-Paestum (SA) - 20-24 Settembre  2017

 

“È necessaria una grande rinascenza di fede” (San Luigi Orione)

Siamo alla 19a edizione degli Esercizi spirituali della Famiglia Orionina, che vede riunirsi ogni anno i vari rami della famiglia carismatica: religiosi, religiose, ISO, e soprattutto membri del MLO, che sono la maggioranza: quest’anno oltre una quarantina i partecipanti.

A guidare le meditazioni è stato don Paolo Clerici, che partendo dalla nota pagina di Don Orione: “Lavorare cercando Dio solo”, ha dato il senso ai tre giorni, come un Ridare a Dio il Primato nella nostra vita. È stato un bagno nella Parola di Dio, soprattutto con l'approfondimento delle parabole del Regno di Dio, contenute nel cap. 13 di Matteo, con cui ognuno ha potuto confrontare il proprio cammino di vita.

Venerdì: Giornata penitenziale, con la possibilità delle confessioni, e nel pomeriggio il Pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Granato (Melograno), dove si è giunti meditando sulle stazioni della via crucis, le cui riflessioni sono state preparate dai partecipanti stessi.
Il culmine è stata la Celebrazione della Santa Messa, presieduta da Don Alberto Alfarano.

Sabato ha presieduto la celebrazione Don Domenico Crucitti, che ha ricordato il suo 50 di ordinazione sacerdotale e 60 di vita religiosa. Inoltre ha ricordato tutto il cammino fatto: partendo da uno stimolo di una decisione capitolare e per intraprendenza di Don Vincenzo Alesiani, si diede inizio nel 1998 agli Esercizi della Famiglia orionina, che furono fatti per la prima volta a Montebello della Battaglia (PV).

Nel Pomeriggio, c'è stata una visita artistico-storica-culturale: essendo vicinissimi a Paestum, si è colto l'opportunità di fare una visita ai resti dei templi, ben conservati della Magna Grecia, l'antica Poseidonia, divenuta Paestum al tempo dei romani, e in seguito Capaccio.
Il museo e la bellezza del sito archeologico con i maestosi 3 templi hanno fatto conoscere una parte della storia gloriosa di queste terre.

Domenica mattina la condivisione finale e le conclusione, per poi ritrovarsi tutti nel Santuario del Getsemani a celebrare l'eucaristia: momento ottimale per ringraziare il Signore per tutti i suoi benefici, e per quanto si si è condiviso in questi giorni.
Si riparte rinfrancati nel corpo e nello spirito, e ricaricati per continuare il cammino, ognuno con i propri impegni di lavoro professionale, o di impegni apostolici, nel nome di Don Orione continuando a impegnarci nel fare il bene.

Condividi su:

La parabola dei lavoratori a giornata è la risposta “sconcertante” di Gesù alla domanda degli apostoli che hanno lasciato tutto per seguirlo: “Che cosa ne avremo?”. Il padrone della vigna, che ha dato agli operai quanto era stato concordato, si ritiene nel giusto. Non solo non accetta il loro intervento, ma difende la bontà del suo operato, accusando di invidia l’interlocutore. Matteo, che vede, al di là della parabola, il risentimento del popolo ebraico contro l’eccessiva misericordia divina riguardo ai pagani ammessi “gratuitamente” nel Regno, sa quanto sia difficile comprendere l’agire di Dio, che ci scandalizza (Vangelo).
Dio non pensa come noi e nel suo agire segue vie che sembrano opposte alle nostre: «misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore; buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature» (I Lettura). Il percorrere le vie di Dio ci conducono alla meta, tenuto conto che noi non sappiamo neppure quale via scegliere, come confessa lo stesso Paolo (II Lettura). Convinti che Dio ci vuole bene, abbandoniamoci fiduciosi alla sua volontà.

Condividi su:

Il giorno 8 settembre nella chiesa parrocchiale della Madonna del Rosario di Bardhaj alle 18.00 durante la messa della festa della nascita di Maria, il chierico Dritan Boka ha rinnovato, nelle mani di Don Rolando Reda (delegato dal provinciale), i suoi voti temporanei per un anno. Hanno concelebrato i confratelli della comunità Don Dorian Mjestri, Don Giuseppe Testa e i confratelli venuti per l’occasione da Elbasan, Don Giuseppe De Guglielmo e Don Giuseppe Bisceglia.  Erano presenti i familiari di Dritan, in particolre il papà che nonostante le difficoltà che ha nel muoversi ha voluto essere accompagnato fino alla chiesa per essere presente a questo momento importante per il figlio e un folto gruppo di giovani di Bardhaj e di Oblike ai quali dopo la comunione Dritan stesso ha rivolto un pensiero raccontando la bellezza gioiosa dell’esperienza che sta vivendo nella risposta alla chiamata del Signore sia nello studio che nella attenzione ai poveri nella bella esperienza vissuta durante l’estate nelle nostre missioni del Madagascar. Si è pregato per lui affinché si rafforzi nella sua risposta e perché il Signore in mezzo ai giovani susciti altre vocazioni per il regno di Dio, il bene della Chiesa e lo sviluppo della congregazione in Albania. Un Kokteil semplice, ma gioioso ha concluso la serata.

Condividi su:

Mercoledì, 20 Settembre 2017

Genova - 25° in famiglia

Giornata di festa ieri al Piccolo Cottolengo Genovese: tutta la comunità ha infatti celebrato il venticinquesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Alessandro D'Acunto, direttore del PCDO. Alle 10, il Vescovo emerito di Tortona, Monsignor Martino Canessa ha presieduto la messa, animata dal coro, che ha indossato per la prima volta la sua nuova divisa. La chiesa era  gremita di ospiti, familiari, operatori con la divisa bianca o azzurra, le cappe rosa delle volontarie, amici e collaboratori dell'opera.

Il Vescovo nell'omelia ha ricordato la stretta amicizia che lo lega a Don Alessandro e ha posto a tutti una domanda molto diretta: perché festeggiare un venticinquesimo? È la Chiesa che lo vuole, per ringraziare il Signore del dono della fedeltà: questo l'augurio a Don Alessandro, continuare il suo cammino di sacerdote nella fedeltà alla sua chiamata, nella fedeltà a Cristo, nella fedeltà al carisma di Don Orione, portando ancora a tante persone la carità che tutti accoglie e abbraccia.

Don Alessandro, nel ringraziare i presenti, ha delineato con poche battute lo spirito della giornata: "Questa è la vita del Piccolo Cottolengo: il telefono di un ospite che suona, uno che deve andare in bagno, un altro che chiede se è già ora di fare la comunione. Nella sua semplicità, questa è la nostra vita ed è bello essere qui, insieme". Il Direttore ha poi letto il messaggio di un operatore il quale, non potendo essere presente, gli ha scritto un messaggio: "le auguro di essere sempre in grazia di Dio". Con questo augurio rivolto a tutti i fedeli si è chiusa la celebrazione, perché, come ha ricordato Don Alessandro, " se c'è la grazia di Dio c'è tutto".

 

Condividi su:

Nei giorni 14, 15 e 16 settembre si sono svolti i segretariati ecumenico e missionario.

Quello ecumenico ha avuto due momenti essenziali: il primo quello di programmare l'animazione del nuovo anno pastorale e la programmazione di un Pellegrinaggio ecumenico da realizzarsi nel 2018.
Il secondo momento è stato l'incontro con il pastore Martin Kruse Jeans presso il tempio luterano di Roma. A questo incontro, volutamente allargato, hanno preso parte anche alcuni parrocchiani di Ognissanti, i parrocchiani della parrocchia Mater Dei, i novizi, qualche chierico ed alcuni rappresentanti dell'Istituto Maria di Nazaret.
Molto interessante la testimonianza del Pastore e soprattutto il dialogo con i partecipanti.

Il segretariato missionario ha visto la partecipazione della referente giovanile dell'Ufficio Nazione CEI per le Missioni che ha presentato ai partecipanti l'Ottobre missionario e gli strumenti utili per una adeguata animazione. Ha inoltre presentato l'iniziativa del Festival della Missione che si celebrerà a Brescia dal 12 al 15 ottobre prossimi.
Vi è stata poi la presentazione del Tema annuale di formazione della Provincia con una proposta per declinarlo nei gruppi e realtà missionarie. C'è stato un aggiornamento sulle missioni orionine ed è stato presentato il programma delle celebrazioni del XXV della presenza orionina in Albania.

Condividi su:

Pagina 1 di 7

Cerca nel sito DOI

#seguilastella

Los desamparados

Giornata mondiale del Migrante e Rifugiato 2018

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3