"Su tutto e su tutti alziamo Gesù Cristo e Cristo crocifisso: non v’è altra salute e altra vita."
Don Orione

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Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Questa mattina a Venezia al Centro Culturale Don Orione Artigianelli al via il Convegno “Disturbi del Neurosviluppo e Salute Mentale”.

I soggetti portatori di disabilità provengono da storie cliniche e personali molto diverse, accomunati dalla generica denominazione di disabilità fisiche o mentali.
Viene, infatti, sottolineato che il disabile psichico o mentale, spesso, presenta delle caratteristiche comportamentali tali da renderlo refrattario ad ogni intervento di natura socio riabilitativa o a qualunque prospettiva di reinserimento nella comunità.
Per molti soggetti che rappresentano questa disabilità il destino finale è l’istituto o la residenzialità protetta. Tale condizione, per molti versi, si caratterizza per un basso profilo di natura terapeutica e riabilitativa ed un generico profilo di natura assistenziale e, nel migliore dei casi, occupazionale lavorativa.

Con questo convegno si intende sensibilizzare tutti i soggetti interessati, nello specifico operatori dei diversi profili professionali, medici, neurologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, infermieri, educatori, riabilitatori, assistenti sociali, operatori socio sanitari, alla possibilità di rivedere l’attuale assetto clinico organizzativo delle strutture preposte ai trattamenti per i soggetti con disabilità.
Si intende così prospettare soluzioni efficaci, finalizzate all'effettivo recupero funzionale e sociale delle abilità intellettive e di relazione e ad un loro utile reimpiego nella società.
I principi che ispirano questa prospettiva sono di natura neuroscientifica, che considera fondamentale, nello sviluppo del sistema nervoso centrale, la possibilità di nuovi percorsi ed orientamenti, secondo il principio della neuroplasticità celebrale e della tecnologia messa a servizio della persona, indipendentemente dalle sue “abilita”.

 QUI la locandina.

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Il 15 novembre presso il Santuario dell’Incoronata di Foggia c’è stata la XIII Giornata dimostrativa di raccolta in continuo delle olive, il convegno era esteso a tutta la Puglia.
Hanno partecipato oltre 300 persone, sono intervenuti alcuni docenti proveniente da varie università dell’Italia, Bari, Pisa, Foggia, e c’è stata la presenza straordinaria del presidente di Agromillora Group, cooperativa spagnola. La Spagna è il primo produttore mondiale di Olio e Agromillora Group è leader mondiale del settore.

Nel pomeriggio vi è stata la visita all’azienda agricola Cericola, oleificio del territorio che porta avanti alcune innovazioni nell’ambito della produzione intensiva degli olivi.
Il convegno è stato molto interessante, ha portato nuove prospettive di sviluppo per il futuro come l’incentivare la piantagione di olivi e diffondere nuove tecniche di potatura, spremitura e raccolta.

Il Convegno si è svolto al Santuario dell’Incoronata, luogo significativo per “l’olio” perché il pastore Strazzacappa come segno di fede e amore e venerazione nel 1001, offrì alla Madonna dell’Incoronata una caldarella con dell’olio facendone una lampada votiva. Da qui la tradizione tutt’ora viva, di alimentare sempre la lampada; infatti la domenica successiva la festa della Madonna dell’Incoronata una comunità locale offre l’olio per alimentare la lampada.

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Oggi venerdì 23 novembre, giornata di convegni: “La solitudine nell’anziano” e “La cultura tecnica uno sguardo al futuro tra formazione e lavoro”

Presso l’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Cagliari per la Giornata Nazionale contro la solitudine nell’anziano si tiene il Convegno “La solitudine nell’anziano”. Il tema dell’invecchiamento della popolazione italiana rappresenta una delle principali sfide per il sistema di welfare.
L’incremento e le dinamiche demografiche, unitamente alla sempre più carente situazione di finanza pubblica sembrano mettere in discussione la sostenibilità futura degli interventi per l’assistenza agli anziani e la non autosufficienza.
La via da percorrere per creare modelli efficaci di cura e relazioni sociali sembra avere una precisa direzione e cioè ricercare soluzioni che valorizzino la dimensione proattiva dell’anziano riducendo così le condizioni di fragilità.


Presso il Salone multimediale di Endo-fap Don Orione di Borgonovo Val Tidone (PC) si tiene il Convegno “La cultura tecnica uno sguardo al futuro tra formazione e lavoro”.
L’appuntamento organizzato da ENDO-FAP Don Orione Borgonovo, ha l’obiettivo di far emergere il valore della cultura tecnica, nella consapevolezza che oggi, e sempre di più nel futuro, rappresenterà un valore aggiunto nella formazione di un lavoratore. Al tavolo sono invitate rappresentanze dal mondo dell’azienda, della politica, del sindacato e della formazione professionale. Attraverso il dialogo tra le parti e gli interventi dal pubblico, si vuole analizzare la situazione attuale e le prospettive future, da più punti di vista.

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Sono forse io il guardiano di mio fratello? Un Convegno in Casa Don Orione a Trebaseleghe per parlare di cura e accompagnamento al fine vita

Dice Ostasesky direttore dello Zen hospice di San Francisco “se mi dedico veramente ad una persona che sta per morire in quel momento mi dedico anche a me stesso: non si fa altro che camminare insieme, mano nella mano, attraverso la nascita e la morte”.

Così come la nascita, la morte fa parte della vita e questo è un’evidenza. Quello che risulta essere meno scontato è il modo nel quale ci si prende cura dell'una e dell'altra.
Spesso un luogo comune che viene utilizzato è “non c'è più niente da fare”.
È vero che arriva un momento della vita in cui non è più possibile protrarla ulteriormente. Ma si può fare molto per accompagnare la vita di una persona che giunge al termine della sua esistenza. Accompagnare nel senso di prendersi cura della sua vita, fino all’ultimo giorno. Fino all’ultimo istante. Qualunque sia la sua età. Chiunque esso sia.
L'accompagnamento delle persone in fin di vita non è una questione di età o di malattia, e la morte non è una sfortuna che capita solo ad alcuni; la morte è semplicemente insita nel processo naturale della vita. Semplicemente.
La morte è anche un importante momento della vita, è la chiusura di un cerchio. È importante cambiare lo sguardo con cui si vede la persona morente perché ci sia sempre qualcosa da poter fare, perché esistono patologie inguaribili, ma non esistono persone di cui non ci si possa prendere cura.

La casa di riposo è un luogo in cui si muore. È un evento frequente. Ma non può e non deve essere un evento tralasciato rispetto ad altre fasi di vita, né tantomeno visto con occhi rassegnati e abituati. Ecco le motivazioni che hanno spinto la Casa don Orione di Trebaseleghe ad interrogarsi sul fine vita.
Questo momento di analisi è stato realizzato attraverso un Convegno che si è svolto il 9 novembre e che ha avuto come titolo: “Sono forse io il guardiano di mio fratello? La cura e l’accompagnamento della persona negli ultimi giorni di vita”.
Per analizzare questo tema sono stati ospitati cinque relatori di eccezione che hanno dato una lettura tecnica ognuno secondo la propria professionalità.

Ha aperto il Convegno il Dr. Davide Gandini segretario generale del Piccolo Cottolengo genovese di Don Orione portando la visione dell’uomo nella vita e nelle opere di San Luigi Orione. Al centro di tutto il valore assoluto dell’uomo in qualsiasi momento della sua vita. Questo ha dato il l’avvio all’architettura dei successivi interventi.
Il dott. Sergio Trentanovi ex Presidente del Tribunale di Belluno ed ex Giudice Tutelare ha messo a confronto il Diritto e la Medicina in un sistema dialogante.  I temi che sono stati affrontati hanno riguardato l’autodeterminazione e il consenso informato nella relazione di cura nonché l’autonomia decisionale e la responsabilità professionale passando per il dovere di cura e la rifiutabilità del trattamento sanitario proposto. La sottolineatura e il filo rosso che ha legato l’intervento sono stati rappresentati dalla persona e dalla sua dignità giuridica e valoriale come centro univoco per il legislatore.

Grazie alla dr.ssa Bianca Maria Fraccaro, medico e componente del comitato di Bioetica per la Pratica Clinica dell'Azienda Ospedaliera di Padova, il fine vita è stato poi trattato anche dal punto di vista delle cure palliative che non significa cure di scarsa importanza proposte per mancanza di alternative valide ma che significa invece fornire una risposta concreta per accompagnare con dignità la persona che sta morendo. Mettere al centro la persona che muore significa lenire il dolore fisico e sostenere anche i familiari accompagnandoli in questo percorso.
La Dr.ssa Bullo, Presidente di Avapo Mestre, ha descritto le disposizioni della Legge 38/2010 in merito all'attivazione di percorsi di cure palliative soffermandosi poi sull'importanza di interventi di tipo multidisciplinare, nell'affiancare la famiglia ed il malato che desidera essere assistito nella propria casa. Accogliere e dare una risposta ai molteplici bisogni di una persona che sta vivendo la fase conclusiva della propria vita è quanto Avapo si impegna a garantire nel rispetto delle volontà espresse.

L’analisi del tema si è poi spostata sul versante psicologico con la dr.ssa Ambrosi psicologa e psicoterapeuta dell’area anziani che ha portato una testimonianza diretta del protocollo realizzato nelle strutture dove lavora per accompagnare la persona morente. A conclusione la dr.ssa Marina Gardinale psicoterapeuta e docente presso la scuola di specializzazione ha parlato di consapevolezza della propria morte e di quella dell’altro come sostegno e aiuto in una fase così carica di significati.

Gli organizzatori sono rimasti particolarmente colpiti dalla varietà di cui era composta l’aula tra professionisti, familiari e volontari di diverse provenienze a conferma che questa parte della vita accomuna tutti.
Le riflessioni esposte hanno generato inoltre dei quesiti che potranno essere ulteriormente approfonditi in futuro.  
Alessandra Desiderà e Pio Simionato, psicologi della Casa Don Orione Trebaseleghe, nel ringraziare in primis il Dr. Davide Gandini per la raffinata abilità e delicatezza con cui ha condotto la moderazione di questo Convegno e le numerosissime persone che vi hanno preso parte e che hanno contribuito a renderlo un evento di reale scambio possono concludere che: “tutti noi siamo i guardiani dei nostri fratelli; lo siamo nella misura in cui il tratto di strada percorso assieme ci rende compagni di viaggio responsabili l’uno dell’altro.”

“Amore a Dio e amore al prossimo: due fiamme di un solo e sacro fuoco” San Luigi Orione

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La conclusione del XXIV Convegno amministrativo è stata affidata alle parole del Direttore Provinciale Don Aurelio Fusi e dell'Economo Provinciale Don Alessandro D'Acunto.

Quest'ultimo ha ringraziato i presenti della partecipazione attiva e attenta ai lavori e ha ricordato a tutti l'importanza della continuità tra momenti di confronto e riflessione, come il convegno, e la vita lavorativa di tutti i giorni: gestire oggi una qualsiasi attività richiede sì un piano di sviluppo strategico, ma senza una grande attenzione al carisma qualsiasi piano poco giova.

Sul tema della trasmissione del carisma si è soffermato Don Aurelio Fusi, ricordando le molte testimonianze narrate da chi aveva conosciuto Don Orione. Passato il tempo dei testimoni diretti, come si può conoscere Don Orione ed essere, oggi, fedeli al suo carisma? Don Aurelio ha indicato due vie: da un lato lo studio attento delle lettere e della biografia, dall'altro una vita orionina intensa, che concretizza con i fatti il carisma nella fraternità delle relazioni.

Davide Gandini, segretario generale del Piccolo Cottolengo genovese e incaricato, con don Giovanni Carollo, della formazione carismatica, ha illustrato l'avvio dei percorsi formativi nelle varie strutture in Italia: la formazione carismatica è l'occasione di raccontare la vita di servizio così come è vissuta dagli operatori, vita che la narrazione rende visibile e tangibile.

Ospite dell'ultima giornata è stato Padre Francesco Ciccimarra, presidente di Fonder, il fondo interprofessionale degli Enti Religiosi, che si occupa di finanziare la formazione continua degli operatori delle strutture religiose aderenti. Padre Ciccimarra ha sottolineato la collaborazione consolidata tra Fonder e Opera Don Orione, nell'intento comune di sostenere i lavoratori nella loro crescita personale e professionale e, nel contempo, di far crescere l'impresa, socialmente e cristianamente responsabile.

I lavori si sono chiusi con la presentazione del progetto Tuttaposto da parte di Demetrio Patrevita e del risultato del laboratorio di scrittura autobiografica, guidato da Samantha Marcelli, coach e formatrice: una lunga serie di messaggi carichi di consapevolezza, di fiducia e speranza per il futuro.

 

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Una giornata con molti momenti particolari quella vissuta ieri al convegno amministrativo.

La mattinata è stata impegnata dagli sportelli di consulenza e dalle sessioni parallele di approfondimento; nel pomeriggio, invece, un laboratorio speciale, un po' lontano forse dai temi cari agli amministrativi, se non fosse che questi stessi amministrativi sono persone ed ogni persona porta in sè pensieri, emozioni, gioie e sofferenze, aspettative e ricordi. Insomma, ognuno ha una storia da raccontare. Questo è quello che è accaduto nel pomeriggio: i partecipanti hanno prima ascoltato delle storie e poi si sono raccontati e ascoltati tra loro.

Difficile descrivere un laboratorio di questo genere, basato sull'esperienza vissuta e condivisa di emozioni e suggestioni. Ascoltando la lettura delle storie di Annalisa, Domenico, Lucia, Riccardo, Sabrina, Mauro, Luca, Mascia e Lorenzo i presenti si sono riconosciuti, commossi, divertiti, contrariati, specchiati e confrontati: da questo spunto è proseguito un vero e proprio laboratorio di racconti tra coloro che erano seduti vicini e che si sono messi in gioco della difficile e coraggiosa arte del raccontarsi e dell'ascoltare.

Il pomeriggio si è poi conluso con una visita guidata alle Domus romane del Celio, un sito archeologico  di un fascino straordinario: un insula romana e una domus, sepolte per la costruzione della chiesa dedicata ai santi martiri Giovanni e Paolo,hanno rivisto la luce dopo secoli e consentono a chi le visita oggi di fare un vero e proprio viaggio nella Roma antica. Per rendere questo viaggio ancora più coinvolgente, è stato offerto al termine della visita un aperitivo con piatti tipici della cucina romana dei primi secoli dopo Cristo, un mix si spezie e aromi, di culture diverse che Roma ha saputo intrecciare e mischiare.

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A cosa pensava Don Orione quando apriva le sue opere? Con una domanda solo apparentemente semplice è iniziata la lectio magistralis di Don Tarcisio Vieira, padre generale dell'Opera Don Orione, che ha aperto ufficialmente i lavori del XXIV Convegno degli operatori amministrativi.

Don Tarcisio è partito dalle origini del pensiero di Don Orione, dal cuore, da cui, egli scriveva, "nascono i pensieri più alti". Nel contesto dell'enciclica sociale Rerum Novarum di Leone XXIII, 1891, e della lettera pastorale del Vescovo di Tortona Monsignor Igino Bandi del 1894, che esortava i sacerdoti a uscire dalle sacrestie, nel giovane chierico Luigi Orione inizia a crescere la sensibilità verso la promozione degli ultimi, come espressione del Vangelo, come incarnazione di Gesù nelle periferie umane e nelle periferie del cuore. La strada è segnata: la carità sarà da allora la via scelta da Don Orione per instaurare omnia in Christo. La carità diventa lo stile delle opere di Don Orione, la via per trovare Cristo nel mondo e sperimentare e far sperimentare ad altri la vitalità del Vangelo.

Come fare oggi per non perdere questa lezione carismatica preziosissima? Don Tarcisio esorta a radicarsi sempre più fedelmente alla nostra sorgente, a Don Orione, che ci vuole anche oggi testimoni della storia di amore che è la Chiesa di Cristo. Non siamo una ONG o una ONLUS, siamo opere che portano al mondo l'amore di Dio, che è la vera felicità.

Ecco, allora, due testimoni del passato, che possono ispirare gli amministratori del presente: Don Enrico Sciaccaluga, genovese, e Gaspare Rocca, di Borgonovo Val Tidone (Piacenza).

Davide Gandini tratteggia la figura del primo direttore del Paverano, don Sciaccaluga, narrandone la storia e dando voce alle sue parole attraverso la lettura di passi tratti dalle sue lettere. Un giovane benestante, impegnato come scout e nell'Azione Cattolica, la cui vita è cambiata radicalmente dall'incontro con Don Orione. Nasce la vocazione a servire Cristo nei poveri con Don Orione, con una grande attenzione a chi sentiva affidato alle sue cure. Durante la seconda guerra mondiale ha contribuito a salvare molte famiglie ebree perseguitate: nelle testimonianze di questi fatti, emerge la sua serena determinazione nel fare ciò che è giusto, la genitlezza e sensibilità verso i disperati fuggiaschi: non erano per don Enrico solo dei fuggiaschi, erano persone con cui parlare e con cui stare un po' di tempo per far loro compagnia.

Gaspare Rocca, invece, era un laico: tipografo e amante della musica, direttore della banda musicale di Borgonovo. Don Paolo Clerici ricorda che don Orione diceva di lui che era un "fedelissimo, più di un mio religioso". Per sessant'anni ha servito e donato la sua vita per gli orfani della casa di Borgonovo Val Tidone. Colpisce non solo il tempo speso per questi bambini, sessant'anni sono una vita intera, ma lo stile semplice e paterno: una semplicità che nasconde un mistero, un mistero di amore. Fu servo inutile, aggiunge don Paolo, perchè non ha cercato nel suo fare il proprio utile, ma quello dei bambini. Non ha fatto grandi cose, ma sono grandi perché le ha fatte con vero spirito di servizio.

Al termine della mattina, tutti i partecipanti si sono ritrovati nella chiesa della parrocchia Mater Dei per l'Eucarestia, per rendere davvero grazie a Don Orione di essere parte della sua opera, perché la Congregazione è di chi la serve, come testimoniato dalla vita di Don Sciaccaluga e di Gaspare Rocca.

Nel pomeriggio, sono iniziate le sessioni parallele di approfondimento e gli sportelli di confronto con gli addetti ai diversi ambiti della vita organizzativa delle strutture, dai contratti alla formazione, dallo sviluppo strategico alla sicurezza.

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La seconda giornata del Convegno Amministrativo per le Parrocchie ed i Santuari è stata aperta dall’intervento del Dott. Luigi Raineri, consulente fiscale dell’Opera Don Orione. Oggetto della Relazione Tecnica è stato il “Contratto di locazione, di comodato gratuito, di uso temporaneo di sale”.

Previa un’introduzione sulla definizione giuridica di contratto ex art. 1321 c.c. e seguenti, il Dott. Raineri si è soffermato sulle fasi preliminari alla stipula (trattative, principio di buona fede, responsabilità precontrattuale, contratto preliminare), fino a giungere al contratto vero e proprio, con scambio di proposta e accettazione (art.1326 c.c.). Si è quindi parlato di: requisiti (accordo, causa, oggetto e forma), elementi accidentali (condizione, termine e modo), invalidità del contratto (ab origine o per vicende successive), rappresentanza, (legale o volontaria) etc.

È stato poi trattato il tema specifico delle locazioni di immobili e della differenza fra contratto di locazione (che ha ad oggetto l’uso di beni non necessariamente produttivi ma che in potenza potrebbero diventare tali, per un determinato tempo, in cambio di un corrispettivo) e contratto di affitto (il cui oggetto è l’uso di un bene produttivo, organizzato, mobile o immobile, per un determinato tempo, in cambio di un canone).

Si è quindi parlato della scadenza naturale di tali tipi di contratti, diniego al rinnovo, recesso del conduttore, indennità per la perdita dell’avviamento, prelazione e riscatto in caso di vendita.

L’intervento è proseguito con le modalità di registrazione dei contratti di locazione (telematica o cartacea), da effettuarsi entro 30 giorni dalla stipula o, se anteriore a questa, alla data di decorrenza della locazione. Il contratto non registrato è nullo.

Ultimo oggetto della Relazione del Dott.Raineri sono stati il comodato d’uso gratuito, ossia il “contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta” (art.1803 c.c.) e la concessione in uso temporaneo di spazi e servizi.

Elementi fondamentali sono: le parti, gli obblighi e le limitazioni di responsabilità, il corrispettivo, l’allestimento locali, il recesso, l’orario giornaliero di utilizzo, le responsabilità connesse all’utilizzo, l’adempimento di leggi e regolamenti, clausole risolutive espresse e privacy.
Nel pomeriggio, accompagnati dall’Ing. Raffaele Lo Conte, i parroci ed i collaboratori laici si sono confrontati su quanto previsto dal nuovo regolamento europeo in materia di privacy.

Ieri sono scese in campo anche le Case Religiose di Ospitalità con evento a loro dedicato e giunto quest’anno al settimo appuntamento.
Il filo conduttore è stato “Questa casa non è un albergo: comunicare l’accoglienza nell’era digitale tra marketing e missione”. I lavori sono stati introdotti da Don Flavio Peloso, che ha ricordato come l’ospitalità sia qualcosa di personale e di gratuito: compito di chi esercita “l’ospitalità professionalizzata” è trovare il punto d’incontro tra i due aspetti.

Per gli aspetti “tecnici”, i partecipanti sono stati guidati dal Dott. Massimo Scarpetta, esperto di Organizzazione, che ha focalizzato l’attenzione sul “chi siamo” e “come raccontiamo chi siamo”, illustrando i processi e gli strumenti che aiutino a definire il “prodotto Casa per Ferie” e promuoverlo attraverso gli strumenti di web-marketing.
Nel pomeriggio i partecipanti si sono cimentati in laboratori di progettazione per mettere in pratica i consigli ricevuti e calarli nelle singole realtà.

Le slide degli interventi e dei laboratori sono disponibili nell’area riservata.

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Ieri lunedì 12 novembre si è aperta la settimana dei Convegni Amministrativi a Roma presso la Casa di Ospitalità Religiosa Giovanni Paolo II.
A questa prima giornata dedicata alle Parrocchie ed ai Santuari hanno partecipato un buon numero di religiosi e alcuni operatori parrocchiali laici.

Il Convegno è iniziato con il pranzo tutti insieme per poi proseguire in Sala Conferenze con i saluti dell’Economo Provinciale Don Alessandro D’Acunto. Don Alessandro ha avviato i lavori pomeridiani introducendo la relazione tecnica dell’Avv. Stefano Pizzicaroli dal titolo “Il rapporto di lavoro con i sacristi e con gli altri collaboratori degli enti di culto e di religione”.

La relazione è stata incentrata sulle differenze tra i rapporti di lavoro subordinato e autonomo andando a toccare tutte quelle figure lavorative e non, che ruotano intorno alla vita parrocchiale. Le figure oggetto di discussione sono state: sacristi, colf, laici volontari e gli stranieri richiedenti asilo.
L’Avv. Pizzicaroli ha inoltre fatto cenni sul codice del terzo settore (d.lgs. 117/2017) che ha ampiamente modificato la disciplina del «volontariato», ammettendo – sul piano letterale – la possibilità, per gli Enti del Terzo Settore, di avvalersi dei volontari anche in assenza di una organizzazione di volontariato.
I partecipanti hanno avuto modo di interagire per domandare dubbi e incertezze legislative in merito.

Il Convegno prosegue oggi con due altre importanti relazioni tecniche circa gli aspetti contabili dell’affitto di sale parrocchiali e la gestione degli archivi parrocchiali sotto l’aspetto della privacy.

Clicca QUI per compilare il questionario per le Parrocchie e i Santuari.

Clicca QUI per compilare il questionario per le Case di Ospitalità Religiosa.

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Mancano pochi giorni ad un importante appuntamento formativo per le realtà orionine italiane, i tre convegni amministrativi dedicati alle Case di carità, Case di ospitalità religiosa e Parrocchie. Una settimana intera dedicata alla gestione amministrativa, guardando al rispetto delle norme e alla carismaticità delle opere.

Prima di immergersi nelle normative, procedure e obblighi di Legge, ricordiamo un altro appuntamento formativo annuale, che si è svolto all'inizio di Giugno, il Convegno Apostolico giugno quest'anno alla sua settimana edizione.

Vi proponiamo un video che ripercorre i momenti salienti dell'incontro, dalla prima giornata all'Università Cattolica di Milano ai due giorni vissuti a Villa Lomellini.

Volti, scorci, parole che ci aiutano a non dimenticare il requisito davvero irrinunciabile, che non può mai mancare: la carità di Cristo, che nelle mani e negli occhi di Don Orione si è fatta viva e tangibile per ogni persona sofferente.

Video a fondo pagina.

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