"E’ tanto bello amarci nel Signore!"
Don Orione

Anno nuovo significa anche idee nuove, nuovi stimoli, nuovi progetti. E così al Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno nascono i Gruppi Culturali.

Una serie di eventi presso centri di cultura e di interesse culturale, musei teatri. Esperienze arricchenti, di gruppo, autentiche, vive perché l'arte e la bellezza sono per tutti. Prima tappa di questa nuova avventura per la qualità di vita la Pinacoteca Ambrosiana e il Duomo di Milano.

Angelo la mattina dopo si è svegliato così: “per la prima volta sono riuscito ad addormentarmi sereno, con la testa leggera e felice. Mi sono messo nel letto, ho chiuso gli occhi e ho rivisto tutti i quadri più belli visti ieri. Ho fatto bellissimi sogni.”; così saluta tutti il giorno dopo l’esperienza culturale, mostrando una sensibilità e una consapevolezza uniche, autentiche e che a volte vengono oscurate per colpa della malattia, della disabilità. Ecco che si riaccende la fede, la fede nel fatto che la disabilità non è un limite alla vita, all’amore, al pensiero: la cultura, in questo senso, ridona fiducia, speranza e passione nel gruppo sia di pazienti sia di curanti.

Ma perché GRUPPI? Il termine gruppo può essere aspecifico e può riguardare cose differenti. L’idea che muove questa esperienza culturale è quella di fornire, attraverso il gruppo, strumenti di conoscenza di sé, e dell’Altro, della relazione con l’Altro, in modo profondo ed autonomo. Gruppo è anche poter attraversare gli aspetti difficili dello stare con altri e comprenderne il significato.

Ma perché CULTURALI? La cultura non ha confini, non ha limiti: davanti ad un quadro, ad un’opera d’arte, la bellezza e le emozioni sono di chiara lettura perché soggettive, ognuno proietta propri “pezzi di sé” e da lì riaffiorano i ricordi.

La valorizzazione della persona sta alla base del concetto di “sostegno e di cura dei contesti” che  al Piccolo Cottolengo di don Orione si vuole promuovere, anche attraverso una sfumatura delle barriere paziente/curante mediante la creazione di gruppi e progetti partecipati e vissuti da entrambi.

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Mercoledì, 13 Febbraio 2019

Seregno - San Biagio

San Biagio a Milano e in Brianza fa rima con panettone.
Domenica 3 febbraio, anche il Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno, ha festeggiato San Biagio con la benedizione delle gole e dei panettoni durante la S. Messa, per poi finire mangiando questi dolci tutti insieme.

Ma chi era San Biagio? San Biagio, Biagio di Sebaste, fu medico e vescovo cattolico vissuto a cavallo tra il III e il IV secolo in Asia Minore, che morì decapitato a causa del rifiuto di rinnegare la fede.
La chiesa cattolica lo ha dichiarato santo e protettore della gola riconoscendogli un «miracolo»: secondo la tradizione, infatti salvò un giovane da una lisca che gli si era conficcata in gola. Biagio diede al ragazzo morente una grossa mollica di pane che scendendo in gola la rimosse.

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Martedì, 05 Febbraio 2019

Seregno - La festa della Giubiana

La Giübiana o Festa della Giobia è una festa tradizionale molto popolare nell'Italia settentrionale, in particolare in Piemonte e in Lombardia (Brianza, Altomilanese, Varesotto e Comasco).
L'ultimo giovedì del mese di gennaio vengono accesi dei grandi falò (o roghi) nelle piazze e bruciata la Giubiana, un grande fantoccio di paglia vestito di stracci.
Giovedì 31 gennaio 2019, gli ospiti del Piccolo Cottolengo di Seregno, hanno festeggiato la giubiana come la tradizione vuole: in RSD si sono riuniti tutti insieme per ascoltare la storia e leggere la poesia a lei dedicata. Finito di recitare la poesia, hanno bruciato una piccola giubiana stampata e mangiato il tradizionale risotto alla milanese e le frittelle come dolce.
In RSA, i nonni hanno cucinato un buonissimo risotto con la salsiccia e poi lo hanno mangiato insieme alle animatrici e alle tirocinanti.

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L'arte è da sempre un modo per comunicare la propria personalità, le emozioni ed i pensieri che in alcuni casi non trovano parole per essere espressi, ma colori, forme, materiali.

Così è successo per Dante, Graziano e Mariolino.

Insieme ad un volontario che li ha accompagnati, i tre ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno hanno partecipato ad un corso per la realizzazione di un presepe artistico. L'associazione Amici del Presepio di Cinisello Balsamo ha organizzato questa iniziativa con lo scopo di promuovere il presepio come trasmissione culturale sul territorio.  Il corso, dalla durata di 15 ore articolate in 5 lezioni serali presso il Centro Studi Brianza,  si prefiggeva di dare le basi di tecnica presepistica, teorica e pratica, per la costruzione di un presepe dalle dimensioni di 45x45cm circa per statue da 8cm.

Durante il corso, Mariolino, Dante e Graziano  hanno appreso cenni storici sul presepio, i vari stili di realizzazione e i materiali per la costruzione ed infine come sviluppare “dal progetto al bozzetto”.

Certo non è semplice imparare e realizzare un progetto complesso, ma i tre artisti del PCDO di Seregno sono stati entusiasti di partecipare al corso, di sentirsi parte attiva di un gruppo creativo e orgogliosi dei risultati ottenuti.

Stavolta possiamo dire che nel presepio di Mariolino, Dante e Graziano c'è di più di qualche statuina e della Natività: c'è inclusione sociale, c'è amicizia, c'è qualità di vita, c'è la personalità di ciascuno, la loro unicità.

 

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Martedì, 18 Dicembre 2018

Seregno - Corso di formazione

Martedì 27 novembre 2018, nella Casa di Seregno, ha preso il via il percorso formativo carismatico con Don Giovanni Carollo e Davide Gandini nella sua nuova formula. I dipendenti hanno partecipato numerosi ed hanno animato con interesse la discussione.

Con questo incontro inizia un nuovo triennio che si occuperà del tema della “Casa”: Abitare, lavorare, aver cura; lo spazio vicino. Il successivo triennio si occuperà dell’uscire, incontrare, gioire: lo spazio lontano, anche seguendo il Santo Padre che più volte ha raccomandato di uscire verso il mondo
Nella prefazione del fascicoletto distribuito a ciascun partecipante, Don Aurelio Fusi ricorda che il sessennio precedente si era occupato del “Tempo” soffermandosi sull’importanza delle dimensioni del presente, passato e futuro.

…“Il passato è un dono di Dio su cui radichiamo le nostre radici. Il presente è un’opportunità ed il futuro dovrà essere illuminato dalla storia e dalle azioni e potrà essere luminoso e significativo, solo se porterà iscritto la forza del servizio”…

I prossimi sei anni, dice il Padre Provinciale, si occuperanno dello “Spazio”. Vengono consegnati sei anni di cammino per entrare nel profondo dei nostri luoghi di incontro sia con le persone che con le cose.
Don Aurelio ricorda anche che: “Lo spazio è uno e indivisibile e comprende, come ha scritto Papa Benedetto XVI, l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali e altri aspetti”.
Don Orione ha sempre valorizzato molto le sue “piccole case” dicendo che: “Al Piccolo Cottolengo si vive allegramente, si prega, si lavora, nella misura consentita alle forze …”.
Con queste premesse, gli uditori del primo incontro, sono diventati parte attiva ed animata, rivolti all’ascolto e pronti alla condivisione.
Sentirsi parte di uno spazio che non è semplice luogo occupato, ma più profondamente “luogo dell’abitare” fa emergere il calore dello stare nella famiglia orionina.

Lavorare in un Piccolo Cottolengo deve inevitabilmente lasciare una traccia indelebile nel patrimonio esperienziale di ciascuno e dagli interventi aleggia nell’aria quel valore aggiunto che troppo spesso viene dimenticato tra le fatiche del “fare”, tra relazioni stanche e malandate, a volte, e tra tribolazioni e dolori non solo degli ospiti, ma anche di colleghi con cui si lavora quotidianamente.

Don Giovanni, la visione religiosa e Davide Gandini, la visione laica hanno guidato i presenti alla riscoperta dei sensi, al godimento “pieno” della vita, alla riscoperta dell’”avere cura” dal di dentro e hanno così mostrato nuovi e variegati significati della “bellezza e dell’accorgersi”.
Il servizio è dono, scelto e di valore, in ogni istante. Stare con gli ospiti è porsi in con-vivenza, è entrare nell’intimo della Casa come luogo e come cuore.
La Casa deve ritornare ad abbondare di umanità, di ospitalità, di accoglienza, come chiede il Santo Padre, incorniciandola di vera e elevata professionalità.

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“Il Natale dovrebbe essere legna che arde nel caminetto, profumo di pino e di vino, buone chiacchiere, bei ricordi e amicizie rinnovate… Ma se questo manca basterà l’amore” (Jesse O’Neil)
“Non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno” (Stephen Littleword)
“Il vero messaggio del Natale è che noi tutti non siamo mai soli” (Taylor Caldwell)

Quelli sopra citati sono dei perfetti aforismi che spiegano in poche parole il clima e le emozioni vissute nel week-end passato durante la “Festa della Famiglia e degli Amici”. A differenza degli anni passati quest’anno, a causa della mancanza di uno spazio sufficientemente grande per ospitare tutti, la festa è stata divisa in due giornate: sabato 1 dicembre festa con i parenti e gli amici degli ospiti della RSD, mentre domenica 2 dicembre festa con quelli della RSA.
Due momenti distinti ma con un fine comune: festeggiare insieme a Casa, nella propria Casa.

I festeggiamenti di sabato sono iniziati con i saluti della responsabile della RSD, Mascia, per poi proseguire con la S. Messa presieduta da Don Graziano ed animata dal bravissimo coro composto dai ragazzi. La celebrazione è stata introdotta da una breve processione che ha visto protagonisti ospiti ed operatori, che dopo essersi soffermarti in cinque punti diversi del salone, hanno portato all’altare 5 candele colorate e un mappamondo: i cinque colori rappresentano i cinque Continenti. Tale gesto ha rappresentato l’importanza di mettersi in comunione di pensiero e di vita con l’umanità intera che soffre, che attende, che spesso non può sperare e credere perché manca chi «annunci».

Domenica, invece, a dare inizio ai festeggiamenti è stato Andrea, referente progettuale della RSA, ha presentato il coro della Chiesa Evangelica Coreana “Milano Grace Church” che ha regalato ai presenti un pomeriggio all'insegna della musica lirica con gioiosi canti di Natale. Dopo il sermone del Pastore Jin e un momento di riflessione insieme al nostro direttore Don Graziano, si è esibita la nonna Angela cantando l’“Ave Maria”.

A conclusione della festa, durante la quale è stato allestito il banchetto dei manufatti realizzati dai vari ospiti durante i laboratori artistici, non potevano mancare gli scambi di auguri di fronte ad un gustoso banchetto.

Un ringraziamento va a MedEat per aver partecipato alla festa, offrendo ai presenti assaggi finger food dei pasti che gli ospiti con disfagia, consumano quotidianamente.

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Mercoledì, 05 Dicembre 2018

Seregno - Emergenza freddo

Per il secondo anno consecutivo, le braccia di Don Orione si aprono per accogliere i più bisognosi della comunità di Seregno e non solo.

Dopo il “successo” dell’anno passato, da sabato 17 novembre a lunedì 8 aprile, tutti i giorni dalle ore 18.30 alle ore 8 del mattino successivo, i sorrisi di educatori e volontari accolgono e accoglieranno i senza dimora che si presenteranno al 2° piano della Casa orionina, dove troveranno anche un letto ed un pasto caldo.

Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo, in primis alla Comunità Religiosa, che ha aperto le porte della Casa, all’amministrazione Comunale, al Sindaco Alberto Rossi e all’assessore dei servizi sociali Laura Capelli, alla Caritas e al centro di ascolto, alla comunità pastorale assicurata da Mons. Bruno Molinari ed a tutte le altre associazioni coinvolte.

Come diceva sempre il nostro amato Don Orione continuiamo a “Fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai a nessuno.”

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Giovedì, 29 Novembre 2018

Seregno - Festa sensoriale d'autunno

Lunedi 12 novembre, insieme agli ospiti un po’ più compromessi, al Piccolo Cottolengo di Seregno è stato festeggiato l’autunno proponendo un’esperienza nuova, creativa e multisensoriale dal tema, ovviamente, autunnale.
È cominciato tutto da una fiaba raccontata ad un gruppo di ospiti ritrovato in sala animazione, preparata in modo tale da sembrare di essere in un bosco, con le luci soffuse, gli aromi intensi, le foglie e le castagne che coloravano il pavimento e la musica di sottofondo che ricordava lo scorrere dell’acqua, il cinguettio degli uccelli e il soffio del vento tra i rami. Mentre la fiaba veniva narrata, gli ospiti venivano stimolati da tanti stimoli uditivi, tattili ed olfattivi per far vivere loro appieno l’immersione nella storia.

La sensory box, strumento sensoriale colorato e divertente creato ad hoc per giocare insieme, ha dato il là al secondo momento, dedicato all’esplorazione attraverso gli stimoli visivi e tattili. Animatrici ed educatrici hanno costruito un'ottima relazione con gli ospiti, grazie alla quale hanno guidato uno per uno i presenti alla scoperta dei diversi oggetti contenuti nella sensory box. Il gusto è stato poi appagato da un banchetto di cioccolata, dolci alla cannella e miele di castagne.
Per finire, ogni ospite che ha preso parte a questo “viaggio”, ha voluto lasciare un segno: un “tratto” con un’opera artistica un po’ particolare dove i colori e i segni sono nati dall’utilizzo di arance e dei melograni.

Grazie all’impegno e alla passione delle educatrici e delle animatrici, l’attività è stata molto divertitente ed ha stimolato piacevolmente tutti coloro che ne hanno preso parte, regalando un’esperienza unica, intensa ed emozionante.

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Mercoledì, 21 Novembre 2018

Seregno - Pomeriggio danzante

In una fredda e uggiosa domenica pomeriggio di novembre a Seregno, gli amici ballerini del Centro Nobile di Seregno sono andati a portare un po’ di allegria al Don Orione.

Sulle note delle canzoni più famose degli anni 60-70 e non solo, Matteo, figlio della nonna Filomena, insieme a tutti gli altri ballerini, si è esibito con vari tipi di danza: dai classici balli da sala come polka, fox-trot, valzer lenzo, mazurka, boogie woogie alla baciata, per poi terminare con i balli di gruppo.

Come gran finale non poteva mancare il tradizionale ballo madre e figlio, dove nonna Filomena è passata da spettatrice in prima fila che guarda il figlio con gli occhi pieni d’amore da madre orgogliosa, a ballerina provetta.
Un grazie di cuore, da parte di tutti gli ospiti, va ai ballerini che con le loro esibizioni hanno regalato tanti sorrisi e tanto divertimento.

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Domenica, 11 Novembre 2018

Seregno - i doni dello Spirito

Il 27 ottobre scorso, don Paolo Alberti, insieme alle catechiste e agli educatori delle parrocchie di Lesmo, ha accompagnato al Piccolo Cottolengo di Seregno un nutrito gruppo di bambini per  vivere un ritiro-esperienza insieme ad alcuni dei nostri ospiti. Il ritiro è stato un momento forte di preparazione del SAcramento della Confermazione, che riceveranno oggi.

Durante il pomeriggio si sono alternati momenti di gioco sui doni dello Spirito Santo, racconti della vita di don Orione ed inoltre don Gianni ha raccontato il suo percorso dalla chiamata a diventare credente e poi prete. La giornata si è conclusa con un momento di condivisione e la celebrazione della S. Messa con i genitori.

L’obiettivo principale è stato di far vivere un’esperienza di relazione con l'altro (gli amici, i nostri ragazzi ed il Signore) per scoprire l'importanza di guardarsi dentro, andando oltre le apparenze per vivere la gioia dello stare insieme, imparando ad accogliere se stessi e gli altri attraverso l'incontro con Gesù che ha donato tutto di sé per ciascuno di noi .

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