"L’orazione è il grande mezzo per riuscire, per perfezionare noi stessi e per diffondere il bene nelle anime altrui."
Don Orione

Si sono concluse a Pescara le Giornate Adriatiche di Flebolinfologia.
Il Presidente del convegno, il Dottor Nicola Chiulli ha aperto il convegno facendo riferimento alla storia medico-sanitaria di Pescara, con un omaggio alla sua tradizione.
La dottoressa Lucia Della Rovere, direttrice sanitaria del Don Orione di Pescara, ha parlato della storia dell'Istituto Don Orione, e al ruolo che ha avuto storicamente nel recupero della disabilità, che fino a quel momento era relegata nelle case e tenuto nascosto.

Sono arrivati professionisti da altre regioni d'Italia e si è discusso di patologia venoso-linfatica e della loro relazione con le alterazioni della postura.
Anche i terapisti del Don Orione hanno dato il loro contributo con una importante relazione della dottoressa Maria Conte.
I dati emersi sono interessanti, ma c’è ancora da studiare in questo campo.

La partecipazione del pubblico è stata più che soddisfacente sia come numero di presenze, rimasto costante dal mattino al pomeriggio, sia per l'interesse mostrato per gli argomenti trattati.

Condividi su:

Giovedì, 14 Febbraio 2019

Milano - Giornata del Malato

In occasione dell’anniversario della prima apparizione della Madonna di Lourdes, il giorno 11 febbraio è stata celebrata la XXVII Giornata del Malato.
Quest’anno la ricorrenza si è svolta in modo solenne in India, terra di S. Teresa di Calcutta, figura carismatica che ha saputo trasmettere al mondo intero l’arte del “prendersi cura dell’altro”.

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” è stato il messaggio caratterizzante della giornata. Con la ripetizione del termine “gratuitamente” l’evangelista Matteo ci rimanda volontariamente al vero significato del termine missione.
Dare, secondo lo stile proposto da Gesù nel Vangelo, significa amministrare ciò che abbiamo ricevuto ed è seguendo questa corrente che, così come la congregazione di Mare Teresa, anche l’Opera Don Orione si adopera per “condividere ciò che ha con chi è nel bisogno”.

Anche al Piccolo Cottolengo di Milano si sono riuniti, come ogni anno, per celebrare questa giornata, vista come una preziosa occasione per ricordare l’identità di missione e riscoprire la vera gioia del dare.
La S. Messa, presieduta dal Direttore Don Pierangelo Ondei è stata concelebrata nella chiesa parrocchiale di S. Benedetto e ha unito nella preghiera davvero tutti: ospiti, parenti, volontari, dipendenti, amici e benefattori che hanno partecipato con entusiasmo contribuendo a rendere questo momento davvero speciale.

Dopo aver ricevuto il sacramento dell’Unzione dei Malati gli ospiti, insieme al pane e al vino, hanno portato all’altare un orologio, segno del tempo donato con dedizione, un camice, segno delle attività di servizio che volontari e dipendenti svolgono con amore e competenza, ed infine un mazzo di fiori.

Quest’ultimo ha voluto rappresentare tutti noi. I tanti fiori, nella loro varietà di forma e colore, raccolti in un unico mazzo ci raffigurano uniti nelle nostre diversità, pronti a donarci personalmente secondo le nostre possibilità, per contribuire alla realizzazione di quell’inimitabile capolavoro che è la grande famiglia del Piccolo Cottolengo.

La celebrazione, animata con gioiosi canti di speranza, si è conclusa con la preghiera della XXVII giornata del malato, per ottenere la grazia di continuare nella nostra missione, promuovendo la gratuità del dono.

Condividi su:

Oggi la Chiesa ricorda la Vergine di Lourdes, che apparve a Bernadette l'11 febbraio 1858. Nello stesso giorno e anno si univano in matrimonio Vittorio Orione e Carolina Feltri, genitori di Don Orione. Un legame unisce il santo della carità con la Madonna e la cura dei più poveri ed abbandonati. Per essi aprì case che potessero accogliere ogni dolore, senza chiedere di dove sei, da dove vieni, di che nazione sei.

Papa Giovanni Paolo II nel 1992 volle che questo giorno fosse dedicato alla preghiera per i malati e per coloro che li assistono, perché "la forza del cristianesimo è data soprattutto da questo: esso dà significato alla sofferenza", come scrisse lo scrittore francese Francois Mauriac.

Papa Francesco ha intitolato il suo messaggio "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date", dal versetto 8 del capitolo 10 del Vangelo di Matteo. Dice il Papa, "Di fronte alla cultura dello scarto e dell’indifferenza, mi preme affermare che il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture".

Sono molte le figure che, attorno agli ammalati, fanno del dono la chiave della loro vita: sono gli operatori che oltre alla loro professionalità sanno costruire relazioni, creare fiducia e ridare speranza, sono i volontari che donano il loro tempo per stare accanto a chi soffre portando un sorriso e una buona parola, senza aspettarsi nulla in cambio.

Ecco ancora Papa Francesco che sottolinea come "la dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche, perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare": un augurio a tutti gli operatori, volontari, ospiti delle case orionine e non solo, perché il loro vivere insieme la stagione della sofferenza sia un'esperienza di Chiesa, di comunione e di amore.

Clicca QUI per leggere il testo completo del messaggio del Santo Padre.

Condividi su:

Il prossimo 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, si celebra la XXVII giornata mondiale del malato. Papa Francesco ha scelto un versetto del Vangelo di Matteo, "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8), come traccia di riflessione per questa giornata.

Il dono è la chiave della cura e del prendersi cura per il Santo Padre, che nel messaggio dice:  "i gesti di dono gratuito, come quelli del Buon Samaritano, sono la via più credibile di evangelizzazione. La cura dei malati ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è “caro”.".

Francesco ha parole di vivo ringraziamento per i volontari, che nel loro donarsi quotidiano sono l'incarnazione del Buon Samaritano: il volontario è un amico, capace di trasformare il malato da soggetto passivo di cure e assistenza a protagonista attivo di una relazione basata sulla reciprocità.

Nel discorso del Pontefice sono citate anche le strutture sanitarie cattoliche, richiamate con forza a valorizzare nel loro operato la dimensione della gratuità, perché essa viene direttamente dal Vangelo, l'autentica lina guida del loro agire. "Le strutture cattoliche sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone"  dice Francesco.

E don Orione aveva ben presente questa gratuità che dilata il cuore, che spinge le azioni e muove le montagne, quando scriveva “Vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; e vorrei vestire di Dio gli ignudi, dare la luce di Dio ai ciechi e ai bramosi maggiore luce, aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane e farmi servo dei servi, distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti; vorrei diventare lo stolto di Cristo, e vivere e morire nella stoltezza della carità per i miei fratelli!”.

 

Clicca QUI per leggere il messaggio di Papa Francesco.

 

Condividi su: