"Sentiamo il grido angoscioso di tanti nostri fratelli che soffrono e anelano a Cristo."
Don Orione

Negli anni '70 del XX secolo che la poetessa americana, Ruth Lisa Schechter, instancabile visitatrice di strutture psichiatriche degli USA, inizia a proporre l’espressione poetica come momento terapeutico per le persone con disturbo psichiatrico. Lisa Schechter non solo leggeva ai suoi pazienti le poesie che aveva selezionato per loro ma li spingeva anche ad attingere al proprio mondo interiore e a scrivere, riappropriandosi di un linguaggio che la malattia mentale o la droga avevano ottenebrato. In particolare, Lisa seguiva le donne dell'Odyssey Institute, la cui età variava dai 22 ai 35 anni. Donne che erano state rinchiuse lì dentro dai Giudici o che si erano rinchiuse volontariamente in un disperato tentativo di sottrarsi alla droga, donne nere, di origine ispanica, violentate o aggredite. Per tutte Lisa aveva la poesia giusta e riusciva a tirar fuori i suoni che il loro abbrutimento aveva arrugginito portando loro sollievo.

Tra le mura del Villaggio della Carità di Don Orione a Camaldoli, vive Giovanni e anche per lui le parole e le poesie sono un “balsamo per l’animo”. Quando riesce a scrivere o a recitare i suoi versi le sue difficoltà psichiatriche  sembrano affievolirsi e i suoi occhi brillano di serenità.

Vi proponiamo una sua poesia.


Sorge il sole tra gli antichi colli
Immersi da verdi boschi in fiore
Sotto il vol di passerotti folli
E sulla tela di un grande pittore
Nasce per incanto
Col suo grande fascino d’autore
E nel cammin del suo cuore selvaggio
Cade a strapiombo una pertica erbosa
Sorta da alberi altissimi e scrostati

Qui la natura si mostra grandiosa
A colui che l’ammira giocondo circondato da ogni bella cosa

Essa è la ricchezza del mondo
Perché è stata creata con maestria
E con immenso senso profondo
Da Dio che ha tracciato l’erba via

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Mercoledì, 17 Ottobre 2018

Genova - Spazio allo yoga

Lo yoga nella sua accezione di esercizio ginnico/ginnastica dolce può dare numerosi benefici in termini di benessere psico-fisico. Secondo una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Psychiatry nel 2017, infatti, lo yoga sembra produrre effetti benefici sui principali disturbi psichiatrici. Nello specifico, i ricercatori statunitensi Balasubramaniam, Telles e Murali Doraiswamy del Duke University Medical Center hanno analizzato oltre 100 studi sullo yoga, focalizzando l’attenzione su sedici di questi ad alta qualità, per valutarne gli effetti su disturbi psichiatrici come la depressione, la schizofrenia, l’ADHD (la sindrome da iperattività e deficit di attenzione), problemi e deficit cognitivi, i disturbi del sonno e i disturbi alimentari.

Perché, dunque, non sperimentare questa tecnica anche nelle nostre Case?
È nato così il “Gruppo Yoga” del Villaggio della Carità Don Orione Genova Camaldoli che ogni giovedì mattina si riunisce per praticare questa ginnastica dolce e assaporarne i benefici. Dopo circa un anno di lavoro, infatti, tutti i partecipanti hanno visto migliorare sensibilmente il loro livello di equilibrio, elasticità e benessere emotivo, giovandone nella quotidianità.

Secondo Wallace J. Nichols, autrice di Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In, On, or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, and Better at What You Do, il suono, gli odori e la sensazione provocata dal mare e dalla spiaggia consentono alla mente di rilassarsi e di raggiungere uno stato ideale per la pratica dello yoga e, soprattutto, per portare la pratica ad un livello più alto e personale.
Durante la bella stagione, vista la vicinanza al mare, l’attività si è trasferita in spiaggia, dando così un tocco stagionale e innovativo a questa esperienza che ha appassionato e sta appassionando tutti i signori che hanno deciso di aderire.

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La comunità religiosa - suore e sacerdoti - del Piccolo Cottolengo Don Orione di Genova e il personale della Casa di Quarto Castagna si sono riuniti ieri, giovedì 11 ottobre, tutti attorno a fratel Primo Sarti per fargli gli auguri per i suoi 70 anni di vita consacrata nella Piccola Opera della Divina Provvidenza.

Alle 10 si è celebrata la messa nella cappella S. Luigi Orione - Beato Francesco D. P. della Casa di Quarto Castagna e la festa è proseguita con il pranzo ed un bel momento di agape fraterna. Fratel Primo ha vissuto la giornata con grande gioia e emozione.

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Venerdì, 05 Ottobre 2018

Genova - La gioia abita al villaggio

Domenica 23 settembre a Genova, al Villaggio della Carità di Camaldoli si è svolta l’annuale festa della Casa che si affida a Maria Fonte della nostra Gioia.  A presiedere la celebrazione solenne il nuovo direttore del PCDO genovese, Don Dorino Zordan a cui è stato dato il benvenuto per il suo nuovo incarico, e l’animatore spirituale della casa Don Bruno Lucchini che quotidianamente, con impegno ed affetto, svolge il suo servizio a favore di ospiti ed operatori.

I presenti hanno vissuto una giornata all’insegna dello “spirito di famiglia”, tanto caro a San Luigi Orione, che contraddistingue la vita delle nostre Case di carità. Tanti gli operatori e gli amici che hanno, con la loro disponibilità, contribuito alla riuscita della festa.

Dopo la celebrazione eucaristica ed un gustoso pranzo, nel pomeriggio una divertente commedia a teatro, interpretata da alcuni ospiti ed amici della Casa, dal titolo “La villa”.

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Martedì, 25 Settembre 2018

Genova - Formazione carismatica

Questa mattina al Piccolo Cottolengo Don Orione di Genova, Don Aurelio Fusi, direttore provinciale, ha tenuto l’incontro di inizio anno per la formazione carismatica del personale. È il quarto anno che si tiene questo incontro di formazione al PCDO di Genova.
Don Aurelio ha presentato Don Dorino Zordan neodirettore, nuovo pater familias del PCDO di Genova ed ex direttore del PCDO di Milano dove è rimasto per 9 anni dal 2005 al 2014. Don Aurelio ha spiegato che il direttore di un Cottolengo è segno vivo della presenza del Signore. 
Don Dorino si è presentato ai dipendenti del PCDO, salutando calorosamente i presenti e ringraziando dell’accoglienza ricevuta.

Il provinciale ha iniziato a parlare della realtà di Genova, presentata come una costellazione di Case, il cui responsabile è il Signore. Nei tre anni di formazione precedenti si è parlato del passato del presente e del futuro, basandosi sul tempo quindi, conoscendo dapprima il passato e l’operato di ciò che Don Orione ci ha lasciato, poi il presente per capire come al giorno d’oggi vivere Don Orione, e l’ultimo dei tre anni il tema trattato è stato il futuro, per esser alla testa dei tempi.
La formazione da quest’anno si focalizza sulla realtà dello SPAZIO.

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Martedì, 18 Settembre 2018

Genova - Undici anni insieme allo stadio

Anche quest’anno, grazie anche agli abbonamenti donati da U.C.G.C. (Un Cuore Grande Cosi) associazione di Genoani che si dedica, tramite aste di cimeli del Genoa CFC, alla raccolta fondi per acquistare abbonamenti da donare successivamente a associazioni, case famiglia, istituti ecc. un gruppo affiatato di ospiti e operatori, rigorosamente genoani, al quale ogni anno si aggiunge un nuovo compagno di stadio, i ragazzi saranno in gradinata a tifare per il Grifone.

Andare allo stadio comporta, durante la settimana, una certa preparazione e tutti la sentono. Essere insieme in mezzo ad una folla di persone che per le due ore di gioco hanno la stessa appartenenza e dimostrano con le sciarpe le bandiere le maglie indossate, proprio come i “Nostri”, gioia o delusione è una sensazione irrinunciabile.
 
Quest’anno per il 125° compleanno del Genoa i ragazzi del Villaggio della Carità hanno festeggiato, organizzando una gita a Torriglia per un bel pranzo in una trattoria molto caratteristica, “A Locanda da Becassa”, gestita dal signor Gianni che ha accolto tutti in modo superlativo. Il locale arredato con foto vecchie e nuove, maglie, gagliardetti, tovaglie e tovaglioli tutto rigorosamente rossoblu è un nido per veri grifoni.

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Martedì, 21 Agosto 2018

Genova - la vacanza di Andrea

Quando la presa in carico delle persone con disabilità è basata sul costrutto della Qualità di Vita, viene data priorità all'analisi dei bisogni, delle aspettative e dei desideri identificabili del singolo e al sistema di sostegni necessari alla soddisfazione delle aspirazioni della persona.

Da questi presupposti nasce la necessità di instaurare collaborazioni con associazioni e enti del territorio, per allargare le opportunità esperienziali e di soddisfazione dei bisogni.

La creazione di contatti con l’associazione sportiva dilettantistica Eunike (che organizza attività per permettere ad atleti con e senza disabilità di fare sport insieme) ha permesso al nostro amico Andrea di partecipare autonomamente ad una vacanza sportiva di 10 giorni nel cuore delle Dolomiti.

Il suo desiderio di fare una villeggiatura in montagna (“al fresco e a mangiar bene”) e la valutazione del livello di sostegni, ha permesso di individuare il partner giusto e soddisfare così un bisogno.
Eunike, oltre ad avere professionisti dello sport, vanta uno staff con ottime competenze pedagogiche ed educative che hanno permesso ad Andrea di viversi la sua vacanza al maglio e di riuscire a gestire la nostalgia di casa e dei suoi familiari.

Quando parliamo di progetti individualizzati, non possiamo prescindere dall’appoggiarci ad altre associazioni, enti e familiari, perché solo con un lavoro di rete si può davvero rispondere concretamente a bisogni e desideri personali e fondamentali.

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Mercoledì, 25 Luglio 2018

Genova - 80esimo Mons. Martino Canessa

Lunedì 23 luglio, presso l’istituto orionino “Paverano” di Genova, è stato festeggiato l’ottantesimo genetliaco del vescovo emerito di Tortona Mons. Martino Canessa. La festa è stata voluta ed organizzata dal direttore Don Alessandro D’Acunto da poco rieletto economo della Provincia Religiosa che in questi anni di permanenza a Genova ha potuto condividere in diverse circostanze momenti con il vescovo Martino.
Al momento di fraternità hanno preso parte il cardinale arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, il vescovo di Tortona Mons. Vittorio Francesco Viola, alcuni confratelli amici di Canessa e la comunità orionina genovese.
Al mattino, presso la Cappella dell’istituto, Mons. Canessa ha presieduto la concelebrazione eucaristica ringraziando nell’omelia in modo particolare Don D’Acunto, non solo per l’invito in occasione di questo evento ma per il bene che ha saputo donare in questi anni come direttore. “Devo essere sincero - ha detto Mons. Canessa - mi dispiace che essendo stato chiamato a ricoprire un ruolo importante, debba lasciare Genova dove ha saputo essere un vero padre in questa cittadella della carità orionina”.


Clicca QUI per leggere di più.

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Sabato 9 giugno 2018 si è tenuta la Mostra “La relazione …dà frutto” in cui sono stati esposti gli elaborati di un esperimento sociale – educativo – di cura proposto dalla Psicologa Francesca Rendano Coordinatore del Centro diurno Piccolo Cottolengo Don Orione Moresco e dalle Insegnanti Laura Costa Reghini e Chiara Rendano della classe I D della Scuola primaria “C. Palli” dell’Istituto Comprensivo Genova Quarto.
Persone affette da demenza e bambini si sono incontrati durante questo anno e la relazione ha dato “i suoi frutti”.
I bambini hanno ascoltato le storie di vita degli anziani, realizzando loro colorati ritratti e la passione comune per la musica ha accompagnato tutti all’esprimere il proprio sé attraverso il linguaggio del gesto e del movimento.
L’allestimento comprendeva tracce di vita e pensieri spensierati che hanno arricchito il percorso espositivo.
Tale proposta esperienziale “Progetto intergenerazionale. La relazione: spazio e tempo in cui ciascuno è risorsa per l’altro” nasce dalla sintonia e dalla vicinanza di idee e impostazioni tra il Piano di cura e assistenza che riguarda la struttura socio sanitaria diurna e il Progetto di educazione e insegnamento rivolto ai bambini, in entrambi i casi si attribuisce centralità alla relazione.
La demenza colpisce la persona nella sua identità, nell’idea coerente e positiva di sé.
La persona malata si trova a fare i conti con la perdita, dell’autonomia, delle forze, dei ruoli, oltreché dei ricordi e reagisce nel tentativo di riaffermare la propria individualità, l’autodeterminazione e la libertà personale.
Il riaffermare il proprio “esserci” diventa il bisogno più urgente per il malato e, dunque, il prendersi cura si esercita rispondendo a questo, riconoscendo, restituendo una “forma all’esistenza” (Levinas), dando senso, pensiero, parole a ciò che l’altro sente (Bion), sostenendo la motivazione e il desiderio a stare a contatto con la realtà esterna e le altre persone.
La cura si realizza quindi nella relazione e attraverso lo sguardo dell’altro, che struttura e cambia il nostro essere in tutto l’arco della nostra esistenza.
L’esperienza con i bambini ha costruito occasione di interazione autentica, in cui l’anziano con demenza ha potuto ritrovare ed esercitare un ruolo e competenze sociali conservate, essere coinvolto nella globalità di sé, negli aspetti emozionali, affettivi, cognitivi e corporei. Si sono espresse emozioni, commozione, risate, bambini e anziani si sono accarezzati, abbracciati, dati la mano, cercati e in qualche modo attesi.

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Festa di inizio estate nel reparto Don Sterpi del villaggio della carità di Genova Camaldoli dove grazie alla disponibilità degli operatori e di alcuni amici un pomeriggio come tanti si trasforma in una serata di festa.
Allestiti i tavoli, cucinato salsiccia e carne accompagnate da patatine fritte, la cena sembra non avere fine così come l'allegria e l'amicizia tra i partecipanti alla festa.
Un grazie in particolare ai cuochi per la disponibilità e l'impegno.

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