"Chi ha misericordia del povero sarà beato."
Don Orione

Da mercoledì 10 a venerdì 12 aprile presso il Santuario della Madonna di Montespineto si è svolto il terzo incontro formativo itinerante per i dipendenti e collaboratori del Centro “Mater Dei” di Tortona.

Guidati dal responsabile delle risorse umane Fabio Mogni è stata sviluppata la scheda del sussidio formativo provinciale sul gusto e l’olfatto. Dalla scheda viene riportato che “profumi e gusti sono un’espressione molto potente della gioia dell’incontro fraterno”, il rettore del Santuario Don Sesto Falchetti ha sviluppato in modo amplio questo tema. I dipendenti sono saliti sul monte, alcuni per la prima volta, ad ammirare non solo la bellezza del luogo, ma soprattutto in ascolto di quanto Don Sesto ha fatto “gustare” nel racconto della storia del Santuario legata al nostro Don Orione.

È davvero bello potersi formare “sui luoghi di Don Orione” perché nasce sempre qualcosa di positivo dentro il cuore di ognuno. È un sentimento che fa comprendere l’essere orionini nel lavoro quotidiano.

Un grazie particolare a Don Sesto per la sua paterna accoglienza riservata a tutti in particolare per l’invito ad affidarsi alla Madonna di Montespineto perché interceda in questa missione di “servire nell’uomo il Figlio dell’uomo”.

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Mercoledì 3 aprile presso le Scuole Don Orione di Fano, gli studenti durante il workshop “La nostra via duale” hanno incontrato il Vicepresidente di Pirelli SPA, il dottor Roberto Righi, l’Assessore all’istruzione di Regione Marche professoressa Loretta Bravi ed il Sindaco di Fano il dottor Massimo Seri.

All’incontro erano presenti anche tutte le Associazioni di Categoria molte Aziende per presentare la Metodologia del Duale nel percorso del IV anno di diploma tecnico riparatore veicoli a motore.

L’incontro è stato molto promettente per lìimpegno della multinazionale Pirelli a beneficio della Scuola Don Orione di Fano.

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Sono finite ieri le tre intense giornate di cammino alla scoperta o riscoperta del carisma di Don Orione per i 53 dipendenti provenienti da tutta Italia che hanno partecipato a questa edizione.

Nella mattinata Don Felice Bruno ha illustrato due aspetti della poliedrica figura di Don Orione, l'educatore e il missionario, stimolando i presenti a continuare nelle loro attività ad educare, cioè a portare fuori il meglio delle persone loro affidate, e a evangelizzare, con la vita e l'esempio, con piccoli gesti di vicinanza alle missioni orionine, come le adozioni a distanza.

Poi i gruppi di lavoro, che avevano affrontato le tracce proposte da Roberto Franchini, hanno esposto i loro risultati: una presentazione vivace, dinamica, con momenti di risate e leggerezza alternati a spunti molto profondi di riflessione e di condivisione.

La chiusura del percorso, come ha detto Don Alessandro D'Acunto, è stata la celebrazione eucaristica, non per far abituare ai banchi della Chiesa chi non fosse tanto avvezzo, ma per ricordare da dove trarre energia e senso per il nostro operare, come ha testimoniato Don Orione. A tutti i presenti ha poi rivolto l'invito che Don Orione fece ad un funzionario del Ministero, non proprio religioso, che lo affiancava nei giorni dopo il terremoto della Marsica e che riteneva di poter rinforzare la fede solo se Dio si fosse reso visibile: "Veda di fare ogni giorno un po' di bene".

Questa è la strada che indica la stella di Don Orione: seminare ogni giorno un po' di bene, questa è la strada per trovare Dio, ciascuno nei luoghi dove si trova ad operare, da Milano a Messina, da Mestre a Ercolano, lontani eppure vicini e uniti nella grande famiglia orionina.

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Secondo giorno del percorso di formazione carismatica #seguilastella. La mattinata grigia e piovosa non ha impedito di ammirare l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, con i suoi affreschi e il suo richiamo silenzioso alla contemplazione del creato e del Creatore.

In quest'atmosfera sospesa i partecipanti hanno ascoltato le riflessioni di Don Giovanni Carollo e Davide Gandini sulla spiritualità di Don Orione e il suo carisma: è facile talvolta fermarsi stupiti a contare le numerose opere che Don Orione ha fondato nel corso della sua vita, senza soffermarsi sull'origine di questa sua vitalità. Tutto parte dal suo amore per Gesù, dal suo desiderio di portare a tutti questo amore, soprattutto ai più emarginati e soli.

Ecco allora spiegato il carisma di Don Orione, il dono che ancor oggi vive di questo grande santo: ricapitolare in Cristo tutte le cose, fare di Cristo il cuore del mondo. Da questo slancio d'amore nascono le opere, solo in virtù di questo amore crescono e mettono radici, grazie a questo amore che è generativo sono opere orionine e non semplici attività filantropiche.

Come fare allora a preservare questa caratteristica così chiara nella mente di Don Orione, che le sue opere fossero un ponte per "portare il popolo a Dio e Dio al popolo"? Roberto Franchini, responsabile dell'area strategica, ha invitato tutti a mettersi in gioco, rivedendo il proprio modo di "essere " e "stare" al lavoro, nella quotidiana ricerca di un equilibrio tra norme e carità, novità e ordine, gestione e sviluppo.

Nonostante la fatica e l'impegno di far proprie le stimolazioni ricevute, tra i partecipanti si è respirato un grande affiatamento e "spirito di famiglia", proprio come desidera Don Orione, tra le risate e le chiacchiere a tavola, il confronto nei lavori di gruppo, la preghiera nella Santa Messa e anche una partita di calciobalilla.

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Se "educare è seminare" i frutti di questo lavoro si vedono con il tempo, dopo anni, anche tanti anni.

Per questo, a distanza di vent'anni dalla morte di Don Angelo Vallesi, avvenuta a Roma il 3 aprile del 1999, molti portano nel cuore i frutti del suo seminare da insegnante, sacerdote, amante dell'arte e della bellezza. Pochi giorni prima di morire Don Angelo diceva: "Sento che il desiderio della salute viene scavalcato da quello di una rassomiglianza più netta, più definita con Nostro Signore... è certo opera dello Spirito: sia Lui a portare a compimento il tutto!".

Una parte dei frutti germogliati dai semi che don Angelo ha gettato nel suo cammino di sacerdote figlio di Don Orione si vedrà sabato prossimo, 6 aprile, nella Chiesa di San Francesco a Borgo San Lorenzo (Firenze). Proprio in questo comune alle porte di Firenze, Don Angelo fu parroco al Santuario del S.S. Crocifisso e insegnante di religione al liceo Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo negli anni che vanno dal 1977 al 1987. Ricordato e stimato da parrocchiani, allievi e giovani del Mugello per la sua capacità di approfondire temi di Fede, cultura e complessità sociali, Don Angelo insegnava anche quando non era in classe, insegnava nelle omelie, negli incontri che teneva, negli incontri in famiglia, in treno o in viaggio, durante le visite da lui guidate in qualche città d'arte, Firenze e Roma in primis.

Sabato si ricorderà una figura importane nella vita della comunità di Borgo San Lorenzo con la presentazione del libro “Molte cose ho ancora da dirvi”, a cura di Claudia Megli, Laura Morolli, Marta Morolli, Mariella Pasquini, con la presenza di don Achille Morabito, che ha scritto la prefazione del libro, Riccardo Benvenuti, la compagnia teatrale “Non faremo molto rumore per nulla" e i musicisti del Coro di Vicchio.

Nella pubblicazione sono raccolti molti dei suoi pensieri, analisi bibliche, provocazioni e sollecitazioni che rivelano come egli volesse, insistentemente, farci essere uomini nuovi nelle coscienze e nelle azioni, ovvero, come diceva: “I sacerdoti fuori dalle loro sacrestie, i cristiani fuori dalla loro parrocchietta, tutti responsabili di impegno sociale e politico”.

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Venerdì 29 marzo, presso la sala conferenze del Centro “Mater Dei” di Tortona si è svolto il terzo ed ultimo incontro del “Marzo orionino 2019” sulla figura del Beato Piergiorgio Frassati presentata da Don Luca Bertarelli, parroco di Pollone (Biella) e assistente diocesano dell’Azione Cattolica.

È stata illustrata la figura di questo giovane che nella sua breve ma intensa esistenza ha saputo dare l’importanza a ciò che conta per “ereditare la vita eterna” ossia la preghiera e le opere di carità verso i poveri e i bisognosi.  
Nella conferenza, Don Bertarelli ha illustrato la vita di Frassati nato in una delle famiglie più in vista della città, di estrazione alto-borghese, ma sottolineando nelle parole e nelle immagini proposte come Pier Giorgio Frassati preferì essere il “facchino” dei poveri. Dinamico, deciso, pieno di vita, amava i fiori e la poesia, le scalate in montagna.
Il mio testamento – diceva, mostrando la corona del Rosario – lo porto sempre in tasca”. Era molto devoto alla “sua” Madonna di Oropa. Il 30 giugno 1925 Pier Giorgio accusa degli strani malesseri, emicrania e inappetenza: poliomielite fulminante che lo stronca in soli quattro giorni, il 4 luglio, a soli 24 anni.

È stato beatificato da Giovanni Paolo II il 20 maggio 1990 che nell’omelia ha sottolineato come Frassati “ha tradotto con la vita la Parola di oggi, senza tiepidezza, senza calcoli, con l’ardore di rischiare e di lasciare”. Si conclude così il ciclo di conferenze del Marzo Orionino, l’appuntamento per il prossimo anno con altre figure che nel loro cammino di vita hanno saputo tracciare solchi di umanità e di carità. L’invito e la speranza è quella che questi momenti creino unità nella Chiesa di Tortona così come invita il vescovo ad essere sempre più “comunità viva”.

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Lavorare secondo il Paradigma Esistenziale richiede un cammino temporale e culturale.

Il Villaggio della Carità di Genova, una delle strutture del Piccolo Cottolengo genovese, ha iniziato questo percorso sei anni fa: come prima tappa di questo cammino nel 2016 gli operatori hanno lavorato alla stesura del “Manuale della qualità di Vita” del PCDO, che riassume alcuni spunti utili per progettare secondo i Domini della Qualità di Vita e rendere concreto il passaggio dalla presa  in carico “clinico-funzionale” ad una “esistenziale” (cfr. “Il paradigma esistenziale nei servizi di aiuto alla persona” Roberto Franchini).

Per portare nuova linfa e spunti di riflessione a questo impegnativo percorso, lunedì 25 marzo si è svolto  a Camaldoli un incontro formativo e carismatico  con il Prof. Ciro Ruggerini, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta e past-president della Società Italiana dei Disturbi del Neurosviluppo (SIDiN), che era stato coinvolto anche sei anni fa per dare il via al cambiamento di prospettiva degli operatori.

Il dott. Ruggerini, con il suo intervento “Identità personale e Identità cerebrale nei disturbi del Neurosviluppo: implicazioni cliniche e sociali della distinzione”, ha approfondito un importante aspetto relativo all’identità delle persone, aspetto che se non preso in considerazione può avere ricadute negative sull’efficacia della progettazione per Domini QdV.

Sono stati poi presentati alcuni “case history” che hanno evidenziato come l’approccio esistenziale abbia consentito di risolvere aspetti critici e migliorare il benessere delle persone. E’ emerso infine il bisogno di una formazione continua, affinchè non si perda di vista l’importanza di tale approccio e di come la condivisione di obiettivi/risultati aiuti l’equipe nel quotidiano lavoro di progettazione.

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Il Centro Medico Sociale “Don “Orione” di Savignano Irpino, in partnership con altre istituzioni pubbliche e private collabora con l’Università di Salerno nell’organizzazione del Master di II livello in Direzione delle Aziende e delle Organizzazioni Sanitarie – DAOSan. In tale veste il Centro è impegnato nella promozione dell’iniziativa di cui si avvierà, a breve, la XIV edizione. Il master propone un percorso formativo mirato a trasmettere competenze che abilitano a ruoli dirigenziali in realtà sanitarie pubbliche e private.


Fino al 15 aprile sono aperte le iscrizioni alla XIV Edizione del Master universitario di II livello in Direzione delle Aziende e delle Organizzazioni Sanitarie - DAOSan.
Anche quest'anno sono numerose le agevolazioni offerte ai partecipanti: il DAOSan, infatti, beneficia di ben 22 borse di studio messe a disposizione da enti, aziende pubbliche e società private, a copertura totale o parziale delle spese di iscrizione.
Il DAOSan è accreditato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione per la Formazione continua per gli iscritti nell’Elenco Nazionale dei componenti degli Organismi Indipendenti di Valutazione della performance; la frequenza annuale consente di assolvere integralmente l’obbligo formativo.

Nell’ambito del percorso formativo, il DAOSan attiva specifici Laboratori di Sperimentazione Manageriale, finalizzati all’implementazione e alla valorizzazione di progetti di innovazione nel settore sanitario, da realizzarsi nell’ambito del Progetto “TREE - open innovation in sanità” che il DAOSan promuove con l’intento di sviluppare nuova consapevolezza verso i temi della salute digitale e dell’open innovation.
Il Master DAOSan si caratterizza per un’offerta didattica innovativa, costantemente aperta al mondo delle professioni. Consente ampia possibilità di scelta sui contenuti (percorso Standard o Experience-Lab), nella frequenza (tempo pieno e parziale), sulla FAD e sulla sede di svolgimento dello stage, individuabile, per coloro che lavorano in ambito sanitario, anche nella struttura di appartenenza.
Eroga 60 CFU (equiparabili a crediti ECM); consente il riconoscimento di CFU fino ad ¼ dei crediti relativi all’attività d’aula.

Il DAOSan vanta partnership con oltre 90 organizzazioni del settore, presenti in Campania e sul territorio nazionale, che ne sostengono le attività e attivano percorsi di stage a favore dei discenti.
Il Master prepara anche a numerose certificazioni di competenza e offre diversi servizi aggiuntivi ai propri iscritti: da un servizio di orientamento al mercato del lavoro, a formule flessibili per la distribuzione del carico didattico, a crediti ECM aggiuntivi, a un ampio ventaglio di servizi gratuiti o in convenzione presso il Campus universitario di Fisciano (Salerno).

Il bando di concorso è scaricabile dal sito www.daosan.it o direttamente QUI.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Segreteria Organizzativa del Master DAOSan, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 17.30, al numero 089.963031 oppure all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Venerdì 22 marzo, presso la sala conferenze del Centro Mater Dei di Tortona, si è svolto il secondo incontro del “Marzo orionino 2019”  sulla figura di Santa Gianna Beretta Molla. Gianna Beretta è stata un medico pediatra, moglie dell'Ingegner Pietro Molla e madre di tre figli: durante la quarta gravidanza scopre di avere un fibroma all'utero, ma rinuncia alle cure per far nascere Gianna Emanuela, il 21 aprile del 1962. Solo 7 giorni dopo, il 28 aprile, muore, a soli 39 anni.

La figura di questa santa, sposa e madre che ha dedicato la sua vita alla famiglia ed alla sua professione di medico, privilegiando in particolare i bisognosi, è stata presentata da Monsignor Paolo Masperi, rettore del Santuario di Santa Gianna Beretta Molla di Mesero (MI), che ha avuto la fortuna di conoscerla ed ogni giorno si reca sulla sua tomba per pregarla: egli ha subito tracciato alcuni punti della vita di Santa Gianna che già dalla fanciullezza accoglie con piena adesione il dono della fede e l'educazione limpidamente cristiana.

Laureata in Medicina e Chirurgia, verso il termine del secondo mese della quarta gravidanza, è raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore; insorge un fibroma all'utero. Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, è pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura: «Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete - e lo esigo - il bimbo. Salvate lui».

Mons. Masperi lancia alcuni spunti molto importanti per le famiglie nel mondo contemporaneo, in particolare quello di non perdere la bellezza di vivere momenti insieme anche se il lavoro spesso non lo permette. “Si vive la gran parte della giornata al lavoro uscendo di casa presto e tornando tardi e questo impedisce la piena relazione famigliare. Anche la comunicazione non ci aiuta perché ormai abituati a scrivere brevi messaggi che risultano spesso vuoti di significati profondi. Anche noi come Santa Gianna, ha concluso, vogliamo spesso ripetere nelle nostre giornate ‘voglio amare Gesù’”.

Appuntamento venerdì prossimo con la figura del Beato Pier Giorgio Frassati.

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Da lunedì 18 a mercoledì 20 marzo, presso Villa Charitas si è svolto il secondo incontro formativo itinerante per i dipendenti e collaboratori del Centro “Mater Dei” di Tortona.

Guidati dal responsabile delle risorse umane Fabio Mogni è stata sviluppata la seconda scheda del sussidio formativo provinciale, il tatto: gesto di vita quotidiana, occupazione che tesse la trama delle giornate attraverso l’esperienza normale delle piccole incombenze. Nella riflessione Fabio ha utilizzato come traccia il Vangelo di Luca al cap. 6 “Perdonati e sarete perdonati”. “Dobbiamo disporre il nostro cuore in modo nuovo e solo nell’atteggiamento di grande umiltà, ha sottolineato, possiamo ricevere tutte le grazie del Signore e capire l’immensità del suo amore per noi. Noi ci dobbiamo scoraggiare delle difficoltà nelle relazioni ma questi momenti di buio ci danno la forza di andare incontro alla luce che solo nel Cristo Risorto possiamo trovare”.

Un grazie particolare alla superiora Sr. M. Grazia e a tutta la comunità per l’accoglienza e la loro testimonianza. Il prossimo mese si salirà al Santuario di Montespineto.

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