"Avere sete di martirio."
Don Orione

Analizzare un modello scolastico innovativo, con lo scopo di trasferirlo ed adattarlo ad altri contesti nazionali. E’ questo l’obiettivo del progetto ESW (Early School Workers), recentemente approvato dalla Commissione Ue nell’ambito del programma ERASMUS PLUS - KA2 – Partenariati strategici.

Il progetto, presentato da ENAC come ente capofila, vede la partecipazione come partner di ENDO-FAP, insieme a: Università Cattolica del Sacro Cuore, IES Virgen de la Paz, CJD, EFVET, Regione Puglia, Regione Emilia-Romagna, Comunidad de Madrid. L’idea nasce dalla volontà di studiare il modello delle UTC (University Technical College) anglosassoni, per poi trasporlo ed attuarlo in scuole di altri Paesi Ue. Nello specifico, ENDO-FAP ha individuato nella sede di Piacenza il CFP orionino in cui sperimentare la didattica innovativa delle scuole UTC.

Il progetto prende l'avvio oggi, kick off meeting di avvio del progetto con la presenza di tutti i partners: per ENDO-FAP sono presenti Roberto Franchini, presidente, Federico Carollo, vice presidente, Serena Susigan, direttore, Francesca Siclari, Silvia Fava e Paolo Zacconi, coordinatori e formatori della sede di Piacenza e Borgonovo Val Tidone.

Sono questi ultimi che nei prossimi giorni, fino a giovedì, approfondiranno il modello delle UTC, University Technical College, la scuola professionale che fa da modello. Le UTC sono rivolte ai giovani fra i 14 ed i 19 anni e nascono con l’idea di offrire una preparazione all’avanguardia nel campo delle discipline scientifiche, le cosiddette STEAM o STEM (Science, Technology, Engineering, Arts & Maths), al fine di preparare una generazione di giovani qualificati per le professioni tecnico-scientifiche, fornendo le competenze richieste dal mondo industriale. Ogni didattica di apprendimento è basata su una metodologia specifica chiamata PiXL Edge, ovvero un modello che offre agli studenti la possibilità di sviluppare competenze utili per il resto della loro vita e per la loro futura attività professionale (Leadership, Organizzazione, Comunicazione, Iniziativa e Resilienza).

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Venerdì, 09 Novembre 2018

Borgonovo Val Tidone - abbiamo vinto!

I ragazzi del corso per operatore grafico della sede Endofap di Piacenza hanno vinto il concorso "La vite a 365 giorni".

La Cantina Sociale di Borgonovo ha indetto per il terzo anno consecutivo un concorso denominato  “La vite a 365 giorni”, riservato agli allievi delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado nonché alle scuole di secondo grado provinciali, statali e paritarie, della provincia di Piacenza. L'iniziativa vuole diffondere tra i ragazzi la cultura economica, della tradizione e dell’ambiente creando un forte legame tra giovani e mondo del lavoro.

Gli studenti, insieme ai loro formatori, sono stati invitati a realizzare il calendario 2019 attraverso un viaggio fatto di foto inedite ed elaborati grafici, che rappresentano lo scorrere del tempo  e delle stagioni nella vigna, il mondo della vite dell’uva dal vigneto alla tavola passando per il lavoro in cantina fino alla convivialità di un bicchiere di vino.

Nella categoria "Scuole secondarie di Secondo Grado" abbiamo vinto il primo premio che consiste in un assegno da € 2.500,00.

Complimenti ai ragazzi e ai loro formatori, che hanno lavorato in squadra e raggiunto un grande obiettivo.

 

 

 

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Martedì 23 ottobre si è svolto il primo incontro per l'anno 2018/2019 del segretariato educativo e Comitato Tecnico Scientifico delle sedi Endo-fap.

Sede dell'incontro il Centro di Formazione Professionale Canossa della Fondazione ENAC Lombardia a Brescia: un luogo significativo per toccare con mano il legame tra lavoro e formazione professionale. Infatti, nel CFP di Brescia, ENAC ha realizzato un progetto chiamato Scuola Impresa. Gli allievi sono impegnati in diverse attività inserite nel percorso formativo, che sono vere e proprie attività lavorative: il ristorante didattico, il ristorante easy, la pasticceria didattica, il servizio di catering e il vivaio didattico, che propone la possibilità di acquistare piante floricole stagionali (Stelle di Natale, Ciclamini, Gerani), piante da orto, marmellate a km 0, prodotti ortofrutticoli stagionali, miele prodotto dalle api dell'apiario e su commissione servizi di giardinaggio, potatura piante da frutto e vigne. Il vivaio fornisce anche la materia prima per il ristorante didattico.

Nella mattinata si sono svolti i lavori del segretariato, guidati da Don Felice Bruno, consigliere incaricato, Roberto Franchini, presidente, Federico Carollo, vice presidente, e Serena Susigan, direttore della sede nazionale.

I partecipanti hanno poi pranzato nel ristorante didattico e visitato le serre e gli spazi dedicati alle diverso colture, dalla vigna alle piante da frutto, dai piccoli frutti, come more e lamponi, ai campi per la semina del grano e di alcuni rodotti tipici come la cipolla di Rovato.

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Il 17 ottobre scorso la Caritas ha reso noto il quinto Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia.

Tra i dati che emergono dalla ricerca, un dato colpisce in modo particolare: chi va poco a scuola ha molte più probabilità di diventare povero.

L’Italia è al primo posto in Europa per numero di Neet, giovani disoccupati che non studiano né cercano lavoro (29,5% contro una media Ue del 17,2), , è penultima per numero di laureati tra i 30 e i 34 anni (26,9% contro 39,9 in Ue) ed è quarta per giovani con la sola licenza media inferiore (14% contro il 10,6 dell’Ue).

Esiste uno stretto legame tra povertà educativa e povertà socio-economica: molti giovani che abbandonano o non accedono all'istruzione sono avviati verso una condizione sociale di emarginazione e povertà.

Situazioni di maggior svantaggio per quanto riguarda i servizi e le possibilità individuali si registrano al Mezzogiorno, che ha i più alti livelli di povertà assoluta: minore copertura di asili nido, di scuole primarie e secondarie a tempo pieno, percentuale più bassa di bambini che fruiscono di offerte culturali o sportive e contemporaneamente maggiore incidenza dell’abbandono scolastico.

Sul fronte della cittadinanza gli alunni stranieri evidenziano tassi di povertà educativa maggiori rispetto ai loro coetanei autoctoni. Differenza già molto evidente nel primo anno di corso: all’esito di giugno, il tasso di non ammissione degli stranieri è pari al 22,9% (quasi uno su 4), mentre quello degli italiani è decisamente più basso (10,8%).

Su questo terreno così difficile e così importante sono impegnati i formatori e responsabili dei Centri di Formazione Professionale Endo-Fap che lavorano con ragazzi "difficili", con storie di abbandono scolastico e demotivazione, accompagnandoli al lavoro ed alla vita autonoma, per uscire dalla spirale della povertà che rischia di inghiottire loro e le loro famiglie.

 

In allegato infografica del Rapporto.

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