"Non impigriamo nella sonnolenza dello spirito, ma, con passo alacre di fede, con cuore puro, aperto e largo, andiamo, e andiamo in fretta."
Don Orione

Nella società di oggi si vive spesso come se si fosse immortali: la malattia, la debolezza, la morte sono bandite, oscene, anche per coloro che si definiscono cristiani.  "È una vergogna e un tradimento della vocazione ricevuta nel battesimo, che è immersione nella morte, e non in una qualsiasi morte, ma nella morte del Signore" dice Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose.

La notizia della morte di una persona cara, giovane, lascia sempre impreparati e agita in noi domande e timori: Angela Barbiero, una delle prime componenti  dell’Orione Musical Group, è tornata al Padre il 22 novembre all'ospedale di Mirano (Venezia). Una vita che non finirà sui giornali, ma che nella sua "ordinarietà" ha seminato tanto e ha lasciato a tutti coloro che l'hanno incontrata questi semi da custodire come sua eredità.

Ricordiamo Angela con il messaggio di don Moreno Cattelan, ora missionario in Ucraina e fondatore del gruppo.

10.45…AMEN (Così sia)

“Oggi più che mai ho voglia di vivere!”.
Sono queste le prime parole che Beatrice posta su FB qualche minuto dopo la nascita al cielo della sua migliore amica…
Quella voglia di vivere che Angela ha tenuto a denti stretti in questo ultimo mese della sua esistenza terrena e nelle ore interminabili della sua agonia, ieri, questa notte, fino alle 10.45 di oggi, 22 novembre.  
“Angela non deve morire!”…
Era un po’ questo il segreto desiderio che si era annidato nel nostro cuore e nel nostro agire dopo la notizia che il tumore minacciava nuovamente il suo esile corpo. Agire che si è poi concretizzato nelle varie iniziative lanciate con lo slogan: TUTTI UNITI CON ANGELA.
Ci abbiamo creduto fino alla fine… tutti.
Chi pregando nell’intimità della propria casa e dei propri affetti;
chi scambiandosi i turni per farle compagnia-assistenza in ospedale;
chi partecipando ad una affollata veglia di preghiera lo scorso 2 novembre a Campocroce;  
chi unendosi al pellegrinaggio fatto a Bosaro (Ro) ai piedi della tomba della Beata Maria Bolognesi, una mistica delle nostre terre, alla quale avevamo affidato, senza mezzi termini, il compito di fare… un miracolo;
chi ricevendo e inviando messaggi sui social…
Attorno ad Angela si era creata una specie di fortezza per contrastare il dolore e cercare di vincere il nemico. Fortezza che lei percepiva come una protezione, una tenerezza, una fiala di pace tra le fiale di morfina e cannucce  varie che le permettevano si sopravvivere.
“Sono in pace, sono serena!” - mi confidava durante la mia visita del 2 novembre scorso.
“Qui sto bene!”. Segno che la fortezza resisteva e le dava un senso di solidità.
Poi, come nelle storie non a lieto fine, il castello si è sgretolato lasciandola a lottare con la morte… fino all’ultimo respiro.
Ma dietro a quest’ultima scena c’è tutta una vita, breve, 49 anni, ma intensa.
Semplice ma esemplare.
Noi che abbiamo avuto la grazia d’averla conosciuta ne siamo i testimoni.  
Voglio ricordare Angela come una delle prime persone che hanno aderito al…sogno.
Il suo nome appare nel primo storico volantino: “Io ci provo”.
Lei per prima c’ha provato mettendoci anima e corpo, fatica e sudore.
La bellezza del suo esile fisico e uno sguardo che in scena ti entrava dentro…
Non posso dimenticare le prime rappresentazioni di C’E' POSTO PER TUTTI dove sapeva dominare il palco con innegabile bravura.
Angela è la storia dell’OMG… e quante storie ricordava: aneddoti, fatti, curiosità.
L’OMG era la sua seconda (o prima!) famiglia.
Lei che si batteva perché l’OMG, divenuto adulto in quanto che i primi “matti” si erano accasati e avevano messo su famiglia, diventasse una “famiglia di famiglie”.
Angela era ferma nelle sue idee… una “Barbiero” come doveva concludere Enrico dopo confronti o prese di posizione divergenti.
Ma Angela sapeva anche conciliare, smussare e capire.
L’ho potuto sperimentare durante il suo breve servizio in qualità di Presidente dell’ OMG.
A lei tutto il gruppo, dai primi fino agli attuali componenti, deve molto.
All’OMG Angela ha dato i migliori anni della sua vita e continuava a provare assieme alle sue due meravigliose figlie, Zoe e Asia che sono parte dell’OMG avendo già più volte calcato la scena.
La loro ultima volta, insieme, è stata il 16 maggio scorso presso l'Istituto Berna a favore di tutti gli studenti di quel Centro... e lei, Angela, a sbirciare tra le quinte e ad aiutare Asia a vivere da protagonista l'opera IO CI PROVO, quel sogno divenuto realtà presentato in ben 4 occasioni nella stessa giornata ai 700 studenti del Berna.
Con il marito Enrico Callegari  (co-autore delle musiche del musical) stava pensando qualcosa di nuovo e coinvolgente per dare nuova  linfa  e vitalità al gruppo che amava e sentiva come una loro creatura…ma anche  il male lanciava i suoi primi segni di vita, senza dare via di scampo gettando nel suo corpo e in faccia a tutti la sua dura volontà.  
Pensare che non ci sei più è assai difficile.
Immaginare di fare qualcosa senza la tua presenza, altrettanto.
Sara scrive: “La fede ci porta ad accettare lì dove non abbiamo conoscenza, e spero che anche questa volta ci sia un disegno più grande dietro a questo dolore”.
Un disegno. Già!
Parafrasando Giobbe potremmo anche dire:
“Il Signore ci ha dato Angela, il Signore ce l’ha tolta. Sia benedetto il nome del Signore!”.
Grazie per tutto, carissima Angela, amica di sempre.
Grazie per il solco profondo che hai lasciato nella tua famiglia, ad Enrico, Zoe ed Asia.
Grazie per quello che hai lasciato in dono alla tua famiglia di origine; Bruno, Ines, Nicoletta, Loretta, Mario e Francesca te ne sono infinitamente grati, pur nel dolore che stringe il loro cuore.
Grazie per quello che hai donato agli altri tuoi parenti, amici, conoscenti.
Grazie per quello che hai dato all’OMG, con umiltà e tutto te stessa.
Grazie per quello che ho ricevuto da te in questi 28 anni, vicino o lontano che sia stato.
Posso solo immaginarmi Marialisa, Fabio e Claudio, (i giovani amici del gruppo mancati prematuramente) ed anche Gino, il nostro primo regista, che oggi alle 10.45, là sulla porta della “palestra del Paradiso” ti aspettavano, mentre ancora una volta, guardandoli con il tuo contagioso sorriso, ti ripeti convinta: “…E anche qua, IO CI PROVO”.
A Dio, Angelo-Angela.
Un abbraccio da qui all’eternità.
Don Moreno

L’viv-Leopoli,  22.11.2018

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Venerdì 16 novembre, al Seminario della Vita a Campocroce, Tessy e John hanno ricordato il loro arrivo, dieci anni fa festeggiando con semplicità assieme alle altre famiglie ospitate nella Casa di cui loro, ora, sono i custodi.

“Pronto Don Walter, ciao! Sono Don Marco, parroco di Santa Bertilla a Spinea.
Ho un’urgenza e subito ho pensato a voi di Don Orione. A che punto siete per l’avvio dell’attività a Campocroce di cui mi hai parlato?”

“Ciao Don Marco. Diciamo che ci manca ancora qualcosa per poter dare avvio al servizio in maniera adeguata. Speriamo per la prossima primavera di poter inaugurare la nuova Opera di Carità di Don Orione a Campocroce. Ma dimmi che urgenza hai?”

“Ho qui John e la moglie Tessy… da un momento all’altro potrebbe partorire. Sono due signori nigeriani che improvvisamente si sono trovati fuori di casa, con tutte le loro cose chiuse dentro che non possono neppure recuperare. Riesci ad accoglierle anche se in questo momento non sei ancora pronto a partire?”

“La Provvidenza oggi ci “provoca”… ma non possiamo certamente dirle di no! Venite, vi aspettiamo”.

E la sera del 16 novembre 2008, John e Tessy arrivarono verso le 21.30 presso il futuro Seminario della Vita creato nello storico Istituto Soranzo di Campocroce.

Era in corso un momento di preghiera guidato dallo stesso Don Walter con gli amici dell’Orione Musical Group ed alcune signore che abitavano in Via Canaceo… e subito tutti, accogliendo quel signore alto dagli occhi belli ma smarriti e la moglie impaurita e preoccupata di non poter dare un riparo alla figlia ormai in arrivo, sperimentarono cosa significa essere orionini: “se bussano alla tua porta non chiedere chi è ma di cosa ha bisogno”.

Il Seminario della Vita venne poi inaugurato nel maggio 2009 ma il vero servizio, il primo, quello che ha dato speranza ed ha fatto capire di essere davvero sulla strada giusta per lasciare ancora un segno orionino importante nel territorio, ebbe inizio quel giorno, quella sera, quando ci si trovò a festeggiare il “Natale a novembre”, come disse Don Walter. “Non c’era posto per loro nell’albergo”… ma c’era posto per loro nel grande cuore di San Luigi Orione.

John e Tessy, genitori oltre che di Nelly (nata due giorni dopo il loro arrivo) anche di Kevin, ricordano sempre con grande emozione Don Marco che si prese a cuore la loro situazione e Don Walter che immediatamente, senza esitazione, disse: "Venite, vi aspettiamo". Provano grandissima riconoscenza per il Seminario della Vita e per Katia in particolare che da 10 anni è responsabile della Casa e si è presa cura di loro in ogni modo.

john e tessy

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Mercoledì, 24 Ottobre 2018

Campocroce - Diretta con Radio Maria

Il Seminario della Vita di Campocroce di Mirano, domani, giovedì 25 ottobre, sarà in diretta con Radio Maria.
Presso la Chiesetta dell'Istituto Soranzo infatti si recherà la troupe dello Studio mobile di Radio Maria che opera nel territorio della Diocesi di Treviso e del Patriarcato di Venezia.

Alessia Mayer, responsabile della troupe mobile, ed altri suoi collaboratori hanno incontrato la responsabile Katia Landi e visitato la struttura ed i suoi residenti.
La diretta inizierà alle ore 16.40 con la presentazione e la recita del Santo Rosario, successivamente ci sarà la recita dei vespri e la celebrazione della Santa Messa presieduta da Don Albino Bassanese della comunità di san Pio X di Marghera. Garantita la presenza del parroco di Campocroce Don Ruggero, sempre presente alle iniziative ed agli eventi dell'Opera orionina di Campocroce.
Il collegamento si concluderà alle ore 17.55.

Katia ha invitato tutte le Comunità orionine ad essere presenti a questo bel momento di preghiera ed a collaborare per l'animazione, rivolgendosi in particolare alla parrocchia di Campocroce, agli abitanti di Via Canaceo che tanto hanno a cuore il Seminario della Vita, alla Parrocchia Pio X di Marghera ed all'Orione Musical Group.

Sarà una bella occasione per pregare insieme e per far conoscere, seppur molto brevemente, la bella realtà orionina di Campocroce.

Volantino RadioMaria Campocroce 2 001

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"Le vocazioni: il sacro amore della mia vita! Chi non vorrà aiutarmi?"
(San Luigi Orione, Tortona 15 agosto 1927)

Comincia con mercoledì 17 ottobre il cammino di preghiera guidato dal sacerdote orionino Don Luca Ingrascì con la collaborazione dell'Orione Musical Group.
Nel salutare e nel ringraziare il gruppo per la collaborazione e l'amicizia datagli nell'ultimo periodo del suo servizio presso l'Istituto Berna di Mestre, Don Luca Ingrascì, ha fatto la proposta di aiutarlo nel suo servizio condividendo con lui un momento di preghiera mensile per le vocazioni “per dare alla Chiesa dei buoni sacerdoti” (Don Orione, Scritti 32, p. 15).
Per molti anni l'Orione Musical Group ha proposto momenti di preghiera e di formazione aiutato in questo da vari sacerdoti orionini (Don Bruno Lucchini, Don Federico Cattarelli, Don Loris Giacomelli, Don Walter Groppello e Don Nello Tombacco).
 
Ora riparte con l'obiettivo di essere di supporto a tutta l'Opera Don Orione ed in particolare a Don Luca per il suo nuovo incarico di vocazionista per l'area del nord-est dell'Italia.
Gli incontri si terranno un mercoledì al mese a Campocroce presso il Seminario della Vita alle ore 21.00.
Sono invitati tutti coloro che hanno a cuore l'Opera, in maniera particolare i volontari del Seminario della Vita e gli amici dell'Orione Musical Group.
Il secondo appuntamento sarà mercoledì 14 novembre.

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Presso il Seminario della Vita, il 31 maggio, si è rinnovata la tradizione da parte della Comunità parrocchiale di Campocroce, di chiudere il mese dedicato alla Madonna all’interno dell’Opera orionina.
Il ritrovo, come al solito, presso il capitello di Via Canaceo dedicato alla Madonna che… non ha nome, come ha sottolineato Don Ruggero, parroco di Campocroce, nell’Omelia della S. Messa, successiva alla processione ed alla recita del Rosario.
La Madonna di Via Canaceo infatti non ha titolo… e dopo una breve spiegazione il parroco ha proposto di nominarla come “Maria, stella del Canaceo” affinché possa essere considerata come un punto di riferimento e guida per gli abitanti del borgo.

Alcuni bambini, che circa un mese fa hanno ricevuto la prima Comunione, hanno portato la bella statua in processione per circa un chilometro concludendo il percorso nella Cappella di Villa Soranzo.
Questa era gremita dai residenti del Seminario della Vita, dagli amici e volontari della Casa ed ovviamente dagli abitanti di Campocroce, in particolare proprio coloro che abitano in Via Canaceo.
Infatti tutte le sere di maggio, nella cappella di Villa Soranzo, che hanno tanto a cuore, si sono ritrovati attorno alla Madonna per recitare il rosario.


All’evento conclusivo ha partecipato anche Don Luca Ingrascì in servizio presso l’Istituto Berna di Mestre e Don Filippo Benetazzo, in servizio a Velletri e padre Maestro dei novizi con i quali in questi giorni è in visita alle Case orionine del Veneto.
Il bel momento si è concluso nel piazzale della Villa con un semplice buffet nello spirito di famiglia di famiglie che contraddistingue la Casa.

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Il primo maggio si è tenuto a Campocroce il 58° raduno ex-allievi avente per oggetto: "Conoscere qualcosa della Congregazione oggi"

Dopo il saluto di benvenuto del presidente a tutti i convenuti Don Luciano Degan, Assistente ecclesiastico della sezione, ha parlato dell'esortazione apostolica di papa Francesco "Gaudete et exultate" e come la vita dei Santi è sempre stata nella gioia concludento che "Vangelo" vuol dire buona novella, buona notizia e che sempre una buona notizia porta con sé gioia.

Don Walter Groppello "Economo provinciale" ha parlato di una attività oggi della Congregazione: L'istituto M. Soranzo, dove siamo ospiti.
La Casa dopo vari passaggi e trasformazioni accoglie oggi, in sette appartamenti, nuclei familiari in difficoltà. Gli ospiti sono complessivamente 24. Comunità multietnica e di religioni diverse. La finalità della casa è di inserire gli ospiti nella società, in tempi più o meno brevi, economicamente autosufficienti nel rispetto della dignità dell'uomo e delle proprie tradizioni.

Don Agostino Casarin "Direttore e parroco a Sant'Alberto di Butrio" ha parlato della preghiera e del valore della stessa a sostegno delle attività della Congregazione. Come gli Eremiti, con la loro preghiera siano colonna portante per tutti.

Il Presidente ha proseguito con la lettura della relazione dell'anno trascorso, delle attività svolte e dei prossimi impegni: 26/27 maggio 2018 prima festa nazionale degli ex-allievi. Illustrazione del programma e raccolta
delle adesioni, confermate per ora 10.

Nel 2019 ricorre il centenario della casa, ceduta dal Conte M. Soranzo, su sollecitazione del Cardinale La Fontaine a Don Orione, per accogliere mutilatini e orfani della prima guerra mondiale.
Gli ex-allievi hanno dato la loro massima disponibilità alla Congregazione per festeggiare nel modo migliore la riccorrenza.

Dopo una breve pausa è iniziata la S. Messa, concelebrata da Don Luciano Degan, Don Walter Groppello, Don Agostino Casarin, Don Carlo Marin (Direttore dell’Istituto teologico internazionale di Roma, Don Severino Didonè (da Santa Maria la Longa) e Don Ivone Bortolato (della Casa di Trebaseleghe).

A tutti loro una preghiera speciale e ringraziamento per aver condiviso la festa.

E per finire: quattro chiacchere con i piedi sotto il tavolo per il pranzo.
Un abbraccio fraterno a quanti non hanno potuto intervenire e...
Ave Maria e avanti!

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La casa orionina Seminario della vita di Campocroce di Mirano ha vissuto in modo speciale, nel mese di marzo, la festa di San Luigi Orione e la Giornata Missionaria Orionina.
Sabato 10 marzo Don Luigi Piotto, missionario orionino, da 26 anni in Madagascar, è stato ospite a Campocroce per un momento di preghiera missionaria.
“È stata una bellissima esperienza di incontro - spiegano i promotori -. In una casa di Don Orione dove vive una famigia di famiglie si sono ritrovate con Don Luigi varie famiglie che hanno condiviso tutto come un’unica famiglia. Don Luigi ha aggiornato i presenti sulla situazione in Madagascar, specie sulle prospettive di costruzione di 8 aule per un ciclo universitario. Poi la celebrazione del momento di preghiera per la Giornata Missionaria, con l’invito ad essere missionari sempre, ovunque siamo, ad essere luce e sale per gli uomini, per la terra, per tutti, soprattutto per i più deboli, per i più poveri, come ha sempre fatto Don Orione.”
La giornata missionaria orionina è stata celebrata anche all’istituto Berna di Mestre, dove Don Luca Ingrascì, in servizio nell’istituto, ha incontrato ciascuna delle 19 classi del Centro di formazione professionale. “Dopo che in ottobre ci si era soffermati sull’ambito scolastico della missione di Antsofinondry, in Madagascar, nell’incontro di marzo si è focalizzata l’attenzione sul Centro diurno per disabili inaugurato nel 2012 - spiega Don Luca -. Si è partiti da lontano quando i nostri religiosi arrivarono in Madagascar; incontrarono tanta povertà, incrociarono occhi meravigliosi di tantissimi bambini, senza niente ma ricchi di sorrisi, belli e sorprendentemente sani. Nei villaggi non si incontrava alcun disabile, Chi era colpito da disabilità, infatti, era tenuto nascosto in casa, quasi fosse una vergogna, e chi abitava lontano, disperso tra le colline, spesso abbandonava i figli disabili nelle foreste. L’Opera Don Orione, di fronte a questo, non poteva tenere gli occhi chiusi e nel 2012 si è riusciti a realizzare un’opera che attualmente accoglie 67 ragazzi nel Centro diurno e dà assistenza, medicine e cure gratuite ad oltre 50 bambini, che settimanalmente sono visitati da una dottoressa.
Il Centro vive grazie alle adozioni a distanza, alcune delle quali sostenute anche dalle famiglie degli studenti del Berna.
Presentando il Centro di Chirignago, il Seminario della vita di Campocroce e la Casa di riposo di Trebaseleghe - conclude Don Luca -, abbiamo invitato i ragazzi a tenere aperto il cuore a vivere momenti di servizio, in missione a favore degli ospiti che vivono nelle Opere di Carità”.
Lunedì 12 marzo, inoltre, in occasione della festa di San Luigi Orione, TV2000 ha tramesso un servizio proprio sulla casa di Campocroce, clicca QUI.

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TV2000 ricorda Don Orione raccontando l'opera pionieristica degli orionini accanto alle famiglie fragili.

In occasione della festa liturgica di San Luigi Orione, TV2000 la televisione della Conferenza Episcopale Italiana ha dedicato un servizio della trasmissione "Siamo noi" al “Seminario della vita” - Istituto "Marco Soranzo" di Campocroce di Mirano (VE), dove l'Opera Don Orione ha realizzato una struttura di accoglienza per famiglie in situazioni di disagio sociale ed abitativo.

 

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Giovedì 8 febbraio, il giorno in cui si ricorda Santa Giuseppina Bakhita, una religiosa africana vissuta in Veneto e che veniva chiamata affettuosamente Madre Moretta, sono stati inaugurati i nuovi appartamenti del Seminario della Vita, con la presenza dell’Economo Provinciale don Walter Groppello e del parroco di Mirano Don Artemio Favaro.

 “Te piase casa mia?”… una euforica Monica accoglieva così tutti gli ospiti che stavano visitando il bellissimo appartamento che è stato assegnato a lei e al marito.
Un’ora prima don Walter, all’inizio della Santa Messa solenne in onore di Santa Bakhita, salutando ed accogliendo tutti i presenti e dopo aver fatto un po’ di storia raccontando le origini e lo sviluppo della casa fin da quando fu data a Don Orione nel 1919, ricordò cosa accadde la sera del 3 novembre scorso, giorno dell’ultima inaugurazione.
Quella sera, pensando a Santa Bakhita (il cui padrino fu proprio il conte Soranzo, proprietario della Villa che ora ospita il Seminario della Vita) lo stesso don Walter lanciò un nuovo desiderio, una sorte di sfida. Ci mettiamo all’opera in modo che riusciamo a ricavare altri appartamenti, al fine di dare accoglienza sempre migliore a chi ha bisogno di aiuto e sostegno qui da noi? Il sì entusiasta di tutti rimbombò nella chiesa ma la data fissata per l’inaugurazione (l’8 febbraio) era troppo vicina… Come riusciremo a farcela?
Dopo aver ringraziato calorosamente i titolari delle ditte che hanno lavorato in questi mesi “quasi giorno e notte”, tutti i presenti e la corale di Campocroce che ha animato la Santa Messa don Walter ha lasciato la parola al parroco di Mirano don Artemio.
“Ho sentito tanto parlare di questa casa ma mai avevo avuto l’occasione di visitarla… sono contento di essere qui oggi, di aver sentito il suo sviluppo, capire come questa casa ha fatto tanto bene e nel tempo si è adeguata alle necessità, ma sempre a servizio di chi ha bisogno. Bello sapere che da Seminario è ora diventata Seminario della Vita per aiutare le persone a ricostruirsi”.
Anche in questa occasione, oltre ai titolari delle ditte, agli amici e volontari della Casa erano presenti rappresentanti della Casa di Riposo Don Orione di Trebaseleghe e dell’Istituto Berna di Mestre. Don Walter ha ringraziato in maniera particolare la responsabile Daniela Niero della Casa di ospitalità di Venezia, opera orionina che ancora una volta ha sostenuto tutte le spese dei lavori.
Come sempre particolare cura è stata riservata al momento della preghiera dei fedeli (bellissima e toccante quella composta e letta dalla piccola Nelly che ha ricordato gli ospiti e gli amici volontari che vivono un particolare momento di salute) e all’Offertorio durante il quale sono state portate all’altare le targhe per gli ultimi quattro appartamenti inaugurati che sono stati dedicati a San Martino de Porres, San Pio X, Don Carlo Sterpi e Santa Giuseppina Bakhita. Questi si uniscono agli altri santi titolari degli appartamenti, giganti della carità e cari all’Opera Don Orione: San Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Luigi Guanella e Santa Gianna Beretta Molla.
Al termine della S.Messa ci si è trasferiti in Villa per il taglio del nastro e la benedizione dei nuovi ambienti
Come sempre il clima di festa si è mescolato al clima di grande famiglia di famiglie della Casa di Campocroce con i bambini che, pur tra le tante persone presenti, trovavano il modo di essere protagonisti, di correre, di giocare, di colorare, di muoversi a casa propria come dei veri padroni di casa, lì, in quell’opera orionina provvidenziale per loro e per le loro famiglie.

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Nel Seminario della Vita, la piccola opera di carità in provincia di Venezia, continua l’attività di accoglienza di madri sole e nuclei familiari con figli a carico che versano in situazioni di disagio sociale e abitativo.
L’accoglienza offerta varia in base alle necessità delle famiglie accolte: in comunità con un progetto di totale accompagnamento e condivisione per alcune e con un’ospitalità in semi autonomia in minialloggi presenti in struttura per altre.
Gli alloggi sono attualmente quattro e altri due stanno per essere ultimati. Tale soluzione è  stata pensata anche come “sgancio” per quei nuclei familiari che dopo un percorso, a volte anche lungo di comunità, necessitano di un altro temporaneo periodo di affiancamento in preparazione all’indipendenza e all’autosufficienza totale anche dal punto di vita economico con l’inserimento nel territorio.
Oltre all’accoglienza, all’accompagnamento e all’educazione delle famiglie accolte vengono offerti una serie di servizi o meglio di opportunità di crescita:  l’aiuto nei compiti, il corso di strumento musicale e l’animazione del gioco per i bambini; i momenti di fraternità e allegria come le uscite insieme, le feste e i passatempi oltre ai laboratori manuali e quelli di cucina rivolti sia ai grandi e che ai piccoli; tutto ciò in quello stile semplice ma accogliente e autentico di famiglia.
Il desiderio è quello di essere la casa, la dimora di chiunque ha un bisogno, una sofferenza come era nel cuore di San Luigi Orione. Una comunità familiare, che stimola i propri ospiti a vivere secondo uno stile di famiglia estesa, valorizzando le relazioni tra le persone e mettendo al centro l’unicità di ciascuno. Una comunità dove singoli e famiglie, cristiani e musulmani, italiani e stranieri sperimentano la diversità degli altri, ma provano a trasformarla e valorizzarla come ricchezza per tutti, ciascuno sentendosi chiamato a donare qualcosa di sé nel servizio per il bene dell’intera comunità.
Per chiunque opera al Seminario della vita, dipendenti e volontari, le famiglie e i bambini presenti in comunità costituiscono un dono gratuito, sono compagni di viaggio trovati, attraverso i quali Dio parla e fa riscoprire l’amore e la sua provvidenza  nel nome di don Orione che, di giorno in giorno e di esperienza in esperienza, fa risuonare le sue parole “facciamo regnare la carità con la mitezza del cuore, col compatirci, con l’aiutarci vicendevolmente, col darci la mano a camminare insieme”.

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