"L’educatore deve sempre parlare il linguaggio della verità con la ragione, col cuore, con la fede."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Lunedì, 19 Marzo 2018

Seregno - la danza è vita!

Ballare è un'arte, è un alimento per il corpo e medicina per il cuore. La musica porta allegria e i balli hanno portato dolci ricordi del passato.

Con questo spirito 21 ballerini si sono esibiti per gli ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno. I ballerini si sono cimentati in un ampio repertorio di balli da sala, fox-trot, valzer lento, beguin, balli di gruppo come samba, tarantella, mambo e i classici del ballo liscio come Mazurka, valzer, polka di gruppo.

Il ballo e la musica fanno nascere il sorriso, c'è chi tiene il tempo, chi vorrebbe buttarsi nella mischia e chi ci prova davvero!

Un pomeriggio come questo è piacevole non solo perché si assiste ad uno spettacolo; diventa un pomeriggio speciale per la bellezza della danza e della musica, per la dolcezza che i passi esprimono. In poche parole, un pomeriggio così è un dono, perché viene dalla generosità di chi ha regalato un momento diverso e gioioso.

Quindi, il grazie non può essere generico e generale: vale la pena di ringraziare ogni persona, ogni cuore che ha reso possibile questo piccolo, grande miracolo di generosità: grazie a Giuseppe, Paola, Vittorio, Tatiana, Franco, Laura, Luigi, Nunzia, Giuseppe, Rosa, Gianni, Paola, Luciano, Carmela, Luciano, Alessandra, Renato, Daniela, Matteo, Enza e Dora.

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Martedì 20 marzo parte la prima di molte iniziative previste nell'arco dell'anno per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino.

La decima edizione di Cuori senza confini si apre con un primo incontro patrocinato dalla Diocesi di Ariano Irpino - Lacedonia: alle ore 18 si terrà la presentazione del libro "Tanto per cominciare" di Don Achille Morabilto, sacerdote orionino esperto in Sacra Scrittura, con gli interventi dell'autore, del direttore del Centro Fabrizio Lanciotti e del Vescovo di Ariano Irpino Monsignor Sergio Melillo.

Alla sera, una cena di beneficienza presso un noto ristorante della zona raccoglierà fondi destinati alla nuova missione di Miandrarivo in Madagascar. Il contributo aiuterà i bambini della missione ad andare a scuola, a ricevere cure mediche e vaccinazioni, assicurare un pasto quotidiano (ciotola di riso), fornire il materiale didattico e vestiario.

Per altre informazioni e adesioni clicca QUI

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Una giornata di studio e formazione su un tema delicato e attuale: la cura, l'assistenza a chi soffre e sta percorrendo l'ultimo tratto del suo cammino.

Venerdì 9 marzo, a Genova, presso il Teatro Von Pauer, Endofap Liguria, in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia Onlus, ha organizzato un convegno per le professioni sanitarie intitolato "Percorsi di simultaneous care e cure palliative: strategie per una migliore qualità di vita della persona". Il Convegno è stato un’occasione di confronto sulle tematiche delle cure palliative e sugli indirizzi e scenari futuri di questa disciplina. La legge 38/2010 ha segnato una svolta importante in questo ambito garantendo l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore “ai pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”, estendendo il concetto di cure palliative oltre che al malato oncologico anche ad altri tipi di patologie (fibromialgia, Parkinson, demenze).

Il Convegno, dopo i saluti iniziali di MOnsignor Nicolò Anselimi, Vescovo Ausiliare per la Diocesi di Genova, ha visto la presenza di una ricca schiera di relatori, provenienti dalle principali realtà sanitarie e di ricerca liguri, quali l'Opedale Galliera e l'Ospedale San Martino di Genova, oltre ad esperienze di Torino e Forlì. Tra gli interventi, anche quello di Davide Gandini, segretario generale del Piccolo Cottolengo Genovese, che ha richiamato all'importanza che gli operatori di questi servizi non si facciamo vincere dalla ripetività dei gesti quotidiani, ma conservino la capacità di vedere la persona, prima di curare i suoi sintomi.

Gli interventi sono stati coordinati dal dott. Massimo Luzzani, Dirigente Medico “S.S.D. Cure Palliative” E.O. Ospedali Galliera – Genova, dalla  Dott.ssa Grisetti Roberta, Medico Responsabile Hospice Fondazione Istituto Sacra Famiglia e dalla Dott.ssa Giuseppina Rampello, Medico palliativista - Fondazione Sacra Famiglia.

I lavori del convegno ed il senso profondo delle cure palliative si possono sintetizzare in una frase di Cicely Saunders, un'infermiera e medico, che ha contribuito alla diffusione degli Hospice, sottolineando l'importanza delle cure palliative nella medicina moderna: "Il tempo è questione di profondità e non di durata".

Gli ultimi momenti di vita possono essere ricchi di umanità e di affetto, anche grazie al supporto professionale ed umano di chi è accanto al malato: l'approccio palliativo non è solo per gli "specialisti", è un modo di stare accanto a chi soffre, di dirgli "non sei solo".

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Venerdì, 09 Marzo 2018

Selargius - Un 8 marzo speciale

Sono trascorsi 14 anni dall’otto marzo 2004, giorno in cui si dava inizio a Selargius ad un’altra opera di Carità della famiglia orionina: un Centro Diurno creato per accogliere giovani con deficit mentale e dare risposta all’emergente problematica dovuta alla malattia di Alzheimer.
Oggi il Centro rappresenta in Sardegna un modello di organizzazione, professionalità e soprattutto di accoglienza e riconoscimento della dignità della persona.La mission dell’Opera trova la sua espressione nel lavoro quotidiano di operatori e volontari che combinano la professionalità alla passione e non lasciano nulla di intentato per rispondere ai bisogni e desideri dei nostri ospiti per garantire loro una vita di qualità.

Il compleanno del Centro è stato festeggiato ieri coinvolgendo gli ospiti, i loro  familiari e alcuni rappresentanti della Casa di Riposo, dedicando anche un momento di riflessione alle nostre missioni orionine e lasciando poi che l'allegra animazione degli operatori coinvolgesse tutti i presenti.
Il momento del pranzo è stato quello più atteso da tutti, perché gustare una fetta di mortadella accompagnata dalla salsiccia fresca cucinata alla brace e una porzione di pecorino fresco risponde alle aspettative e desideri di un pasto come fatto in casa.
Non sono mancati i dolci generosamente portati dai familiari che hanno reso la festa completa e da ripetere.

Con l’auspicio di poter rivivere a breve altri momenti come questi e ringraziando per quanto ricevuto, familiari e ospiti hanno poi  lasciato il Centro che ormai sentono come una casa loro.

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La reliquia di San Giovanni Paolo II è arrivata al Centro Don Orione di Bergamo: non si tratta di una semplice constatazione, ma il dischiudersi di un‘attesa carica di speranza.

Custodita dallo stemma, arriva a destinazione sotto gli sguardi carichi di stupore di operatori, volontari, alpini, familiari e ospiti.
Il gruppo l'ha accolta con raccoglimento, accompagnandola in chiesa, con l’umiltà del discepolo che, scortando il suo maestro, non può far altro che guardarsi i piedi.
Mentre avveniva l’insediamento nella sua dimora temporanea, la preghiera commossa dei presenti ha avvolto la reliquia di un abbraccio caldo e autentico, rammentando una cosa fondamentale: essa respira, è il frammento di un’anima grande, di un uomo che è storia nella storia.

La santa messa, celebrata il giorno successivo e presieduta da Monsignor Pelucchi, vicario diocesano, ha visto la numerosa presenza degli abitanti della casa, di fedeli e autorità del territorio.

Ora la reliquia compie il suo cammino nei reparti del Centro Don Orione, accompagnata dalla preghiera, pronta a raccogliere le intenzioni dei familiari, malati, operatori, volontari. In questo suo pellegrinare, risuona dolce come una carezza l'invito di Giovanni Paolo II: non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!



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Un altro mese è terminato e questo significa solo una cosa al PCDO di Seregno: la festa dei compleanni!
Con l'animazione dell’amico Pippo, il personale con i parenti e gli ospiti hanno festeggiato i compleanni di Carolina, Angelo, Mario, Flavio, Erminia e Annamaria.

Balli e canti hanno fatto da padroni rendendo la festa splendida, ricca di felicità ed allegria.

Un grazie di cuore va anche ai volontari, sempre in prima linea per aiutare gli ospiti.

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Sabato, 24 Febbraio 2018

Seregno - Esibizione di Muay Thai

La Muay Thai ha origine in Thailandia, ed è un sistema di combattimento che comprende sia colpi del pugilato, ma anche calci, l’uso dei gomiti e delle ginocchia.
La scorsa settimana, alcuni degli ospiti del Centro Don Orione di Seregno, armati di guantoni, hanno vissuto in prima persona questa disciplina.
Un ringraziamento speciale va al presidente della FIMT, Davide Carlot, e a tutti i suoi ragazzi che si sono esibiti: Andrea C., Andrea C., Alessandro L., Marco C. ed Andrea L..
Grazie a tutti e alla prossima esibizione!

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Lunedì 12 febbraio nello spensierato quanto festoso clima proprio del tempo di carnevale, seppure con qualche ora di ritardo rispetto alla data posta dalla tradizione nel giorno 11 di febbraio, anniversario delle apparizioni di Lourdes, anche gli anziani ospiti del Centro medico sociale “Don Orione” di Savignano Irpino, hanno avuto modo di vivere la loro giornata del malato.


Entrati nella festa fin dalla tarda mattinata grazie alla disponibilità di alcune volontarie e parrucchiere che hanno provveduto a “fare la testa” alle signore accolte in struttura per successivamente condividere con loro le tradizionali chicchere di carnevale anche nel bel clima festoso di un compleanno decisamente avanzato per l’età dell’interessato, nel primo pomeriggio Don Nello Tombacco, direttore delle case orionine di Napoli ed Ercolano, ha celebrato una Santa Messa nella quale è stato amministrato l’olio santo a chi lo desiderava.

Ben partecipata e animata da qualche canto sul tradizionale, è risultata un apprezzato momento di fede che ha aiutato tutti a comprendere quanto anche insegnato da Papa Francesco: “Il tempo passato accanto al malato è un tempo Santo.” È lode a Dio che ci conforma all’immagine del suo Figlio il quale “non è venuto per farsi servire ma per servire”.

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Martedì, 13 Febbraio 2018

Sanremo - Il privilegio di invecchiare

Sanremo non è solo festival.

Martedì 6 febbraio è stata inaugurata al Piccolo Cottolengo Don Orione di Sanremo la mostra “Il privilegio di invecchiare” organizzata dall’Associazione Artesenzaconfini, una mostra dedicata alla terza età.

Prendendo spunto da una delle frasi celebri del filosofo e poeta svizzero Henri-Frederic Amiel che dice “saper invecchiare è il capitolo della sapienza, uno dei più difficili capitoli della grande arte di vivere”. L’esposizione dall’emblematico titolo “Il privilegio di invecchiare” ospita opere pittoriche, scultoree, fotografiche e materiale di numerosi artisti contemporanei.
Inaugurata martedì sera dal Vicesindaco Costanza Pireri e dal Direttore del Don Orione Don Gianni Castignoli la mostra ha visto la presenza di numerose persone, tra ospiti e organizzatori. L’esposizione è stata voluta da Chiara Maffei, ideatrice, organizzatrice e consulente pedagogica, Edy Santamaria, presidente dell’Associazione Artesenzaconfini e Giuseppe Bellantonio referente per la promozione dell’evento. La presentazione è stata accompagnata dalle note della chitarra  del maestro Alberto Viganò e dalla lettura di poesie di Renato Barletti.
“Ho deciso di organizzare questa mostra - ha spiegato la dottoressa Maffei – anche per i miei genitori che sono mancati qualche tempo fa e non hanno avuto il privilegio di invecchiare. Dedicarmi ai tanti anziani che sono qui è una sorta di terapia per me”
“Dobbiamo fare in modo che i giovani sempre più entrino a far parte del mondo degli anziani - ha detto il vicesindaco Pireri – per questo motivo l’amministrazione comunale sta studiando con il Don Orione un progetto che veda coinvolti tutti. Dobbiamo fare in modo che le meravigliose storie degli anziani vengano tramandate ai giovani e che non vadano perse. Dobbiamo investire su questo salto  generazionale. Gli anziani sono la nostra forza e le nostre radici. Per questo motivo questa mostra è davvero molto importante.”
La mostra ha suscitato anche l’interesse di Rai Social che, presente all’inaugurazione, la mostrerà a migliaia di telespettatori.

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Nel 1992 papa Giovanni Paolo II istituì la Giornata Mondiale del malato, come momento forte di preghiera e condivisione per riconoscere nel sofferente il Volto di Gesù. Scelse l'11 febbraio, giorno in cui si ricorda la prima apparizione della Madonna a Lourdes, meta di pellegrinaggio e di speranza per molti malati, luogo ove affidare a Maria il proprio dolore e cercare la pace interiore.

Il messaggio di Papa Francesco per la ventiseiesima Giornata del Malato richiama le parole di Gesù sulla croce,con cui affida sua madre a Giovanni e Giovanni alla madre.

Il Papa richiama la comunità cristiana al servizio ed alla cura dei malati, una lunga tradizione che caratterizza la storia della Chiesa e di cui fa parte anche l'opera fondata da Don Orione.

Dice Francesco che oggi è importante "preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo, che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri. L’intelligenza organizzativa e la carità esigono piuttosto che la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura."

Una strada, questa, che con fatica e impegno, si cerca ogni giorno di seguire nelle Case orionine, con il progetto Qualità di Vita ed i suoi strumenti, ispirati dalle parole di Don Orione "nel più misero degli uomini brilla l'immagine di Dio".

Per leggere il messaggio di Papa Francesco clicca QUI

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