"Corrispondiamo con fedeltà, con cuore grande alla celeste vocazione a cui siamo stati chiamati."
Don Orione

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VII Convegno Apostolico

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 2 / Numero 3

Martedì 17 aprile 2018 sono iniziati ufficialmente i festeggiamenti per il 30 anniversario del Centro Don Orione di Bergamo. Nel pomeriggio è stata organizzata una merenda per tutti gli ospiti allietati dalle belle voci di Carla e Renza e dalla musica del maestro Santini che già nei primi anni del centro intrattenevano gli ospiti con pomeriggi danzanti.

Mercoledì 18 si è tenuta la Santa Messa a cui è seguita la premiazione degli ospiti Lino e Piero, che per primi hanno fatto ingresso nell’Istituto che per loro è diventata la propria casa.
È stato poi offerto un aperitivo in giardino per tutti i partecipanti.
Ma tutto ciò è solo L inizio e nel corso dell’anno ci saranno altre occasioni per celebrare Don Orione e l’istituto.

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Venerdì 6 aprile presso il centro Don Orione di Bergamo c’è stato il primo incontro per sperimentare la pet therapy.
Paolo, dog tranier, e Peppa il suo “bassotto gigante” hanno fatto conoscenza con alcuni ospiti della Casa che hanno sempre avuto un cane prima del ricovero in RSA.

Nel corso dell’incontro sono state diverse le emozioni provate dai partecipanti dallo stupore, alla gioia fino al pianto di commozione, e tutto ciò ha spinto gli organizzatori a programmare altri incontri tra Peppa e i “nonni”.

È un progetto a cui gli operatori tenevano tanto e ringraziano Don Alessio che ha dato loro la possibilità di realizzarlo!

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Sono molte le strade per rendere la vita delle persone che abitano al Piccolo Cottolengo di Genova una vita di qualità.

Tra le tante ha un posto importantissimo  l'ascoltare i desideri espressi o quelli “buttati li” tra un ricordo ed un altro, desideri talvolta espressi come un qualcosa che non sarebbe stato possibile realizzare mai più, scatenando nostalgia e rassegnazione: questi sono per gli operatori dei semi da far germogliare.

Già da tempo nel reparto Santa Caterina 1, è stato accolto un cane che vive con le signore in reparto e che ha dato maggiormente il senso di famiglia; poi rivedere il mare e fare il bagno in estate; creare un'edicola dove servirsi per poter leggere le riviste preferite; cucinare e condividere il pasto insieme; adottare un nipotino a distanza dal Madagascar. Ma dentro all'uovo di Pasqua, quest'anno, le signore hanno trovato.....un bar! Precisamente il “MILLY BAR” (in onore di Milou, detta Milly, la cagnolina di reparto).
Molte signore sono autonome e possono recarsi fuori dal reparto per gustare un “caffè vero” (come dicono loro per distinguerlo da quello d'orzo) o una brioches, un cioccolatino; altre non hanno la stessa possiblità.

E allora....se la persona non può andare al bar, il bar va da loro! In  reparto è stata allestita una struttura con tanto di macchinetta del caffè, fornetto elettrico, dispencer di bibite come al bar, espositore con patatine, biscottini, canestrelli, dolcetti a loro disposizione, sotto il controllo discreto degli operatori. Dietro al bar, le operatrici e alcune Signore che hanno accolto con gioia il fare e l'essere le padrone di casa.

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Sabato, 07 Aprile 2018

Bergamo - Yoga della risata

Nel mese di marzo 2018 presso il Centro Don Orione di Bergamo ha preso il via il progetto “yoga della risata” grazie a Cristiana, esperta in questa materia e nipote di una ospite.
È appurato che man mano che si procede con gli anni, la capacità di comprendere la comicità diminuisce, anche a causa dell’incombere della demenza senile, del morbo di Alzheimer e di altri disturbi. Anche i compiti più elementari possono sembrare complessi e il livello di frustrazione aumenta.

In queste condizioni lo yoga della risata è ideale: la risata aiuta a creare legami d’affetto ed è uno degli strumenti più efficaci per combattere la depressione.
Poiché la risata viene praticata come esercizio fisico, lo yoga della risata non richiede nessuna abilità mentale e aiuta le persone anziane a comprendere l’umorismo senza dover ricorrere alle proprie facoltà mentali.
Per ora sono stati fatti solo i primi incontri, ma è indubbio che gli ospiti hanno accolto molto positivamente l’iniziativa e attendono con ansia i prossimi incontri.

Ringraziando Cristiana, autrice del progetto e teacher di yoga della risata, è bello riproporre le parole con cui ha presentato l’iniziativa: “Ritengo ad oggi, vista la presenza di mia nonna Elena come vostra ospite, per ringraziarvi delle cure che ogni giorno riceve con dedizione, nulla mi è dovuto ma tutto ciò che donerò sarà a piene mani e con il cuore”.

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Un altro divertente pomeriggio per gli ospiti del Piccolo Cottolengo di Seregno in compagnia degli amici del coro "Tutti insieme appassionatamente"!

Come sempre, oltre che a cantare i canti tradizionali, hanno intrattenuto gli ospiti con simpatiche coreografie.

Special guest del pomeriggio, Vittorio, ospite della Casa che ha fatto conoscere a tutti il suo talento per la musica.

Alla prossima esibizione!

 

 

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Dopo un lungo iter parlamentare il 14 dicembre 2017 è stato approvato il provvedimento legislativo 219/2017 2017 Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento (DAT). La normativa, meglio nota come Legge sul Fine Vita, è il prodotto di più di 20 proposte di depositate dai due rami del Parlamento negli ultimi 5 anni, ma i cui albori risalgono al 2003, grazie al lavoro del Comitato Tecnico di bioetica.

Dell’argomento tratta Don Carlo Casalone, Collaboratore nella Sezione scientifica della Pontificia Accademia per la Vita. Nell’articolo “Abitare responsabilmente il tempo delle DAT”, Don Casalone pone l’accento sulla necessità di interpretare operativamente la norma sul piano delle procedure del sistema sanitario, cercando di evitare ogni cattiva applicazione. La riflessione mette in risalto il contesto in cui è nato il provvedimento, con la crescente esigenza da parte dell’opinione pubblica di dare spazio all’autodeterminazione del malato. Su tale aspetto la paura di “superare i limiti” è dietro l’angolo: tuttavia la legge richiama il criterio dell’appropriatezza clinica dei trattamenti, valutata dai curanti, alla luce degli standard scientifici e professionali vigenti e nel rispetto della propria coscienza.

Altra questione centrale è la nutrizione e idratazione artificiale, che la legge include tra i trattamenti sanitari che possono “sospendersi”. Il medico è tenuto a rispettare la volontà del paziente che le rifiuti, con una consapevole e informata decisione. Il rischio è quello di dare una concezione riduttiva della malattia, intesa come alterazione di una particolare funzione dell’organismo, perdendo così di vista la globalità della persona, in quanto essere corporeo, e il suo bene complessivo.

Non meno importante è il momento della stesura ed il valore delle DAT. Pur nella necessità di informare in modo adeguato il paziente, si corre però il pericolo di ridurre le dichiarazioni ad un mero atto formale. Cosa che andrà evitata favorendo uno stile che permetta la più corretta comprensione dell’informazione medico-clinica.

Don Casalone evoca poi il tema dell’obiezione di coscienza, che la legge non prevede. Ma, d’altro canto, introdurla sarebbe stato assai complesso, dato che (a differenza dell’aborto) si tratta spesso di casi non sempre determinabili. Si giunge quindi al nodo cruciale: il rapporto fra diritto ed etica, il primo rivolto al linguaggio generale di fattispecie e condotte, la seconda mirata alla coscienza. A tal proposito il CEF (Comitato per l'etica di fine vita) afferma che una legge «non potrà mai risolvere da sé sola tutti i casi con la loro singolarità. Lo Stato deve promuovere la competenza del personale medico e riporvi fiducia”.

Ultimo timore sollevato riguarda l’abbandono terapeutico, del quale però non si ha traccia nel testo di legge. Anzi, si chiede al medico di promuovere ogni azione di sostegno, anche mediante servizi di assistenza psicologica.

La soluzione migliore, sostiene il Collaboratore nella Sezione scientifica della Pontificia Accademia per la Vita, è quella di lasciar massimo spazio al dialogo in modo da giungere a posizioni condivise, così come suggerisce lo stesso Pontefice (2017) «argomenti delicati come questi vanno affrontati con pacatezza: in modo serio e riflessivo, e ben disposti a trovare soluzioni – anche normative – il più possibile condivise […] in un clima di reciproco ascolto e accoglienza».

QUI, l'articolo integrale di Carlo Casalone

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Una festa di compleanno è una festa di famiglia, è l'occasione per festeggiare chi aggiunge un altro anno al suo cammino, è l'occasione per stare insieme in allegria.


Questa volta la festa dei compleanni del PCDO di Seregno è stata animata dal gruppo di ballerini di “danze popolari” dell’Unitel di Seregno. Sulla tanto amata torta tiramisù, hanno spento le candeline Rosario, Emilio, Filomena, Rina, Luigi, Rosanna, Emilio e Pietro.

Basta poco, per essere felici e per far felici: un po' di musica, una fetta di torta, rigorosamente al tiramisù!

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Lunedì, 19 Marzo 2018

Seregno - la danza è vita!

Ballare è un'arte, è un alimento per il corpo e medicina per il cuore. La musica porta allegria e i balli hanno portato dolci ricordi del passato.

Con questo spirito 21 ballerini si sono esibiti per gli ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno. I ballerini si sono cimentati in un ampio repertorio di balli da sala, fox-trot, valzer lento, beguin, balli di gruppo come samba, tarantella, mambo e i classici del ballo liscio come Mazurka, valzer, polka di gruppo.

Il ballo e la musica fanno nascere il sorriso, c'è chi tiene il tempo, chi vorrebbe buttarsi nella mischia e chi ci prova davvero!

Un pomeriggio come questo è piacevole non solo perché si assiste ad uno spettacolo; diventa un pomeriggio speciale per la bellezza della danza e della musica, per la dolcezza che i passi esprimono. In poche parole, un pomeriggio così è un dono, perché viene dalla generosità di chi ha regalato un momento diverso e gioioso.

Quindi, il grazie non può essere generico e generale: vale la pena di ringraziare ogni persona, ogni cuore che ha reso possibile questo piccolo, grande miracolo di generosità: grazie a Giuseppe, Paola, Vittorio, Tatiana, Franco, Laura, Luigi, Nunzia, Giuseppe, Rosa, Gianni, Paola, Luciano, Carmela, Luciano, Alessandra, Renato, Daniela, Matteo, Enza e Dora.

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Martedì 20 marzo parte la prima di molte iniziative previste nell'arco dell'anno per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Centro Medico Sociale Don Orione di Savignano Irpino.

La decima edizione di Cuori senza confini si apre con un primo incontro patrocinato dalla Diocesi di Ariano Irpino - Lacedonia: alle ore 18 si terrà la presentazione del libro "Tanto per cominciare" di Don Achille Morabilto, sacerdote orionino esperto in Sacra Scrittura, con gli interventi dell'autore, del direttore del Centro Fabrizio Lanciotti e del Vescovo di Ariano Irpino Monsignor Sergio Melillo.

Alla sera, una cena di beneficienza presso un noto ristorante della zona raccoglierà fondi destinati alla nuova missione di Miandrarivo in Madagascar. Il contributo aiuterà i bambini della missione ad andare a scuola, a ricevere cure mediche e vaccinazioni, assicurare un pasto quotidiano (ciotola di riso), fornire il materiale didattico e vestiario.

Per altre informazioni e adesioni clicca QUI

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Una giornata di studio e formazione su un tema delicato e attuale: la cura, l'assistenza a chi soffre e sta percorrendo l'ultimo tratto del suo cammino.

Venerdì 9 marzo, a Genova, presso il Teatro Von Pauer, Endofap Liguria, in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia Onlus, ha organizzato un convegno per le professioni sanitarie intitolato "Percorsi di simultaneous care e cure palliative: strategie per una migliore qualità di vita della persona". Il Convegno è stato un’occasione di confronto sulle tematiche delle cure palliative e sugli indirizzi e scenari futuri di questa disciplina. La legge 38/2010 ha segnato una svolta importante in questo ambito garantendo l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore “ai pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”, estendendo il concetto di cure palliative oltre che al malato oncologico anche ad altri tipi di patologie (fibromialgia, Parkinson, demenze).

Il Convegno, dopo i saluti iniziali di MOnsignor Nicolò Anselimi, Vescovo Ausiliare per la Diocesi di Genova, ha visto la presenza di una ricca schiera di relatori, provenienti dalle principali realtà sanitarie e di ricerca liguri, quali l'Opedale Galliera e l'Ospedale San Martino di Genova, oltre ad esperienze di Torino e Forlì. Tra gli interventi, anche quello di Davide Gandini, segretario generale del Piccolo Cottolengo Genovese, che ha richiamato all'importanza che gli operatori di questi servizi non si facciamo vincere dalla ripetività dei gesti quotidiani, ma conservino la capacità di vedere la persona, prima di curare i suoi sintomi.

Gli interventi sono stati coordinati dal dott. Massimo Luzzani, Dirigente Medico “S.S.D. Cure Palliative” E.O. Ospedali Galliera – Genova, dalla  Dott.ssa Grisetti Roberta, Medico Responsabile Hospice Fondazione Istituto Sacra Famiglia e dalla Dott.ssa Giuseppina Rampello, Medico palliativista - Fondazione Sacra Famiglia.

I lavori del convegno ed il senso profondo delle cure palliative si possono sintetizzare in una frase di Cicely Saunders, un'infermiera e medico, che ha contribuito alla diffusione degli Hospice, sottolineando l'importanza delle cure palliative nella medicina moderna: "Il tempo è questione di profondità e non di durata".

Gli ultimi momenti di vita possono essere ricchi di umanità e di affetto, anche grazie al supporto professionale ed umano di chi è accanto al malato: l'approccio palliativo non è solo per gli "specialisti", è un modo di stare accanto a chi soffre, di dirgli "non sei solo".

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