"La sua volontà si rivela e si compie in quelli che non sanno volere altro, se non lo stesso volere di Dio."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Dopo giorni di preparazione, finalmente il grande giorno è arrivato: CARNEVALE! Una delle feste più attese e gradite dagli ospiti del Piccolo Cottolengo di Seregno.

Già dalle prime ore del mattino, dai nuclei abitativi si sente un grande trambusto per la preparazione di trucco, parrucco e costumi di tutti i partecipanti: da Minnie a Biancaneve, da calciatore a clown, da marinaio a pizzaiolo, sono stati tanti i costumi indossati dagli ospiti e dagli operatori. E cosa c’è di meglio che una sfilata - video a fondo pagina - per mostrarli a tutti? Con un medley realizzato da Frank e l’animazione di Max, Dante apre la sfilata, tirando un piccolo carretto realizzato durante il laboratorio di “CreArte”. A seguire, hanno fatto l’ingresso nel salone tutti i restanti partecipanti tra cui anche i nostri amici del CDD di Villa Raverio, Inverigo e Seregno.

Dopo la sfilata ci sono stati i giochi, i balli ed il karaoke, che come sempre coinvolge tutti, anche i più timidi.
Per concludere questa giornata di festa, non poteva mancare il pranzo in salone tutti insieme e le tradizionali frittelle di carnevale.

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Mercoledì, 06 Marzo 2019

Seregno - Il laboratorio di Ernesta

Nel contesto del Piccolo Cottolengo di Don Orione di Seregno è emerso il desiderio e la motivazione da parte di numerosi ospiti, di esprimersi attraverso tecniche espressive, la pittura, il disegno e la creatività. Dalle attività espressive svolte fino ad ora, sembra sia stata favorita l’autodeterminazione, lo sviluppo di comunicazione non verbale, il senso di autoefficacia e il benessere nelle persone che ne hanno preso parte.

Così nasce il nuovo progetto “Il laboratorio di Ernesta”, un progetto a cui prendono parte pazienti ed operatori sia della RSD sia della RSA, uno spazio sicuro e intimo per promuovere la libera espressione creativa di ognuno. Gli Strumenti, oltre a quelli di lavoro, consistono in tre pilastri fondamentali per lo sviluppo della creatività: la musica, il gruppo e la relazione.

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Lo scorso fine settimana al Piccolo Cottolengo friulano di Don Orione c’è stata la festa di Carnevale, una festa fatta davvero in grande! Sono stati tantissimi i volontari, gli animatori, gli amici ed i parenti accorsi per il grande evento. Il sabato è stato il giorno con più afflusso, gli animatori con tutti i volontari si sono adoprati per rendere unica l’atmosfera del salone ricreando Venezia e quel clima carnevalesco da favola. Domenica la festa è proseguita con tutti gli amici delle parrocchie vicine che hanno potuto condividere la gioia di una festa unica!

Alcuni volontari sono accorsi grazie a un tam tam di messaggini su whatsapp, che hanno permesso loro di conoscere la realtà di Santa Maria la Longa e nello specifico il Piccolo Cottolengo friulano. Sono proprio i messaggini di alcuni di questi volontari quelli che pubblichiamo qui di seguito.


“Sorrisi... Sorrisi spontanei, timidi, appena accennati, sorrisi sdentati, sorrisi veri... occhi sgranati, occhi allucinati, occhi pieni di espressioni, occhi che non ti guardano, occhi che sprizzano, occhi spenti ed occhi curiosi… urla di gioia, di canto, di agonia, urla di felicità, urla chiassose... strette di mano toccata e fuga, strette di mano calorose e delle volte timorose... un abbraccio ripetuto più volte, l’invito a sedersi vicini a pranzo o a cena, la domanda se torniamo anche la prossima volta, i messaggi preparatori di questo weekend, una buona colazione fatta di affettati del posto, una struttura immensa ed impeccabile…
Tutto questo è quello che mi sono portato via da questo fine settimana. e che custodirò gelosamente nei miei pensieri, Vi ringrazio tutti per l’opportunità che mi avete dato, di entrare in quel bellissimo posto e lasciarci una parte di me.”


“Insieme, divisi, vicini, lontani, siamo partiti da posti diversi ma con la voglia di vedere con occhi nuovi. Questo ci ha spinto tutti a partecipare a questa festa per farci circondare da quell'affetto puro, da quegli sguardi, anche a volte da quelle urla di sottofondo. Ogni rumore, creava una melodia, una musica, una magia che ci ha accompagnati anche in macchina al ritorno. È stata una giornata dura oggi, ho dovuto ascoltare parole che non volevo, avrei voluto io urlare ma il weekend mi aveva lasciato una pace interiore che mi ha permesso di arrivare a fine giornata con il sorriso... Un piccolo pezzo, ma forse non tanto piccolo del mio cuore è rimasto lì tra le mura, ma il buchino che si è formato, è stato subito riempito dai piccoli pezzi del cuore dei miei compagni di viaggio, di tutti i presenti al Piccolo Cottolengo con cui sono entrata in contatto. Che dono inestimabile ho ricevuto, molto di più di quanto io abbia dato! Vi voglio un mondo di bene, a tutti proprio tutti. Buona notte!”

“Che weekend super... Sono nel pieno di un'esplosione di emozioni. Le lacrime di gioia fanno bene. Mi addormento con voi negli occhi e nel cuore... Grazie vita”

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La Giunta regionale friulana ha rilasciato l'idoneità al funzionamento come residenza protetta per disabili e comunità alloggio allo storico istituto Piccolo Cottolengo di Don Orione, di Santa Maria la Longa.

"Si tratta di un momento di significativa importanza - ha commentato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi - che riconosce il percorso di ristrutturazione e riorganizzazione perpetrato dal Piccolo Cottolengo in questi anni e che oggi lo vedrà operare nel pieno riconoscimento della qualità dei suoi servizi di assistenza".

"È stato riconosciuto - ha evidenziato Riccardi - il grande impegno dei padri Orionini, dei professionisti sanitari e dei volontari che contribuiscono all'attività di questo centro, ormai un luogo simbolo per la sua comunità e per tutto il suo territorio, che ora vede istituzionalizzato il suo funzionamento come residenza protetta per disabili e come comunità alloggio".

La storia del Piccolo Cottolengo Don Orione inizia nel 1944 con una donazione di alcune proprietà, site nel comune di Santa Maria la Longa, ai padri Orionini che, ispirandosi alla carità di Don Orione, assistevano ragazzi orfani e abbandonati spesso con capacità fisiche e psichiche compromesse.

In tempi più recenti, l'istituto, sostenuto da interventi che ne hanno ricomposto l'architettura e riconfigurato l'organizzazione, ha adeguato le strutture all'accoglienza di due tipologie di persone in stato di fragilità. Da una parte, infatti, l'offerta del Piccolo Cottolengo presenta ora una residenza protetta per disabili costituita da tre nuclei che, in totale, possono ospitare fino a 68 persone. Dall'altra parte è stata costituita una comunità alloggio, sempre suddivisa in nuclei abitativi, in questo caso quattro, la cui ospitalità complessiva raggiunge i 52 posti letto.

Il Piccolo Cottolengo friulano di Don Orione, grazie al sostegno della Regione, nel corso degli anni si è adeguato alle normative in vigore per gli impianti antincendio e la dotazione antinfortunistica, ha attuato interventi per il superamento delle barriere architettoniche, riconvertendo strutturalmente padiglioni, aree residenziali e strutture a supporto dell'attività di assistenza.

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Venerdì, 22 Febbraio 2019

Santa Maria la Longa - Radio Civico 9

Premessa

Il progetto di web radio nasce al Piccolo Cottolengo friulano di Don Orione con una sperimentazione nell’anno 2017 assieme ad un giovane ospite del Piccolo Cottolengo friulano. In quel contesto nasceva “Radio Cottolenga” con il primario intento di sostenere quel giovane nella sua espressività, nel suo progettarsi e nella sua capacità creativa. Il progetto si ampliò poi con il coinvolgimento di altri ospiti e con puntate radiofoniche a tema che desideravano raccontare ciò che accadeva all’interno del Piccolo Cottolengo.

 

La Web radio del Piccolo Cottolengo oggi: “Radio Civico 9”

“Radio Civico 9” è il programma radiofonico del Piccolo Cottolengo friulano che nel 2019 nasce dal desiderio di alcuni operatori di rilanciare il progetto del web radio coinvolgendo diversi Signori della Casa e ospiti dall’esterno.
Al Piccolo Cottolengo quando si parla delle persone con disabilità si usa il termine “Signori”: non disabili, non svantaggiati, non ospiti né tantomeno utenza. Sono i Signori e le Signore che abitano la Casa e che dal civico numero 9 di Via Ippolito Nievo a Santa Maria la Longa, vogliono far sentire la loro voce. Una voce spesso piccola, molte volte non ascoltata, che fa fatica a emergere nella frenesia del nostro tempo.
La radio allora invita a rallentare, a dare tempo. Vuole essere non soltanto un mezzo di comunicazione delle attività e delle iniziative del Piccolo Cottolengo friulano di Don Orione, ma anche un modo per i Signori di raccontarsi, di aprirsi verso il mondo, di far sentire la propria unica voce.

Con l’aiuto dell’ascoltatore, attraverso un microfono, gli speaker vogliono diffondere pensieri, desideri, musica e idee; riflessioni libere e spontanee che nascono unicamente dall’immaginazione dei Signori coinvolti.
Certamente si potrebbero spendere numerose righe a riconoscimento della valenza terapeutica e riabilitativa dello strumento radiofonico. Certamente si potrebbero raccontare i programmi ed i percorsi educativi che negli ultimi anni hanno dimostrato come persone con disabilità possano trarre grandi benefici nel partecipare ad attività accompagnate dall’utilizzo della musica, dal dialogo verbale e dall’ascolto radiofonico. Potremmo esaltarne la scientificità sostenendo che sia una attività che coinvolge il soggetto soprattutto a livello cognitivo-emotivo, “riducendone in un certo senso la disabilità e attivando sensazioni di rilassamento, distensione e serenità” (cfr. Granieri E., Professore ordinario del Dipartimento di Scienze biomediche e chirurgico specialistiche).

Tutto vero, tutto possibile. Tuttavia “Radio Civico 9” vuole porsi in una chiave più modesta, a misura di Uomo. Vuole concentrarsi su una Relazione prima di tutto Umana focalizzata sulla promozione della Persona piuttosto che sulla riabilitazione di una patologia specifica.

 

“Civico 9”

Civico 9 simboleggia non soltanto un indirizzo di Via Nievo a Santa Maria la Longa, ma un Luogo simbolo. Il Piccolo Cottolengo friulano di Don Orione si fa promotore dell’iniziativa radiofonica aprendosi così al territorio e potenzialmente ad ogni casa del mondo che possegga un PC. Questo Luogo non si pone in modo autoreferenziale ed apre le sue porte e le sue frequenze a tutti coloro che ritrovano se stessi nella missione della radio e che desiderano approcciarsi ad un microfono con libertà, semplicità e spontaneità.
La radio è quindi uno spazio sempre aperto a nuove persone, sia del territorio che abitanti del Piccolo Cottolengo, in questo modo questo luogo concreto può diventare espressione di apertura all’altro, di accoglienza e di solidarietà.

 

La squadra

Il gruppo che compone Radio Civico 9 è composto attualmente dai Signori del Piccolo Cottolengo friulano e da volontari, sia operatori del Piccolo Cottolengo che uomini e donne del territorio che hanno preso a cuore il progetto e la sua vocazione.

 

Le trasmissioni

Le puntate radiofoniche andranno in onda sia in forma libera che strutturata nelle giornate di Venerdì, Sabato e Domenica. “Radio Civico 9” conta al momento tre trasmissioni principali:
• “VOCI DI CORRIDOIO” -  L’ascoltatore è accompagnato tra i luoghi e i corridoi del Piccolo Cottolengo, gli verranno raccontate iniziative, attività, novità, gossip ed avventure quotidiane della Casa.

• “STORIE DI NOI” – “Qual è la Tua storia? Ti va di sentire la Mia? Raccontarci e Raccontarsi spontaneamente davanti a un microfono, insieme a te.”

• “CITAZIONI” – Riflessioni libere, citazioni colte, musica per pensare…

• “ALLA TESTA DEI TEMPI” – Racconti, novità, approfondimenti e pensieri orionini attualizzati ai giorni nostri.

 

Come ascoltare “Radio Civico 9”

Nelle giornate di Venerdì, Sabato e Domenica le puntate radiofoniche saranno ascoltabili in formato Podcast:
• dalla piattaforma online di Spreaker, clicca QUI,
• direttamente dalla pagina Facebook “Radio Civico 9” e "Piccolo Cottolengo friulano di Don Orione”,
• oppure dal sito del Piccolo Cottolengo Friulano alla sezione news

In futuro sarà creata un’app apposita per Android e iOS

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Si sono concluse a Pescara le Giornate Adriatiche di Flebolinfologia.
Il Presidente del convegno, il Dottor Nicola Chiulli ha aperto il convegno facendo riferimento alla storia medico-sanitaria di Pescara, con un omaggio alla sua tradizione.
La dottoressa Lucia Della Rovere, direttrice sanitaria del Don Orione di Pescara, ha parlato della storia dell'Istituto Don Orione, e al ruolo che ha avuto storicamente nel recupero della disabilità, che fino a quel momento era relegata nelle case e tenuto nascosto.

Sono arrivati professionisti da altre regioni d'Italia e si è discusso di patologia venoso-linfatica e della loro relazione con le alterazioni della postura.
Anche i terapisti del Don Orione hanno dato il loro contributo con una importante relazione della dottoressa Maria Conte.
I dati emersi sono interessanti, ma c’è ancora da studiare in questo campo.

La partecipazione del pubblico è stata più che soddisfacente sia come numero di presenze, rimasto costante dal mattino al pomeriggio, sia per l'interesse mostrato per gli argomenti trattati.

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Giovedì, 14 Febbraio 2019

Milano - Giornata del Malato

In occasione dell’anniversario della prima apparizione della Madonna di Lourdes, il giorno 11 febbraio è stata celebrata la XXVII Giornata del Malato.
Quest’anno la ricorrenza si è svolta in modo solenne in India, terra di S. Teresa di Calcutta, figura carismatica che ha saputo trasmettere al mondo intero l’arte del “prendersi cura dell’altro”.

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” è stato il messaggio caratterizzante della giornata. Con la ripetizione del termine “gratuitamente” l’evangelista Matteo ci rimanda volontariamente al vero significato del termine missione.
Dare, secondo lo stile proposto da Gesù nel Vangelo, significa amministrare ciò che abbiamo ricevuto ed è seguendo questa corrente che, così come la congregazione di Mare Teresa, anche l’Opera Don Orione si adopera per “condividere ciò che ha con chi è nel bisogno”.

Anche al Piccolo Cottolengo di Milano si sono riuniti, come ogni anno, per celebrare questa giornata, vista come una preziosa occasione per ricordare l’identità di missione e riscoprire la vera gioia del dare.
La S. Messa, presieduta dal Direttore Don Pierangelo Ondei è stata concelebrata nella chiesa parrocchiale di S. Benedetto e ha unito nella preghiera davvero tutti: ospiti, parenti, volontari, dipendenti, amici e benefattori che hanno partecipato con entusiasmo contribuendo a rendere questo momento davvero speciale.

Dopo aver ricevuto il sacramento dell’Unzione dei Malati gli ospiti, insieme al pane e al vino, hanno portato all’altare un orologio, segno del tempo donato con dedizione, un camice, segno delle attività di servizio che volontari e dipendenti svolgono con amore e competenza, ed infine un mazzo di fiori.

Quest’ultimo ha voluto rappresentare tutti noi. I tanti fiori, nella loro varietà di forma e colore, raccolti in un unico mazzo ci raffigurano uniti nelle nostre diversità, pronti a donarci personalmente secondo le nostre possibilità, per contribuire alla realizzazione di quell’inimitabile capolavoro che è la grande famiglia del Piccolo Cottolengo.

La celebrazione, animata con gioiosi canti di speranza, si è conclusa con la preghiera della XXVII giornata del malato, per ottenere la grazia di continuare nella nostra missione, promuovendo la gratuità del dono.

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Venerdì 8 febbraio 2019 il candidato Sindaco Sergio Tommasini, Laura Nante e Stefania Rossi, rispettivamente coordinatrice e membro del Gruppo dei Cento, hanno visitato l’Opera Don Orione di Sanremo accompagnati da una rappresentanza del Consiglio Direttivo. Dopo aver visto il Giardino Alzheimer, le belle terrazze con vista mare e il reparto che dispone ancora dell’antico soffitto ligneo seicentesco, hanno avuto modo di vedere le bambole Joyk, acquistate con il finanziamento erogato proprio dal Gruppo dei Cento, il quale in ottobre aveva organizzato una cena di beneficenza per avviare presso la struttura la “Doll Therapy”, o “Terapia della Bambola”, terapia non farmacologica per i pazienti affetti da disturbi comportamentali. Le sette bambole saranno poi oggetto nel 2019 di un corso di formazione specifico rivolto ai professionisti sanitari della struttura che utilizzeranno il metodo.

L’utilizzo della “Doll Therapy” nasce in Svezia dall’idea di Britt Marie Egedius Jakobsson, psicoterapeuta, che ha utilizzato la bambola per stimolare l’empatia e le emozioni del proprio figlio affetto da autismo. Da quel momento in poi, e con uno sviluppo sempre maggiore, le bambole dedicate alla terapia come le “Empathy Doll” diventano in tutta Europa un oggetto simbolo nella relazione di aiuto. Esse verranno usate per stimolare l’emotività e l’empatia di bambini ed adulti e successivamente come elemento di cura e terapia per i malati di demenza.

Utile sia a livello preventivo che di cura, l’intervento organizzato sistematicamente e professionalmente porta benefici, come la modulazione di stati d’ansia e di agitazione e delle loro manifestazioni sintomatiche (aggressività, insonnia, apatia o wandering), la conseguente possibilità di ridurre sensibilmente il ricorso ai sedativi, contrastando le condizioni di depressione caratterizzate da disinteresse ed inattività totale, la capacità di rispondere ai bisogni emotivi-affettivi che, malgrado il deterioramento cognitivo, rimangono presenti ma non sono più soddisfatti come in età precedenti, la possibilità di ostacolare il deterioramento di alcune abilità.
A partire dall’osservazione delle potenzialità di questa terapia, essa può essere considerata un metodo integrativo piuttosto che alternativo, ma anche uno strumento di riabilitazione in grado di aiutare a ridurre e compensare le compromissioni funzionali degenerative. Dati preliminari dimostrano come, nei pazienti dementi degenti in residenze socio assistenziali, la terapia con la bambola sia stata utile nel ridurre i sintomi di aggressività ed il carico infermieristico in pazienti lungodegenti con disturbi comportamentali.

Le bambole terapeutiche originali, denominate Joyk, possiedono caratteristiche particolari che potrebbero non farle apparire come le bambole più belle in vendita, ma che le rendono maggiormente in grado di suscitare emozioni e che per questo vengono definite anche “bambole empatiche”.
Grazie al sostegno economico del Gruppo dei Cento, l’Opera Don Orione ha acquistato le bambole Joyk per poter introdurre l’utilizzo della metodologia “ Doll Therapy” nell’approccio integrato delle terapie non farmacologiche per anziani affetti di demenza.

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Mercoledì, 13 Febbraio 2019

Seregno - San Biagio

San Biagio a Milano e in Brianza fa rima con panettone.
Domenica 3 febbraio, anche il Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno, ha festeggiato San Biagio con la benedizione delle gole e dei panettoni durante la S. Messa, per poi finire mangiando questi dolci tutti insieme.

Ma chi era San Biagio? San Biagio, Biagio di Sebaste, fu medico e vescovo cattolico vissuto a cavallo tra il III e il IV secolo in Asia Minore, che morì decapitato a causa del rifiuto di rinnegare la fede.
La chiesa cattolica lo ha dichiarato santo e protettore della gola riconoscendogli un «miracolo»: secondo la tradizione, infatti salvò un giovane da una lisca che gli si era conficcata in gola. Biagio diede al ragazzo morente una grossa mollica di pane che scendendo in gola la rimosse.

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Oggi la Chiesa ricorda la Vergine di Lourdes, che apparve a Bernadette l'11 febbraio 1858. Nello stesso giorno e anno si univano in matrimonio Vittorio Orione e Carolina Feltri, genitori di Don Orione. Un legame unisce il santo della carità con la Madonna e la cura dei più poveri ed abbandonati. Per essi aprì case che potessero accogliere ogni dolore, senza chiedere di dove sei, da dove vieni, di che nazione sei.

Papa Giovanni Paolo II nel 1992 volle che questo giorno fosse dedicato alla preghiera per i malati e per coloro che li assistono, perché "la forza del cristianesimo è data soprattutto da questo: esso dà significato alla sofferenza", come scrisse lo scrittore francese Francois Mauriac.

Papa Francesco ha intitolato il suo messaggio "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date", dal versetto 8 del capitolo 10 del Vangelo di Matteo. Dice il Papa, "Di fronte alla cultura dello scarto e dell’indifferenza, mi preme affermare che il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture".

Sono molte le figure che, attorno agli ammalati, fanno del dono la chiave della loro vita: sono gli operatori che oltre alla loro professionalità sanno costruire relazioni, creare fiducia e ridare speranza, sono i volontari che donano il loro tempo per stare accanto a chi soffre portando un sorriso e una buona parola, senza aspettarsi nulla in cambio.

Ecco ancora Papa Francesco che sottolinea come "la dimensione della gratuità dovrebbe animare soprattutto le strutture sanitarie cattoliche, perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare": un augurio a tutti gli operatori, volontari, ospiti delle case orionine e non solo, perché il loro vivere insieme la stagione della sofferenza sia un'esperienza di Chiesa, di comunione e di amore.

Clicca QUI per leggere il testo completo del messaggio del Santo Padre.

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