"La carità gode del bene altrui, sia delle persone amate che delle persone avverse."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Martedì, 27 Novembre 2018

Santa Maria la Longa - Espressa-mente

Espressa-mente è il giornalino di Santa Maria La Longa, che racconta la vita nella Casa friulana e le varie esperienze di chi la abita. Narra anche storie, passate, presenti e future, storie di volontariato e storie di amicizia che si intrecciano in un modo o nell’altro con Don Orione.

L’ultimo numero del giornalino contiene i racconti dell’estate appena trascorsa con la tempora e con il campo scuola, con le gite e le attività all’aria aperta. Ci sono anche le interviste degli ospiti della Casa e degli spunti interessanti.
La redazione per questa edizione ha pensato di affidarsi alle seguenti parole di Neil Marcus, drammaturgo americano: “La disabilità non è una coraggiosa lotta o il coraggio di affrontare le avversità. La di-sabilità è un’arte. È un modo ingegnoso di vivere”.

La redazione condivide la riflessione che “essere disabili” significa essere degli artisti pronti a dipingere ogni giorno con dei colori diversi la propria vita. Significa inventare, creare, trovare soluzioni alternative per rap-presentare la vita, invece di usare il solito pennello sulla solita tela con i soliti colori. Essere disabili significa riuscire a vedere al di là dell’orizzonte e non limitarsi ad osser-vare la realtà così come appare.

Leggi e scarica QUI il giornalino.

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Nella società di oggi si vive spesso come se si fosse immortali: la malattia, la debolezza, la morte sono bandite, oscene, anche per coloro che si definiscono cristiani.  "È una vergogna e un tradimento della vocazione ricevuta nel battesimo, che è immersione nella morte, e non in una qualsiasi morte, ma nella morte del Signore" dice Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose.

La notizia della morte di una persona cara, giovane, lascia sempre impreparati e agita in noi domande e timori: Angela Barbiero, una delle prime componenti  dell’Orione Musical Group, è tornata al Padre il 22 novembre all'ospedale di Mirano (Venezia). Una vita che non finirà sui giornali, ma che nella sua "ordinarietà" ha seminato tanto e ha lasciato a tutti coloro che l'hanno incontrata questi semi da custodire come sua eredità.

Ricordiamo Angela con il messaggio di don Moreno Cattelan, ora missionario in Ucraina e fondatore del gruppo.

10.45…AMEN (Così sia)

“Oggi più che mai ho voglia di vivere!”.
Sono queste le prime parole che Beatrice posta su FB qualche minuto dopo la nascita al cielo della sua migliore amica…
Quella voglia di vivere che Angela ha tenuto a denti stretti in questo ultimo mese della sua esistenza terrena e nelle ore interminabili della sua agonia, ieri, questa notte, fino alle 10.45 di oggi, 22 novembre.  
“Angela non deve morire!”…
Era un po’ questo il segreto desiderio che si era annidato nel nostro cuore e nel nostro agire dopo la notizia che il tumore minacciava nuovamente il suo esile corpo. Agire che si è poi concretizzato nelle varie iniziative lanciate con lo slogan: TUTTI UNITI CON ANGELA.
Ci abbiamo creduto fino alla fine… tutti.
Chi pregando nell’intimità della propria casa e dei propri affetti;
chi scambiandosi i turni per farle compagnia-assistenza in ospedale;
chi partecipando ad una affollata veglia di preghiera lo scorso 2 novembre a Campocroce;  
chi unendosi al pellegrinaggio fatto a Bosaro (Ro) ai piedi della tomba della Beata Maria Bolognesi, una mistica delle nostre terre, alla quale avevamo affidato, senza mezzi termini, il compito di fare… un miracolo;
chi ricevendo e inviando messaggi sui social…
Attorno ad Angela si era creata una specie di fortezza per contrastare il dolore e cercare di vincere il nemico. Fortezza che lei percepiva come una protezione, una tenerezza, una fiala di pace tra le fiale di morfina e cannucce  varie che le permettevano si sopravvivere.
“Sono in pace, sono serena!” - mi confidava durante la mia visita del 2 novembre scorso.
“Qui sto bene!”. Segno che la fortezza resisteva e le dava un senso di solidità.
Poi, come nelle storie non a lieto fine, il castello si è sgretolato lasciandola a lottare con la morte… fino all’ultimo respiro.
Ma dietro a quest’ultima scena c’è tutta una vita, breve, 49 anni, ma intensa.
Semplice ma esemplare.
Noi che abbiamo avuto la grazia d’averla conosciuta ne siamo i testimoni.  
Voglio ricordare Angela come una delle prime persone che hanno aderito al…sogno.
Il suo nome appare nel primo storico volantino: “Io ci provo”.
Lei per prima c’ha provato mettendoci anima e corpo, fatica e sudore.
La bellezza del suo esile fisico e uno sguardo che in scena ti entrava dentro…
Non posso dimenticare le prime rappresentazioni di C’E' POSTO PER TUTTI dove sapeva dominare il palco con innegabile bravura.
Angela è la storia dell’OMG… e quante storie ricordava: aneddoti, fatti, curiosità.
L’OMG era la sua seconda (o prima!) famiglia.
Lei che si batteva perché l’OMG, divenuto adulto in quanto che i primi “matti” si erano accasati e avevano messo su famiglia, diventasse una “famiglia di famiglie”.
Angela era ferma nelle sue idee… una “Barbiero” come doveva concludere Enrico dopo confronti o prese di posizione divergenti.
Ma Angela sapeva anche conciliare, smussare e capire.
L’ho potuto sperimentare durante il suo breve servizio in qualità di Presidente dell’ OMG.
A lei tutto il gruppo, dai primi fino agli attuali componenti, deve molto.
All’OMG Angela ha dato i migliori anni della sua vita e continuava a provare assieme alle sue due meravigliose figlie, Zoe e Asia che sono parte dell’OMG avendo già più volte calcato la scena.
La loro ultima volta, insieme, è stata il 16 maggio scorso presso l'Istituto Berna a favore di tutti gli studenti di quel Centro... e lei, Angela, a sbirciare tra le quinte e ad aiutare Asia a vivere da protagonista l'opera IO CI PROVO, quel sogno divenuto realtà presentato in ben 4 occasioni nella stessa giornata ai 700 studenti del Berna.
Con il marito Enrico Callegari  (co-autore delle musiche del musical) stava pensando qualcosa di nuovo e coinvolgente per dare nuova  linfa  e vitalità al gruppo che amava e sentiva come una loro creatura…ma anche  il male lanciava i suoi primi segni di vita, senza dare via di scampo gettando nel suo corpo e in faccia a tutti la sua dura volontà.  
Pensare che non ci sei più è assai difficile.
Immaginare di fare qualcosa senza la tua presenza, altrettanto.
Sara scrive: “La fede ci porta ad accettare lì dove non abbiamo conoscenza, e spero che anche questa volta ci sia un disegno più grande dietro a questo dolore”.
Un disegno. Già!
Parafrasando Giobbe potremmo anche dire:
“Il Signore ci ha dato Angela, il Signore ce l’ha tolta. Sia benedetto il nome del Signore!”.
Grazie per tutto, carissima Angela, amica di sempre.
Grazie per il solco profondo che hai lasciato nella tua famiglia, ad Enrico, Zoe ed Asia.
Grazie per quello che hai lasciato in dono alla tua famiglia di origine; Bruno, Ines, Nicoletta, Loretta, Mario e Francesca te ne sono infinitamente grati, pur nel dolore che stringe il loro cuore.
Grazie per quello che hai donato agli altri tuoi parenti, amici, conoscenti.
Grazie per quello che hai dato all’OMG, con umiltà e tutto te stessa.
Grazie per quello che ho ricevuto da te in questi 28 anni, vicino o lontano che sia stato.
Posso solo immaginarmi Marialisa, Fabio e Claudio, (i giovani amici del gruppo mancati prematuramente) ed anche Gino, il nostro primo regista, che oggi alle 10.45, là sulla porta della “palestra del Paradiso” ti aspettavano, mentre ancora una volta, guardandoli con il tuo contagioso sorriso, ti ripeti convinta: “…E anche qua, IO CI PROVO”.
A Dio, Angelo-Angela.
Un abbraccio da qui all’eternità.
Don Moreno

L’viv-Leopoli,  22.11.2018

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Venerdì 16 novembre, al Seminario della Vita a Campocroce, Tessy e John hanno ricordato il loro arrivo, dieci anni fa festeggiando con semplicità assieme alle altre famiglie ospitate nella Casa di cui loro, ora, sono i custodi.

“Pronto Don Walter, ciao! Sono Don Marco, parroco di Santa Bertilla a Spinea.
Ho un’urgenza e subito ho pensato a voi di Don Orione. A che punto siete per l’avvio dell’attività a Campocroce di cui mi hai parlato?”

“Ciao Don Marco. Diciamo che ci manca ancora qualcosa per poter dare avvio al servizio in maniera adeguata. Speriamo per la prossima primavera di poter inaugurare la nuova Opera di Carità di Don Orione a Campocroce. Ma dimmi che urgenza hai?”

“Ho qui John e la moglie Tessy… da un momento all’altro potrebbe partorire. Sono due signori nigeriani che improvvisamente si sono trovati fuori di casa, con tutte le loro cose chiuse dentro che non possono neppure recuperare. Riesci ad accoglierle anche se in questo momento non sei ancora pronto a partire?”

“La Provvidenza oggi ci “provoca”… ma non possiamo certamente dirle di no! Venite, vi aspettiamo”.

E la sera del 16 novembre 2008, John e Tessy arrivarono verso le 21.30 presso il futuro Seminario della Vita creato nello storico Istituto Soranzo di Campocroce.

Era in corso un momento di preghiera guidato dallo stesso Don Walter con gli amici dell’Orione Musical Group ed alcune signore che abitavano in Via Canaceo… e subito tutti, accogliendo quel signore alto dagli occhi belli ma smarriti e la moglie impaurita e preoccupata di non poter dare un riparo alla figlia ormai in arrivo, sperimentarono cosa significa essere orionini: “se bussano alla tua porta non chiedere chi è ma di cosa ha bisogno”.

Il Seminario della Vita venne poi inaugurato nel maggio 2009 ma il vero servizio, il primo, quello che ha dato speranza ed ha fatto capire di essere davvero sulla strada giusta per lasciare ancora un segno orionino importante nel territorio, ebbe inizio quel giorno, quella sera, quando ci si trovò a festeggiare il “Natale a novembre”, come disse Don Walter. “Non c’era posto per loro nell’albergo”… ma c’era posto per loro nel grande cuore di San Luigi Orione.

John e Tessy, genitori oltre che di Nelly (nata due giorni dopo il loro arrivo) anche di Kevin, ricordano sempre con grande emozione Don Marco che si prese a cuore la loro situazione e Don Walter che immediatamente, senza esitazione, disse: "Venite, vi aspettiamo". Provano grandissima riconoscenza per il Seminario della Vita e per Katia in particolare che da 10 anni è responsabile della Casa e si è presa cura di loro in ogni modo.

john e tessy

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"Bambini, maestre, ragazzi, signore. Vi spiego il gioco serio del teatro. Qua non ci sono voti. Se una vocina dentro di voi dirà che avete “fatto male”, concedetevi una sonora pernacchia". E così quello sberleffo antico e irriverente, decine di volte risuona oltre alle dodici file di poltroncine blu, in alto fino ai riflettori e in giro per tutta la sala.
Ridono e scherzano sull’imperfezione umana, venticinque bambini di terza elementare, una decina di signore - qualcuna in carrozzina qualcuna avvinta ad un’infanzia eterna - e ridono di gusto i migranti: provengono dalla Libia, dall’India, dal Ghana, dal Burkina Faso.

Benvenuti all’Arca 2.0: il laboratorio teatrale dove i difetti non contano, sono peculiarità come tutte le altre, e dove non è la recita finale il cuore del progetto bensì quell’incontro, due alla settimana, al teatro Von Pauer dentro al Piccolo Cottolengo “Don Orione” la sala è un piccolo palco nel quartiere genovese di San Fruttuoso, dove durante le ore di scuola i bambini studiano teatro d’integrazione. Detto così, sembra il solito slogan.
Guardando il cerchio di mani e piedi, il coro, il ballo stupefacente di Gabriella, ragazza down , e quello appena accennato di Blessy, giovane indiana, viene da dire che questo sì, è lo spettacolo più bello del mondo.

«Un fatto unico», dice con semplicità Giuseppe Pellegrini il trascinatore, colui che a cinquant’anni suonati tra lavoro di educatore, counselor, pedagogista e attore, salta, balla, suona la chitarra e canta, parla di emozioni e speranze: e gli vanno tutti dietro in questa prova di spettacolo che chissà come finisce ma è già chiaro come si svolge: c’è tutta la terza B della scuola Solari con le maestre allineate, c’è un gruppo di volontarie - tengono per mano le più deboli - e sorride col camice bianco, Paola Fontana, la direttrice sanitaria che autorizza le ore di teatro per le ospiti disabili del Centro: «Questo è veramente teatro integrato: disabili, alunni e migranti», osserva.
Accanto a lei, il direttore Don Dorino Zordan non sa se questo progetto unico in Italia sia noto alle alte sfere della Curia, ma il suo è un augurio di sostanza: «Dare piccoli segnali positivi in quest’epoca. Insegnare a saper cogliere il valore della persona. Questo teatro rispecchia il pensiero di Don Orione».

La prima parte del laboratorio è un cerchio composito di tanti “welcome”, nomi e colori simbolo dello stato d’animo. Associano loro stessi ad una tinta, il blu, anche Tunko 20 anni dalla Gambia, e Yussif, stessa età, proveniente dal Burkina Faso.
Quasi sottovoce rammentano di essere arrivati qui con barconi e di aver lasciato alle spalle guerra e paura: «Qua ci sono persone di cuore», dice Tunko battendosi il petto. Entrambi in Italia da giugno, rientrano in progetti umanitari (Melograno e Villa Maria Quarto) e a Genova sono già stati cuochi, assistenti volontari per disabili, attori accanto ai bambini: «Qua ritroviamo nonni e fratelli», sorridono.

La seconda parte del laboratorio va oltre il welcome generale. L’occhio periferico, strategia teatrale, è insegnato ai bambini quale sguardo sulla vita, a ben inquadrare se stessi in un ambiente. La prova di teatro vanta nomi, età, volti e razze diverse. C’è Naima che, capo coperto e occhi di velluto nero, confida ai compagni di palco, «di essere felice quando al telefono sento che padre e figli stanno bene». E c’è Rosalda, una bella signora bionda, che dalla sedia a rotelle si dichiara «sempre di buonumore qualsiasi cosa accada». Come non crederle.

Qua si sta vicini, ogni tanto si annoda un abbraccio, e una presa in giro esplode sotto la sapiente regia di Pellegrini che sembra giocare solo sull’improvvisazione.
In realtà tutto ha ritmo, bilanciamento e spinta ad allestire uno spettacolo ora poetico ora allegramente drammatico. Tutti arrivano da posti diversi, - scuola, famiglia, il mare degli scafisti, la stanza di una casa di riposo -, ma tutti approdano allo stesso porto: l’Arca 2.0. Il debutto non sarà a maggio, la prima è già iniziata.

Il progetto: dieci anni di idee tutte positive da condividere Progetto “Arca di Noè 2.0” è il laboratorio teatrale integrato giunto al decimo anno che unisce ospiti dell’Opera Don Orione (22 tra anziani e persone con disabilità), 25 bambini e due insegnanti della Scuola Primaria Solari (classe III B) e migranti seguiti dal CPIA Genova Centro Levante Primaria Bracelli con la loro insegnante. Questo progetto è unico in Italia e fuori, sostiene Giuseppe Pellegrini, anima del tutto: «È ricchezza di storie, idee positive, da condividere».

Fonte

articolo giornale

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Ieri lunedì 12 novembre si è aperta la settimana dei Convegni Amministrativi a Roma presso la Casa di Ospitalità Religiosa Giovanni Paolo II.
A questa prima giornata dedicata alle Parrocchie ed ai Santuari hanno partecipato un buon numero di religiosi e alcuni operatori parrocchiali laici.

Il Convegno è iniziato con il pranzo tutti insieme per poi proseguire in Sala Conferenze con i saluti dell’Economo Provinciale Don Alessandro D’Acunto. Don Alessandro ha avviato i lavori pomeridiani introducendo la relazione tecnica dell’Avv. Stefano Pizzicaroli dal titolo “Il rapporto di lavoro con i sacristi e con gli altri collaboratori degli enti di culto e di religione”.

La relazione è stata incentrata sulle differenze tra i rapporti di lavoro subordinato e autonomo andando a toccare tutte quelle figure lavorative e non, che ruotano intorno alla vita parrocchiale. Le figure oggetto di discussione sono state: sacristi, colf, laici volontari e gli stranieri richiedenti asilo.
L’Avv. Pizzicaroli ha inoltre fatto cenni sul codice del terzo settore (d.lgs. 117/2017) che ha ampiamente modificato la disciplina del «volontariato», ammettendo – sul piano letterale – la possibilità, per gli Enti del Terzo Settore, di avvalersi dei volontari anche in assenza di una organizzazione di volontariato.
I partecipanti hanno avuto modo di interagire per domandare dubbi e incertezze legislative in merito.

Il Convegno prosegue oggi con due altre importanti relazioni tecniche circa gli aspetti contabili dell’affitto di sale parrocchiali e la gestione degli archivi parrocchiali sotto l’aspetto della privacy.

Clicca QUI per compilare il questionario per le Parrocchie e i Santuari.

Clicca QUI per compilare il questionario per le Case di Ospitalità Religiosa.

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Domenica, 11 Novembre 2018

Seregno - i doni dello Spirito

Il 27 ottobre scorso, don Paolo Alberti, insieme alle catechiste e agli educatori delle parrocchie di Lesmo, ha accompagnato al Piccolo Cottolengo di Seregno un nutrito gruppo di bambini per  vivere un ritiro-esperienza insieme ad alcuni dei nostri ospiti. Il ritiro è stato un momento forte di preparazione del SAcramento della Confermazione, che riceveranno oggi.

Durante il pomeriggio si sono alternati momenti di gioco sui doni dello Spirito Santo, racconti della vita di don Orione ed inoltre don Gianni ha raccontato il suo percorso dalla chiamata a diventare credente e poi prete. La giornata si è conclusa con un momento di condivisione e la celebrazione della S. Messa con i genitori.

L’obiettivo principale è stato di far vivere un’esperienza di relazione con l'altro (gli amici, i nostri ragazzi ed il Signore) per scoprire l'importanza di guardarsi dentro, andando oltre le apparenze per vivere la gioia dello stare insieme, imparando ad accogliere se stessi e gli altri attraverso l'incontro con Gesù che ha donato tutto di sé per ciascuno di noi .

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Lunedì, 05 Novembre 2018

Savignano Irpino - Dacci una mano!

Mancano otto mesi al prossimo giugno, ma il Centro Medico Sociale “Don Orione” di Savignano Irpino già pensa al campo estivo 2019, organizzato a misura di bambini e ragazzi con autismo ed altri disturbi del neurosviluppo, con l’obiettivo di favorire l’integrazione e il rafforzamento delle competenze sociali e relazionali dei ragazzi (clicca QUI per leggere il racconto del campo 2018).

Il Campo vuole rappresentare un momento di crescita e di consolidamento delle competenze dei beneficiari che permetterà loro di gestire, per quanto possibile, il proprio quotidiano. In ciò risulta determinante il ruolo svolto dagli educatori e dagli istruttori, ma è non meno importante il costante e produttivo confronto tra pari e/o coetanei al fine di stimolare le potenzialità e le prospettive di tutti i partecipanti, senza tuttavia trascurare le attività di divertimento e di svago.

Come è facile comprendere l’organizzazione di un evento di tal genere comporta un carico di spese che il Centro da solo non ha la possibilità di sostenere. Per tale motivo è nata l'iniziativa di una raccolta fondi, in cui ciascuno possa donare secondo le sue possibilitàper aiutare a coprire i costi della manifestazione.

Ecco allora dove poter donare: cerca su Facebook il profilo di Orione Savignano, cerca la campagna di raccolta fondi e con pochi clic dai il tuo contributo!

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Le Piccole Suore Missionarie della Carità, il ramo femminile della Congragazione fondata da Don Orione, hanno festeggiato un importante anniversario: sessant'anni dalla prima apertura della Casa Gialla, la struttura di Cusano Milanino, un comune a Nord di Milano, che ospita bambini allontanati dalla famiglia.

Per celebrare questa ricorrenza è stata organizzata una "missione popolare", ovvero un momento di animazione e incontro con il territorio, per conoscersi, confrontarsi e far conoscere da dove nasce e si alimenta il servizio delle suore a questi bambini.

Oltre alle religiose, hanno partecipato anche un gruppo di giovani che sta seguendo un percorso di discerimento vocazionale, accompagnati da don Giovanni Carollo, consigliere provinciale. Ascoltiamo la testimonianza di uno di loro, Andrea.


Sono Andrea ho 33 anni, vengo dal Molise ( Bagnoli del Trigno ) e sono un aspirante orionino.

Anche io insieme ai miei confratelli aspiranti ho vissuto questa settimana di grazia e di conoscenza “ sul campo” del carisma di S. Luigi Orione. L’ annuncio , l’accoglienza e la testimonianza ci hanno accompagnato per tutta la missione, abbiamo sentito tutto il calore della città e  un coinvolgimento che ci ha avvolto di entusiasmo.

A Cusano Milanino dal 20 al 28 ottobre, per il 60esimo anno della presenza Orinina si è svolta una missione popolare. In un clima di gioia e di fraternità , noi aspiranti insieme alle suore e i responsabili vocazionali, abbiamo incontrato i giovani della città. Tanti sono stati gli incontri organizzati dai tre parroci, molto attenti alle necessità dei loro parrocchiani. Divisi in gruppi abbiamo visitato le scuole elementari, medie, superiori e abbiamo incontrato i ragazzi dell’oratorio S.Martino.

Ognuno di noi ha parlato della propria esperienza di incontro con Gesu’ e l’incontro con la congregazione di S. Luigi Orione, Santo noto in città per via della presenza della “Casa Gialla", istituto gestito dalle Piccole Suore Missionarie della Carità,  ,per accogliere bambini con disagi familiari e quindi allontanati dalla famiglia stessa per garantire un contesto più sereno. 

Durante la settimana abbiamo festeggiato il ventesimo anno di professione religiosa di Suor Carla, responsabile  della casa e instancabile mamma dei suoi bambini. Esperienza questa che ci ha lasciato una grande gioia nel cuore, ha rafforzato i nostri rapporti di comunità e ci ha fatto esperimentare la vera carità che opera in modo silenzioso nel cuore delle tante persone che abbiamo incontrato, come dice il salmo 132: Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!    

 

 

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Lunedì, 22 Ottobre 2018

Marghera - Tu sei missione

Ieri, domenica 21 ottobre 2018, nella chiesa di S. Pio X di Marghera, è stata celebrata la Giornata Missionaria Mondiale. L’intenzione era quella di rivolgere a tutti il messaggio che Papa Francesco ha scritto per questa occasione: “ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: Io sono una missione in questa Terra, e per questo mi trovo in questo mondo” (Evangelii Gaudium,273).  

Bisognava comunicarlo tenendo conto delle diversità presenti nelle comunità parrocchiali: adulti, bambini, giovani, ma anche persone provenienti da altre parti del mondo e che ora vivono qui.
Sono stati usati sull’altare cinque ceri di colori diversi per ricordare e pregare per i missionari e le missionarie che operano nei vari continenti. Per questo la preghiera dei fedeli, “Ogni uomo e ogni donna siano una missione”, è stata letta in lingua madre da alcuni parrocchiani.

A tutti i bambini presenti è stata donata una matita colorata, affinché possano disegnare gesti di bontà e ricordare che ognuno è una missione, come diceva Santa Teresa di Calcutta, dedicando ogni suo attimo alla cura dei più poveri e offrendo una testimonianza vera di ciò che significa essere missionari: “Io non sono che una piccola matita nelle mani di Dio”.

Per raggiungere i giovani ed i giovanissimi è stato inviato un messaggio WhatsApp subito dopo la messa ad ognuno di loro, con le parole di Papa Francesco: “Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci!”.

A completare e a dare ancora più significato a questo momento di preghiera universale è stata sicuramente l’inaspettata e graditissima presenza di Don Felice, consigliere provinciale orionino, che ha presenziato la celebrazione. Don Felice, con le parole di Don Orione, ha invitato ognuno dei presenti ad essere missione, perché solo con il servizio verso gli altri sarà possibile costruire un mondo migliore, “solo con la carità si salverà il mondo”.

 

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L’Oratorio è il luogo in cui la comunità cristiana si riunisce, svolge le sue attività, accoglie, educa e si prende cura delle nuove generazioni per formarle nella fede e nella vita sociale.


Con questa frase la comunità orionina di Elbasan in Albania inizia il progetto d’Oratorio 2018-2019.
L’obiettivo principale è promuovere il carattere formativo dell’Oratorio, in stretta relazione con il cammino Cristiano della pastorale parrocchiale rivolto ai ragazzi, senza per questo tralasciare l’aspetto formativo, ricreativo e di accoglienza. Solo potenziando il primo è possibile realizzare nel modo migliore anche il secondo.


Le attività dell’oratorio per quest'anno 2018 - 2019 sono iniziate il 17 settembre. È stato accolto un numero di 70 bambini rom i quali partecipano in diversi gruppi: doposcuola, gruppo sportivo under 11 e gruppo sportivo under 15.
Il gruppo del doposcuola ha fornito ai ragazzi tutto il materiale necessario per la scuola: zaini, libri. Tutti i giorni questi ragazzi vengono seguiti durante lo svolgimento dei compiti e partecipano a diverse attività educative e culturali.
I gruppi sportivi hanno iniziato a raccogliere le adesioni per il piano di allenamento che durerà l’intero anno.
Il gruppo dei più grandi, gli under 15, è andato a vedere negli scorsi giorni la partita della nazionale Albanese nel grande stadio Elbasan Arena.


QUI il progetto d’Oratorio 2018-2019

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