"Sono nelle mani di Dio come uno straccio: il Signore lo getti di qua, lo getti di là, come vuole."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Giovedì, 07 Marzo 2019

Campocroce - E festa sia!

"Uffa, ma quando arrivano?"
Dice la piccola Rayhana mentre va su e giù per il corridoio, già con addosso il suo bel vestitino da coccinella, e continua a guardare fuori dalla vetrata nella speranza di veder arrivare Elisabetta e Ilaria, i "nonni" Alberto e Antonia con il loro nipotino Gioele...

Ma manca ancora un'ora dall'orario previsto dell'inizio della festa.

Arriva Rahma vestita da principessa, mentre Lara e la mamma Elena sfilano con parrucche sgargianti quanto mai.


È sempre così al Seminario della Vita di Campocroce; quando c'è da fare festa nessuno si tira indietro: tutti insieme, grandi e piccini, residenti, volontari e custodi tutti uniti con grande, grandissima semplicità, ma con grande gioia nel cuore.
Si vive anche nel momento di festa ciò che semplicemente si vive qui ogni giorno: la gioia di essere in una Casa che è Provvidenza per molti, non solo per chi l'ha incontrata in un momento particolare della propria vita, ma anche per chi la serve lavorando come custode o come responsabile della struttura.

Ma è così anche per coloro che danno il proprio tempo come volontari, come nel caso dei giovani amici di Camposampiero che, in questa occasione, sono raddoppiati presentando ai residenti del Seminario altri nuovi amici pronti a mettersi in gioco presso questa Opera Orionina che quest'anno festeggia 100 anni da quando San Luigi Orione la ricevette e 10 anni da quando ha avuto inizio l'attuale opera di carità della quale hanno beneficiato finora oltre 100 persone.

E FESTA SIA...
E festa è stata tra stelle filanti, danze, musica, corse e... pizza e frittelle per tutti!!!

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A Torino, presso la parrocchia Sacra Famiglia di Nazaret si conclude oggi il Corso per Animatori Orionini: Oplà - Orionini per l’animazione, iniziato sabato 2 marzo.

Il corso si propone di creare un percorso triennale per ragazzi di 18-25 anni sulla realtà dell’animazione nello stile orionino; formare gli animatori al carisma, alla spiritualità orionina, ad una carità vissuta soprattutto nella relazione con i giovani all’interno dei diversi centri giovanili, oratori, scuole, parrocchie.

Diverse le nostre realtà presenti: Torino, Milano, Marghera, Fano, Roma, Reggio Calabria, Palermo e Albania. Circa una trentina i ragazzi che stanno formandosi in questo percorso che li vede impegnati attivamente.

Durante questi giorni di formazione i ragazzi hanno vissuto momenti teorici e pratici. Nella parte teorica viene presentata la figura dell’animatore in tutti i suoi aspetti; nella parte pratica vengono offerte alcune tecniche di animazione per dare la possibilità al giovane animatore di usare la fantasia e di esprimere se stesso nella dinamica del dono. La parte pratica, più esperienziale prevede anche la proposta di diversi laboratori utili per la propria realtà locale e la visita di luoghi simbolo orionini, infatti i ragazzi nella giornata di domenica si sono recati a Tortona per la visita di questi luoghi.

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Martedì, 05 Marzo 2019

Giornata Missionaria Orionina 2019

Come tutti gli anni, nel Marzo orionino ricorre un evento, ormai tradizionale per tutta la Famiglia Orionina: la Giornata Missionaria Orionina.

La GMO intende ravvivare l’ardore missionario di Don Orione, che scriveva il 16 dicembre 1921 da Rio de Janeiro: “la migliore carità che si può fare ad un’anima è di darle Gesù! E la più dolce consolazione che possiamo dare a Gesù è di dargli un’anima”. Cercheremo, pertanto, di vivere, con più generosità, il fine specifico per il quale il Signore, ci ha riuniti come Famiglia… portare alla conoscenza e all'amore di Gesù Cristo, del suo Vicario," il dolce Cristo in terra ", il romano Pontefice e della Santa Chiesa, i piccoli figli del popolo e i poveri più lontani da Dio o più abbandonati…".

La Giornata Missionaria Orionina è celebrata di solito nella domenica più vicina al 12 Marzo, nascita al cielo di San Luigi Orione santo Fondatore. La data di quest’anno è Domenica 10 Marzo.

Il tema del 2019 è “Insieme ai giovani orionini, portiamo il Vangelo a tutti”: la scelta di dedicare il tema ai giovani nasce sulla spinta del sinodo che proprio a loro la Chiesa ha dedicato lo scorso ottobre e anche in vista dell’Anno dei Giovani Orionini che partirà il prossimo giugno e che condurrà al grande evento di tutta la famiglia orionina previsto per il mese di luglio 2020 a Tortona.

La giornata sarà anche l’occasione per le Province per raccogliere fondi per alcune esperienze missionarie: i fondi raccolti andranno anche al progetto pastorale di Oblike in Albania.

Clicca QUI per il materiale della giornata missionaria Orionina 2019 oppure il bottone dedicato nella colonna di destra del nostro sito.

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L’Orione Musical Group ci fa avere notizie circa il suo cammino. Martedì 26 febbraio a Campocroce di Mirano presso il Seminario della Vita si è tenuta l’Assemblea Generale annuale del gruppo. L’Assemblea si è tenuta dopo aver celebrato la Santa Messa in ricordo di Angela e nel ricordo degli altri angeli dell’Orione Musical Group.

Qui di seguito il messaggio della Commissione Comunicazioni dell’OMG.
“E si arriva a casa a notte fonda...
perché, dopo aver adempiuto alle formalità burocratiche e aver approvato il bilancio, si iniziano a proporre nuove idee e a parlare del futuro.
Si pensa alle cose fatte nel 2018: le animazioni liturgiche dei matrimoni; le iniziative missionarie pro Madagascar e Ucraina e l'incontro in marzo presso il Berna di Mestre con Don Moreno; il cenacolo di preghiera per le vocazioni Orionine presso il Seminario della Vita di Campocroce guidati da don Luca Ingrascì; i momenti di servizio di volontariato verso i ragazzi di Chirignago o i bambini e le famiglie del Seminario della Vita; le occasioni di incontro e di festa oltre alla bellissima collaborazione con l'Istituto Berna per dare vita a IO CI PROVO, nuova Opera dell'OMG presentata nel maggio scorso ai 700 ragazzi di quella cittadella scolastica Orionina; i momenti di incontro, di preghiera di intercessione, di veglia per essere vicini alla nostra cara Angela ed alle sue famiglie nel suo tremendo calvario dello scorso autunno...  momento dolorosissimo ma che ci ha uniti e riavvicinati anche con chi da un po' non poteva esserci nell'OMG.
Si pensa alle cose che facciamo ma anche a quelle che faremo.
Alle possibili iniziative per coinvolgere i figli dei figli del gruppo ed il maggior numero di amici...
Perché Don Moreno all’inizio aveva detto “butto un sasso”, come immagine per dire che aveva una nuova proposta (ma in realtà era un camion pieno di sassi!).
Perché siamo contenti di essere insieme, tra amici.
Perché nonostante siamo tutti un po’ più vecchi, vogliamo che la nostra associazione continui ad essere giovane, a crescere e migliorarsi nel nome di S. Luigi Orione!
Ed allora via verso un biennio 2019-2020 che può vederci impegnati ed in servizio in tanti modi e forme per essere protagonisti, sempre, in questa vita ed in questa Opera che ha bisogno anche di noi.”

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Lo scorso fine settimana al Piccolo Cottolengo friulano di Don Orione c’è stata la festa di Carnevale, una festa fatta davvero in grande! Sono stati tantissimi i volontari, gli animatori, gli amici ed i parenti accorsi per il grande evento. Il sabato è stato il giorno con più afflusso, gli animatori con tutti i volontari si sono adoprati per rendere unica l’atmosfera del salone ricreando Venezia e quel clima carnevalesco da favola. Domenica la festa è proseguita con tutti gli amici delle parrocchie vicine che hanno potuto condividere la gioia di una festa unica!

Alcuni volontari sono accorsi grazie a un tam tam di messaggini su whatsapp, che hanno permesso loro di conoscere la realtà di Santa Maria la Longa e nello specifico il Piccolo Cottolengo friulano. Sono proprio i messaggini di alcuni di questi volontari quelli che pubblichiamo qui di seguito.


“Sorrisi... Sorrisi spontanei, timidi, appena accennati, sorrisi sdentati, sorrisi veri... occhi sgranati, occhi allucinati, occhi pieni di espressioni, occhi che non ti guardano, occhi che sprizzano, occhi spenti ed occhi curiosi… urla di gioia, di canto, di agonia, urla di felicità, urla chiassose... strette di mano toccata e fuga, strette di mano calorose e delle volte timorose... un abbraccio ripetuto più volte, l’invito a sedersi vicini a pranzo o a cena, la domanda se torniamo anche la prossima volta, i messaggi preparatori di questo weekend, una buona colazione fatta di affettati del posto, una struttura immensa ed impeccabile…
Tutto questo è quello che mi sono portato via da questo fine settimana. e che custodirò gelosamente nei miei pensieri, Vi ringrazio tutti per l’opportunità che mi avete dato, di entrare in quel bellissimo posto e lasciarci una parte di me.”


“Insieme, divisi, vicini, lontani, siamo partiti da posti diversi ma con la voglia di vedere con occhi nuovi. Questo ci ha spinto tutti a partecipare a questa festa per farci circondare da quell'affetto puro, da quegli sguardi, anche a volte da quelle urla di sottofondo. Ogni rumore, creava una melodia, una musica, una magia che ci ha accompagnati anche in macchina al ritorno. È stata una giornata dura oggi, ho dovuto ascoltare parole che non volevo, avrei voluto io urlare ma il weekend mi aveva lasciato una pace interiore che mi ha permesso di arrivare a fine giornata con il sorriso... Un piccolo pezzo, ma forse non tanto piccolo del mio cuore è rimasto lì tra le mura, ma il buchino che si è formato, è stato subito riempito dai piccoli pezzi del cuore dei miei compagni di viaggio, di tutti i presenti al Piccolo Cottolengo con cui sono entrata in contatto. Che dono inestimabile ho ricevuto, molto di più di quanto io abbia dato! Vi voglio un mondo di bene, a tutti proprio tutti. Buona notte!”

“Che weekend super... Sono nel pieno di un'esplosione di emozioni. Le lacrime di gioia fanno bene. Mi addormento con voi negli occhi e nel cuore... Grazie vita”

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Pubblichiamo la testimonianza di una volontaria Orionina che ha scritto qualche riga sulla definizione che ha avuto per lei la parola “volontariato”. Spesso non ci rendiamo conto che solo dedicando qualche ora del nostro tempo a chi ne ha più bisogno possiamo fare grandi cose, d’altronde nessuno è mai diventato povero donando.


Se dovessi dare una definizione sintetica del volontariato, lo indicherei come “il Luogo spirituale” in cui si riceve moltissimo, pur dando poco.
Questo è quanto accade a me da 16 anni, cioè da quando all’Opera Don Orione o per imboccare un disabile o per accompagnarne a Messa un altro, spendo un poco del mio tempo, ricevendo tanto in cambio!

E ciò avviene perché il Volontariato è Scuola d’Amore; amore dato e amore ricevuto, come un’onda in continuo movimento tra due sponde parallele: dove anche il gesto più piccolo diventa fonte di vita, perché immerso in uno scambio d’amore.
Il Volontariato è dunque il Luogo in cui, tanto colui che dà, quanto colui che riceve ritrova la propria Umanità nella più profonda e nobile Essenza!
Ed è naturale per me annoverare i miei migliori amici tra gli ospiti del Don Orione. Quanti ne ho trovati! Pur ricordandone qui solo alcuni, li ho tutti nel cuore: a cominciare da Concetta che, muta, parlava con lo sguardo; da Cesare che nascondeva un cuore di panna sotto un continuo “mugugnare”; da Roberto, malato incurabile e morto giovane, da Rosa che nella preghiera, si rivolgeva al Signore con il “Lei”; da Giovanni che, sorridendo, chiedeva un soldino... e da tanti altri.
Quanto mi avete insegnato e quanto continuate a insegnarmi, cari amici! Siete voi ad indicarmi la via della pazienza e dell’umiltà nel servizio, senza scadere né nella superbia né nella gelosia! Voi mi conducete ogni giorno a gioire per le piccole cose e ad apprezzare le grandi, fino a realizzare la più grande di tutte e cioè: l’uscire da me stessa per venirvi incontro!

Il Volontariato è dunque un cammino accessibile a tutti, essendo un cammino d’amore: non l’amore delle “affinità elettive”, bensì l’Amore che, nel suo significato più alto, e cioè come “atto della Volontà”, si identifica con l’Amore Cristiano!

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A Palermo in questi giorni numerosi giovani orionini si sono incontrati per condividere 8 giorni intensi, tra animazione e formazione per conoscere e condividere il carisma di Don Orione.

Questa tradizione va avanti da 15 anni, la comunità orionina di Palermo infatti, è solita mettere nella programmazione annuale una settimana di animazione vocazionale che ha come obiettivo quello di promuovere una cultura vocazionale e la vita come chiamata del Signore nei vari aspetti e sfaccettature dei giorni nostri. Questo è quello che è stato fatto tramite i vari incontri avvenuti da domenica scorsa, 17 febbraio e che verrà fatto fino a domani, domenica 24.

Durante questa settimana sono stati coinvolti tutti i ragazzi, dalla scuola professionale dell’ENDO-FAP, alla Parrocchia coi gruppi di catechismo, dai gruppi giovanili alle giovani coppie di fidanzati, dai gruppi di preghiera ai gruppi sportivi.

Quest’anno il tema scelto è stato “Costruttori di speranza” e nella dinamica dell’incontro non si può far a meno di far riferimento alla figura di Don Orione trattando anche l’evento del terremoto di Messina e Reggio Calabria quando Don Orione è stato segno forte di speranza impegnandosi in prima persona.
Altro riferimento importante quello di Papa Francesco, che con il suo magistero e con la sua parola incoraggia i giovani a non perdere la speranza.

Le attività sono state portate avanti con l’aiuto di religiosi, sacerdoti e suore, e di qualche giovane laico.

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Presso la bellissima e sempre accogliente Villa San Biagio a Fano, nel pomeriggio di venerdì 15 e nella mattinata di sabato 16 febbraio si è tenuto l’incontro del Segretariato per le missioni. Guidato dal Consigliere Provinciale don Felice Bruno e dal Consigliere Generale Padre Pierre erano presenti gran parte dei membri che hanno ricevuto la nomina lo scorso settembre e alcuni membri del gruppo missionario di Fano, nato in maniera particolare presso la Direzione ed i giovani dell’Istituto Gentili.

L’incontro è stata occasione di confronto, di verifica, di aggiornamento e di programmazione.
In particolare  i membri del segretariato hanno contributo alle linee di sviluppo proposte dal Consiglio Generale rispondendo al Questionario conseguente alla Assemblea di verifica circa le urgenze/orientamenti emersi durante il XIV Capitolo Generale e poi hanno condiviso il tema della Giornata Missionaria Orionina del prossimo 10 marzo (Insieme ai giovani orionini portiamo il Vangelo a tutti) ed il materiale utile per l’animazione da proporre in ogni zona, in ogni Casa dell’Opera; uno spazio è stato anche dedicato all’ottobre missionario straordinario 2019 voluto da Papa Francesco, occasione nella quale si è chiamati a riflettere sula lettera apostolica Maximum Illud di Papa Benedetto XV, uscita nel 1919 e di cui si celebra il centenario.

Molto interesse ha suscitato l'appassionato intervento proposto dai giovani del Centro Missionario di Fano (GMD Fano) che hanno presentato le loro iniziative ad intra e ad extra in ambito missionario.

Sempre nel mese di marzo,  si svolgerà un’iniziativa di informazione e promozione missionaria rivolta ai giovani delle scuole orionine di Fano, Mestre, Palermo e Roma. L’iniziativa avrà come conseguenza due campi di servizio per giovani da tenersi nel prossimo mese di luglio presso le Case orionine di Firenze e di Bucarest.

Padre Pierre, consigliere generale, e don Felice, consigliere provinciale, hanno illustrato i nuovi sviluppi e attività nelle varie missioni, dal Burkina Faso al Brasile, dalle Filippine alla Romania, dall’Ucraina al Madagascar fino alla possibile apertura di una nuova “tenda" in Tanzania.

Don Felice ha poi presentato il programma del Convegno Missionario che si terrà a Tortona nei giorni 7-8 giugno 2019 e che vedrà la partecipazione e la collaborazione del Gruppo Missionario della Diocesi di Tortona. Tra gli interventi previsti anche una relazione del Vescovo di Tortona, Monsignor Vittorio Viola.

Le due giornate di lavori sono state aperte da due momenti di preghiera proposti al venerdì pomeriggio da Suor Anselma e al sabato mattina, con un intenso e gradito intervento, da don Vincenzo Alesiani, da molti anni in servizio presso Villa San Biagio. L’incontro si è concluso con la celebrazione della Santa Messa presenziata da Padre Pierre.

 

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Lunedì, 04 Febbraio 2019

Albania - Una lettera da Bardhaj

Don Rolando Reda, missionario orionino in Albania, scrive periodicamente ad amici e benefattori per aggiornarli sulla vita della missione a Bardhaj, paese a 100 km da Tirana, per far sentire il legame forte che unisce chi è legato dal comune amore per Don Orione e per i poveri.

Per non togliere l'autenticità alle parole di Don Rolando, ecco la sua lunga e appassionata lettera, seguita dalle immagini della comunità:


Carissimi confratelli, amici e benefattori vicini e lontani,

vi inviamo un piccolo resoconto delle attività principali svolte in questi mesi nella nostra missione di Bardhaj, nel nord dell’Albania per essere in comunione gli uni con gli altri e insieme possiamo rendere grazie al Signore per le meraviglie che opera in mezzo a noi e restiamo strumenti docili nelle sue mani.

Il primo avvenimento registrato a fine settembre è che le suore cappuccine nostre collaboratrici soprattutto nei villaggi di Obot, Muriqan e anche Oblike, hanno lasciato Shiroka, la casa dove abbiamo abitato e si sono ritirate a Gramez, un villaggio della diocesi di Tirana, la loro prima sede. Le ringraziamo per la loro presenza e il lavoro svolto con giovani, ragazzi e ammalati nella formazione umana e cristiana, per 15 anni. 

Ogni anno, dopo la festa della Madonna del Rosario patrona della parrocchia di  Bardhaj, la prima domenica di ottobre, riprendiamo a pieno ritmo tutte le attività pastorali: oratorio, catechismo, incontri di formazione visite e benedizioni. La prima parte del nostro impegno è stato dedicato alla preparazione dei 50 giovani che il 3 novembre hanno ricevuto la cresima da mons. Angelo Massafra. L’arcivescovo  poi si è fermato con noi.

In serata sono arrivati anche il padre provinciale don Aurelio Fusi e il consigliere alla pastorale giovanile-vocazionale don Giuseppe Volponi che per la prima volta ha visitato l’Albania. La cena fraterna ha concluso la giornata di festa. I Superiori si sono fermati fino a mercoledì 7. I confratelli di Elbasan, don Giuseppe De Guglielmo, don Emilio Valente e il ch. Dritan Boka, sono venuti a Bardhaj e insieme abbiamo fatto una riflessione sulle prospettive della missione in Albania sottolineando potenzialità e difficoltà.

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una depauperazione della nazione, le forze migliori, i giovani albanesi in questo momento storico sono proiettati verso l’emigrazione: Italia, Grecia, Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti le mete desiderate perché qui non vedono una speranza di futuro per una vita serena e dignitosa. Studiano, imparano un mestiere per partire, si aggregano silenziosamente ai grandi flussi migratori dall’Africa e dal medio oriente con un vantaggio perché molti hanno già un punto di riferimento negli stati di destinazione: parenti, amici, conoscenti. Si illudono che il paradiso in terra sia in qualche stato europeo o negli USA, ma c’è in moltissimi questa convinzione e questa visione e quindi partono o sperano di partire.

Il confratello don Pavlin Preka ordinato sacerdote nel 2017 è stato destinato alla missione del Kenia ed è partito a metà ottobre verso la sua nuova destinazione. Don Giuseppe Bisceglia della comunità di Elbasan è stato nominato parroco della nostra parrocchia di Anzio, ed è rientrato in Italia. E’ arrivato il ch. Dritan Boka che farà i due anni del tirocinio nella comunità di Elbasan con un occhio particolare alla pastorale giovanile anche al nord.Pregate insieme con noi che il Signore ci mandi tante e sante vocazioni sacerdotali e religiose.

Il 10 dicembre le due comunità si sono incontrate ad Elbasan per riflettere sulla scheda di formazione permanente “Venite e vedete”  e per lo scambio di auguri per le feste ormai imminenti. Il periodo di avvento e il tempo di Natale con le feste di fine anno sono avvenimenti molto attesi con gioia ed entusiasmo da piccoli e grandi. Gli auguri, le aspettative, le luci, i regali, le visite riaccendono la speranza che l’anno che verrà sarà portatore di sorprese e avvenimenti positivi per tutti. La preparazione del presepe, dell’albero e soprattutto della festa di Natale ha coinvolto molti nostri giovani e ragazzi. Il giorno 21 dicembre è stata realizzata a Oblike, il 22 a Bardhaj. Protagonisti i ragazzi, partecipanti i familiari, una festa gioiosa che con canti, danze e la rappresentazione della nascita di Gesù hanno fatto risuonare nello spirito dei presenti il messaggio di pace e gioia che viene dalla grotta di Betlemme. Il tempo per tutto il periodo è stato bello e la temperatura mite. 

Il giorno 7 gennaio subito dopo l’Epifania che qui è caratterizzata dalla benedizione dell’acqua, son venuti a Bardhaj i confratelli di Elbasan per l’incontro mensile e ci siamo rinnovati gli auguri per il nuovo anno. L’8 gennaio, come ormai da tradizione, c’è stata la presentazione del messaggio di papa Francesco per la giornata mondiale della pace al teatro Migjeni, il principale della città di Scutari, alla presenza delle autorità civili, religiose e numeroso pubblico. Il nostro gruppo di balli popolari di Bardhaj e Oblike ha contribuito alla riuscita della manifestazione con grande gioia di tutti. Poi il 9 mattina ci ha sorpreso una grande nevicata: per tre giorni la neve è caduta abbondante imbiancando tutto con una coltre di 30-40 cm, paesaggio bellissimo, ma anche bloccando tutto in una città che non ha i mezzi adatti a fronteggiare una emergenza del genere. Le vacanze di Natale sono state prolungate di altri 10 giorni per tutte le scuole. Per fortuna che a metà mese di gennaio ha cominciato a piovere e la pioggia pian piano ha sciolto quel manto ormai congelato che ricopriva tutto.

Il freddo dell’inverno aumenta i disagi soprattutto delle famiglie più povere che non hanno una casa adeguata e un lavoro sicuro e quindi le richieste di aiuto si moltiplicano: viveri, legna, medicine. Il 24 gennaio è venuto Dritan dalla comunità di Elbasan e si è fermato una settimana tra noi. Secondo un programma stabilito ha incontrato i giovani di Bardhaj e quelli di Oblike iniziando un cammino di formazione umana e cristiana nello spirito di don Orione che speriamo porti frutti abbondanti.   

Auguriamo a tutti i confratelli, amici e benefattori ogni bene. Pregate per noi affinché la nostra missione in mezzo alla gente che ci è stata affidata sia fruttuosa e feconda di fede e di amore.

Confidiamo nel vostro aiuto spirituale e materiale per far germogliare quei semi di speranza che il Signore ha seminato a larghe mani anche qui, nel profondo del cuore di ciascuno.
Don Rolando, don Dorian e don Giuseppe

 

 

 

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L'arte è da sempre un modo per comunicare la propria personalità, le emozioni ed i pensieri che in alcuni casi non trovano parole per essere espressi, ma colori, forme, materiali.

Così è successo per Dante, Graziano e Mariolino.

Insieme ad un volontario che li ha accompagnati, i tre ospiti del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno hanno partecipato ad un corso per la realizzazione di un presepe artistico. L'associazione Amici del Presepio di Cinisello Balsamo ha organizzato questa iniziativa con lo scopo di promuovere il presepio come trasmissione culturale sul territorio.  Il corso, dalla durata di 15 ore articolate in 5 lezioni serali presso il Centro Studi Brianza,  si prefiggeva di dare le basi di tecnica presepistica, teorica e pratica, per la costruzione di un presepe dalle dimensioni di 45x45cm circa per statue da 8cm.

Durante il corso, Mariolino, Dante e Graziano  hanno appreso cenni storici sul presepio, i vari stili di realizzazione e i materiali per la costruzione ed infine come sviluppare “dal progetto al bozzetto”.

Certo non è semplice imparare e realizzare un progetto complesso, ma i tre artisti del PCDO di Seregno sono stati entusiasti di partecipare al corso, di sentirsi parte attiva di un gruppo creativo e orgogliosi dei risultati ottenuti.

Stavolta possiamo dire che nel presepio di Mariolino, Dante e Graziano c'è di più di qualche statuina e della Natività: c'è inclusione sociale, c'è amicizia, c'è qualità di vita, c'è la personalità di ciascuno, la loro unicità.

 

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