"Asciughiamo le lacrime di chi piange."
Don Orione

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Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica

Sabato 23 e domenica 24 febbraio a Roma si è tenuta la riunione dei tre Coordinamenti territoriali Italia Nord - Centro - Sud del Movimento Laicale Orionino con la presenza di diversi Coordinatori locali, degli Assistenti Spirituali Provinciali incaricati, e di Don Laureano De La Red Merino.
I presenti hanno deciso di unire i tre Coordinamenti italiani e di procere quindi all’elezione del Coordinatore Territoriale e del Vice Coordinatore MLO Italia, e alla nomina della Segreteria operativa territoriale.
    
Il  Cordinamento territoriale  MLO  Italia è risultato così composto:

Coordinatore Territoriale: Armanda Sano
Vice Coordinatore Territoriale:  Antonella Simonetta
Segretari: Roberto Pierini e Lucia Pini
Tesoriere: Ennio Moneghini
Responsabile Formazione: Antonella Carnazza

L'augurio per il coordinamento è che con l'intercessione di San Luigi Orione possa crescere nell’esercizio della “carità che tutto ristora, tutto edifica, tutto unifica in Cristo e nella sua Chiesa”.
Una preghiera e il sostegno di tutta la Famiglia Orionina per accompagnarli sempre nel loro cammino.

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Presso la bellissima e sempre accogliente Villa San Biagio a Fano, nel pomeriggio di venerdì 15 e nella mattinata di sabato 16 febbraio si è tenuto l’incontro del Segretariato per le missioni. Guidato dal Consigliere Provinciale don Felice Bruno e dal Consigliere Generale Padre Pierre erano presenti gran parte dei membri che hanno ricevuto la nomina lo scorso settembre e alcuni membri del gruppo missionario di Fano, nato in maniera particolare presso la Direzione ed i giovani dell’Istituto Gentili.

L’incontro è stata occasione di confronto, di verifica, di aggiornamento e di programmazione.
In particolare  i membri del segretariato hanno contributo alle linee di sviluppo proposte dal Consiglio Generale rispondendo al Questionario conseguente alla Assemblea di verifica circa le urgenze/orientamenti emersi durante il XIV Capitolo Generale e poi hanno condiviso il tema della Giornata Missionaria Orionina del prossimo 10 marzo (Insieme ai giovani orionini portiamo il Vangelo a tutti) ed il materiale utile per l’animazione da proporre in ogni zona, in ogni Casa dell’Opera; uno spazio è stato anche dedicato all’ottobre missionario straordinario 2019 voluto da Papa Francesco, occasione nella quale si è chiamati a riflettere sula lettera apostolica Maximum Illud di Papa Benedetto XV, uscita nel 1919 e di cui si celebra il centenario.

Molto interesse ha suscitato l'appassionato intervento proposto dai giovani del Centro Missionario di Fano (GMD Fano) che hanno presentato le loro iniziative ad intra e ad extra in ambito missionario.

Sempre nel mese di marzo,  si svolgerà un’iniziativa di informazione e promozione missionaria rivolta ai giovani delle scuole orionine di Fano, Mestre, Palermo e Roma. L’iniziativa avrà come conseguenza due campi di servizio per giovani da tenersi nel prossimo mese di luglio presso le Case orionine di Firenze e di Bucarest.

Padre Pierre, consigliere generale, e don Felice, consigliere provinciale, hanno illustrato i nuovi sviluppi e attività nelle varie missioni, dal Burkina Faso al Brasile, dalle Filippine alla Romania, dall’Ucraina al Madagascar fino alla possibile apertura di una nuova “tenda" in Tanzania.

Don Felice ha poi presentato il programma del Convegno Missionario che si terrà a Tortona nei giorni 7-8 giugno 2019 e che vedrà la partecipazione e la collaborazione del Gruppo Missionario della Diocesi di Tortona. Tra gli interventi previsti anche una relazione del Vescovo di Tortona, Monsignor Vittorio Viola.

Le due giornate di lavori sono state aperte da due momenti di preghiera proposti al venerdì pomeriggio da Suor Anselma e al sabato mattina, con un intenso e gradito intervento, da don Vincenzo Alesiani, da molti anni in servizio presso Villa San Biagio. L’incontro si è concluso con la celebrazione della Santa Messa presenziata da Padre Pierre.

 

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Conoscere in modo più approfondito il carisma di Don Orione per imparare da lui come si vive e si lavora nelle sue case: con questo obiettivo, lunedì 11 febbraio gli operatori del Centro Mater Dei di Tortona si sono messi in cammino.

Ma non lo hanno fatto solo metaforicamente, ma anche percorrendo le strade della loro città e poi nei prossimi incontri lo faranno visitano altri luoghi simbolici della vita di don Orione: la casa dove visse fino alla morte, il Paterno, Villa Charitas dove si trovano le suore non vedenti, le Sacramentine, il Santuario di Montespineto e l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio.

Il primo incontro di questo percorso dal titolo “La Carità tra noi: da ciò che facciamo a come lo facciamo" si è svolto a Tortona nei giorni 13-14-15 febbraio, per dare a tutti la possibilità di partecipare. Don Achille Morabito, direttore del Paterno, ha accolto gli operatori ed ha consegnato loro questo messaggio augurale: “possiate assaporare il profumo delle origini perché ‘qualcosa’ di Don Orione possa entrare nella nostra vita”.

Accompagnati da Fr. Ianus gli operatori hanno visitato, molti per la prima volta, gli ambienti nei quali il Santo ha vissuto e scoperto anche qualche aneddoto di santità. 

Fabio Mogni ha guidato il gruppo nella riflessione proposta dal sussidio provinciale sul tema dell'udire: è stata sviluppata questa scheda sull’udire, per partire dall’importanza dell’ascolto, di sé e degli altri, per  lavorare avendo sempre più chiaro nella mente e nel cuore ciò che facciamo, perché lo facciamo e come lo facciamo.

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Con queste parole si è concluso il percorso carismatico che ha visto insieme per tre giorni dipendenti da vari luoghi d'Italia, sacerdoti e relatori laici.

La mattinata ha visto alternarsi gli interventi di Don Giovanni Carollo, Davide Gandini e Roberto Franchini: i primi due hanno approfondito il tema del carisma, mentre l'ultimo ha stimolato la riflessione sul lavoro all'interno delle opere di carità, alla ricerca dell'equilibrio tra legalità, sostenibilità e carisma.

Ma cosa dà energia e vita a tutte queste opere? La sorgente inesauribile è la carità, l'amore: una carità generosa e operosa, che non conosce fatica nè esitazione, come la descrive San Paolo nel capitolo 13 della prima lettera ai cristiani di Corinto. Una carità che trova la sua linfa vitale in Gesù Cristo, che ha mostrato agli uomini cosa vuol dire amare, perché li ha amati "da morire" per loro.

Anche oggi "al piccolo Cottolengo si vive allegramente", come scriveva Don Orione, perché nonostante la fatica e le difficoltà, si continua a fare di tutto per amare l'altro, altro come anziano, disabile, giovane, emarginato, collega o superiore, si continua a seguire l'indicazione di Don Orione di fare del bene sempre, del bene a tutti, del male a nessuno. E quando si fa del bene, si sta bene!

E così, dopo giornate piene di stimoli, ciascuno è tornato a casa, pronto a rituffarsi nella quotidianità, certo di non essere solo, ma di appartenere ad una famiglia grande, non solo perché numerosa e variegata, ma sopratutto perché ha di grande il cuore.

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Sono due le stelle luminose che hanno seguito i partecipanti al percorso formativo carismatico #seguilastella.

La prima l'hanno incontrata nell'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, PV: si tratta di Frate Ave Maria, l'eremita cieco accolto da Don Orione e vissuto nell'eremo fino alla morte, nel 1964. Un uomo provato dall'improvvisa cecità seguita ad un incidente all'età di dodici anni, riscopre la luce nella sua vocazione e trasmette a tutti la sua felecità di vivere una "luminosa notte", perché illuminata dall'unica luce capace di penetrare le tenebre del cuore: Gesù.

Con la forza di questo esempio, don Giovanni Carollo ha presentato la seconda stella, Don Orione, spiegando le fondamenta della spiritualità orionina, i quattro amori di Don Orione: Gesù, la Madonna, il Papa e le anime. Questa la sorgente del suo agire: senza la sua fede in Dio ogni azione di Don Orione potrebbe essere ridotta banalmente a filantropia. Invece, il fare del bene non era solo un'azione di bontà umana, ma la volontà attraverso il bene di salvare le anime, di ridare ad ogni uomo sofferente la speranza che non delude, Gesù.

Nel pomeriggio è intervenuto don Gianni Giarolo, vicario provinciale, che ha descritto la figura di Don Orione educatore: non un vero pedagogista, impegnato a tratteggiare la sua teoria ed il suo metodo, ma un uomo pragmatico, portato all'azione animato da grande zelo e attenzione per gli altri. Mirabile esempio di questo atteggiamento l'incontro con il giovane Ignazio Silone, descritto nel famoso racconto "Incontro con uno strano prete".

A seguire Don Felice Bruno ha fatto fare ai partecipanti un "giro del mondo", visitando virtualmente le missioni orionine, dall'Africa all'India, dalle Filippine alla Romania, dall'Albania all'Ucraina, missione che proprio don Felice con altri due confratelli aprì nel 2001. Don Orione non si accontenta di un'opera locale, il suo cuore è troppo grande per non abbracciare anche i popoli più lontani e portare anche là un germe di speranza. E anche oggi molti sacerdoti, suore e volontari continuano ad allargare i confini della sua Opera.

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Mercoledì, 23 Gennaio 2019

Campocroce - 29 anni e non sentirli!

Il 15 gennaio 1990 è nato l’Orione Musical Group. E da 29 anni, ogni anno, il ricordo di quel giorno viene festeggiato e celebrato, così come è accaduto domenica 20 gennaio, con oltre 70 persone riunite per festeggiare presso l’Istituto Marco Soranzo, lì, dove tutto ha avuto inizio.

Un incontro di famiglie nella grande famiglia del Seminario della Vita. Un momento insieme, innanzitutto per ringraziare per le tante occasioni che la Provvidenza ha offerto al gruppo per essere in servizio in quest’ultimo anno: le tante animazioni liturgiche, la testimonianza “Io ci provo!” replicata in 4 occasioni all’Istituto Berna di Mestre, nel giorno della Festa di San Luigi Orione (ARTICOLO), la Cena di solidarietà per le missioni orionine durante la Festa del Radicchio di Martellago, gli incontri di preghiera con don Luca Ingrascì per le vocazioni orionine (ARTICOLO), le occasioni di servizio a Chirignago o a Campocroce, le cene condivise, le riunioni, l’amicizia, i sorrisi, la carità, la famiglia, i canti, il servizio.

Ed il modo migliore e più adeguato per ringraziare non poteva che essere con la celebrazione della Santa Messa. Quasi ogni momento di festa del gruppo inizia con la Santa Messa, in questa occasione celebrata da don Stefano Bortolato, direttore dell'Istituto Berna.

La festa di compleanno dell’Orione Musical Group è caduta nella domenica in cui il Vangelo ci porta a Cana di Galilea; e qui, l’occhio attento di Maria, richiama l’attenzione sul fatto che sta venendo meno il vino. E quando sta per mancare il “vino” nella vita cosa bisogna fare? Seguire il consiglio di Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2, 15). Mettersi in ascolto e fidarsi di Lui. La fede è dire sì, io ci provo… faccio la mia parte, metto la mia “acqua”, sapendo che può diventare “vino buono”, se mi affido a Gesù.

Durante la celebrazione sono stati ricordati poi in più occasioni: Marilisa, Fabio, Claudio ed Angela (ARTICOLO), ora Angeli che dal Paradiso, sorridono agli amici dell’OMG e di sicuro, in maniera diversa, sono stati presenti ed hanno partecipato alla bella festa. Questi nostri amici sono stati ricordati in modo particolare al termine dell’Eucarestia, con il canto “Angelo di Dio” intonato prima da alcuni bambini del gruppo e poi da tutti i presenti. Ognuno cantava pensando agli angeli custodi di tutti, ma soprattutto a questi quattro speciali ed unici che sono stati parte viva dell’Orione Musical Group.

Al termine della Santa Messa sono stati letti gli auguri di don Moreno Cattelan, fondatore del gruppo, che dal 2004 si trova in Ucraina, nella missione orionina di Leopoli. Nonostante gli oltre mille km di distanza, don Moreno è sempre vicino all’Orione Musical Group e quando non può esserlo fisicamente, lo è sempre con il pensiero e con il cuore. Queste alcune delle parole del suo augurio:
 “Ci attende sempre una nuova sfida. Un rinnovamento. Un ritrovare motivi e passione.
Nuovi amici dove… c’è posto per tutti nella legge dell’Amor.
E’ questo il mio augurio a tutti e a ciascuno.
Nel nome della Divina Provvidenza si cammina e si costruisce.
Un abbraccio per dirvi semplicemente un immenso grazie!
Un abbraccio per confermarvi tutta la mia stima e gratitudine.
Un abbraccio per contagiarvi ancora e lanciarvi nel futuro che ci attende.
Tra un ricordo, un progetto, una nuova idea, una carezza ed una certezza:
Siate sempre e ovunque protagonisti dei vostri sogni!”.

La festa è continuata nella sala da pranzo dell’Istituto Soranzo, dal 2009 sede del Seminario della Vita, nel quale sono accolte famiglie in difficoltà spesso con bambini piccoli. Gran parte di loro sono state presenti al bel momento conviviale. A festeggiare con gli amici dell’Orione Musical Group c’erano anche alcuni ospiti del Centro don Orione di Chirignago.

La giornata è stata vissuta da tutti, adulti e bambini, con grande gioia. Gioia che l’Orione Musical Group prova a mettere da 29 anni nel testimoniare il messaggio di San Luigi Orione, accogliendo questo suo invito "Noi dobbiamo irradiare la gioia, la letizia di Dio, la felicità di Dio: far sentire che servire e amare Dio è vita, è calore, è ardore, è vivere sempre allegramente, - e che solo i servi di Dio sentono la pace gioiosa e il bene e la gioia santa della vita" (S. Luigi Orione, Scritti 21, 179, lettera del 9 novembre 1934).

 

 

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Il 28 dicembre ricorreva l'anniversario del terremoto che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria e che vide tra i protagonisti dei soccorsi e della ricostruzione Don Orione.

Anche per ricordare questo evento, lo scorso 9 Gennaio si è svolto a Reggio Calabria il Convegno Sicurezza, Emergenza e Persone con Esigenze Speciali, un momento di confronto tra istituzioni e associazioni di categoria organizzato dall’Associazione Nazionale di Protezione Civile Don Orione, per discutere sugli interventi necessari per garantire la sicurezza  e assicurare la prevenzione del rischio per le persone con disabilità.

A fare gli onori di casa Don Graziano Bonfitto Direttore e Parroco dell’Opera Antoniana delle Calabrie:  nel suo intervento ha affermato che il grado di una civiltà si misura dal tipo di accoglienza che si ha nei confronti delle persone disabili, persone speciali con esigenze speciali, quindi dalla capacità di mettersi accanto a loro e prendersene cura. "Purtroppo facciamo ancora fatica a parlare di accoglienza e di inclusione perché abbiamo paura dell’altro, di misurarci con la diversità, mentre l’altro è una ricchezza per ciascuno di noi", ha detto don Graziano.

Il Progetto è partito da qualche mese  - ha evidenziato Tiziana D’Agostino presidente dell’Associazione Nazionale di protezione Civile Don Orione- e prevede un percorso formativo ed un programma di attività, di socializzazione prima e di formazione dopo,  attraverso  l’attivazione di laboratori pomeridiani. Il progetto è mirato all’inclusione dei ragazzi con disabilità,  sarà attuato mediante  percorsi individualizzati in relazione alle esigenze e alle capacità dei ragazzi, con lo scopo di  sviluppare le loro  potenzialità  e  l’autonomia, sottolineando le loro  “diverse abilità”, intese come capacità di riconoscere ed esprimere al meglio le proprie risorse in relazione a quelle che sono le procedure in caso di emergenza, i concetti di auto protezione e autosoccorso e le capacità di attivarsi per capire e affrontare i problemi.

L’incontro all’auditorium Don Orione è stato moderato da Alessia Luccisano ed ha visto la partecipazione delle Autorità cittadine.
Dopo i saluti S.E. il Prefetto Michele Di Bari ha ringraziato la famiglia Orionina per l’organizzazione del Convegno evidenziandone la pregnanza. “Credo che l’attualità di queste situazioni ci dia anche certezza di ciò che noi dobbiamo fare tutti i giorni, e quando un convegno si incarica di trasferire come bagaglio di conoscenze ai cittadini ciò che bisogna fare, prendendo spunto anche da questa particolare vicinanza che la Comunità Orionina ha in materia di Protezione Civile, io credo che le istituzioni ne possano gioire, ne possano trarre giovamento. La protezione civile non è mai avulsa dal fattore culturale, è certamente attività tecnica ma il sostegno di questa attività tecnica  non può che essere un percorso culturale che deve animare tutti, perché la cultura complessiva della Protezione Civile si fa giorno dopo giorno, anche attraverso le esercitazioni che spesso mancano. Se io devo fare una proposta, è che la comunità orionina possa anche attraverso questo convegno procedere e promuovere una esercitazione capace di scuotere, perché le esercitazioni scuotono e hanno anche la possibilità di animare, contagiare, di fare cultura. Che sia questo l’auspicio migliore perché l’Associazione Orionina possa procedere in  questa iniziativa.”

Incisivo anche l’intervento del Sindaco Giuseppe Falcomatà: “Abbiamo stanziato con i Patti per il Sud una somma di 150 mila euro per la realizzazione del nuovo piano di protezione civile che la città non aveva. Sono state già concluse le procedure di individuazione del progettista e siamo in tempo per accogliere i suggerimenti e recepire la normativa del 2015 della Regine Calabria  rispetto al sistema di garanzie  nella prevenzione delle situazioni di rischio per le categorie svantaggiate.”  
La Regione, con delibera di giunta 135/2015 e l’allegato protocollo, ha posto le basi per l’attuazione dell’Art. 11 della Convenzione Onu del 2006. “Tra il 2013 e il 2014 è stato attivato un tavolo tecnico tra la protezione civile regionale e la Consulta delle associazioni in rappresentanza della disabilità – ha dichiarato l’Architetto Alessandro Rugolo, del Dipartimento Regionale di Protezione Civile - e adesso siamo in fase di riorganizzazione delle nuove linee guida.”

Un progetto che mira anche a dare sostegno alle associazioni  che da anni si occupano dei disabili: "Mi piacerebbe – ha evidenziato Mirella Gangeri, presidente AGEDI che tutti conoscessero la disabilità soprattutto chi su questa deve intervenire in momenti particolari."

Ovviamente nella fase di programmazione delle emergenze per persone disabili è indispensabile coinvolgere le famiglie, ed ancor più produttivo sarebbe, come anticipato in precedenza,  predisporre una formazione specifica ed individuare  un gruppo di “volontari dedicati” che durante il percorso formativo abbia avuto conoscenza direttadelle persone disabili che andranno a soccorrere. Concetti ribaditi anche da Carmelo Ollio Presidente dell’Ente Nazionale Sordi Sezione Provinciale di Reggio Calabria.

All’iniziativa erano presenti il Dott. Giuseppe Costa – Commissario Capo  della Polizia di Stato – Portavoce del Questore di Reggio Calabria  il quale ha manifestato la disponibilità della Questura di Reggio Calabria a proseguire   in questo percorso avviato dall’Associazione Nazionale di protezione Civile Don Orione ,  per garantire la sicurezza di tutti i cittadini ma con una particolare attenzione nei confronti delle persone  con disabilità. 

Importante il contributo dell’Architetto Antonino Costantino del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria il quale ha evidenziato dal punto di vista del soccorritore, la necessità di una specifica formazione del personale deputato ad intervenire, sottolineando appunto la necessità di un approccio diverso in relazione alla singola persona.

Nell’ambito del convegno è stato proposto  l’avvio di tavoli di lavoro  volti a favorire una collaborazione tra Istituzioni  Associazioni di categoria,  sulle specifiche esigenze per giungere all’obiettivo  della predisposizione ed attuazione di strumenti di prevenzione e di intervento  atti ad eliminare le barriere architettoniche, comunicative e culturali, a partire dalla  predisposizione della mappa sinottica delle disabilità, ausilio indispensabile agli operatori impegnati nelle emergenze per poter garantire un soccorso tempestivo efficace e qualificato, con il coinvolgimento di personale specializzato sulle disabilità sia del servizio sanitario nazionale, sia delle associazioni di volontariato specializzati nel settore.

 

 

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Sabato 17 novembre si è svolto a Milano alle ore 16.00 il consueto Raduno Amici che si svolge presso la Sala Don Sterpi del Piccolo Cottolengo Milanese. L'incontro è stato presieduto dal Direttore dell’Opera Don Orione di Milano, Don Pierangelo Ondei, che ha informato il gruppo Amici delle importanti ricorrenze che interesseranno l’istituto nei prossimi mesi.

L’incontro ha avuto inizio con un riferimento al 70° anniversario della Casa del Piccolo Mutilato, con la proiezione di una video-intervista di Don Flavio Peloso, Direttore Generale Emerito dell’Opera Don Orione, che ha ripercorso la storia dell’apertura della casa.

Don Pierangelo ha proseguito presentando un’accurata descrizione con alcune immagini della Cascina Fraschina, della quale il Piccolo Cottolengo ha potuto beneficiare grazie alla generosa donazione da parte del Dott. Giacomo Previdi, ex allievo di Don Orione e grande benefattore e della consorte Mariangela. Questa realtà, sita in Abbiategrasso (MI), sorge nel Parco del Ticino e si presenta come un interessante luogo naturale i cui terreni sono attualmente dedicati alla coltivazione di prodotti biologici. La struttura potrà inoltre essere dedicata all’ospitalità e ad altre attività, che verranno pensate per valorizzare al meglio un bene così prezioso.

Infine è stato presentato un altro grande progetto che interesserà il Piccolo Cottolengo nei prossimi mesi: il Progetto Vivimeglio Alzheimer. In questa malattia degenerativa i comportamenti critici si manifestano maggiormente quando l’ambiente circostante non è idoneo alle esigenze del paziente. Diventa dunque indispensabile offrire a queste persone un contesto strutturale adeguato che influisca direttamente e positivamente, e per quanto possibile, sulla qualità di vita. In risposta a tale bisogno, il Piccolo Cottolengo ritiene indispensabile intervenire strutturalmente sugli ambienti esistenti perché Il miglioramento della qualità della vita passa anche attraverso l’adeguamento degli spazi.

L’incontro si è concluso con la celebrazione della S. Messa in Cappella.

 

 

 

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Mercoledì, 31 Ottobre 2018

Roma - Allievi di Don Orione, sempre!

Parafrasando il detto degli scout "semel scout, semper scout", si può dire che chi è stato allievo di Don Orione, lo è per sempre.

Con questo spirito, molti cosiddetti ex-allievi, ma dovremmo dire allievi tutt'oggi, si incontrano periodicamente: l'appuntamento stavolta è stato a Roma per il 30 ottobre.  Una sessantina di persone si sono ritrovate per rinnovare il loro legame di appartenenza alla grande e variegata famiglia orionina.

Ha fatto gli onori di casa Don Alberto Alfarano, economo del Centro Don Orione di Roma Monte Mario, che ha esortato i presenti a vivere “sempre insieme orioninamente” e ha lanciato una sfida ai presenti: al prossimo incontro portare uno dei loro figli, per passare il testimone dell’orioninità alle nuove generazioni.

Dopo l'intervento del presidente dell'associazione che riunisce tutti gli ex-allievi in Italia, Mauro Sala, è intervenuto Padre Laureano De La Red Merino, Consigliere generale incaricato delle realtà laicali: egli ha  ha ricordato le attese dell’ultimo Capitolo Generale sul tema dei laici e ha raccontato come la Congregazione si sta sviluppando fuori dall'Italia, rispondendo alle urgenze che si manifestano in questo momento nel mondo.

Nel corso della mattinata si sono svolte anche le elezioni del Consiglio direttivo delle due sezioni, orfani e mutilatini: con questi nomi si ricorda l'origine delle attività del Centro Don Orione di Roma, sorto dopo la guerra per accogliere decine e decine di bambini rimasti orfani a causa del conflitto, mutilati in seguito ai bormbardamenti o resi disabili dalle malattie come la poliomielite.

Prima di terminare l'incontro, il gruppo si è riunito per la celebrazione Eucaristica, presieduta da Padre De La Red e concelebrata da Don Primo Coletta. E come si comanda ad ogni festa di famiglia, l'incontro non poteva che concludersi con un momento di convivialità.

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Sabato 13 ottobre, Don Giovanni Carollo, Consigliere Provinciale incaricato per le Opere di Carità, ha presieduto il Raduno Amici presso la Sala Don Sterpi del Piccolo Cottolengo Milanese.

L’incontro ha ripercorso la storia del culto popolare della Madonna Incoronata di Foggia dalle origini sino al sorgere del suo santuario al quale, dal 1950, prestano il loro ministero i Sacerdoti Orionini.

Filmati e testimonianze hanno raccontato l’amore e la devozione per Maria, oggi come sempre presenti nel cuore dei fedeli. Lo storico culto risale all’anno 1001 quando, in un bosco nel Tavoliere delle Puglie, la Madonna apparse ad un conte e ad un pastore: la Vergine Maria si presentò per la prima volta come la Madre di Dio (confermando la dichiarazione espressa nel Concilio di Efeso) e mentre veniva incoronata dagli angeli, indicò una statua incastonata tra i rami di un albero manifestando il desiderio che, in quel luogo, sorgesse un Santuario in suo onore. Ancora oggi, a distanza di più di 1000 anni, nel mese di aprile il culto si celebra con pellegrinaggi, i riti della Vestizione, dell’Incoronazione, della Cavalcata degli Angeli e della benedizione dell’olio per la lampada votiva.

Il pomeriggio si è concluso con la recita della preghiera dedicata a Maria Madre di Dio Incoronata e con la celebrazione della S. Messa.

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