"Il Vangelo è il più sublime trattato di didattica e di pedagogia che esista."
Don Orione

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Giornata mondiale dei poveri

 

Los desamparados

Pubblicazione periodica di informazione scientifica Anno 3 / Numero 1

Domenica, 11 Novembre 2018

Seregno - i doni dello Spirito

Il 27 ottobre scorso, don Paolo Alberti, insieme alle catechiste e agli educatori delle parrocchie di Lesmo, ha accompagnato al Piccolo Cottolengo di Seregno un nutrito gruppo di bambini per  vivere un ritiro-esperienza insieme ad alcuni dei nostri ospiti. Il ritiro è stato un momento forte di preparazione del SAcramento della Confermazione, che riceveranno oggi.

Durante il pomeriggio si sono alternati momenti di gioco sui doni dello Spirito Santo, racconti della vita di don Orione ed inoltre don Gianni ha raccontato il suo percorso dalla chiamata a diventare credente e poi prete. La giornata si è conclusa con un momento di condivisione e la celebrazione della S. Messa con i genitori.

L’obiettivo principale è stato di far vivere un’esperienza di relazione con l'altro (gli amici, i nostri ragazzi ed il Signore) per scoprire l'importanza di guardarsi dentro, andando oltre le apparenze per vivere la gioia dello stare insieme, imparando ad accogliere se stessi e gli altri attraverso l'incontro con Gesù che ha donato tutto di sé per ciascuno di noi .

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l’Istituto Don Orione di Ercolano, attraverso la sua emanazione ASCO (Associazione Sportiva e Culturale Orionina) in collaborazione con la cooperativa Impronta ed il sostegno del Comune di Ercolano, ha partecipato e vinto il progetto Ministeriale dedicato allo “Sport come strumento di inclusione sociale”. Tantissimi sono stati i progetti presentati, quello di Ercolano è risultato vincitore piazzandosi al dodicesimo posto.

Attualmente sta per essere ultimata la fase di start-up del progetto, con dicembre si pensa di iniziare il progetto vero e proprio.
 
Grazie a questo progetto il Don Orione può essere a servizio degli ultimi con una delle sue eccellenze, lo sport, a costo zero. L’idea di partecipare a questa tipologia di bandi è proprio quella di fare attività extra istituzionale senza gravare sui bilanci istituzionali.

Un anno di attività per un costo totale di € 100.000 dove il 50% sarà destinato all’acquisto di attrezzature (che poi resteranno alla struttura per ulteriori manifestazioni), il 35% dedicato alle risorse umane ed il restante 15% per la comunicazione, promozione, monitoraggio, materiale d’uso ecc..

È possibile leggere QUI le linee guida, gli sviluppi e gli obiettivi del progetto dell’Istituto orionino.

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Lunedì, 05 Novembre 2018

Savignano Irpino - Dacci una mano!

Mancano otto mesi al prossimo giugno, ma il Centro Medico Sociale “Don Orione” di Savignano Irpino già pensa al campo estivo 2019, organizzato a misura di bambini e ragazzi con autismo ed altri disturbi del neurosviluppo, con l’obiettivo di favorire l’integrazione e il rafforzamento delle competenze sociali e relazionali dei ragazzi (clicca QUI per leggere il racconto del campo 2018).

Il Campo vuole rappresentare un momento di crescita e di consolidamento delle competenze dei beneficiari che permetterà loro di gestire, per quanto possibile, il proprio quotidiano. In ciò risulta determinante il ruolo svolto dagli educatori e dagli istruttori, ma è non meno importante il costante e produttivo confronto tra pari e/o coetanei al fine di stimolare le potenzialità e le prospettive di tutti i partecipanti, senza tuttavia trascurare le attività di divertimento e di svago.

Come è facile comprendere l’organizzazione di un evento di tal genere comporta un carico di spese che il Centro da solo non ha la possibilità di sostenere. Per tale motivo è nata l'iniziativa di una raccolta fondi, in cui ciascuno possa donare secondo le sue possibilitàper aiutare a coprire i costi della manifestazione.

Ecco allora dove poter donare: cerca su Facebook il profilo di Orione Savignano, cerca la campagna di raccolta fondi e con pochi clic dai il tuo contributo!

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Sabato, 03 Novembre 2018

Chirignago - Ciao Nerio!

Le mura delle Case dell'opera Don Orione racchiudono molte storie di vita. Chi ci abita o chi ci lavora anche per questo le chiama Casa e non semplicemente struttura o centro. All'interno di queste case si vive, e si fa di tutto per far vivere, nello stesso modo in cui vivono nelle altre case: si lavora, si fa sport, si mangia il proprio cibo preferito, ci si riposa, si ride e si scherza, ci si ammala, si muore.

Questa è la storia di Nerio, che ha vissuto nella casa di Chirignago, conosciuta come Centro Don Orione, dal 1979 fino ad oggi: quasi quarant'anni, una vita intera. Nerio è stato salutato ieri, giorno della commemorazione dei defunti, dai suoi compagni e familiari.

Leggere la sua vita ci aiuta a capire meglio il significato profondo del concetto di Qualità di Vita, tema che da diversi anni orienta gli sofrzi degli operatori in tutte le realtà orionine che accolgono persone fragili, anziani o disabili. Nella sua storia, troviamo tutto quello che fa qualità di vita: l'individualità, il sentirsi accolto e amato, il legame con la propria famiglia di origine, la crescita personale, l'autonomia.

Nerio nasce il 12 maggio del 1943. Figlio di genitori emigrati per lavoro in Libia, a Tripoli, Nerio cresce, amatissimo dalla famiglia, coltivando interessi e passioni artistiche. Eredita dal padre la mano per la pittura, specie ad olio, ispirandosi ai grandi artisti (incredibilmente simile all’originale “I mangiatori di patate" di Van Gogh) ed è molto legato alla madre, una signora estremamente bella ed intelligente.
Anche il cinema e la lettura fanno parte integrante di questo suo mondo fatto di timidezze, introversioni e fin da giovane in qualche modo “ritirato” dal mondo: gli piacciono infatti i grandi autori russi (Tolstoij, Dostoevskij) e Kafka.
Completa la terza media, prende il patentino per la conduzione delle caldaie, prende anche la patente di guida. Purtroppo però il disagio psichico si fa piano piano largo nella sua vita, fino a culminare nel momento in cui riceve la chiamata alla leva militare, intorno ai vent'anni.
Sempre estremamente mite e schivo, ma altrettanto determinato a rifiutare ciò che le regole sociali gli imponevano, viene inserito in diversi ospedali psichiatrici fino a che, mutato il vento della cultura intorno alla salute mentale grazie anche alla Legge Basaglia, approda all’allora Istituto don Orione, nel 1979.

In questo luogo, che lui stesso chiamava “casa”, libero da costrizioni, la sua mente, pur segnata dalla malattia psichica, si placa e trova nuove dimensioni: la possibilità di uscire ogni giorno, con qualsiasi tempo, di utilizzare i mezzi di trasporto e, a modo suo, di rapportarsi con il contesto sociale, senza fare mai del male a nessuno.
Ha saputo conservare i rapporti familiari, specie con il fratello Francesco e la cognata Rosalba.
Sfuggente rispetto a qualsiasi avvicinamento e contatto fisico, negli ultimi giorni, dal letto, chiedeva continuamente al fratello la mano da stringere.

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Negli anni '70 del XX secolo che la poetessa americana, Ruth Lisa Schechter, instancabile visitatrice di strutture psichiatriche degli USA, inizia a proporre l’espressione poetica come momento terapeutico per le persone con disturbo psichiatrico. Lisa Schechter non solo leggeva ai suoi pazienti le poesie che aveva selezionato per loro ma li spingeva anche ad attingere al proprio mondo interiore e a scrivere, riappropriandosi di un linguaggio che la malattia mentale o la droga avevano ottenebrato. In particolare, Lisa seguiva le donne dell'Odyssey Institute, la cui età variava dai 22 ai 35 anni. Donne che erano state rinchiuse lì dentro dai Giudici o che si erano rinchiuse volontariamente in un disperato tentativo di sottrarsi alla droga, donne nere, di origine ispanica, violentate o aggredite. Per tutte Lisa aveva la poesia giusta e riusciva a tirar fuori i suoni che il loro abbrutimento aveva arrugginito portando loro sollievo.

Tra le mura del Villaggio della Carità di Don Orione a Camaldoli, vive Giovanni e anche per lui le parole e le poesie sono un “balsamo per l’animo”. Quando riesce a scrivere o a recitare i suoi versi le sue difficoltà psichiatriche  sembrano affievolirsi e i suoi occhi brillano di serenità.

Vi proponiamo una sua poesia.


Sorge il sole tra gli antichi colli
Immersi da verdi boschi in fiore
Sotto il vol di passerotti folli
E sulla tela di un grande pittore
Nasce per incanto
Col suo grande fascino d’autore
E nel cammin del suo cuore selvaggio
Cade a strapiombo una pertica erbosa
Sorta da alberi altissimi e scrostati

Qui la natura si mostra grandiosa
A colui che l’ammira giocondo circondato da ogni bella cosa

Essa è la ricchezza del mondo
Perché è stata creata con maestria
E con immenso senso profondo
Da Dio che ha tracciato l’erba via

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Da diversi anni, l'opera Don Orione in Italia ha intrapreso un percorso di formazione e aggionamento per il suo personale.

I corsi di formazione servono a mantenere alta la qualità del servizio, a sostenre la motivazione dei lavoratori e ad aggiornare le proprie competenze: tra queste, è stato scelto un modello di intervento per le persone fragili denominato Qualità di Vita.

Tra i diversi approcci teorici, questo si avvicina maggiormente a quell'attenzione ai "desamparados", coloro che non hanno appiglio o riparo, che aveva San Luigi Orione. Il modello della Qualità di Vita, infatti, pone al centro la persona. Ciascuno di noi, anziano, disabile o normodotato, attribuisce un valore agli aspetti che caratterizzano la vita personale, quali tempo libero, studio, occupazione, relazioni sociali, autodeterminazione, inclusione sociale. Tramite gli strumenti ideati all'interno del paradigma della Qualità di Vita, è possibile dare un valore misurabile di questa qualità, con metodi quantitativi e qualitativi e con indicatori di tipo sia generale che soggettivo, multidimensionale e strettamente legato al giudizio personale.

In questo modo, la persona può esprimere il proprio grado di soddisfazione nelle principali aree della vita e l'èquipe può lavorare per riuscire a ridurre la discrepanza tra le necessità soddisfatte e quelle che non lo sono.

Questi i temi della formazione svoltasi lo scorso 22 ottobre a Ercolano, presso il Centro Don Orione, che ospita adulti disabili. Tra i relatori il prof. Roberto Franchini, responsabile dell'area strategica dell'opera don Orione in Italia, il dott. Marco Bertelli, psichiatra e psicoterapeuta, direttore Scientifico CREA (Centro Ricerca E Ambulatori), Fondazione San Sebastiano, Firenze, la dott.ssa Elisa Bonauguro responsabile tecnico del Centro Don Orione di Ercolano.

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Lunedì, 22 Ottobre 2018

Firenze - Vittoria!

Vittoria! Uno degli ospiti dell'Istituto Don Orione di Firenze si è aggiudicato un premio alla rassegna artistica "Artisticamente". 

Ma la vera vittoria è stata partecipare per la prima volta a questo festival d'arte organizzato dal CTE (Centro Terapeutico Europeo) di Rignano sull'Arno, un evento ormai giunto alla sua decima edizione. Questa manifestazione coinvolge molti centri che si occupano di disabilità in tutta la Toscana.

 Le opere artistiche coprono un ampio ventaglio di stili, dalla pittura al legno, dal collage all'utilizzo di materiali di recupero: tutte saranno esposte in una mostra presso le stanze del Consiglio regionale della Toscana a Firenze.

Gli ospiti del centro Don Orione, dopo la cerimonia di premiazione, hanno continuato la giornata con un pranzo insieme e la visita all'inaugurazione di un nuovo centro ippico: momenti di svago e di amicizia, momenti per assaporare insieme le bellezze dell'arte e della natura.

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Venerdì, 19 Ottobre 2018

Seregno - Festa d’autunno

Nell'aria del Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno si respira profumo dolce di vin brûlé, le caldarroste scoppiettano sul fuoco, i colori dell'autunno, giallo, arancione e rosso, che fanno da padroni ad una splendida e soleggiata domenica di metà ottobre. Fuori dalle porte della Casa uno spaventapasseri, circondato da balle di fieno, ha accolto le tante persone che hanno partecipato alla 1° edizione della Festa d'autunno.

La festa si è aperta con l'animazione scoppiettante degli amici Max & Frank che con le loro musiche moderne, ma anche qualcuna “vintage”, hanno fatto ballare e cantare chi era presente per poi proseguire con il tanto atteso spettacolo dell’ospite speciale Ercolino e gli “Amis de l’osteria”: un’esibizione di musica folkloristica milanese che ha portato alla mente tanti ricordi e che ha regalato un sorriso sul volto di ogni persona.

Non sono mancati i saluti e ringraziamenti: Silvia, una delle organizzatrici dell'evento, ha colto l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato. La parola è poi passata all'assessore delle politiche sociali, la sig.ra Cappelli, che ricorda che la Città di Seregno è sempre vicina alla Casa orionina e sempre pronta a sostenerla. Per finire, il discorso di Giampiero - ospite della Casa -, un discorso sempre atteso, pieno di gioia, affetto e gratitudine.

Tra un’esibizione e l’altra il “punto ristoro” ha offerto varie prelibatezze dolci e salate con cui fare merenda: torte al cioccolato e alla frutta, patatine fritte e salamelle, il tutto accompagnato da fresche bibite.

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Venerdì, 19 Ottobre 2018

La cura pastorale del malato

L'Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI, Conferenza Episcopale Italiana, promuove un corso di formazione per operatori di pastorale della salute, cappellani di nuova nomina e loro collaboratori.

Il corso, che si terrà ad Assisi dal 18 al 23 novembre 2018, vuole offrire a cappellani e operatori pastorali che iniziano questo ministero o che sentono l’esigenza di un’ulteriore preparazione, alcuni elementi fondamentali di pastorale della salute.
Essere accanto al malato, come «presenza e azione della Chiesa per recare la luce e la grazia del Signore a coloro che soffrono e a quanti se ne prendono cura» (cfr La pastorale della salute nella Chiesa italiana n. 19) è un compito prezioso e delicato che necessita passione e formazione.

QUI il programma

QUI le informazioni logistiche

Clicca QUI per iscriverti

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Mercoledì, 17 Ottobre 2018

Genova - Spazio allo yoga

Lo yoga nella sua accezione di esercizio ginnico/ginnastica dolce può dare numerosi benefici in termini di benessere psico-fisico. Secondo una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Psychiatry nel 2017, infatti, lo yoga sembra produrre effetti benefici sui principali disturbi psichiatrici. Nello specifico, i ricercatori statunitensi Balasubramaniam, Telles e Murali Doraiswamy del Duke University Medical Center hanno analizzato oltre 100 studi sullo yoga, focalizzando l’attenzione su sedici di questi ad alta qualità, per valutarne gli effetti su disturbi psichiatrici come la depressione, la schizofrenia, l’ADHD (la sindrome da iperattività e deficit di attenzione), problemi e deficit cognitivi, i disturbi del sonno e i disturbi alimentari.

Perché, dunque, non sperimentare questa tecnica anche nelle nostre Case?
È nato così il “Gruppo Yoga” del Villaggio della Carità Don Orione Genova Camaldoli che ogni giovedì mattina si riunisce per praticare questa ginnastica dolce e assaporarne i benefici. Dopo circa un anno di lavoro, infatti, tutti i partecipanti hanno visto migliorare sensibilmente il loro livello di equilibrio, elasticità e benessere emotivo, giovandone nella quotidianità.

Secondo Wallace J. Nichols, autrice di Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In, On, or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, and Better at What You Do, il suono, gli odori e la sensazione provocata dal mare e dalla spiaggia consentono alla mente di rilassarsi e di raggiungere uno stato ideale per la pratica dello yoga e, soprattutto, per portare la pratica ad un livello più alto e personale.
Durante la bella stagione, vista la vicinanza al mare, l’attività si è trasferita in spiaggia, dando così un tocco stagionale e innovativo a questa esperienza che ha appassionato e sta appassionando tutti i signori che hanno deciso di aderire.

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